E’ morto il capo della Polizia Antonio Manganelli / Italy: Police chief Manganelli dies from respiratory infection

https://i0.wp.com/www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/02/manganelli.jpgAntonio Manganelli – fonte immagine

Cancellieri: “era il numero uno, lo Stato lo piange”

E’ morto il capo della Polizia Antonio Manganelli

E’ morto il capo della polizia Antonio Manganelli. Manganelli era malato di tumore da tempo ed era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Roma dallo scorso 24 febbraio, dopo essere stato colpito da una emorragia cerebrale

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Roma, 20-03-2013

E’ morto il capo della polizia Antonio Manganelli. Manganelli era malato di tumore da tempo ed era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Roma dallo scorso 24 febbraio, dopo essere stato colpito da una emorragia cerebrale. Le sue condizioni ieri si erano aggravate.

Manganelli era nato ad Avellino l’8 dicembre 1950 e ha percorso le tappe più importanti della sua carriera nella polizia di Stato fianco a fianco all’ex capo del corpo Gianni De Gennaro, di cui è diventato vicario dal 3 dicembre 2001 e del quale ha preso poi il posto al vertice della Polizia il 25 giugno 2007.

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Napoli, si è specializzato in Criminologia clinica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Modena. Dagli anni ’70 del ha operato nel campo delle investigazioni, acquisendo particolare esperienza e preparazione tecnica nel settore dei sequestri di persona a scopo di estorsione prima ed in quello antimafia poi.

Ha lavorato al fianco dei più valorosi magistrati e di organi giudiziari investigativi europei ed extraeuropei, dei quali è diventato negli anni un punto di riferimento, legando il suo nome anche alla cattura di alcuni dei latitanti di maggior spicco delle organizzazioni mafiose.

E’ ancora giovane quando insieme a Gianni De Gennaro diventa uno degli investigatori più fidati di Giovanni Falcone in Sicilia. Sono gli anni della cattura del boss Tommaso Buscetta in Brasile e delle grandi inchieste di mafia che porteranno poi al maxi processo contro i boss di Cosa Nostra.

E’ stato docente di ‘Tecnica di Polizia Giudiziaria’ all’Istituto Superiore di Polizia ed è autore di pubblicazioni scientifiche in materia di sequestri di persona e di tecnica di polizia giudiziaria, tra cui il manuale pratico delle tecniche di indagine ‘Investigare’ scritto con il prefetto Franco Gabrielli, all’epoca direttore del Sisde ora capo della Protezione civile.

Manganelli ha diretto il Servizio centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia, poi lo Sco (il Servizio centrale operativo) ed è stato questore di Palermo (dal 1997) e di Napoli (dal 1999). Nel 2000 viene nominato dal Consiglio dei Ministri prefetto di Prima classe, con l’incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza. Dal 3 dicembre 2001 Manganelli è stato vice direttore generale della Pubblica sicurezza con funzioni vicarie.

Il Consiglio dei Ministri (governo Prodi, Amato ministro dell’Interno) lo ha nominato capo della Polizia il 25 giugno 2007. Durante il suo periodo al vertice della Polizia sono stati catturati alcuni del latitanti ‘di massima pericolosità’, come i boss di Cosa nostra Giovanni Arena, Sandro e Salvatore Lo Piccolo, i boss camorristi dei Casalesi Michele Zagaria e Giuseppe Setola, quelli della ‘ndrangheta Giovanni Strangio e Domenico Condello.

Cancellieri: Era numero uno, lo Stato lo piange
“Era un numero uno come poliziotto e per le sue qualità morali”. Cosi’ parla il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri del capo della Polizia Antonio Manganelli. “Addio carissimo – scrive il ministro nel suo messaggio di cordoglio – che la terra ti sia lieve”. “Conoscevo Antonio Manganelli da tempo e negli anni, da lontano, avevo avuto modo di apprezzare le sue qualità di uomo e di ottimo capo della Polizia. Ma i 16 mesi che abbiamo passato gomito a gomito, sullo stesso piano del Palazzo del Viminale, molto spesso con gli stessi problemi da risolvere mi consentono di dire che Antonio era molto di più e molto meglio”, prosegue il ministro Cancellieri. “Purtroppo questi 16 mesi fanno sì che il mio dolore sia ancora più forte e il vuoto ancora più grande. E capisco quale possa essere il senso di sgomento che la sua perdita lascia in chi gli é stato vicino per una vita come la moglie Adriana e la figlia Emanuela – aggiunge – o in chi abbia avuto la fortuna di lavorare con lui anni e anni come i suoi collaboratori ai vertici della Polizia che voglio idealmente abbracciare”. “Antonio – dice il ministro chiamando affettuosamente per nome il capo della Polizia – é stato prima un valente investigatore, poi un lungimirante, appassionato, generoso ed efficiente capo della Polizia. Queste sue doti hanno fatto di lui un leader ed é per questo che oggi dai suoi più stretti collaboratori fino all’ultimo agente tutti lo piangono con immenso dolore”. “Non solo per il fiuto da poliziotto – prosegue il ministro – non solo per la capacità di dirigere l’imponente macchina alla quale tutti i cittadini italiani affidano la propria sicurezza, non solo per la solida e democratica dedizione che ha saputo mettere al servizio dello Stato. Era un numero uno soprattutto per le qualità morali che erano parte integrante di tutte le cose che ha fatto”. “Ed é stato d’esempio per tutti noi – dice ancora il ministro – per il coraggio ,la forza e l’orgoglio con cui ha affrontato il lungo calvario della malattia che lo ha portato a lasciarci”. “Personalmente gli sono debitrice per la leale collaborazione che mi ha dato e per il grandissimo e disinteressato aiuto che mi ha offerto in questo lavoro che per me era assolutamente nuovo. Ma – prosegue Cancellieri – é lo Stato italiano ad essere debitore nei confronti di Antonio Manganelli”. “Lo Stato italiano che oggi lo piange e domani lo saprà onorare degnamente. Il Ministro dell’Interno, con immenso dolore, ringrazia, rimpiange e ricorda Antonio Manganelli. Annamaria vuole abbracciare per l’ultima volta l’amico Antonio”, conclude il ministro dell’Interno.

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fonte rainews24.it

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Italy: Police chief Manganelli dies from respiratory infection

last update: March 20, 13:47

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Rome, 20 March (AKI) – Italy’s chief of police, Antonio Manganelli died of a respiratory infection in a Rome hospital on Wednesday aged 63.

“Antonio Manganelli was an outstanding investigator and a passionate, generous and effective head of police,” said Italy’s interior minister Annamaria Cancellieri.

“These abilities made him a leader whose passing is greatly mourned – from those who worked most closely with him to every police officer.”

Manganelli had been admitted to Rome’s San Giovanni hospital’s intensive care unit on 24 February for emergency surgery to remove a blot clot from his brain following a haemorrage.

Manganelli, who came from the Campania region surrounding Naples, was appointed Italy’s police chief in June 2007 and taught at Italy’s top police academy.

He earlier worked with several prominent anti-mafia magistrates, serving as head of the police’s Central Operating Service and in the late 1990s served as the as the government’s top official in Naples and in Palermo.

The author of numerous books on crime topics ranging from investigative techniques, he had a law degree from Naples University and a post-graduate degree in criminology from Modena University.

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fonte adnkronos.com/IGN/

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One response to “E’ morto il capo della Polizia Antonio Manganelli / Italy: Police chief Manganelli dies from respiratory infection”

  1. pd valdengo says :

    Reblogged this on CIRCOLO PD VALDENGO.

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