Archivio | marzo 16, 2013

SPERIAMO CHE COL TEMPO SE NE RICORDI… – Il Papa: «Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!»

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Papa Francesco – Jorge Mario Bergoglio – bacia i piedi a un malato di AIDS – fonte immagine

Il Papa: «Vorrei una chiesa povera»

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Città del Vaticano – «Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!». Viene proprio dal cuore, a Papa Francesco, l’esclamazione che regala ai circa seimila giornalisti accorsi oggi all’udienza nell’Aula Paolo VI. Il Pontefice racconta come ha scelto il nome del santo di Assisi, di quando il suo vicino al Conclave, il cardinale brasiliano Claudio Hummes, al momento del raggiunto quorum di 77 voti lo ha abbracciato e gli ha detto «Non dimenticarti dei poveri!».

Il nome del santo di Assisi, «l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che custodisce il creato», gli è rimasto allora nella mente e «nel cuore», diventando il sigillo programmatico del suo papato, appunto di «una Chiesa povera e per i poveri».

Agli operatori dei media presenti a Roma in occasione del Conclave – «in questo periodo così intenso, iniziato con il sorprendete annuncio del mio venerato predecessore Benedetto XVI, l’11 febbraio scorso» -, in migliaia messisi in fila anche con i familiari per entrare alla Sala Nervi, il Papa ha rivolto «un ringraziamento speciale» per «il qualificato servizio dei giorni scorsi». Aggiungendo anche una nota scherzosa: «Avete lavorato, eh! avete lavorato!», che strappa una risata a tutti e uno dei tanti applausi della mattinata.

Bergoglio ha sottolineato poi la necessità di «osservare e presentare questi eventi della storia della Chiesa tenendo conto della prospettiva più giusta in cui devono essere letti, quella della fede». Gli eventi ecclesiali, ha detto il Papa, non rispondono a categorie «mondane». La Chiesa, «pur essendo certamente anche un’istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale».

L’invito di Papa Francesco è stato a «cercare di conoscere sempre più la vera natura della Chiesa e anche il suo cammino nel mondo, con le sue virtù e i suoi peccati». Il Pontefice ha esortato i giornalisti a una «particolare attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza: e questo ci rende particolarmente vicini – ha sottolineato -, perché la Chiesa esiste per comunicare proprio questo, la Verità, la Bontà e la Bellezza “in persona”». «Dovrebbe apparire chiaramente che siamo chiamati tutti – ha avvertito – non a comunicare noi stessi, ma questa triade esistenziale che confermano verità, bontà e bellezza».

In un clima anche informale e di grande spontaneità, tra battimani, sorrisi e battute, Bergoglio ha salutato personalmente alcuni dei giornalisti. «Vi voglio tanto bene, vi ringrazio per tutto quello che avete fatto», ha detto suscitando l’ennesimo applauso. Al termine, ha dato la sua benedizione a tutti, compresi gli atei. «Dato che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti – ha affermato in spagnolo -, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio». E anche questo appare come un segno di novità.

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fonte ilsecoloxix.it

DECRESCITA FELICE: IL SEMINARIO A PORTOGRUARO, PUOI PRENOTARTI QUI – Un piano B per salvare l’agricoltura

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Un piano B per salvare l’agricoltura

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di | 16 marzo 2013

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Ogm o cibi sani? Agricoltura industriale o riduzione di sprechi e abuso di sostanze nocive? L’agricoltura oggi è di fronte al bivio tra iper-industrializzazione e nuova agricoltura contadina. La seconda opzione risponde alle esigenze di nutrire il pianeta e di ricostruire e riprodurre l’agrobiodiversità minacciata, ma è osteggiata dalle multinazionali e dalle componenti intellettuali e sociali che si rifanno all’’deologia della crescita economica (e dei consumi) illimitata. Quelle che, per intenderci, si oppongono più o meno consapevolmente alla dimensione comunitaria e al valore delle tradizioni.

La nuova agricoltura contadina si accompagna a forme inedite di partenariato tra i proprietari della terra, i coltivatori, gli acquirenti; ma soprattutto consente ai giovani l’accesso alla terra, l’arresto del consumo di superfici coltivabili, ricostituisce legame sociale, promuove la partecipazione e la democrazia alimentare. L’agricoltura industriale si traduce invece in agrifinanziarizzazione, delocalizzazione, estensione della monocoltura e delle agro-energie, ulteriore perdita di terreno fertile. Porta con sé l’insicurezza alimentare, il land-grabbing, la privatizzazione e l’accaparramento delle risorse biologiche. In poche parole e in prospettiva: fame e guerre.

Anche in vista della prossima Politica Agricola Comune (Pac), che come tale dovrebbe essere una politica pubblica forte, capace di fornire un’alimentazione sana, di buona qualità, e bisognosa di avere sostenibilità ed equità come valori, bisogna fare i conti con diversi cambiamenti all’orizzonte. Uno su tutti, il rischio del venir meno di abbondante ed economica fornitura di petrolio: una eventualità che comporta il possibile blocco degli approvvigionamenti ai mercati alimentari, sempre più fondati sul trasporto di derrate alimentari da una parte all’altra del globo, e sull’energivora catena del freddo.

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Occorre iniziare a progettare ed attuare un piano B per l’agricoltura, per uscire da una condizione di dipendenza e fragilità, e per ridisegnare obiettivi e indirizzi di produzione che possano garantire la disponibilità di cibo non solo agli italiani, ma anche ai cittadini del resto del mondo. Un piano alimentare nazionale è la prima (sommaria) risposta alla riscoperta delle vocazioni alimentari della nostra penisola, ora ostaggio di ideologie insostenibili sotto ogni punto di vista, a partire dall’amore per le monocolture e l’abbondante uso di pesticidi.

I punti per implementare questo piano saranno esposti e discussi durante il Seminario Nazionale del Movimento Decrescita Felice sull’Agricoltura che si terrà a Portogruaro (VE), dal 22 al 24 marzo 2013. Un’occasione unica per confrontarsi su tematiche di primaria importanza, visto che riguardano tutti quanti; a partire dall’autosufficienza alimentare. Soprattutto considerando che entro la prossima estate i cittadini europei hanno modo di far capire alle istituzioni Ue che le decisioni sulla produzione di cibo riguardano più noi che loro. Ma anche che è più importante garantire a tutti di avere alimenti sani che far fare profitti alle multinazionali, magari cedendo alle crescenti pressioni delle lobby pro-Ogm.


Per facilitare l’organizzazione dell’evento ti preghiamo di iscriverti indicando le giornate che vuoi seguire e di prenotare i pranzi e le cene che desideri. Qui troverai anche le indicazioni di alcune strutture per l’alloggio durante il seminario. Se vuoi, condividi anche l’evento su Facebook, cliccando Qui.

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fonte ilfattoquotidiano.it

FEED RSS E NOI – Muore un lettore. E non è una notizia irrilevante / Farewell, Dear Reader

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La morte di un lettore

Google chiude il Reader, «il posto in cui organizzavamo la conoscenza». E forse accelera la decadenza di un formato aperto che ha segnato lo sviluppo della rete

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di Giuseppe Granieri
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«Gli RSS stavano morendo da anni», dice Felix Salmon delle Reuters. E «se Google chiude il suo Reader, ho paura che non resisteranno ancora a lungo».

La maggior parte delle persone che hanno cominciato ad avvicinarsi a Internet con Facebook magari non sanno cosa sono i «feed RSS». Si tratta di un formato aperto che, per dirla con Antonino Caffo, «permette agli utenti di iscriversi agli RSS preferiti di siti e blog per ricevere le notizie in un’unica interfaccia web simile ad una casella di posta elettronica». Aggiungi il sito o il blog che ti interessa e ricevi automaticamente gli aggiornamenti. Google Reader, che negli anni era diventato il principale «lettore» di RSS, chiuderà il primo luglio.

Non si tratta di una notizia irrilevante, perché tocca uno dei fattori più importanti della nostra information literacy. L’utilizzo di Google Reader e dei feed RSS era -ed è ancora- uno dei principali indicatori del livello di alfabetizzazione digitale. La prima cosa che spiegavo ai miei studenti -o a chi mi chiedeva consiglio- era proprio questa: se vuoi sopravvivere alla sovrabbondanza di informazioni, parti da Google Reader, seleziona le tue fonti e impara a seguirle con costanza.

Aprire il Reader è un po’ come leggere il giornale la mattina, solo che è un giornale fatto dalle tue «voci» preferite, che parlano degli argomenti che ti interessano. Una volta che hai raffinato il tuo sistema di fonti, non hai più bisogno di andare sui siti web e cercarti le cose. Se c’è una notizia che ti interessa, ti arriva.

Con il tempo, come nota anche Felix Salmon nella sua analisi, Google Reader è diventato un servizio che «nutriva altri servizi» più avanzati. Quasi tutte le app che portano gli RSS sugli smartphone si basano sul lettore di Mountain View. E sono nati prodotti più evoluti che prendono le tue iscrizioni e ti impaginano le notizie in maniera più accattivante.

Tutto questo -ovviamente- ha generato un minor utilizzo diretto del servizio di Google, che tuttavia restava lì ad alimentare altre applicazioni. E questa è probabilmente una delle ragioni per cui a Mountain View hanno deciso di chiuderlo.

