Orbàn decora tre razzisti antisemiti, dall’Ungheria nuova sfida all’Europa

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Orbàn decora tre razzisti antisemiti
dall’Ungheria nuova sfida all’Europa

Sono un giornalista tv che non nasconde le sue tesi sulle differenze di razza, un archeologo che diffonde surreali storie sugli ebrei e il leader di un gruppo nazi-rock

Orban decora tre razzisti antisemiti dall'Ungheria nuova sfida all'Europa (ansa)

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ANDREA TARQUINI
corrispondente di Repubblica

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BERLINO  – Non è bastato il golpe bianco, la sfida all’Europa con la riforma in senso autoritario della Costituzione. E i moniti di Bruxelles, Berlino, Washington restano inascoltati. E’quanto si deduce dall’ultima decisione del governo nazionalpopulista ed euroscettico ungherese del premier-autocrate Viktor Orbàn: il conferimento di tre importanti premi ufficiali per la cultura a tre ‘intellettuali’ notoriamente razzisti, antisemiti e vicini all’estrema destra, cioè Jobbik (il partito all’opposizione da destra, che ha il 17 per cento dei seggi in Parlamento ma nei sondaggi è diventato seconda forza politica salendo al 19 per cento).

La notizia sembra tratta da una trama di fantapolitica-horror, invece è vera: l’autorevole Agence France Presse che la diffonde si riferisce a fonti ufficialissime. Vediamo i casi. Il primo è quello del premio Tancics, tradizionale e importante premio per i migliori giornalisti, conferito a Ferenc Szanizslò, commentatore alla televisione Echo TV, ritenuto vicinissimo alla Fidesz, cioè al partito di Orbàn, e noto per le tesi apertamente razziste che espone in pubblico. Come quando nel 2011 paragonò i rom a “scimmie”, esternazione che gli valse persino un rimprovero dell’autorità-grande fratello governativa di controllo sui media. E’ uno scandalo, restituiremo l’onorificienza, hanno annunciato una decina di giornalisti seri e democratici, premiati con il ‘Tancsics’ in passato, per protestare. “Non sapevo della decisione di premiare Szaniszlò, è deplorevole, ma non è nei miei poteri revocargli il premio”, si è difeso il ministro delle Risorse umane e della forza nazionale, Zòltàn Balog.

Il secondo caso è quello di Kornel Bakay, che ha ricevuto per decisione del governo l’Ordine al merito. Bakay è un archeologo noto per il suo aperto, radicale antisemitismo. Tra l’altro aveva fatto scandalo a livello mondiale asserendo in pubblico che sarebbero stati gli ebrei a organizzare la tratta degli schiavi dal medioevo all’abolizionismo. Mentre è noto che lo schiavismo fu organizzato dalle potenze di allora e dall’attivissima (e per loro proficua) collaborazione di tribù e potentati arabi in Africa.

Il terzo caso riguarda Janos Petras, cantante della rock band ‘Karpatia’. E’in sostanza un gruppo nazirock, vicinissimo ai neonazisti antisemiti di Jobbik che amano ascoltare la loro musica nelle adunate. Petras ha ricevuto la croce d’oro al merito. Tra i motivi più noti cantati da lui e dal suo gruppo ce ne sono alcuni che inneggiano alla revisione delle frontiere europee con la ricostituzione della ‘Grande Ungheria’, cioè riprendendosi territori oggi slovacchi, ucraini, serbi e romeni. Il gruppo Karpatia ha anche partecipato anche a marce della Magyar Gàrda (Guardia magiara), il gruppo paramilitare di Jobbik con le uniformi nere e simboli fascistoidi, ufficialmente fuorilegge ma che continua a farsi vedere tranquillamente.

La politica culturale del governo Orbàn ha da tempo un orientamento radicale. Il governo ha di fatto riabilitato l’ammiraglio Miklòs Horthy, cioè il dittatore antisemita che fu il più efficiente e zelante alleato di Hitler in Europa e grande complice dell’Olocausto e dell’aggressione all’Urss. A Horthy vengono erette statue e dedicate vie e piazze. A Budapest vengono invece smantellati i monumenti di grandi nomi della cultura democratica, dal ‘conte rossò Karoly Mihàly che divenne socialista e affrancò i suoi contadini, al poeta Attila Jòzsef, amico di Thomas Mann. E uno dei luoghi centrali della capitale, Roosevelt tér (Piazza Roosevelt) adesso non porta più il nome del presidente americano che alleato con Churchill e Stalin sconfisse l’Asse. (17 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

One response to “Orbàn decora tre razzisti antisemiti, dall’Ungheria nuova sfida all’Europa”

  1. Natale De Gregorio says :

    Non è un segreto, le correnti di estrema destra impazzano nel nord e nell’est-europa, le distanze continuano ad allargarsi, le tensioni continuano ad aumentare. Attenzione a CasaPound in Italia, spero di non essere profetico.

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