Archivio | marzo 19, 2013

ALLELUJA! – La Sicilia abolisce le province, cancellate le elezioni

Palazzo dei Normanni (Palermo)Palazzo dei Normanni (Palermo)

Maxi emendamento dell’Assemblea regionale siciliana. Crocetta: “Prima tappa della rivoluzione”

La Sicilia abolisce le province, cancellate le elezioni

Abolite le Province regionali in Sicilia. L’Ars (Assemblea regionale siciliana) ha approvato un maxi-emendamento della maggioranza che sospende le elezioni previste a fine maggio; manca solo il voto finale al ddl

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Palermo, 19-03-2013

Abolite le Province regionali in Sicilia. L’Ars (Assemblea regionale siciliana) ha approvato un maxi-emendamento della maggioranza che sospende le elezioni previste a fine maggio; manca solo il voto finale al ddl. Gli enti saranno commissariati ed entro l’anno dovranno essere sostituiti, con una nuova legge, da liberi consorzi di comuni.

“L’abolizione delle Province è la vittoria del governo e della maggioranza; do atto anche ai 5stelle di avere votato la norma che abbiamo proposto. Si tratta della prima tappa della rivoluzione: oggi ha vinto il modello Sicilia”. Così il governatore Rosario Crocetta commenta a caldo l’approvazione in Assemblea del maxi-emendamento che cancella il voto per le Province e che saranno sostituite, con una nuova legge, con liberi consorzi tra comuni ed elezione di secondo livello.

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fonte rainews24.it

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MA GUARDA… – Cipro, il piano di salvataggio e quei 5,8 miliardi di esposizione delle banche tedesche

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Cipro, il piano di salvataggio e quei 5,8 miliardi di esposizione delle banche tedesche

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Quale è l’importo che l’Unione europea ha deciso lo scorso week end di ottenere dal prelievo forzoso sui conti correnti a Cipro? 5,8 miliardi (grafico). E quale è l’esposizione finanziaria delle banche tedesche nei confronti della piccola isola del Mediterraneo? 5,8 miliardi (fonte Banca dei regolamenti internazionali). Una coincidenza? Non per i cittadini ciprioti, che stanno protestando massicciamente in piazza e ce l’hanno soprattutto con Angela Merkel : slogan, maschere e jingle sono praticamente a senso unico contro la Germania e la sua cancelliera che a quanto pare (e se i numeri non sono un’opinione) avrebbe avuto un ruolo da protagonista nella proposta choc del prelievo forzoso sui conti correnti a Cipro (con l’avallo, secondo indiscrezioni, anche di Olanda e Finlandia).

Alle critiche sulla natura della proposta si aggiungono anche le polemiche sul timing. Il diktat europeo – che dovrà però passare per il parlamento cipriota che secondo le prime indicazioni sarebbe contrario, oltre a ricevere poi l’avallo degli altri 16 Paesi dell’euro – è arrivato in concomitanza del ponte festivo culminato con il “lunedì pulito” (l’equivalente italiano del mercoledì delle Ceneri). I più scettici ipotizzano che l’idea di lanciare questa proposta choc durante un periodo di festa (quando gli animi sono più rilassati) sia stata premeditata per avere più chance di far “indorare la pillola”.

I critici sanno anche che il 2013 per la Merkel e per la Germania non è un anno qualsiasi: a settembre si torna al voto. Così, il rebus dei salvataggi europei diventa automaticamente anche una questione elettorale. La Merkel sa bene che tutti i precedenti salvataggi europei (Grecia per due volte, Irlanda, Portogallo e Spagna) hanno ricevuto il nullaosta del Bundestag con l’appoggio dei partiti d’opposizione (socialdemocratici e verdi). In questa occasione la posizione dei socialdemocratici si è irrigidita dato che “vedono” Cipro come il Paese dove gli oligarchi russi eludono il fisco e dove passano molti capitali in aria di riciclaggio.

