Archivio | marzo 15, 2013

Marta Grande, la laurea e Wikipedia: tutta la storia / Lauree, master e fango, di Marta Grande

UNA TEMPESTA IN UN BICCHIER D’ACQUA

Ma quanto sono bravi quelli di ‘Libero’ ed ‘Il Giornale’ a fare le pulci agli avversari politici del loro mentore di sempre… Fossero così solerti anche nelle faccenduole del Cavaliere dello Stivale sarebbe opera meritoria nonché, nell’evidenza, fantascientifica (giacchè non avverrà mai). Attaccare la Grande su tali disquisizioni è proprio raschiare il fondo del barile. Poveretti.

mauro

https://i0.wp.com/www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2013/03/marta-grande-laurea1.jpg

Marta Grande, la laurea e Wikipedia: tutta la storia

15/03/2013 – Libero e Giornale attaccano la neo eletta di aver mentito sui titoli di studio. Ma la questione è legata ai differenti sistemi universitari e ai titoli rilasciati

.

.

Dopo Oscar Giannino, anche la grillina Marta Grande ha mentito sui titoli di studio? Più che una bugia, è una questione di differenti sistemi universitari. Libero e Giornale hanno attaccato la giovane “cittadina” eletta nel Movimento 5 Stelle, ritenuta colpevole di aver mentito sulle lauree e titoli di studio dichiarati nel proprio curriculum, proprio come  il giornalista che si è dimesso da presidente di Fare per fermare il declino, poco prima delle elezioni. I due quotidiani hanno anche parlato delle modifiche avvenute nella pagina Wikipedia dedicata alla neo eletta, che ha sostituito la voce “laurea” con i titoli (“bachelor of Art” e “Master of Art”) previsti nel sistema anglosassone, in questo caso negli Stati Uniti, dato che Grande ha studiato all’Università dell’Alabama a Huntsville. Prima di tornare in Italia. Ma andiamo per ordine.

LE ACCUSE DI LIBERO E DEL GIORNALE ALLA GRANDE – Marta Grande, che dice di ispirarsi a Nilde Iotti, era stata attaccata da Libero, perché – come riportava – aveva dichiarato “come le sue lauree non avessero valore in Italia”. Così il quotidiano ne ha approfittato per controllare il curriculum dichiarato dalla ragazza, sia in base a quanto dichiarato sul sito del M5S, che sulla stessa pagina di Wikipedia a lei dedicata, modificata l’ultima volta questa notte alle 00.35. E riporta come “senza fonte” le voci sui suoi titoli.

Samsung Debuts Its New Flagship Smartphone, The Galaxy S IV

Ecco quanto scrive Enrico Paoli, che ha cercato di ricostruire la vicenda nel quotidiano diretto da Belpietro. Parlando di una vera bufala:

Procediamo con ordine. Sito del Movimento 5 Stelle, sezione dedicata agli eletti alla Camera: «Sono nata a Civitavecchia dove ho conseguito il diploma scientifico; mi laureo nel 2009 in lingue e commercio internazionale presso l’Università dell’Alabama in Huntsville. Successivamente, tornata in Italia, conseguo un Master in Studi Europei. Attualmente mi sto laureando in Relazioni Internazionali presso l’Università di Roma Tre». E ancora: «Nell’estate 2012 seguo un corso in relazioni internazionali alla Peking University in Cina, in particolare sulla transizione di potere a livello internazionale, il declino occidentale e le nuove relazioni internazionali del ventunesimo secolo».

I due quotidiani infatti hanno pensato di andare a controllare se le informazioni sono vere. Chiedendo alla stessa Marta Grande:

“Grande? «Sì, sono io». Ma lei è laureata o no? «Certo che domande… vada a controllare sul sito». Ma è saltato fuori che i suoi titoli non sono validi? «Io non ho detto nulla di tutto questo». Vero parlano gli atti. Anzi, la rete, tanto cara ai grillini.