E forse non stiamo perdendo un prodotto cui siamo affezionati, ma qualcosa di più importante. Salmon ne parla come di un «servizio pubblico». Ed è una buona definizione, perché i feed RSS sono cresciuti collettivamente  e grazie al lavoro di evangelizzazione portato avanti dal basso, dalle persone più alfabetizzate, che dedicavano tempo a educare gli altri e i nuovi arrivati in rete.

Anni fa, quando in Italia iniziarono a diffondersi i blog, molte persone competenti portarono avanti discussioni e vere e proprie battaglie per far adottare i feed RSS ai giornali, ai grandi siti di informazione e alle piattaforme di blog che inizialmente non ne erano dotate. Gli RSS erano -e per molti di noi sono ancora- la spina dorsale dell’educazione all’informazione del mondo di oggi.

«Gli RSS erano un bellissimo formato aperto», conclude Salmon, «e ora stanno per essere rimpiazzati da formati proprietari come quelli di Facebook e di Twitter». Il pezzo si intitola: Did Google just kill RSS?

Non so se Salmon ha ragione e se davvero con la chiusura di Google Reader finiremo per usare sempre meno i feed RSS. Di sicuro la reazione alla notizia non è stata positiva. C’è stata una petizione che in poche ore ha raggiunto centomila firme (ma che difficilmente farà retrocedere Google dalla decisione). E migliaia di persone sono in cerca di un’alternativa.

Andrew Leonard, su Salon, ha scritto un epitaffio intitolato Death Of a Reader. E il New Yorker ha dedicato un bel pezzo al Google Reader, definendolo «il posto in cui organizzavamo la conoscenza». Il titolo è vagamente romantico: Farewell, Dear Google Reader.

Ma c’è anche chi ha opinioni più ottimistiche. Secondo John Jantsch, la chiusura del Reader potrebbe essere una cosa buona e potrebbe portare, invece che alla dismissione, a un nuova fase di innovazione per i feed RSS.

Come link bonus, questa settimana, il recap di Mark Coddington, per il Nieman Journalism lab: The lessons of Google Reader’s death, and the free labor of news sources.

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fonte lastampa.it

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March 15, 2013

Farewell, Dear Reader

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When I found out yesterday—via Twitter, of course—that Google would be shutting down its Google Reader, I felt a surprising wave of nostalgia. I don’t spend much time using Google Reader nowadays, but for a few years, when I was a newspaper columnist for the Boston Globe, it was the first Web site I saw in the morning and the last I saw before bed. I would spend hours every day in Reader, scrolling its lists, renaming its categories, opening its tiny menus, and clicking its little boxes. Hearing that Google Reader is shutting down is like hearing that your favorite old bookstore is closing—not the one you go to now, but the one you went to in college, where you bought “No Logo” and “The Unbearable Lightness of Being.” Oh, yeah…I used to spend a lot of time there.

Today, in an exploratory spirit, I logged back in. Google Reader, I discovered, is like an infinite attic. Inside it, your old interests, which you’ve outgrown or set aside, keep on growing. It’s as though your old passions wandered off and lived their own lives, without you.

Looking back through my Reader—number of unread posts, a thousand-plus—I was struck, first of all, by the categories I’d created, each representing some prior epoch of my life. Take, for example, “Web Design” (1999–2003). It was first assembled back when I was a professional Web designer (do people even call themselves “Web designers” now?), and it contains feeds for Web sites I haven’t thought about in a decade, like Signal vs. Noise, A List Apart, and Kaliber10000. (The feeds themselves were almost certainly imported from a pre-Reader app like NetNewsWire.) Looking through the folder, I can only conclude that, apparently, I used to know a lot about Web design. All that knowledge is gone now. I wonder: Will the same thing happen to the contents of the “Academia” (2003–2010) and “Dissertation” (2005–2012) folders? “Academia,” for its part, contains only one feed, for the “Call for Papers” Web site, which has hundreds and hundreds of unread posts. (Maybe if I’d participated in more symposia, I’d be an English professor now.) “Dissertation,” on the other hand, contains loads of saved JSTOR queries, as well as dozens of feeds for Web sites like Conscious Entities and The Stanford Encyclopedia of Philosophy. I still read those Web sites, even though I haven’t finished my dissertation, which raises an alarming question: what will I do when, or if, I move to a new R.S.S. reader? Will I create a new “Dissertation” folder? Or have I given up hope?

Other folders are narrower and more project-based. A surprisingly extensive “Style” folder (2005–2006) chronicles my attempts to transform from a schlub into a mensch. There’s a folder for “Interior Design” (2004–2005) from around the time my wife and I moved into our first apartment. The staggeringly ironic “Productivity” folder (1999–2009) is full of feeds like 43 Folders and ZenHabits; it surely represents thousands of hours of wasted time. In another folder, “Gift Ideas” (2003–present), there are more than a dozen blogs about women’s fashion; for years, I browsed that folder in search of presents for my wife. Looking through the feeds there—EvenCleveland, Garance Doré, Sea of Shoes, Tomboy Style, Wiksten, That Kind of Woman—I can’t help but marvel at how people’s lives have changed. Garance got together with The Sartorialist! Wiksten moved from Brooklyn to Iowa! Women’s style blogs, it turns out, are better than men’s because they’re full of personal details; men’s blogs are just photos of cars and pocket squares.

All of those feeds, meanwhile, are reminders of a more relaxed time—a time when Google Reader was, basically, for fun. That changed in 2010, when I took over a column called “Brainiac” in the Boston Globe’s Ideas section. As the Brainiac, I was responsible for writing a blog about new ideas. At the end of the week, three of the ideas would appear in a beautifully illustrated spread in the Sunday paper. Anything could be an idea: a new sculpture, a new building, a blog post, a just-written academic tome. Inside my Google Reader, this was the Cambrian explosion, Modernism, the Renaissance. All of a sudden there were lots of surprising new folders: “Architecture” (The Architect’s Newspaper), “Art” (ArtsJournal), “Economics” (Interfluidity), “Linguistics” (Language Log), and so on. (There are lots more, but I can’t give away all of my R.S.S. feeds.)

Just as a soldier lives for battle, just as a wolf lives for the hunt, so my Google Reader, I felt, was leading the life I was meant to lead. A few months in, after I’d carefully curated my feeds, my Reader really did seem to contain the entirety of the world of ideas. A few hours with Reader, and I could “read” The New Republic and The Wilson Quarterly, City Journal and Pruned, ftrain and XKCD, Bibliokept and Grasping Reality with Both Hands, The American Prospect and Idle Words. I lived, and read, in a state of information-saturated bliss. (It lasted until I discovered an even better version of Google Reader: publicists at publishing companies, who, if you are a book reviewer, will send you review copies. As I transitioned to a mostly book-based diet, Reader fell by the wayside.)

In announcing the closure of Reader, Google said that usage has been declining, and I can see why. Reader was made for absurdly ambitious readers. It’s designed for people like me—or, rather, for people like the person I used to be—that is, for people who really do intend to read everything. You might feel great when you reach Inbox Zero, but, believe me, it feels even better to reach Reader Zero: to scroll and scan until you’ve seen it all. Twitter, which has replaced Reader (and R.S.S.) for many people, works on a different principle. It’s not organized or completist. There are no illusions with Twitter. You can’t pretend, by “marking it read,” that you’ve read it all; you don’t think you’re going to cram “the world of ideas” into your Twitter stream. At the same time, you’re going to be surprised, provoked, informed. It’s a better model.

But Reader had a lot going for it, too. Using Twitter feels, to me, like joining a club; Reader felt like filling up a bookcase. It was a place for organizing your knowledge, and also for stating, and reviewing, your intentions and commitments. It kept a record of the things you meant to read but never did; of the writers you loved but don’t anymore. I won’t miss Reader when it shuts down, on July 1st. But I will miss the old me—the person I described in Google Reader, without knowing it.

Illustration by Arnold Roth.

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Grillo “benedice” Papa Bergoglio: «Anche noi siamo francescani, la politica senza soldi è sublime»

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Grillo “benedice” Papa Bergoglio: «Anche noi siamo francescani, la politica senza soldi è sublime»

Il leader dei Cinque Stelle: il nostro movimento è nato il 4 ottobre 2009, il giorno del Santo di Assisi

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ARTICOLO CORRELATO

Papa Francesco racconta l’elezione «Come vorrei una Chiesa povera… ecco perché ho scelto Francesco»

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ROMA – Beppe Grillo ‘benedice’ Papa Francesco. Sul suo blog il leader del M5S sottolinea i punti in comune tra il nuovo pontefice e il movimento ‘a cinque stelle’, entrambi ‘francescani’. «Il M5S è nato, per scelta, il giorno di San Francesco, il 4 ottobre del 2009. Era il santo adatto per un MoVimento senza contributi pubblici, sedi, tesorieri e dirigenti – aggiunge – Un santo ambientalista e animalista. La politica senza soldi è sublime, cos come potrebbe diventare una Chiesa senza soldi», scrive Grillo.