Per lo stesso motivo potrebbero anche votare no a un piano di salvataggio che non preveda un prelievo forzoso sui conti correnti (che colpirebbe anche gli investitori stranieri che hanno spostato capitali a Nicosia). E la Merkel non può permettersi di prendere una sconfitta il 15 aprile (quando il Parlamento tedesco si esprimerà sul salvataggio di Cipro) che avrebbe inevitabili ricadute elettorali.

E poi c’è un’altra strana coincidenza che sollevano coloro che sono critici sull’ingerenza del modello tedesco nella gestione complessiva della crisi dell’Eurozona. Se Cipro e Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) sono solo dei Paesi corrotti e spendaccioni (la principale accusa che viene posta dai rigidi sostenitori di politiche di austerity) come mai ogni volta che scoppia una crisi in questi Paesi viene fuori che la Germania è sempre in cima nella lista dei Paesi creditori? Perché il Paese più virtuoso dell’Eurozona (a quanto ci dice il mercato dei debiti sovrani) avrebbe dato credito negli ultimi anni a Paesi così poco meritevoli? Anche questo si chiedono oggi in piazza i ciprioti che da tre giorni non possono andare in banca, né accedere agli sportelli bancomat. Congelati.

twitter.com/vitolops

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fonte ilsole24ore.com

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Bersani “domani al Colle con nostra proposta”. Zanda e’ capogruppo

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Bersani “domani al Colle con nostra proposta”
Zanda e’ capogruppo

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19:01 19 MAR 2013

(AGI) – Roma, 19 mar. – Parlare al Paese, nel segno della continuita’ con le scelte gia’ compiute per l’elezione dei presidenti delle Camere. Per affrontare il ‘rebus’ governo e’ questa la strategia messa a punto dal Pd, che domani si presentera’ al Quirinale – in occasione delle consultazioni – con la proposta formalizzata in direzione. A chiarirlo e’ stato lo stesso Pier Luigi Bersani. “Il Pd non cambia linea: andra’ alle consultazioni con la proposta votata, subito dopo le elezioni, dalla direzione”, ha spiegato il leader democrat ai cronisti al termine di un pranzo con Martin Schulz. “La nostra proposta politica resta quella; poi, naturalmente, spetta al Capo dello Stato decidere”.

A spiegare con piu’ particolari la linea scelta e’ Davide Zoggia. “Se, come mi auguro, Pier Luigi Bersani avra’ l’incarico di formare il nuovo governo, la scelta dei nomi sara’ in continuita’ con quelli individuati per la presidenza di Camera e Senato: cioe’ nomi in grado di parlare al Paese”, anticipa il deputato Pd. “Il nostro – aggiunge – e’ un lavoro in progress. Anche nei prossimi giorni la nostra proposta si rivolgera’ al Paese e alle forze in Parlamento con molta trasparenza”, sottolinea Zoggia, che lancia anche un segnale di disponibilita’ nel confronto sul Quirinale (“la scelta del Presidente della Repubblica non puo’ essere un calcolo aritmetico. Anche se la coalizione Italia bene comune piu’ Monti potrebbe indicare il Presidente della Repubblica, non ritengo necessario che lo faccia”). Intanto, se il M5S guarda all’ufficio di presidenza della Camera per “rendicontare anche le caramelle”, continuano pero’ ad affiorare le posizioni di chi si dichiara pronto a votare una fiducia in teoria esclusa a prescindere. “Se in un momento cosi’ difficile per il Paese la maggioranza degli iscritti si dichiarasse favorevole a votare la fiducia a un governo, mi adeguerei a questa volonta’”, dice Marino Mastrangeli, senatore M5S, ricordando che il giudizio degli elettori “e’ sovrano” e conta piu’ delle regole interne al movimento. “Beppe – spiega – e’ libero di esprimere le sue opinioni come qualunque cittadino, poi pero’ comandano gli elettori. Mica siamo nell’Unione Sovietica”.

Infine, si va componendo il quadro dei gruppi parlamentari, che domani saranno chiamati al Quirinale a riferire il loro punto di vista. Alla Camera il gruppo misto ha scelto Pino Pisicchio, mentre Scelta Civica si e’ orientata su Lorenzo Dellai. Per il Pd la candidatura di Speranza sara’ sottoposta ad un voto segreto.