Con tanto di sentenza, quando si legge: “Altro che cittadini contro la Casta. Stare in parlamento comporta qualche costo. Come quello sulla trasparenza”, che la ragazza non avrebbe rispettato. Ecco perché, si prova a spiegare la bugia della neo eletta a 5 stelle, parlando delle modifiche realizzate sul sito di Wikipedia:

“La pagina a lei dedicata, alle 13.43 di ieri (l’ultimo aggiornamento è delle delle 10.13 del 14 marzo 2013) afferma che la deputata grillina è in possesso del seguente titolo di studio: «Laurea in lingue e commercio internazionale ». Secondo la nota biografica, in realtà, si tratta di un «Bachelor of Art», un diploma universitario e nulla più. Parliamo con la diretta interessata che conferma la laurea. Torniamo su Wikipedia, allora. E qui arriva la sorpresa. La pagina, alle 14.59 del 14 marzo 2013, è stata completamente modificata e la laurea è sparita. Alla voce «Titolo di studio» c’è solo «Bachelor of Arts in Foreign Languages and International Trade». Nelle note qualche dettaglio in più. «Dal 2007 al 2009, a Huntsville negli Stati Uniti d’America, ha frequentato il Corso Flit – Foreign Languages and International Trade (Corso di Lingue straniere e commercio internazionale)» e nel nel 2009 consegue il relativo «Bachelor of Arts, diploma universitario ». Che non è una laurea, ma solo un corso biennale. L’unica certezza è che, dal 2010, sta frequentando il «Corso di laurea magistrale in Relazioni internazionali presso la Facoltà di Scienze politiche, dell’Università degli Studi Roma Tre». Beh, per una che Repubblica aveva già beatificato come la nuova Pivetti, una bella bocciatura. Con o senza laurea, come insegna Oscar Giannino.

.

marta-grande-laurea
.

TITOLI DI STUDIO DIFFERENTI – Il punto non è però tanto quello della pagina modificata su Wikipedia, quanto quello del valore legale dei suoi titoli, conseguiti tra Alabama e Roma. La Grande parla anche di un corso estivo frequentato in Cina, a Pechino, che però non ha nessun valore, essendo soltanto una scuola estiva. Si legge sulla stessa Wikipedia:

“Nell’estate 2012, a Pechino in Cina, ha frequentato la LSE-PKU Summer School 2012 (Scuola Estiva 2012 LSE-PKU), incentrata sulle relazioni internazionali, in particolare sulla transizione di potere a livello internazionale, il declino occidentale e le nuove relazioni internazionali del XXI secolo, presso l’Università di Pechino, organizzata dalla London School of Economics and Political Science. Nel 2012 consegue il relativo Certificato”

Si parla quindi di semplice “certificato conseguito”, che non ha certo valore di laurea. Diversa la questione relativa ai suoi due titoli di studio: ovvero il Bachelor of Arts e il Master of Art, conseguiti tra Alabama e Roma, come si legge sull’ultima versione di Wikipedia:

Dal 2007 al 2009, a Huntsville negli Stati Uniti d’America, ha frequentato il Corso FLIT – Foreign Languages and International Trade (Corso di Lingue straniere e commercio internazionale, 63 ore) presso il Department of Foreign Languages and Literatures (Dipartimento di Lingue e letterature straniere) del CLA – College of Liberal Art (Collegio delle Arti Liberali) in collaborazione con il CAS – College of Administrative Science (Collegio di Scienze Amministrative), dell’ UAH – University of Alabama in Huntsville (Università dell’Alabama a Huntsville). Nel 2009 consegue il relativo Bachelor of Arts. [senza fonte]

Dal 2009 al 2010, a Roma in Italia, ha frequentato il MES – Master of Arts in European Studies (Master in Studi europei) presso la SOG – School of Government, della LUISS. Nel 2010 consegue il relativo Master of Arts con la tesi “Multi-lateralism and the harmonious society: challenges for transatlantic relations” (“Multilateralismo e lo sviluppo armonioso della società: le sfide per le relazioni transatlantiche”), con relatore il Professor Jolyon Howorth