«I ragazzi del M5S a Woodstock a Cesena nel 2010, si auto definirono i ‘pazzi della democrazia’, così come i francescani erano detti i ‘pazzi di Dio’. Ci sono molte affinità tra il francescanesimo e il M5S», prosegue Grillo. «C’è qualcosa di nuovo in questa primavera 2013, un terremoto dolce – prosegue – Il nome Francesco scelto da papa Bergoglio, un gesuita di mamma genovese (come Grillo, ndr), è già molto, per ora mi può bastare, poi si vedrà. È il primo papa ‘low cost’ ». Grillo sottolinea poi il comune rapporto con certa stampa. «Stanno già scavando nel suo passato, dalle letterine di scuola delle compagne, alla sua vita prima di diventare prete, ai rapporti con la dittatura argentina, per trovare ogni più piccola ombra e questo me lo rende simpatico. Quali papi sono stati crocifissi dalla stampa mezz’ora dopo essere stati eletti?», rimarca. «Nel libro ‘Il Grillo canta sempre al tramonto’ scritto lo scorso dicembre con Fo e Casaleggio – conclude – quest’ultimo diceva «Non deve essere un caso che non esista un papa che si sia fatto chiamare Francesco. Noi abbiamo scelto appositamente la data di San Francesco per la creazione del Movimento. Politica senza soldi. Rispetto degli animali e dell’ambiente. Siamo i pazzi della democrazia, forse molti non ci capiscono proprio per questo e continuano a chiedersi chi c’è dietro». Habemus papam. Per il momento il suo nome ci rallegra, speriamo che ci rallegrino presto anche le sue opere».

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fonte ilmessaggero.it

Don Ciotti: “Non uccidiamoli una seconda volta”. In 150mila nel corteo di Libera contro le mafie

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Don Ciotti: “Non uccidiamoli una seconda volta”
In 150mila nel corteo di Libera contro le mafie

Due minuti di applausi quando dal palco allo stadio Franchi si ricorda che è anche l’anniversario della strage delle Brigate Rosse in via Fani. C’è il procuratore Gian Carlo Caselli, la vedova Caponnetto, i parenti delle vittime. Dal palco letti i 900 nomi

Don Ciotti: "Non uccidiamoli una seconda volta" In 150mila nel corteo di Libera contro le mafie

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di redazione *

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Il silenzio. E poi fiori di carta colorati, bandiere, striscioni. “Chi non lotta ha già perso”, “Bisogna ricordare cos’è la bellezza, imparare a riconoscerla e a difenderla”, “No alla camorra, sì alla vita libera”. Un corteo composto e colorato,  quello organizzato da Libera, centocinquantamla persone che hanno sfilato tra le strade di Firenze nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. In testa la dignità composta dei familiari delle 900 vittime di mafia, camorra e ‘ndrangheta, seguiti da una lunga bandiera della pace e dai gonfaloni di decine di Comuni e Province di tutta Italia. “Un abbraccio che diventa un impegno”, come aveva detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Un impegno che continuerà anche dopo la due giorni fiorentina, soprattutto nelle coscienze dei più giovani.

I volti/ Striscioni e bandiere/ Caselli e Don Ciotti

Prima di partire gli studenti di tante scuole hanno acquistato buste in carta riciclata contenenti semi di fiori che, al ritorno nelle proprie citta’, saranno piantati nei giardini a futura memoria di questa giornata, ma soprattutto a simbolo della lotta alle mafie. Partiti dalla Fortezza da Basso i manifestanti sono arrivati allo stadio Franchi. Venuti da tutta Italia con autobus e treni. Scampia, Bari, Torino, Salerno e Palermo. Studenti delle scuole,giovani, attivisti, cittadini ma anche i sindaci di Firenze e Napoli Matteo Renzi e Luigi de Magistris, il segretario della Cgil Susanna Camusso, la vedova Caponnetto, il premio Nobel Esquivel e l’allenatore della Nazionale Cesare Prandelli che ha letto, sul palco allestito nello stadio, alcuni dei 900 nomi delle vittime della mafia, accolti da un lungo e intenso applauso.

Prandelli legge i nomi delle vittime

C’è un momento in cui si fa ancora più silenzio, in mezzo a decine di migliaia di teste, a decine di migliaia di voci. E’ quando dal palco allestito davanti allo stadio Franchi si ricorda che oggi è anche l’anniversario della strage di via Fani, quella che diede il via al rapimento di Aldo Moro, una strage firmata dalle Brigate Rosse. Parte un applauso lungo due minuti.

Vd: “I cento passi”I ragazzi da Scampia – Quei 900 nomi


Questa  di Libera è la diciottesima edizione, la prima che sceglie il capoluogo toscano. “Non uccidiamoli una seconda volta con il nostro silenzio e con la nostra indifferenza” dice don Luigi Ciotti dal palco. Ci sono i familiari delle vittime venute con i cartelli o con le fotografie dei loro cari: giudici, poliziotti, carabinieri, politici, amministratori, gente qualunque finita in qualche modo a dare fastidio agli interessi della crimininalità. “Ho partecipato a tutte le manifestazioni – ricorda il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli – ma questa è la più importante per il momento politico che stiamo vivendo”.

Il corto anticamorra: “Giulia, uccisa per errore”

Dal palco Don Ciotti invita a non dimenticare, riceve l’ovazione dei centocinquantamila quando afferma che chi dice “che i magistrati sono peggio della mafia dovrebbe vergognarsi”. Poi ricorda le vittime di tutti i grandi misteri dello Stato, dai morti per l’Eternit a quelli della strage di Viareggio, dalla Thyssen a Ustica.  “La mafiosità può annidarsi dentro ognuno di noi, e dentro le coscienze addormentate o addomesticate.

E’ una peste – dice Don Ciotti – chiamatela con questo nome”. Un altro lungo applauso e poi le note de “La storia siamo noi” e “Io non ho paura” cantate da Fiorella Mannoia.

(hanno collaborato Gerardo Adinolfi, Maria Cristina Carratù, Laura Montanari, Mario Neri, Simona Poli, foto di Gianni Pasquini, Enrico Ramerini, Maurizio Degl’Innocenti e Matteo Bovo)
(16 marzo 2013)

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fonte firenze.repubblica.it

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don Ciotti a Rai News

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CRISI – Cassa integrazione, Cgil: “In due mesi persi redditi per 650 milioni”

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Cassa integrazione, Cgil: “In due mesi persi redditi per 650 milioni”

La crisi occupazionale italiana continua ad aggravarsi mentre la politica rimane paralizzata all’interno delle aule parlamentari. È quanto emerge dall’ultima elaborazione della Cgil su dati Inps

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Di Dario Saltari | 16.03.2013 12:46 CET

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Secondo il report del sindacato italiano, infatti, in soli due mesi, ovvero gennaio e febbraio, i lavoratori in cassa integrazione a zero ore sono già 490mila. La perdita economica equivalente è enorme. In fumo, infatti, vanno ben 650 milioni di euro calcolati ipotizzando una perdita mensile di 1.319 euro per ogni lavoratore.

In due mesi le ore di cassa integrazione autorizzate sono state ben 168 milioni (79 milioni nel solo mese di febbraio) con un aumento percentuale del 22,71% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“Prosegue senza sosta il deperimento del tessuto produttivo e il progressivo processo di deindustrializzazione del paese” ha dichiarato Elena Lattuada, segretario confederale della Cgil “Centinaia di migliaia di lavoratori si trovano in una condizione di grandissima sofferenza, acuita dalle complicazioni e dai mancati pagamenti della cassa integrazione in deroga che vanno assolutamente risolti e superati”.

Secondo il sindacato italiano dal gennaio del 2009 ad oggi la media delle ore di cassa integrazione autorizzate è stata di circa 80 milioni. “I numeri dimostrano che la priorità da affrontare, l’emergenza alla quale dare risposta, è sempre il lavoro” ha poi concluso la Lattuada “Il Parlamento e il prossimo governo devono, in fretta, dare priorità assoluta al tema della crescita e del lavoro, anche con interventi straordinari altrimenti il conflitto sociale e i livelli di povertà diventeranno entrambi insostenibili”.

Secondo la Cgil, inoltre, mentre sono in costante aumento la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, nei primi due mesi dell’anno è in forte calo la cassa integrazione in deroga (-46,2% rispetto allo stesso periodo del 2012). Secondo il sindacato il crollo è dovuto a “problemi procedurali” e “mancati pagamenti”.

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CRISI – Confesercenti, “catastrofe” per le imprese. Il 70% chiede prestiti perché è a corto di liquidità

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Confesercenti, “catastrofe” per le imprese.
Il 70% chiede prestiti perché è a corto di liquidità

La Lombardia vede il record di chiusure di negozi, bar e ristoranti. Peggiora il rapporto con il sistema del credito: secondo Confcommercio le imprese si rivolgono sempre meno alle banche e – quando lo fanno – è per scarsezza di denaro e non per progettare investimenti. Ma aumentano a quasi il 40% quelle che si vedono rifiutare le richieste o che ricevono meno soldi

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MILANO Le imprese chiudono a un ritmo impressionante. E non riescono ad ottenere credito e liquidità per continuare ad andare avanti nella loro attività. Dopo l’allarme dei giorni scorsi, Confesercenti torna sul problema delle chiusure di negozi: il primo trimestre del 2013 è fortemente negativo, in tutte le Regioni italiane, con il saldo tra imprese che nascono e quelle che muoiono affossato. Il record è in Lombardia dove ‘spariscono’ 854 esercizi commerciali, tra bar e ristoranti ma anche il Lazio registra 635 aziende cancellate. L’associazione in una nota parla di “catastrofe” e chiede “un piano speciale per le città”.