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fonte agi.it

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M5S: ”Noi nelle stanze dei bottoni” Lombardi capogruppo alla Camera

(Adnkronos)  (Adnkronos)

M5S: ”Noi nelle stanze dei bottoni” Lombardi capogruppo alla Camera

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Roberta Lombardi – fonte immagine

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ultimo aggiornamento: 19 marzo, ore 17:33

Roma – (Adnkronos/Ign) – Già designata in una precedente assemblea, il gruppo riunito l’ha investita formalmente. Lombardi sul blog di Beppe Grillo parla della presunta conversazione tra Dini e Pisanu in cui i due esprimevano preoccupazione sulla presenza dei parlamentari grillini all’Antimafia o al Copasir. Casaleggio contro Scalfari: “Quante panzane sul mio conto…”.. Sel: nessuna telefonata tra Vendola e il senatore Campanella

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Roma, 19 mar. (Adnkronos) – Roberta Lombardi è il capogruppo del M5S alla Camera. Già designata in una precedente assemblea, oggi il gruppo riunito l’ha investita formalmente e ha salutato la nomina con un applauso.

Nel corso dell’assemblea dei deputati del M5S, Lombardi ha poi reso noto che ”il senatore Zanda ha chiesto per domani un incontro con i nostri capigruppo”.

Questa mattina c’è stata anche una conferenza del M5S a Montecitorio con Lombardi accompagnata dai tre candidati ai ruoli di questore, vicepresidente e segretario, ovvero Laura Castelli, Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro. Dopo la comunicazione delle scelte fatte dal gruppo, i tre giovani candidati si sono presentati alla stampa.

Per i cronisti in sala nulla di nuovo. Si attendeva il momento delle domande. Ma finita la presentazione, tutti insieme si sono alzati e hanno lasciato la sala, inseguiti dai giornalisti ‘silenziati’ che hanno lamentato la loro inutile presenza.

Sempre in mattinata, il capogruppo dei 5S alla Camera, con un post sul blog di Grillo, aveva scritto: “E’ arrivato il momento di dare dimensione alle preoccupazioni di Lamberto Dini e Beppe Pisanu. E’ giunta l’ora di ‘rendicontare le caramelle’ e, dunque, di portare le istanze di quel 25 e passa per cento di elettori che ha votato il Movimento 5 stelle”.

Lombardi faceva riferimento a una presunta conversazione tra Dini e Pisanu, riportata il 14 marzo da ‘la Repubblica’, nella quale i due esprimevano preoccupazione sulla presenza dei parlamentari grillini all’Antimafia o al Copasir. “Ora che siamo stati eletti al Parlamento vogliamo essere presenti nelle Commissioni bicamerali, nelle giunte e negli uffici di presidenza di Camera e Senato”. E ancora: “Vogliamo partecipare alle decisioni che si prendono al chiuso delle stanze dei bottoni, per rispetto della volontà popolare che ci ha scelto”.

Inoltre, ha scritto Lombardi, “il web è, e rimarrà, il nostro strumento privilegiato di contatto e di relazione con gli elettori per tutta la durata del nostro mandato. Confermiamo il nostro rifiuto a partecipare ai talk show televisivi”.

“In tivù – spiega l’esponente grillina – ci andremo solo se avremo la possibilità di parlare di idee e programmi o se avremo bisogno di spiegare ai cittadini gli imbrogli perpetrati ai loro danni”.

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fonte adnkronos.com/IGN

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Ssn, sempre meno servizi per i cittadini “Nel 2012 ticket farmaci +40%”

Ssn, sempre meno servizi per i cittadini "Nel 2012 ticket farmaci +40%"

Ssn, sempre meno servizi per i cittadini
“Nel 2012 ticket farmaci +40%”

Il Rapporto Oasi 2012 della Bocconi, presentato oggi dalla Fiaso, la federazione delle Asl italiane, racconta di un Welfare sempre più in difficoltà dal punto di vista economico. Eppure si potrebbe risparmiare

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di MICHELE BOCCI

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UNA SANITA’ pubblica che, a forza di nuovi ticket, è diventata sempre più cara e una sempre più spiccata tendenza dei cittadini a rivolgersi al privato per prestazioni specialistiche e diagnostiche. Il Rapporto Oasi 2012 della Bocconi, presentato oggi dalla Fiaso, la federazione delle Asl italiane, racconta di un welfare sempre più in difficoltà dal punto di vista economico.