Ma di cosa si tratta esattamente quando si parla di questi titoli di studio?Non sono “lauree” se si utilizza lo stretto senso del termine italiano, bensì i titoli di studio universitari rilasciati in base al sistema universitario degli Stati Uniti. Per ordine, il Bachelor of Art, come si legge su Wikipedia è il seguente:

Il corso del Bachelor of arts (B.A., letteralmente “baccellierato in arti”) dura in generale tre anni nel Regno Unito (salvo che in Scozia), in Nuova Zelanda, in Australia e nel Québec e quattro anni negli Stati Uniti, in Irlanda, in Scozia e nel resto del Canada. Negli Stati Uniti e in Canada, un bachelor of arts esige che lo studente abbia frequentato una maggioranza dei suoi corsi (la metà o i tre quarti) nelle arti, termine che raggruppa le scienze sociali, le lettere, la musica o le arti plastiche. Si dà questo titolo anche agli studenti che abbiano seguito principalmente corsi nei campi delle scienze fisiche come la biologia e la chimica. Questo è frequente in alcune delle più prestigiose università statunitensi della Ivy League, come l’Università di Princeton, e le scuole superiori.

Su un altro sito specializzato in studi esteri si chiarisce come laurea e Bachelor non siano la stessa cosa, ma come garantiscano la possibilità di conseguire gli stessi crediti formativi, in modo da richiedere poi il riconoscimento da parte dello Stato Italiano:

No, non sono la stessa cosa. Il titolo conseguito presso SAE Institute è una laurea triennale inglese e il suo nome è “Bachelor of Arts (Hons.)”. Si tratta di un titolo estero che conferisce lo stesso numero di CFU di una laurea italiana, ma rimane un titolo estero! Come tutti i titoli esteri, esso può essere riconosciuto dallo stato italiano tramite una semplice procedura, la dichiarazione di valore in loco.

Più simile al “diploma universitario” di cui parlano Libero e Giornale. Al contrario, il Master of Art, come spiega Wikipedia, negli Stati Uniti è equiparabile alla laurea magistrale italiana:

Il Master of Arts (M.A., MA, A.M., or AM) dal latino Magister Artium, è un titolo di studio universitario generalmente equivalente alla laurea magistrale rilasciata dalle università italiane.

Quindi, più che bufale, una questione di differenti sistemi universitari.

Edit: Fabio, via mail ci fa notare che sul sito dell’università dell’Alabama emergono questi requisiti per il B.A. :

How Many Hours Are Required To Get A Bachelor’s Degree at UA? Bachelor’s degrees in general are designed to be completed in four years provided the student takes the program as a full-time student. The credit hours in general can run from 120 to 147. However, how long it takes to complete in reality is dependent on several issues.

Registriamo che si parla di “credit hours”, che non corrisponderebbero alle 63 ore effettive di cui parlava wikipedia per il corso FLIT che la Grande ha dichiarato di frequentare (ovvero questo ) e dove ha conseguito “la laurea” nel 2009. O meglio il Bachelor’s Art, più correttamente dato che è un corso biennale, diverso dalla laurea – come abbiamo scritto – ma che darebbe la possibilità di farsi riconoscere gli stessi crediti formativi. Nel frattempo però la pagina di Wikipedia è stato modificata di nuovo, inserita tra quelle “proposte per la cancellazione” e scomparse le informazioni sul titolo di studio. Ma la Grande ha pubblicato i titoli qui. Ciascuno è libero di giudicare.

.

fonte giornalettismo.com

_______________________________________________

Lauree, master e fango

Scritto da il marzo 15, 2013 in Blog | 127 commenti

In relazione a quanto riportato da un recente articolo comparso sul quotidiano “Libero”, dove si insinuano illazioni sulla veridicità dei miei titoli accademici, ritengo sia necessario fare un po’ di chiarezza.