Non va meglio alle aziende che si rivolgono agli sportelli per chiedere denaro. Secondo l’Osservatorio sul credito di Confcommercio sono infatti sempre meno le imprese che vanno in banca per chiedere un finanziamento e il 70% lo fa per mancanza di liquidi. Nel quarto trimestre 2012, si è rivolto alle banche il 14% contro il 15,7% del trimestre precedente. Aumentano le imprese che si sono viste rifiutare il credito o lo hanno ottenuto per un ammontare inferiore alla richiesta (dal 35,4% a quasi il 40%) mentre diminuiscono quelle che si sono viste accordare il credito richiesto (dal 31,5% al 30%). Le imprese hanno difficoltà a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario e per la prima volta dall’inizio della crisi nel 2008, sono colpite anche quelle del Nord-Est. Tra i motivi delle richieste di finanziamento prevalgono le difficoltà di liquidità o di cassa (per il 70% delle imprese), mentre la necessità di fare investimenti riguarda solo il 20%.

Rimane invece sostanzialmente stabile nel quarto trimestre 2012 sia la percentuale delle imprese che sono riuscite a far fronte al proprio fabbisogno finanziario senza difficoltà (30,6 rispetto al 30,8% del trimestre precedente), sia la quota di imprese che ci sono riuscite ma con difficoltà (49,5% contro il 49,9%). Aumenta invece il numero di imprese che non sono riuscite a fronteggiare il proprio fabbisogno (passate dal 19,3% al 19,9%). Fra i tre comparti presi in considerazione, quello dei servizi – rileva Confcommercio – ha le maggiori difficoltà finanziarie “anche se per l’immediato futuro le previsioni sono allineate a quelle del commercio e del turismo. Si conferma la dicotomia fra il Mezzogiorno e il resto del Paese, con le imprese del Sud più in affanno rispetto a quelle del centro e soprattutto del Nord Italia”.

Altri dati – diffusi da Unioncamere – rivelano invece che la stretta al credito colpisce anche le imprese esportatrici. In uno studio messo a punto assieme all’Istituto Tagliacarne, denuncia come il credit crunch non risparmi più neppure le aziende che operano sui mercati internazionale. Tra giugno 2011 e giugno 2012, dicono i dati , si è verificata nel nostro Paese una flessione dell’erogazione di credito bancario alle imprese pari al 2,5%, tale per cui gli impieghi del settore produttivo sono passati da 1.003 a 978 miliardi di euro. Un quadro che spinge gli attori della scena economica verso il microcredito, lo strumento finanziario di connotazione solidaristica destinato ad una platea che difficilmente accede al credito bancario, e che infatti registra un decollo senza precedenti, +42% in un anno infatti i nuovi prestiti erogati nel 2011. (16 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

CRONACA ORA PER ORA – Camera, Boldrini presidente. Al Senato Grasso vince il ballottaggio con Schifani

Lupi Lupi… tanti anni in politica e capire nulla, nemmeno l’evidenza. L’inciucio c’era, eccome, ma non certo tra Bersani e Grillo, semmai tra B. e il Baffetto. Proprio Berlusconi, giorni fa, aveva detto di voler cercare l’intesa con D’Alema dato che con Bersani non se ne parlava. Bersani è il vero vincitore, checché se ne dica, della contesa sulle presidenze, mentre a BD’ è andata, evidentemente, male. Il Pd con l’elezione della Boldrini ha dato una bella ‘riverniciata’ alla sua immagine un po’ decrepita, mentre l’operazione Grasso è stata un’operazione di alta strategia che ha annullato la rielazione di Schifani (vero obiettivo del tandem di cui prima). Bersani ha saputo colpire al mento degli avversari sfruttando i ‘mali di pancia’ del M5S denunciati dai suoi senatori (nella fattispecie quelli siciliani) mentre le pressioni del Web hanno fatto il resto. Che dire? Se qualcuno parlava di Bersani come di un comandante semi-affondato ha dovuto tacere costretto dai fatti. Miopi loro e bravo Pierluigi. Chapeaux!

mauro

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Camera, Boldrini presidente. Al Senato Grasso vince il ballottaggio con Schifani

L’ex portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, eletta con Sel, ha ottenuto la maggioranza alla quarta votazione. La sua candidatura era stata lanciata da Bersani in mattinata, insieme a quella dell’ex procuratore nazionale antimafia, che ha vinto il ballottaggio contro il presidente uscente di Palazzo Madama

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Pietro Grasso – fonte immagine

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di | 16 marzo 2013

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Pietro Grasso è il nuovo presidente del Senato. Con 137 voti contro 117, l’ex procuratore nazionale antimafia, eletto tra le file del Pd, ha vinto il ballottaggio contro il presidente uscente di Palazzo Madama Renato Schifani, esponente del Popolo della Libertà. Le schede bianche sono state 52, quelle nulle 7. Laura Boldrini, invece, è la nuova presidente della Camera. L’ex portavoce dell’Alto conmmissariato Onu per i rifugiati ha ottenuto la maggioranza alla quarta votazione, con 327 voti.

Rispetto a Montecitorio, la partita più difficile è stata quella a Palazzo Madama, la cui votazione ha dato importanti segnali politici. Lo dicono i numeri. Grasso, infatti, ha preso 14 voti in più rispetto a quelli della sua coalizione, il che lascia pensare che l’ex procuratore nazionale antimafia abbia ricevuto un appoggio, se pur minimo, da parte di una parte dei senatori del M5S. Questi ultimi, davanti al dilemma su chi votare tra Grasso e Schifani, hanno mostrato le prime crepe. Il capogruppo Crimi prima della votazione aveva detto che i 5 Stelle non sarebbero stati stampella di nessuno e che avrebbero votato no al candidato presidente proposto dal Pd. Ma poi, dopo una riunione da più parti definita tesa e contraddittoria, al gruppo dei grillini a Palazzo Madama è stata concessa la libertà di voto. E il risultato si è visto. Se è plausibile che una minoranza abbia votato per Grasso (i 6 senatori 5 Stelle di Sicilia più un’altra mezza dozzina), il resto si è diviso tra scheda bianca e scheda nulla. Le bianche, ad esempio, sono state 52: molte di più, quindi, delle 19 dei senatori di Scelta Civica, che avevano annunciato apertamente le loro intenzioni di voto.

La prima crepa nel blocco a 5 Stelle, però, non è l’unico dato politico emerso dalle votazioni dei presidenti di Camera e Senato. L’elezione di Laura Boldrini e Pietro Grasso, infatti, rappresenta una vittoria inequivocabile della linea scelta da Pierluigi Bersani, che dopo le riunioni notturne aveva proposto i due nomi per cercare una sintesi in Parlamento. Ha avuto ragione lui, seppur non con numeri rassicuranti. Spiragli per un governo di minoranza a guida Pd? Ancora difficile dirlo, anche se la spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle potrebbe (condizionale d’obbligo) delineare scenari fino a qualche ora fa impronosticabili.

Quanto a Silvio Berlusconi, l’ex premier ha strappato un nuovo legittimo impedimento per l’udienza del processo Mediaset prevista in mattinata a Milano, proprio in virtù delle votazioni prevista a Palazzo Madama. Ma in aula è arrivato solo nel pomeriggio.

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LA CRONACA ORA PER ORA

20.43 – Camera, incontro Boldrini-M5S
Incontro a Montecitorio di circa un’ora tra la neopresidente della Camera, Laura Boldrini, e una delegazione M5S guidata dalla capogruppo in pectore, Roberta Lombardi. A riferirlo è la stessa Lombardi conversando con una giornalista. All’incontro (i grillini sono stati i primi a chiederlo) – spiega – “abbiamo sollecitato il rispetto della volontà elettorale, di quanto emerso dalle urne” a proposito della nomina di un questore. Ruolo ‘chiave’ perché vigila sulle spese della Camera, sul bilancio e consuntivo. “La nostra – precisa Lombardi – sia chiaro, non è una richiesta, ma è una constatazione. La Boldrini ne ha preso atto”.

20.24 – Napolitano a Boldrini e Grasso: “Vi attende missione importante”
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a quanto si apprende ha ricevuto, dopo la loro elezione, le telefonate dei nuovi Presidenti della Camera, Laura Boldrini, e del Senato, Piero Grasso, ai quali ha rivolto i migliori auguri per l’importante missione che li attende, dando loro appuntamento per i prossimi comuni impegni istituzionali, a cominciare da domani anche per la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale.

20.16 – Senato, Crimi (M5S): “Pd ha presidenza di entrambe le Camere. E’ come Berlusconi”
”Si sta perpetuando la rottura di una prassi istituzionale che vedeva l’assegnazione di una delle Camere al maggior partito dell’opposizione. Una prassi smantellata da Silvio Berlusconi, poi proseguita dal Pd, ripresa ancora da Berlusconi e ancora adesso dal Pd’’. Rocco Crimi, capogruppo del M5S al Senato, attacca il Pd accusandolo di aver preso le presidenze di entrambe le Camere.