Aumentano le tasse sui farmaci. Le tasse sui farmaci, secondo la ricerca, nel 2012 sono aumentate del 40% rispetto all’anno precedente. La causa è l’introduzione di nuovi ticket o l’aumento di quelli già esistenti. Ma questa forma di compartecipazione alla spesa influisce anche su visite specialistiche ed esami, che nel servizio pubblico diventano sempre più cari per i non esenti. Così il 55% degli assistiti, sempre secondo il lavoro della Bocconi, si paga da solo queste prestazioni, rivolgendosi al privato, che in molti casi ha tariffe concorrenziali a quelle di Asl e ospedali. Spendere serve anche a evitare le liste di attesa, che nel pubbliche sono piuttosto lunghe. La spesa per la sanità privata nel nostro paese si attesta intorno ai 30 miliardi di euro.

Eppure si potrebbe risparmiare. “Nella sanità si può risparmiare eliminando gli sprechi senza ridurre l’offerta di salute”, scrivono da Fiaso, sottolineando che in termini pro-capite o in rapporto al Pil, la spesa sanitaria italiana resta la più bassa d’Europa e da qui al 2015 dovrà affrontare una cura dimagrante da oltre 30 miliardi per effetto delle ultime manovre. E i tagli rischiano di ridurre l’offerta di servizi alle persone. Non si tratta solo di prestazioni sanitarie, ma anche sociali. Si stima infatti che in Italia lavorino ormai 774mila badanti, che sono, per avere un termine di paragone, più dei dipendenti di Asl e ospedali (in tutto 646mila).

Le tasse. Ma i soldi necessari a finanziare la sanità, oltre che dai ticket, vengono raccolti dalle Regioni anche con le tasse. Del resto all’assistenza ai cittadini è destinato circa l’80% del bilancio delle amministrazioni locali. “Maggiorazioni delle addizionali Irpef, aumento delle aliquote Irpef, rincari del bollo auto e cartolarizzazione dei debiti sono gli strumenti, singoli o associati, ai quali hanno fatto ricorso quasi tutte le Regioni, ad eccezione di Valle d’Aosta, Friuli, Trento e Bolzano, Basilicata e Sardegna, mentre Marche, Abruzzo, Molise e Campania hanno messo mano a tutte le leve fiscali consentite dalla legge”, spiegano sempre dalla Fiaso. E senza aumenti di tasse locali, come dicono i dati del Ministero della salute,  già nel 2011 i bilanci sanitari di ben 16 regioni sarebbero finiti rosso. In due anni i tributi locali sono aumentati di 5 miliardi.

Le Regioni. Nel rapporto Oasi c’è anche una sezione dedicata a come i cittadini considerano i loro sistemi sanitari regionali. Nel Centro-Sud oramai la maggioranza delle persone (62,2%) considera inadeguati i servizi offerti dal ssn (53,5% al Centro, 15,6 nel nord-est, 25,3 nel nord ovest). “Il sistema sanitario rischia di collassare per eccesso di rigore finanziario – dice il presidente Fiaso Valerio Fabio Alberti – Una preoccupazione espressa da tutti i Ministri della salute europei che a Dublino nei giorni scorsi hanno richiesto alla Commissione UE di compiere un passo deciso verso l’attribuzione delle competenze sul finanziamento dei sistemi agli stessi dicasteri sanitari anziché a quelli economici. Una richiesta pienamente condivisibile, tanto più se accompagnata dall’esclusione dal calcolo dei deficit nazionali degli investimenti in salute che generano crescita economica a medio e lungo termine. Nel frattempo  – prosegue- sarà bene che in Italia si rafforzino  politiche di maggiore integrazione socio-sanitaria, che la crisi rende ineludibili”. (19 marzo 2013)

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LINK

Rapporto Oasi 2012
Università Bocconi

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fonte repubblica.it

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