In nessun luogo ricordo di aver discusso in merito alla validità o meno della mia laurea conseguita in USA, di quanto o come questa possa avere una validità legale nel nostro paese, quantunque si legga il contrario ed alla mistificazione si sia aggiunto un alone di confusione tanto fuorviante quanto inutile.

Ho conseguito una laurea “Bachelor of Art” in Alabama, cui si accede dopo aver superato un esame dopo le scuole superiori. Un documento del consolato di Miami attesta a chiare lettere che il titolo ha valenza -cosa del resto ovvia- sul territorio statunitense ed offre la possibilità di continuare gli studi iscrivendosi ad un master di primo livello (del resto, anche in Italia, vi si accede non prima di aver conseguito una laurea triennale).
Perciò, in seguito al tanto bistrattato titolo a stelle e strisce, mi sono iscritta al suddetto master in “Studi Europei” presso la “Luiss School of Government”.

Altra cosa è il corso (non master, come erroneamente ha riportato certa stampa) che quest’estate ho seguito a Pechino, sempre in studi internazionali.

Attualmente sono iscritta al corso di laurea magistrale in “Relazioni Internazionali” presso l’università degli studi “Roma Tre”, per il conseguimento della quale devo solamente discutere la tesi, cosa che per la verità avevo preventivato di fare poche settimane prima della mia elezione alla Camera e che per ragionevoli motivi ho dovuto posticipare, mi auguro solo di qualche mese.

Voglio però cogliere questa occasione e concedermi il lusso di fare alcune considerazioni di carattere umano prima ancora che politico, poichè ne sento la necessità anche e soprattutto in virtù del ruolo che sono stata chiamata a ricoprire.

In questi giorni, con tutta me stessa, ho tentato di mantenere un profilo basso, sottraendomi alla gogna mediatica cui sono stata sottoposta. Ho dovuto leggere ed ascoltare di tutto, sfuggendo, come meglio ho potuto, ad un vero e proprio “stalking” da parte di giornalisti (o sedicenti tali), fotografi e cronisti.

Altri signori, sicuramente non io, fino al giorno di ieri hanno pubblicizzato la mia possibile elezione a presidente della Camera, ne hanno parlato in molti, tra televisioni e giornali, senza che io ne venissi informata. Il buon senso, unitamente ai miei più cari affetti, mi hanno suggerito di lasciare che il “fuoco” del circuito mediatico si spegnesse naturalmente, come spero e credo avverrà, questo nobile e prestigioso incarico non ha mai rappresentato per me una priorità, sebbene più di qualcuno continui, con inaudito cinismo, ad affermare il contrario.

Ho 25 anni, sono una Cittadina, l’elezione alla Camera rappresenta per me già un’enorme assunzione di responsabilità. Quel che voglio ora è solamente cercare di svolgere il mio ruolo nel migliore dei modi, sperando che mi si lasci lavorare serenamente per il bene del mio Paese e di quanti, e non solo, mi hanno votata.

I miei titoli accademici

1 2
3 4

.

fonte martagrande.it

Bossi durissimo contro Maroni “Ha un culo largo per stare su più poltrone”

Bossi durissimo contro Maroni "Ha un culo largo per stare su più poltrone"
Umberto Bossi e Roberto Maroni

Bossi durissimo contro Maroni
“Ha un culo largo per stare su più poltrone”

Il senatur afferma che da mesi il segretario della Lega dice di volersi dimettere, ma alla fine non lo fa. “La base è in subbuglio, bisogna sempre mantenere la parola data”. Sulla legislatura: “Torneremo a votare a giugno”. La replica di Maroni: “Le mie dimissioni sono state respinte dal Consiglio federale. Ora basta!”

.