20.13 – Senato, Crimi (M5S): “Voti per Grasso? Casi di coscienza”
“Avevamo deciso all’unanimità di non votare per Schifani, nell’urna il voto è segreto, ciascuno ha deciso secondo coscienza”. Così il capogruppo del Cinque Stelle al Senato, Vito Crimi, ha commentato con i giornalisti al Senato i voti dei senatori del M5S che sono confluiti su Piero Grasso. “Qualcuno – ha aggiunto Crini – non se l’è sentita di vedere rieletta alla presidenza del Senato una persona come Schifani”, ha aggiunto.

19.55 – Centrodestra pensa a Gasparri e Calderoli per vicepresidenze
Pdl e Lega sarebbero orientati a indicare Maurizio Gasparri e Roberto Calderoli per le vicepresidenze del Senato. Lo si apprende da più fonti del centrodestra. Il Senato eleggerà i vicepresidenti giovedì prossimo.

19.51 – Berlusconi contestato anche a uscita Senato
Silvio Berlusconi ha lasciato il Senato ed è stato nuovamente contestato come era accaduto quando l’ex premier era giunto a Palazzo Madama. Una folla aveva circondato le sue macchine e quando il Cavaliere è uscito qualcuno ha iniziato a gridare ‘buffone, buffone’ mentre altre persone hanno strillato ‘pagliaccio, sei un nano, sei circondato’.

19.50 – Senato, martedì i gruppi e giovedì prima seduta
I gruppi del Senato si costituiranno martedì prossimo alle 12 e a seguire, alle 17, si terrà la prima riunione dei capigruppo della legislatura. Lo ha spiegato il neo presidente Pietro Grasso. L’aula di palazzo Madama è convocata per il 21 marzo, alle 15, con all’ordine del giorno l’elezione dei quattro vicepresidenti, dei tre questori e degli otto segretari d’aula.

19.44 – Calderoli: “Oggi il M5S ha perso verginità. E non per amore”
Il miracolo del 1994 non è riuscito, come sperava, ma Roberto Calderoli dà il suo giudizio su come si è arrivati oggi all’elezione del presidente del Senato, annuendo a chi gli chiedeva se il riferimento fosse al Movimento 5 Stelle: “Qualcuno oggi ha perso la verginità, e questo può succedere una volta sola. Il brutto è che è successo non per amore ma per meretricio”.

19.42 – Berlusconi: “Grasso forzatura del Pd? Non fatemi commentare”
“Non faccio commenti”. Silvio Berlusconi esce dall’aula del Senato dopo aver sentito il discorso del neo presidente Pietro Grasso. Il Cavaliere risponde così quando chiedono un commento sull’intervento dell’ex procuratore antimafia. Poi, pungolato dai cronisti che gli chiedono se la nomina di Grasso sia una forzatura del Pd, il leader del Pdl taglia corto: “Non fatemi fare commenti”.

19.35 – Grasso vede Crimi: “Lavoriamo insieme per il bene del Paese”
Breve incontro, al termine della seduta di Palazzo Madama, tra il neoeletto presidente Piero Grasso e il capogruppo del M5S, Vito Crimi. “Dobbiamo lavorare insieme per il bene del Paese: ci sono molte cose da fare” ha detto Grasso a Crimi. Il quale gli ha risposto: “Siamo qui per fare il più possibile…”.

19.33 – Berlusconi a Grasso: “Il suo è stato un ottimo discorso”
”Il suo discorso è stato ottimo: non c’è stato nulla che abbia destato in noi alcuna perplessità”: lo ha detto Silvio Berlusconi fuori dall’aula di Palazzo Madama al presidente del Senato Piero Grasso, al termine del discorso di insediamento.

19.30 – Senatori M5S si riuniscono dopo elezione Piero Grasso
I senatori del M5S hanno deciso di riunirsi presso i loro uffici, subito dopo il voto in aula al Senato, che ha visto l’elezione di Pietro Grasso alla presidenza di Palazzo Madama.

19.19 – Lupi: “Auguri a Grasso, ma è inciucio Bersani-Vendola-Grillo”
”Grasso eletto Presidente del Senato, auguri di buon lavoro, ma ecco subito servito l’inciucio Bersani, Vendola e Grillo. Questa è per loro la nuova politica!! Adesso aspettiamo le dimissioni di Grillo da Presidente dei 5 Stelle come aveva promesso”. Lo ha detto in una nota il deputato del Pdl Maurizio Lupi.

19.09 – Gasparri: “Voto di oggi archivia tentativo di Bersani di governare”
“La vera notizia di oggi è che Bersani è archiviato. Con questi numeri non può formare un governo”. Lo dice Maurizio Gasparri, commentando l’esito del voto al Senato.

18.57 – M5S e Pdl non applaudono elezione di Grasso
Un lungo applauso del centrosinistra ha accolto il risultato del ballottaggio nell’Aula del Senato. I grillini sono rimasti immobili come la maggior parte del Pdl. Molti senatori del Pdl non si sono nemmeno alzati: tra loro Silvio Berlusconi.

18.55 – Bersani: “Se si vuole cambiare si può”
”Complimenti a Laura Boldrini e a Piero Grasso. Se si vuole cambiare, si può!”. Così Pierluigi Bersani commenta in un tweet l’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

18.51 – Calderoli: “M5S benvenuto nella casta”
“Benvenuti nella casta ai grillini. E’ bastato un giorno per entrarci”. Lo afferma Roberto Calderoli lasciando l’aula di palazzo Madama subito dopo l’elezione di Pietro Grasso alla presidenza del Senato. L’esponente leghista assicura che il Carroccio ha votato “compattissimo Schifani”.

18.49 – Grasso presidente, probabile travaso di voti da M5S a Pd
L’analisi del voto del ballottaggio lascia intuire un travaso di voti dal Movimento 5 Stelle a Pietro Grasso. I senatori M5S sono 53, i senatori del centrosinistra sono 123, i senatori montiano sono 21. Grasso ha ottenuto circa 137 voti, le bianche circa 51. Piero Grasso è stato eletto alla presidenza del Senato con 12 voti in più rispetto a quelli di cui dispone al Senato la coalizione di centrosinistra (ne ha 125, ne ha presi 137). Renato Schifani ha ricevuto invece tutti i voti di cui dispone la coalizione di centrodestra (117).

18.50 – Grasso presidente con 137 voti. 52 schede bianche, 7 nulle

18.43 – Schifani va a fare i complimenti a Grasso
Renato Schifani sale le scale dell’Emiciclo e va a complimentarsi con Piero Grasso, ancora prima che ne venga proclamata l’elezione. Dopo una lunga stretta di mano è tornato al suo posto mentre Grasso a raggiunto il centro dell’Emiciclo stringendo le mani dei senatori del Pd. La scena è stata sottolineata da un lungo applauso.

18.40 – Capezzone (Pdl): “Sinistra arrogante, legislatura non ha futuro”
Daniele Capezzone, portavoce nazionale Pdl, in una nota afferma: “I dati che emergono dalla votazione al Senato e dalla elezione di Grasso alla Presidenza sono tre. Primo: alla primissima occasione, Grillo e i suoi grillini si sono trasformati da tsunami a stampellina del Pd, con ciò perdendo ogni carica innovativa e di rottura. Secondo. Si conferma e si aggrava la grande arroganza del Pd, che, con appena uno 0.3 per cento di differenza, ha preteso di sequestrare le cariche istituzionali. Terzo. La legislatura non ha futuro”.

18.36 – Pietro Grasso eletto presidente del Senato
Un applauso del centrosinistra in pieno spoglio si è levato per Pietro Grasso, che si è alzato in piedi per stringere le mani ai colleghi. Lo spoglio non si è ancora chiuso, e il presidente Colombo ha chiesto silenzio.

18.19 – Grasso e Schifani non presenti a spoglio
Né Piero Grasso né Renato Schifani sono nell’Aula del Senato dove si stanno spogliando le schede per l’elezione del presidente di Palazzo Madama. In Aula c’è invece Silvio Berlusconi, che continua ad essere attorniato da un grosso capannello di senatori Pdl.

18.14 – Respinta obiezione di Calderoli e Nitto Palma
Il Presidente anziano Emilio Colombo non accoglie la tesi di Calderoli e ritiene che il ballottaggio sia vinto da chi ottiene più voti, indipendentemente dal numero delle schede bianche, anche alla luce del precedente del 1994 tra Scognamiglio e Spadolini.

18.04 – Calderoli e Nitto Palma contestano l’esito della votazione
”Perché il ballottaggio produca esito è necessario che il vincitore abbia la maggioranza anche relativa, contando anche le schede bianche. Se dovesse esserci un certo numero di schede bianche, nessuno dei due candidati al ballottaggio è in grado di arrivare a quella maggioranza relativa: e dunque la votazione va annullata”: lo dice Roberto Calderoli della Lega riferendosi all’art. 4 del regolamento del Senato. “C’è solo un precedente – spiega Calderoli – che disapplicò il regolamento. Eravamo nel 1994 e parliamo della sfida tra Spadolini e Scognamiglio. Quella volta i votanti furono 325 e venne eletto Scognamiglio con 162 voti; ma in realtà, la maggioranza relativa doveva essere 163. Tuttavia, un errore del passato non può cancellare l’articolo 4 del Regolamento, che recita: ‘E’ eletto al ballottaggio il senatore che consegue la maggioranza anche se relativa’. Il che rende inequivocabile la necessità di computare anche le schede bianche”. Sulla stessa linea d’onda Francesco Nitto Palma del Popolo della Libertà.

