SPERIAMO CHE COL TEMPO SE NE RICORDI… – Il Papa: «Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!»

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Papa Francesco – Jorge Mario Bergoglio – bacia i piedi a un malato di AIDS – fonte immagine

Il Papa: «Vorrei una chiesa povera»

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Città del Vaticano – «Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!». Viene proprio dal cuore, a Papa Francesco, l’esclamazione che regala ai circa seimila giornalisti accorsi oggi all’udienza nell’Aula Paolo VI. Il Pontefice racconta come ha scelto il nome del santo di Assisi, di quando il suo vicino al Conclave, il cardinale brasiliano Claudio Hummes, al momento del raggiunto quorum di 77 voti lo ha abbracciato e gli ha detto «Non dimenticarti dei poveri!».

Il nome del santo di Assisi, «l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che custodisce il creato», gli è rimasto allora nella mente e «nel cuore», diventando il sigillo programmatico del suo papato, appunto di «una Chiesa povera e per i poveri».

Agli operatori dei media presenti a Roma in occasione del Conclave – «in questo periodo così intenso, iniziato con il sorprendete annuncio del mio venerato predecessore Benedetto XVI, l’11 febbraio scorso» -, in migliaia messisi in fila anche con i familiari per entrare alla Sala Nervi, il Papa ha rivolto «un ringraziamento speciale» per «il qualificato servizio dei giorni scorsi». Aggiungendo anche una nota scherzosa: «Avete lavorato, eh! avete lavorato!», che strappa una risata a tutti e uno dei tanti applausi della mattinata.

Bergoglio ha sottolineato poi la necessità di «osservare e presentare questi eventi della storia della Chiesa tenendo conto della prospettiva più giusta in cui devono essere letti, quella della fede». Gli eventi ecclesiali, ha detto il Papa, non rispondono a categorie «mondane». La Chiesa, «pur essendo certamente anche un’istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale».

L’invito di Papa Francesco è stato a «cercare di conoscere sempre più la vera natura della Chiesa e anche il suo cammino nel mondo, con le sue virtù e i suoi peccati». Il Pontefice ha esortato i giornalisti a una «particolare attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza: e questo ci rende particolarmente vicini – ha sottolineato -, perché la Chiesa esiste per comunicare proprio questo, la Verità, la Bontà e la Bellezza “in persona”». «Dovrebbe apparire chiaramente che siamo chiamati tutti – ha avvertito – non a comunicare noi stessi, ma questa triade esistenziale che confermano verità, bontà e bellezza».

In un clima anche informale e di grande spontaneità, tra battimani, sorrisi e battute, Bergoglio ha salutato personalmente alcuni dei giornalisti. «Vi voglio tanto bene, vi ringrazio per tutto quello che avete fatto», ha detto suscitando l’ennesimo applauso. Al termine, ha dato la sua benedizione a tutti, compresi gli atei. «Dato che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti – ha affermato in spagnolo -, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio». E anche questo appare come un segno di novità.

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fonte ilsecoloxix.it

One response to “SPERIAMO CHE COL TEMPO SE NE RICORDI… – Il Papa: «Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!»”

  1. ezio says :

    DECRESCITA FELICE E CHIESA POVERA UN PERFETTO OSSIMORO SORELLA POVERTÀ & FRATEL PROFITTO: UN MATRIMONIO DI INTERESSE il tempo passa, ma l’orizzonte economico è sempre cupo. Anzi. Le tensioni sociali crescono e in molte aree del mondo sono sfociate in guerre, più o meno civili. Non è uno scenario rassicurante. Soprattutto perché dimostra che il modo di produzione capitalista non funziona così bene come ci dicevano pochi anni fa. Inevitabilmente, sorgono proposte alternative, che prospettano un diverso modo di produzione. E ce ne per tutti i gusti. Le varie proposte, pur riflettendo situazioni assai differenti, e spesso contrastanti, cercano di conciliarsi tra loro, proponendo soluzioni compatibili con il sistema complessivo, ovvero con il modo di produzione capitalistico. Pur criticandolo aspramente. O meglio criticandone aspramente le presunte distorsioni, che invece sono consustanziali al sistema. La sinfonia è diversa, la musica è la medesima. Entrambi non mettono in discussione la sperequazione. Nella migliore delle ipotesi entrambi chiedono la razionalizzazione delle risorse, accompagnata da solidarietà, o meglio dalla sussidiarietà, per addolcir la pillola

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