Umberto Bossi usa parole dure contro il segretario della Lega e neo governatore della Lombardia. Parlando con i giornalisti alla Camera, il senature afferma che “Maroni da sei mesi dice ‘mi dimetto'”, dopo l’elezione alla presidenza della regione, “poi, all’ultimo momento, si è accorto di avere il culo molto più largo, per poter stare su molte poltrone”.

Ma, osserva Bossi, “la Lega è in subbuglio, perchè è sempre stata abituata ad avere un segretario che mantiene la parola. Bisogna sempre mantenere la parola”. “La strategia di Maroni è quella di non dare importanza a Roma e di darla solo al nord. Ma come fai se Roma un importanza la ha?”.

Secca la risposta del neo presidente della regione Lombardia: “Lunedì scorso, come promesso, ho presentato le mie dimissioni al Consiglio Federale. Il Consiglio le ha respinte all’unanimità: adesso basta”.

Il senatur ha parlato anche della legislatura: “Stando così le cose si andrà al voto molto presto. Mi sembra che possa durare poco, difficilmente arriverà a giugno”.

Sul governo possibile, Bossi è stato ancora più categorico: “Appoggiare un governo targato Pd sarebbe passare da traditori rispetto a Berlusconi”. “Il Cavaliere ha fatto vincere Maroni in Lombardia – sottolinea Bossi – e allora come si fa” ad appoggiare un governo del Pd, visto che poi “siamo assieme anche in Veneto… Come si fa…”. Detto questo, per Bossi “se un governo si mette in piedi poi non c’è più niente che lo butta giù…”. “Se Berlusconi non è contrario, a fare un governo con il Pd, lo faccia lui… Non tocca a noi fare il primo passo”.

E sui processi a Berlusconi, il senatur non usa mezze parole: C’è un accanimento giudiziario nei sui confronti? a prima vista sembrerebbe di sì”.

Su Grillo, infine, il giudizio di Bossi è netto: “Grillo farà fatica a far entrare il suo schema in Parlamento: lui non vuole essere parlamentarizzato, ma alla fine sarà costretto a fare dei cambiamenti”. (15 marzo 2013)

.

fonte repubblica.it

Elezione presidenti, terza fumata nera alla Camera. Due tentativi al Senato, nulla di fatto. Vendola apre a presidente M5s

https://solleviamoci.files.wordpress.com/2013/03/camera.jpg
fonte immagine

Elezione presidenti, terza fumata nera alla Camera. Due tentativi al Senato, nulla di fatto. Vendola apre a presidente M5s

a cura di , e . Sms live di ed Cronologia articolo15 marzo 2013

.

Al via la XVII legislatura ma in un quadro di incertezza. Il bilancio finale nel primo giorno di scuola parla di due “fumate nere” al Senato e tre alla Camera, nelle votazioni per l’elezione, da parte dei i neo eletti, dei presidenti dei due rami del Parlamento. Si riprende domani mattina: al Senato, con la terza votazione; alla Camera con la quarta. Per ora, dunque, l’intesa non c’è.

Alla Camera il terzo scrutinio ha visto, come nelle occasioni precedenti, i deputati di Pd, Pdl, e Scelta civica astenersi. I parlamentari M5S hanno votato il loro candidato, Roberto Fico, che ha ricevuto 113 voti a fronte di 428 schede bianche. Nella quarta votazione di domani il quorum scenderà dai due terzi dei votanti alla maggioranza. A quel punto il centrosinistra, se sceglierà questa soluzione, potrà essere in grado di eleggere direttamente un proprio candidato. Nulla di fatto anche al Senato: nella seconda votazione le schede bianche sono state 223. Al grillino Orellana sono andati 52 voti, 12 a Sibilia, 8 a Marino, 5 a Esposito, 3 a Casson, 2 a Scilipoti, 1 a Casini, 1 a Gentile. Schede nulle: 3. Presenti 311, votanti 311, maggioranza 160. Domani sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando anche le schede bianche. «La soluzione che noi caldeggiamo è Anna Finocchiaro qui al Senato e un Pdl alla Camera», spiega il capogruppo del Carroccio al Senato, Massimo Bitonci. In mattinata, all’apertura dei lavori, rinuncia subito una senatrice grillina. Tra i subentranti del Pdl spiccano Scilipoti e Minzolini. La cronaca della giornata.