18.00 – Berlusconi vota tra gli applausi
Silvio Berlusconi ha votato alla seconda chiama al ballottaggio per il presidente del Senato. Al momento del voto del Cavaliere, che per l’occasione si è levato gli occhiali da sole, i senatori del Pdl hanno applaudito.

17.58 – Senato, Picierno (Pd): “Grillini usino apriscatole su loro testa”
”E comunque, se i grillini non so’ capaci manco di scegliere tra Grasso e Schifani, l’apriscatole dovrebbero usarlo per la capoccia. Eh”. Lo ha scritto Pina Picierno del Pd su Twitter.

17.44 – Berlusconi: “M5S? Come Scientology, non ammissibili”
”C’e’ una setta che mi ricorda moltoScientology e che non dovrebbe nemmeno essere ammessa tra i partiti democratici per le regole che ha o non ha”. Lo afferma Berlusconi sottolineando come M5S“rappresenti una protesta per certi versi valida ma senza nessuna prospettiva di soluzioni. E’ solo una preoccupazione per la democrazia del Paese”.

17.30 – Berlusconi va a votare. “Vince Schifani? Questa elezione non ha importanza”
“Sono qui per votare Schifani”. Lo dice ai giornalisti arrivando al Senato Silvio Berlusconi. A chi gli chiede se ha possibilità di vincere, Berlusconi replica: “Non lo so, ma tanto non ha nessuna importanza questa elezione”. ”Siamo in una situazione molto grave”, afferma Silvio Berlusconi arrivando al Senato. L’ex premier parla del M5S e dice: “C’è una setta che mi ricorda molto Scientology”.

17.21 – Berlusconi contestato. Lui replica: “Vergognatevi”
Silvio Berlusconi e’ appena giunto in Senato per partecipare al voto di fiducia ma prima di entrare a Palazzo Madama è stato contestato da alcune persone fuori il palazzo. Il Cavaliere ha fatto per entrare ma poi è tornato indietro e gli ha gridato: “Vergognatevi!”.

17.17 – Senato, M5S: “Se vince Schifani in Sicilia ci fanno il mazzo”
”Se vince Schifani, quando torniamo in Sicilia ci fanno un mazzo così”. Con questa motivazione i senatori siciliani presenti alla riunione dei neoeletti del M5S al Senato hanno convinto i colleghi a non dare una indicazione vincolante per il ballottaggio al Senato. “Noi votiamo Grasso”, hanno aggiunto i senatori. La posizione ufficiale del M5S, infatti, non vincola i senatori a votare il proprio candidato Luis Alberto Orellana, lasciandogli di fatto “libertà di voto”.

17.17 – Senato, Gasparri: “Montiani violano segretezza voto”
”In questa quarta votazione il gruppo Monti ha ordinato ai propri senatori di passare rapidamente nella cabina per dimostrare di non aver votato. E questo dimostra come ci sia una pressione che viola la segretezza del voto”. A sostenerlo è il senatore del Pdl Maurizio Gasparri che arriva in sala stampa di Palazzo Madama per ‘denunciarè la “violazione”. “L’ho fatto presente a Colombo – racconta – gli ho detto che si tratta di una violazione ‘spiacevole e gravè della norma che prevede la segretezza dello scrutinio . Spiace che un gruppo politicamente guidato dal presidente del Consiglio chieda ai suoi di fare una scelta del genere”, conclude Gasparri.

17.13 – Pepe (M5S): “Borsellino ci chiede responsabilità”
Ormai manca poco alla verifica dei numeri ma forse qualche indizio, anche piuttosto chiaro, può arrivare dalle frasi che il senatore 5 Stelle Bartolomeo Pepe affida alla sua pagina Facebook, a proposito del fatidico voto per la presidenza del Senato. “Amici. Libertà di voto. Senza contrattazioni e senza trucchi”, scrive prima di aggiungere: “Borsellino ci chiede un gesto di responsabilità e noi – assicura – non siamo irresponsabili, finché siamo qui dentro, a voi la scelta”.

17.12 – Web contro M5S per la scelta di non votare Grasso
Il web prende di mira il M5S per le sue esitazioni nel voto al ballottaggio tra Grasso e Schifani per la presidenza del Senato. Addirittura su Twitter è nato un hashtag, #M5SpiùL che fa il verso al modo con cui Grillo chiama il Pd (PdmenoL). Due sono le cose che vengono rimproverate ai senatori 5 Stelle: la mancanza di diretta streaming della loro riunione per decidere l’atteggiamento da tenere al ballottaggio, e la stessa indecisione di fronte alla scelta tra Schifani e Grasso. “Uno è l’ex procuratore nazionale antimafia – scrive su Twitter uno dei critici – l’altro accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Scelta difficile, Beppe”. “Oggi al Senato i grillini ci mostreranno il lato oscuro delle stelle” è un altro “cinguettio”.

16.57 – Senato, tra M5S tensione alla riunione. Petrocelli lascia assemblea
Riunione turbolenta per il Movimento 5 Stelle che al Senato deve decidere se sostenere o meno la candidatura di Pietro Grasso alla presidenza o lasciare che l’ex procuratore se la veda con Renato Schifani. Nel corso della riunione, durata circa due ore, si leva qualche timido applauso ma soprattutto urla e rumore di pugni sbattuti sul tavolo. La tensione è alta, tanto che i senatori 5S chiedono ai commessi di Palazzo Madama di allontanare i giornalisti che si sono raccolti numerosissimi sul corridoio antistante la Commissione Industria dove i grillini sono riuniti. E, prima che il voto sul sostegno a Grasso abbia inizio, Vito Rosario Petrocelli, eletto in Basilicata, abbandona la riunione scuro in volto, senza lasciare dichiarazioni alla stampa.

16.55 – Berlusconi non ha votato al ballottaggio Grasso/Schifani
Silvio Berlusconi non ha votato al ballottaggio al Senato per la scelta del presidente tra Pietro Grasso e Renato Schifani.

16.49 – Senato, sulla carta Piero Grasso avanti di 8 voti
La quarta votazione per la presidenza del Senato sembra legata ad un filo. E il candidato del Pd Piero Grasso potrebbe vincere al ballottaggio con Renato Schifani del Pdl per soli 8 voti. La coalizione di centrosinistra infatti può contare su 125 voti, mentre quella di centrodestra su 117. Sempre che le indicazioni ricevute dai gruppi di ‘Scelta Civica’ e di ‘M5S’ vengano rispettate, tenendo conto che il voto è segreto. I 21 montiani e i 54 grillini infatti, alla fine di due riunioni separate, avrebbero deciso di votare scheda bianca.

16.43 – Senato, cominciato ballottaggio Grasso/Schifani
Ha preso il via da poco, al Senato, la quarta votazione per l’elezione del presidente, quella decisiva

16.35 – Orellana (M5S): “No unanimità in decisione gruppo”
“Non c’è stata l’unanimità nella decisione del nostro gruppo”. Così Luis Alberto Orellana, senatore dell’M5S, al termine della riunione sulle intenzioni di voto dei senatori ‘a 5 stelle’ per la presidenza del Senato. “Come persone non sono equivalenti – aggiunge – una è una scelta in continuità con il passato. Mi sono espresso personalmente contro la scelta del collega Schifani”, conclude sottolineando che non c’è stato alcun contatto con Beppe Grillo.

16.29 – Senato, Scelta civica voterà scheda bianca
Scelta civica ha deciso di votare scheda bianca anche al ballottaggio sulla presidenza del Senato, spiega il coordinatore Andrea Olivero, “la situazione che il Paese sta vivendo richiede che anche sugli assetti istituzionali di vertice ci sia convergenza e coesione nazionale per una coraggiosa azione riformatrice”.

16.27 – Crimi (M5S): “Non cambiamo intenzione di voto, non saremo la stampella di nessuno”
”Non faremo da stampella a nessuno.Il Movimento 5 Stelle ritiene di non modificare le proprie intenzioni di voto”. Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle Vito Crimi al termine della riunione dei senatori prima del voto per l’elezione del presidente dell’Aula.

16.25 – Suspance a Palazzo Madama: Scelta Civica e M5S riuniti a pochi passi
Minuti di suspence a palazzo Madama in vista dell’ultima e decisiva votazione per la scelta del presidente del Senato. Il gruppo di Scelta Civica e quello dei senatori del Movimento Cinque Stelle, la cui decisione sarà decisiva per il ballottaggio tra Piero Grasso e Renato Schifani, sono riuniti al terzo piano di palazzo Madama, a pochissimi passi l’uno dall’altro: i primi sono riuniti in Commissione Agricoltura, i secondi in Commissione Industria, qualche porta più in là e ritrovo ormai abituale delle assemblee del Cinque Stelle. Mario Monti, dopo palazzo Chigi ha fatto una sosta a palazzo Giustiniani, e ha raggiunto i suoi oltre mezz’ora dopo l’inizio della riunione. Al Senato è atteso anche Silvio Berlusconi, riunito con i vertici del Pdl a palazzo Grazioli.

16.17 – Monti arrivato a riunione Scelta Civica
Il presidente del Consiglio uscente e senatore a vita, Mario Monti, è appena arrivato a Palazzo Madama dove sono riuniti, in vista della seduta d’aula con l’elezione del presidente, i senatori di Scelta Civica. La riunione era già stata spostata alle 15,30 per impegni istituzionali dello stesso Monti.