Ore 19,40. Terza fumata nera alla Camera, domani quarto tentativo
Ancora una fumata nera in Aula a Montecitorio al terzo scrutinio per l’elezione del presidente della Camera. Le schede bianche sono state 428, 113 i voti per il candidato del Movimento 5 Stelle Roberto Fico, 9 le schede nulle. Al quarto scrutinio si svolgerà domani mattina dalle 11.

Ore 19,18. Verso terza fumata nera alla Camera
Si va verso l’ennesima fumata nera alla Camera. L’Aula ha votato per la terza volta per eleggere il suo presidente. Lo scrutinio è ancora in corso ma il quorum non è raggiungibile.

Ore 19,11. Calderoli (Lega): senza accordo non votiamo candidato Pd
«Senza un accordo complessivo riguardante le Presidenze delle Camere e il Governo, la Lega non voterà al Senato il candidato del Pd». Lo sottolinea Roberto Calderoli, conversando con i giornalisti a palazzo Madama. La Lega esclude di poter votare Orellana (ill candidato di M5s, ndr) e non pensa che il Pdl possa votare Monti o Casini. «L’unica soluzione – prosegue Calderoli – é un accordo complessivo: la Camera al Pdl, il Senato al Pd, un governo di emergenza nazionale con Pd, Pdl, Monti e la Lega».

Ore 19,12. Monti al Colle per incontrare Napolitano
Il presidente del Consiglio Mario Monti ha varcato, intorno alle 19, il portone del Quirinale per essere ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ore 19,01. Anche Casini ha partecipato a vertice Pd alla Camera
Anche Pier Ferdinando Casini ha partecipato alla riunione in corso nello studio di Pier Luigi Bersani, alla Camera, tra il segretario Pd, Enrico Letta e Dario Franceschini. Uscito dall’incontro, Casini ha chiarito che «non abbiamo partecipato a un vertice, abbiamo solo salutato un amico…».

**

Ore 16,36. Seconda fumata nera alla Camera
Fumata nera anche per la seconda votazione alla Camera: lo scrutinio è ancora in corso ma il quorum dei due terzi è già da ora irragiungibile.

Ore 16,15. Alla Camera terminato secondo scrutinio
È terminato alle 16.15 alla Camera il secondo scrutinio per la scelta del presidente. In caso di nuova fumata nera, appena finito lo spoglio delle schede si procederà a una terza votazione.

Ore 16,09. Al via la seconda votazione al Senato
È cominciata da pochi minuti la seconda votazione per eleggere il presidente del Senato. Come per il primo scrutinio, serve la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea: 160 voti.

Ore 15,55. Bossi: l’accordo con il Pd lo faccia Berlusconi
Sull’ipotesi di una trattativa in corso tra Pd e Lega per la presidenza del Senato il Senatur non si sbottona. Umberto Bossi affida a Berlusconi il compito di trattare con i democratici: «Se Berlusconi non è contrario a un accordo con il Pd lo faccia lui un accordo. Non sta a noi il primo passo». Il leader leghista lancia poi l’ipotesi Giulio Tremonti per il Quirinale.

Ore 15,47. Vendola spinge per la presidenza della Camera al M5S
Sel continua a spingere per una convergenza del centrosinistra sul candidato grillino alla guida di Montecitorio. Ad auspicarlo è Nichi Vendola in una conferenza stampa a Montecitorio: «Spero si determini una scelta in favore di un candidato del Movimento 5 Stelle».