15.50 – Berlusconi rientra a Roma e riunisce vertice Pdl a Palazzo Grazioli
Silvio Berlusconi, dimesso ieri sera dal San Raffaele, è rientrato a Roma nella giornata di oggi. In vista della votazione di questo pomeriggio per l’elezione del presidente del Senato, Berlusconi ha convocato a Palazzo Grazioli lo stato maggiore del Pdl, per una riunione attualmente in corso.

15.49 – Senato, Vendola: “M5S? No esitazione tra Grasso e Schifani
“Non ci può essere un’esitazione quando la scelta è tra una personalità come Grasso e Schifani. Credo che ciascuno si qualificherà in quel voto”. Lo ha detto Nichi Vendola parlando con i giornalisti a Montecitorio a proposito del voto per la presidenza del Senato, in particolare facendo riferimento all’atteggiamento dei senatori del Movimento 5 stelle.

15.11 Senato, Olivero (Sc): “Orientamento è scheda bianca”
“L’orientamento è quello di votare ancora scheda bianca. Di sicuro il partito non si dividerà”. Lo afferma Andrea Olivero, coordinatore di ‘Scelta civica’, prima di prendere parte ad una riunione con Mario Monti e gli altri senatori della formazione del Professore.

15.10 – Senato, riunione M5S vige incertezza e si vota per alzata di mano
“Vige l’incertezza” nella riunione dei senatori del M5Sin corso a palazzo Madama in vista della quarta e decisiva votazione per la presidenza del Senato. E’ quanto trapela dall’incontro. “Voteremo per alzata di mano, c’è un dibattito in corso. Decideremo collegialmente ma di certo non voteremo Schifani. Sono aperte tutte le opzioni”, fanno sapere dalla riunione.

14.35 – Riunione Montiani su ballottaggio Grasso/Schifani aggiornata alle 15.30
I 21 senatori che fanno riferimento a Mario Monti hanno deciso di aggiornare la loro riunione alle 15,30. Il ballottaggio tra Grasso e Schifani comincerà alle 16,30. La riunione dei senatori M5S è in corso. Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe tenersi a breve un incontro tra Silvio Berlusconi e Mario Monti per strappare a quest’ultimo un appoggio alla candidatura di Renato Schifani.

14.32 – Senato, Crimi (M5S): “Manteniamo nostra linea, resta il no a Grasso”
”Noi abbiamo fatto una scelta e quella scelta manteniamo”. Così il capogruppo del M5S Vito Crimi risponde alla domanda se i grillini avrebbero mai votato Piero Grasso prima di entrare alla riunione del gruppo in corso a Palazzo Madama. Crimi aveva detto che non avrebbero appoggiato un candidato del Pd o del Pdl.

14.30 – Presidenza Senato, in corso riunione senatori M5s
I 53 senatori del Movimento 5 Stelle sono di fronte alla decisione politica piu’ delicata: cosa votare nel ballottaggio Grasso-Schifani? Nei giorni scorsi Crimi disse che al ballottaggio i ‘senatori cittadini’ avrebbero votato scheda bianca o sarebbero usciti dall’aula. Crimi defini’ questa decisione “definitiva”. In questo momento i senatori 5 Stelle sono riuniti in una delle commissioni al terzo piano del Senato. Questa volta pero’ non c’e’ alcuna diretta sul sito beppegrillo.it.

14.27 – Bersani: “Prossima tappa è governo del Paese”
”Penso che non solo i grillini avrebbero ampiamente motivo per convergere sulle nostre candidature…La prossima tappa è il governo del paese e serve un’assunzione di responsabilità davanti al paese”. Così, dopo l’elezione di Laura Boldrini, Pier Luigi Bersani torna ad aprire al sostegno di altre forze per formare un governo.

14.23 – Senato, M5S: “Se vince Schifani? Non è colpa nostra”
“Noi siamo stati coerenti e abbiamo votato il nostro candidato”. E se al ballottaggio dovesse vincere Schifani? “La responsabilità non è nostra”. Così Roberta Lombardi, capogruppo designata M5S, risponde a chi le chiede se il gruppo 5 stelle del Senato potrebbe cambiare idea sull’ipotesi di votare scheda bianca nel ballottaggio tra Pietro Grasso e Renato Schifani. Anche altri deputati grillini osservano: “Se non volevano Schifani, il Pd poteva votare Orellana”.

14,17 – Fico (M5S): “Collaboreremo con altri solo nelle Commissioni”
Il M5S collaborerà con le altreforze politiche “solo dentro le commissioni”. Lo ribadisce Roberto Fico, candidato per il M5S alla presidenza della Camera commentando il primo discorso all’Assemblea di Laura Boldrini. “Spero che il nuovo Presidente faccia un buon lavoro: ha detto che sarà una garanzia per tutti dentro il Parlamento e fuori nel Paese. Ho sentito cose condivisibili” ha aggiunto Fico che ha giudicato apprezzabili “i richiami alla trasparenza del Parlamento e alla protezione degli ultimi”.

14,11 – Fico (M5S): “Boldrini condivisibile, ma appaludita da chi in 20 anni non ha fatto nulla”
”Dalla Boldrini ho sentito dire cosecondivisibili ma non possiamo fidarci di chi applaude adesso e per 20 anni non ha fatto nulla”. Lo dice il candidato alla Presidenza della Camera per il M5S Roberto Fico.

13,59 – Alfano attacca subito Boldrini: “Discorso deludente”
Angelino Alfano non ha per nulla apprezzato il primo intervento di Laura Boldrini da presidente della Camera. “E’ stato un discorso veramente deludente”, ha spiegato il segretario del Pdl rispondendo ai cronisti alla Camera. “Non si è parlato della crisi, del dramma economico e di come venirne fuori”, ha sottolineato.

13,57 – Lombardi (5 Stelle): “Auguri Boldrini, ma Vendola non è coerente”
“Nell’augurare buon lavoro alla neo eletta Presidente della Camera Laura Boldrini, non ci possiamo esimere dal sottolineare che solo ieri sera il suo Presidente Vendola si augurava che il centrosinistra votasse il candidato del Movimento 5 Stelle. Benedetta coerenza…”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook la capogruppo grillina alla Camera Roberta Lombardi, commentando la elezione di Laura Boldrini alla presidenza di Montecitorio.

13,48 – Boldrini, discorso d’insediamento: “Porterò richiesta di cambiamento”
Cercherò di portare assieme a ciascuno di voi, con cura ed umiltà, la richiesta di cambiamento che alla politica oggi rivolgono tutti gli italiani”. Così la presidente della Camera Laura Boldrini nel suo discorso di insediamento.

13,35 – Senato, montiani divisi, ma “pendenti” per Schifani
Una nuova riunione del gruppo di Scelta Civica al Senato si terrà nel primo pomeriggio, al termine della terza seduta dell’aula che avrà indicato i due nomi per il ballottaggio, quello di Renato Schifani e quello di Piero Grasso. All’interno del gruppo, secondo quanto si apprende, ci sarebbero diverse posizioni: quella leggermente prevalente, spiega la stessa fonte, è quella di far convogliare i voti del gruppo o una parte di questi sul nome di Schifani nell’ottica di favorire così un approdo verso un governo istituzionale, magari anche con lo stesso Mario Monti a palazzo Chigi. Ma nella componente montiana non tutti sono d’accordo. L’ex Pd, Piero Ichino, ad esempio, non sarebbe d’accordo.

13,26 – Senato si va al ballottaggio tra Grasso e Schifani 
Fumata nera per la terza votazione al Senato. Il Presidente verra’ eletto al quarto scrutinio con un ballottaggio tra Grasso e Schifani.

13.18 – Bersani: “Grasso garanzia per tutti, sono fiducioso”
“Pietro Grasso è una figura di garanzia per tutti. Ora aspetto fiducioso l’esito dell’elezione e mi auguro che anche in Senato vada bene”. Lo ha sottolineato Pier Luigi Bersani rispondendo ai cronisti a Montecitorio subito dopo l’elezione di Laura Boldrini a presidente della Camera.

13.07 – Senato, iniziato lo spoglio della terza votazione

12.57 – Laura Boldrini presidente della Camera
Laura Boldrini, ex portavove dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, è il nuovo presidentedella Camera. Il raggiungimento del quorum di 310 voti è stato salutato da un fragoroso applauso. Boldrini ha ottenuto 327 voti

12.35 – Terminata quarta votazione alla Camera, spoglio in corso
E’ terminata nell’Aula della Camerala chiama della quarta votazione dei deputati per eleggere il presidente. E’ ora in corso lo spoglio, che avviene in Aula ed è pubblico.

Ore 12.30 – Laura Boldrini in aula
Laura Boldrini, assente alla prima chiama, si presenta al voto alla seconda chiama in aula a Montecitorio. Boldrini, candidata del centrosinistra alla presidenza della Camera, viene accolta da calorosi saluti e da un abbraccio di un collega in aula.

Ore 12.10 – Berlusconi atteso nel pomeriggio al Senato per la quarta votazione
Silvio Berlusconi, uscito ieri dall’ospedale San Raffaele di Milano, è atteso nel pomeriggio al Senato per partecipare alla quarta votazione per l’elezione del presidente del Senato.

Ore 11.50 – Alfano (Pdl): “Con il ticket Pd si va verso nuove elezioni”
“Con il ticket proposto dal Pd il Paese precipiterebbe verso le urne, mentre la candidatura di Schifani consentirà la nascita di un nuovo governo per affrontare la situazione di crisi”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pdl, Angelino Alfano assicurando che “il Pdl sarà compatto e attrattivo di altri consensi”.

Ore 11.45 – Calderoli (Lega): “Voteremo Schifani alla terza e quarta votazione”
“Voteremo Schifani alla terza e alla quarta votazione”. Lo afferma il leghista Roberto Calderoli, conversando con i giornalisti al Senato.

Ore 11.35 – Bossi: “Non capisco Bersani, la sua è una scelta di chiusura”
Umberto Bossi ha commentato le candidature proposte dal centrosinistra: “Non capisco la mossa di Bersani. La sua è una mossa di chiusura. Avrà pure compattato il suo partito, ma come fa ad agganciare le altre forze politiche?”.

Ore 11.25 – Laura Boldrini non presente in aula
La candidata del centrosinistra alla presidenza della Camera non è presente in aula. Laura Boldrini non ha partecipato alla prima chiama della quarta votazione nell’aula di Montecitorio.

Ore 11.20 – Minuto di raccoglimento in ricordo della strage di via Fani
In apertura della seduta del Senato, Emilio Colombo ha ricordato l’anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione da parte delle Brigate Rosse degli uomini della sua scorta in via Fani a Roma. Colombo ha invitato a “non interrompere mai il filo del dialogo e dare sempre come punto di riferimento e invito permanente allo svolgersi della nostra attività politica la capacità del dialogo”

Ore 11.10 – Al via le votazioni per presidenti Camera e Senato
Sono cominciate le operazioni di voto alla Camera e al Senato per l’elezione dei presidenti. Si tratta del quarto turno di voto per la Camera e del terzo per il Senato.

Ore 11.07 – Banchi del Pdl vuoti
Quando mancano solo pochi minuti dall’inizio della seduta nell’aula di Palazzo Madama, convocata per l’elezione del presidente del Senato, i banchi riservati al centrodestra, Pdl e Lega Nord, sono ancora completamente vuoti. Nessuna defezione comunque è in arrivo: è in corso infatti una riunione dei gruppi. Già quasi al completo, invece, i banchi del centrosinistra dove siedono Pd, Sel e Scelta civica e i posti occupati dai grillini nella parte alta dell’aula del Senato.

Ore 10.55 – Il Pdl voterà Renato Schifani
Il Pdl è orientato verso l’indicazione di una candidatura di profilo istituzionale, quella del presidente uscente, Renato Schifani. E’ la linea emersa dalla riunione dei senatori Pdl in vista della nuova votazione di oggi per la presidenza di Palazzo Madama nella 17esima legislatura. Lo conferma Maurizio Gasparri che, al termine della riunione del gruppo dei senatori, riunito con il segretario Pdl Alfano osserva: “Davanti alla sinistra che si rinchiude su se stessa la nostra è una scelta di taglio istituzionale”.

Ore 10.50 – Vito Crimi: “Orellana è il nostro candidato”
“Noi proseguiamo per la nostra strada: il nostro candidato ideale per la presidenza del Senato è Luis Orellana”. Così Vito Crimi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, dopo una riunione del gruppo a Palazzo Madama.

Ore 10.45 – Roberta Lombardi (M5S): “Bisogna capire cosa intende Napolitano per scelte condivise”
“Bisognerebbe capire cosa nel linguaggio comune intende Napolitano per scelte condivise”. La capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, ha commentato così l’appello del presidente della Repubblica a “scelte condivise” per le elezioni dei presidenti di Camera e Senato.

Ore 10.42 – Scelta civica voterà scheda bianca
Scelta civica nelle prossime votazioni per le presidenze di Senato e Camera voterà ancora scheda bianca. E’ questo l’orientamento emerso dalla riunione dei parlamentari, alla quale nella prima parte ha partecipato anche Mario Monti.

Ore 10.40 – Bersani: “Da Monti un disimpegno sorprendente”
“Con il Movimento 5 Stelle c’è stato un confronto non improduttivo ma non è andato a buon fine, da altri c’è stato un disimpegno che ha causato un’evidente sorpresa”. Così Pier Luigi Bersani, nell’incontro con i senatori del Pd, valuta il comportamento di Monti e la decisione finale di Scelta civica di evitare intese sulle presidenze di Camera e Senato.

Ore 10.30 – Movimento 5 Stelle: “No a Grasso e Boldrini, voteremo i nostri candidati”
La linea del Movimento 5 stelle non cambia. I grillini tirano dritto: non voteranno altri candidati, compresi i nomi su cui punta il segretario democratico Pier Luigi Bersani, ma daranno il proprio voto solo ai candidati 5 stelle. La scelta di Piero Grasso per il Senato e Laura Boldrini per la Camera non cambia, dunque, la posizione del Movimento. “Mi hanno fatto il nome di Grasso – ha detto Vito Crimi, capogruppo in pectore a Palazzo Madama, durante la riunione dei senatori 5S ancora in corso – io ho risposto: auguri!”.

Ore 10.25 – Scelta civica incerta se votare ancora scheda bianca
Scelta civica valuta la proposta di votare due candidati di bandiera alla Camera e al Senato o di continuare a votare scheda bianca. Sono le due ipotesi di cui si starebbe discutendo alla riunione congiunta dei gruppi, in corso a Montecitorio dopo che il Pd ha ufficializzato le candidature di Laura Boldrini alla Camera e Pietro Grasso al Senato.

Ore 10.20 – Pdl: “Non ci interessano le presidenze, subito il governo”
Il Pdl non avrebbe cambiato linea anche dopo la proposta avanzata dal Pd di candidare per le presidenze di Camera e Senato Laura Boldrini e Piero Grasso. Dalle parti di via dell’Umiltà si spiega che al partito non interessano le poltrone di Montecitorio e Palazzo Madama, ma quel che conta è avere un capo dello Stato di garanzia. Pertanto gli ultimi nomi indicati da Bersani vengono considerati come una questione interna al Partito democratico, perché in questo momento al Popolo della libertà interessa avere subito un governo per affrontare la crisi economica e dare stabilità al Paese. Il Pdl dunque dovrebbe continuare a votare anche oggi scheda bianca alla Camera Alta senza indicare un proprio candidato, ma la decisione sarà presa durante la riunione del gruppo in corso al Senato. Silvio Berlusconi ieri è stato molto chiaro in proposito: “Noi ci tiriamo fuori”, il Pd “è irresponsabile, un governo si deve fare”. Il Cavaliere infatti è disponibile a un esecutivo di larghe intese da fare in tempi rapidi, altrimenti, ragionano, c’è solo il voto a giugno.

Ore 10.00 – Napolitano: “Spero nell’elezione dei presidenti in giornata”
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dichiara: ”Mi auguro ancora che sia possibile giungere oggi all’elezione dei presidenti della Camera e del Senato, e successivamente all’attribuzione di tutti gli incarichi istituzionali, in un clima di condivisione della responsabilità di favorire – dopo le elezioni del 24 febbraio e sulla base dei risultati che ne sono scaturiti – l’avvio di una costruttiva dialettica democratica e di una feconda attività parlamentare. Oggi si pone comunque il primo punto fermo della nuova legislatura, nell’interesse generale del paese; così come resta un punto fermo – in una situazione che vede l’Italia esposta a serie incognite e urgenze – l’impegno del governo dimissionario rimasto in carica e in funzione sia pure con poteri limitati”.

Ore 9.50 – Il Pd propone Laura Boldrini per Montecitorio e Piero Grasso per il Senato
Le candidature di Laura Boldrini, ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e Piero Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, per Palazzo Madama, ha spiegato Bersani, “vanno nella logica di responsabilità e cambiamento”. Il leader Pd ha poi aggiunto che, nonostante sia fallito il tentativo del partito di condividere le presidenze con altre forze, “continueremo ad avere atteggiamento di condivisione e reciprocità anche per le presidenze delle commissioni”. “Abbiamo cercato corresponsione e condivisione con le altre forze politiche ma se tocca a noi scegliere, scegliamo”. Alla domanda se al Senato il Pdl possa convergere sul grillino Luis Alberto Orellana, Bersani ha risposto: “Ognuno si assuma le sue responsabilità. Noi ci siamo assunti la nostra”. “E’ stata – ha sottolineato infine il segretario – una scelta di grande forza. Sono due persone di lungo corso nella società e hanno mostrato grandissima sensibilità, capacità, un’enorme forza civica e morale che serve come messaggio al Paese”. L’ex segretario Dario Franceschini, che nelle scorse ore era emerso come uno dei potenziali candidati del centrosinistra per Montecitorio, ha commentato la decisione del partito con un tweet: “Una grande scelta di innovazione che ho voluto e condiviso. Mai le aspirazioni personali davanti agli interessi generali”. Secondo Enrico Letta, “Grasso è una figura importante e noi lo indichiamo anche per ciò che rappresenta”. Soddisfatta anche Anna Finocchiaro: “Un’ottima scelta, un segnale molto positivo rispetto al quale mi auguro si aggreghi il maggior consenso possibile in aula e le istituzioni comincino a lavorare. Abbiamo scelto delle personalità di primissimo livello”.

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fonte ilfattoquotidiano.it