Ore 15,40. No del Pdl all’ipotesi Monti presidente
Anche dal Pdl arrivano fernate su Monti presidente a Palazzo Madama. AI microfoni di Tgcom 24 Beatrice Lorenzin la definisce «una cosa incredibile perché non capisco da cosa nasce. C’è un accordo di governo – spiega – o c’è il Pd che cerca solo una maggioranza a qualsiasi costo. Sono chiacchiere».

Ore 15,30. Democratici preoccupati per una presidenza Monti al Senato
L’ipotesi di una presidenza Monti al Senato non convincerebbe fino in fondo il Pd. I democratici sarebbero preoccupati del vuoto al vertice del Governo che si creerebbe fino alla nascita del nuovo Esecutivo. Con le possibili conseguenze di instabilità che questa situazione provocherebbe anche all’estero e sui mercati.

Ore 15,18. M5s, Crimi nega la defezione dei grillini su Orellana
Sono stati 52 i voti che il candidato del Movimento cinque stelle alla presidenza del Senato Luis Alberto Orellana ha raccolto nella prima votazione a Palazzo Madama. Nessuna defezione – i senatori grillini sono 54 – perchè, spiega il capogruppo Vito Crimi, «Orellana non ha votato per se stesso, lasciando scheda bianca» e la senatrice Giovanna Mangili si è dimessa e non è ancora stata sostituita.

Ore 15,15. Olivero: Monti presidente Senato con governo larghe intese
«Mario Monti non sta cercando di diventare presidente del Senato, tuttavia sarebbe disponibile a questa ipotesi solo nel quadro di un governo di larghe intese». Lo spiega Andrea Olivero, coordinatore politico di Scelta Civica.

Ore 15,11. Grillo sul blog: P2 al governo, come sempre
«Licio Gelli presidente della Repubblica. Silvio Berlusconi tessera numero 1816, ministro della Giustizia. Fabrizio Cicchitto tessera numero 2232, presidente Copasir!». È l’ultima provocazione di Beppe Grillo che rilancia sul suo blog un articolo a firma di Nicola Biondo dal titolo: “P2 al governo: come sempre”.

documenti

Ore 14,52. Camera, al via seconda votazione
È in corso nell’Aula della Camera la seconda votazione per l’elezione del presidente. Il quorum richiesto in questa votazione è la maggioranza dei due terzi considerando anche le schede bianche.

Ore 14,48. Lombardi (M5S): giornata inutile, bruciati 420mila euro
Il M5S critica la lentezza delle operazioni di voto alla Camera per l’elezione del presidente «È uno spreco di denaro pubblico perché, con un metodo normale, una votazione del genere si potrebbe effettuare in mezz’ora» spiega spiega Roberta Lombardi, capogruppo designato alla Camera. «Abbiamo calcolato che si sprecano 420mila euro».

Ore 14,11. Alla Camera vincono le schede bianche, a Fico (M5S) 108 voti
Nella prima votazione per il presidente della Camera, 459 deputati hanno lasciato la scheda bianca. Roberto Fico (M5S) ha ottenuto 108 voti. Il quorum richiesto era di 420 (pari alla maggioranza dei due terzi dei componenti dell’assemblea). Dalla seconda votazione (in programma alle 14,45) per essere eletti bisogna ottenere voti di almeno due terzi dei votanti. Si contano anche le schede bianche.

Ore 14,01. I conti del M5S non tornano
Con i 52 voti il grillino Orellana è risultato il candidato più votato. Ma all’appello manca comunque un voto. Considerando che i componenti del M5S a Palazzo Madama sono 54 e che Giovanna Mangili ha comunicato le dimissioni prima ancora che iniziasse la seduta.

Ore 13,55. Prove di pic-nic a Montecitorio
Due neo-deputate del Pd escono dalla buvette con piatto in mano e bichiere per mangiare sui divanetti del Transatlantico: vengono avvertite dei giornalisti che è vietato e tornano indietro.

.

articoli correlati

.

fonte ilsole24ore.com