Archivio | marzo 21, 2013

Scioperi: domani a rischio bus, tram e metro. Anche i piloti Alitalia si fermano per quattro ore

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Scioperi: domani a rischio bus, tram e metro. Anche i piloti Alitalia si fermano per quattro ore

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Domani disagi in vista per chi si sposta in città o deve prendere l’aereo. Dopo tre rinvii è stato infatti confermato lo sciopero nazionale di 24 ore nel trasporto pubblico locale, mentre i piloti di Alitalia incroceranno le braccia per 4 ore.
Bus, tram e metropolitana a rischio: lo stop si svolgerà con la garanzia dei servizi minimi indispensabili nel rispetto delle fasce orarie previste dagli accordi locali. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa Cisal spiegano che «la decisione della protesta è dovuta alla persistente incertezza sul quadro complessivo delle risorse finanziarie destinate al trasporto locale ed al mancato avanzamento del negoziato per il rinnovo contrattuale».

Secondo i sindacati «malgrado l’istituzione del Fondo nazionale di settore il trasporto locale rischia una riduzione dei trasferimenti pubblici complessivi, con il conseguente ulteriore taglio dei servizi e nuove manovre tariffarie. Infatti a oggi, per il biennio 2014-2015 le Regioni – sottolineano – non hanno ancora trovato tra loro e con il Governo un accordo sui criteri di ripartizione dei quasi 5 miliardi di euro l’anno previsti dal neonato Fondo, mentre non risulta ancora chiaro, già per il 2013, il destino delle ulteriori risorse finanziarie storicamente dedicate al trasporto locale dalle Regioni nell’ambito del “fondo perequativo” di 1,4 miliardi/anno».
«Inoltre in assenza del contratto scaduto il 31 dicembre 2007 e per effetto della contrazione delle risorse finanziarie destinate al settore – denunciano le organizzazioni sindacali – nel corso dell’ultimo triennio si è ridotto ed è peggiorato il servizio offerto, sono aumentate le tariffe e, parallelamente, si sono moltiplicate le vertenze sindacali aziendali, con la disdetta da parte di numerose aziende degli accordi di secondo livello, con diversi casi di pagamento ritardato degli stipendi e, soprattutto a partire da fine 2011, con crescenti difficoltà nella tenuta dei livelli occupazionali».

Secondo una stima dei sindacati «al momento oltre 2.500 autoferrotranvieri sono attualmente destinatari di una qualche forma di ammortizzatori sociali in deroga (Cassa integrazione IG e contratti di solidarietà), le cui risorse, peraltro, sono attualmente programmate e disponibili ancora per poche settimane».

Le modalità di sciopero nelle principali città italiane prevedono la garanzia del servizio nelle seguenti fasce orarie:

a Milano da inizio servizio alle 8.45 e dalle 15 alle 18;
a Roma da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17.30 alle 20;
a Torino da inizio servizio alle 9 e dalle 12 alle 15;
a Genova da inizio servizio alle 9.30 e dalle 17 alle 21;
a Venezia da inizio servizio alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30;
a Bologna da inizio servizio alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30;
a Napoli da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17 alle 20;
a Bari da inizio servizio alle 8.30 e dalle 12.30 alle 15.30;
a Palermo da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17.30 a fine servizio
a Cagliari da inizio servizio alle 9.30, dalle 12.45 alle 14.45 e dalle 18.30 alle 20.

Sul fronte del trasporto aereo invece i piloti di Alitalia aderenti ad Anpav Avia e Anpac sospenderanno il servizio dalle 12 alle 16.

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fonte ilsole24ore.com

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Marijuana, sentenza storica a Ferrara: coltivarla a fini personali non è reato

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Marijuana, sentenza storica a Ferrara: coltivarla a fini personali non è reato

Il giudice Franco Attinà ha assolto due giovani, arrestati per aver coltivato quattro piante. L’avvocato difensore si è rifatto a una decisione del Consiglio d’Europa, la numero 757/gai del 2004, il “testo sacro” a livello comunitario in materia di stupefacenti

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di | Ferrara | 21 marzo 2013

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Coltivare marijuana a uso personale non è previsto dalla legge come reato. È la sentenza a suo modo rivoluzionaria che giunge dalle aule del tribunale di Ferrara, dove per la prima volta un giudice entra nel merito di un dibattito sempre più vivo sia in dottrina giurisprudenziale che nella società civile. Il caso specifico vedeva imputati due giovani arrestati (e immediatamente rilasciati) dai carabinieri due settimane fa. Da una perquisizione domiciliare vennero alla luce quattro piantine di cannabis e otto grammi si stupefacente.

Durante il rito abbreviato, in sede di arringa difensiva, l’avvocato difensore Carlo Alberto Zaina, del foro di Rimini, ha sollevato una questione di legittimità per quanto concerne l’art. 73 della normativa in materia di stupefacenti, l’arcinota “Fini-Giovanardi”, sulla liceità della coltivazione di stupefacenti. Premesso che per quanto riguarda i due imputati, già in sede di indagini era stata esclusa la detenzione finalizzata alla cessione a terzi. Insomma era chiaro che la produzione di marijuana era destinata esclusivamente all’uso personale.

Il “sospettato di anticostituzionalità analizzato dall’avvocato Zaina attiene “alla circostanza in cui la legge equipara inopinatamente derivati della cannabis, oppiacei e cocaina”. Esiste infatti una normativa del Consiglio d’Europa che dice in astratto come “non si possono equiparare droghe pesanti e droghe leggere. Urge insomma una differenziazione”. Identica questione di legittimità costituzionale è già stata sollevata  dalla Corte d’Appello di Roma e sarà presto al vaglio della Corte Costituzionale.

A sostegno della propria tesi, poi, il legale ha portato all’attenzione del tribunale una decisione del Consiglio d’Europa, la numero 757/gai del 2004, il “testo sacro” a livello comunitario in materia di stupefacenti: “sono punite tutte le condotte – riassume l’avvocato – concernenti gli stupefacenti, salvo quelle che vedono un uso esclusivamente personale, laddove lo Stato ne ammetta l’uso personale, come l’Italia. Tra queste condotte c’è la coltivazione della cannabis. E in questo caso è provato l’uso personale e gli 8 grammi ritrovati in casa degli imputati derivano da questa produzione fai da te”.

“Se teniamo presente che in base alla normativa italiana non viene punito chi acquista da uno spacciatore una dose per uso personale – argomenta Zaina -, ecco che abbiamo anche un risvolto ‘civico’ in aiuto di questa interpretazione: la ratio della normativa è evitare l’uso e il commercio di stupefacenti, in questo caso c’è una conformità allo spirito della legge, visto che si evita di alimentare le mafie. Quindi se la coltivazione è a uso personale non vedo perché punirla”.

Motivazioni che hanno indotto il giudice Franco Attinà a entrare direttamente nel merito. Se chi lo ha preceduto ha infatti sospeso il giudizio di legittimità rinviando la questione alla Corte Costituzionale, Attinà ha assolto direttamente gli imputati perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, creando così un precedente nella letteratura giuridica italiana.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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Marò, il governo ha deciso: Latorre e Girone torneranno in India

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Marò, il governo ha deciso: Latorre e Girone torneranno in India

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di | 21 marzo 2013

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Ennesimo capitolo della vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Sulla base delle decisioni assunte dal Cisr, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, il governo italiano ha richiesto e ottenuto dalle autorità indiane l’assicurazione scritta riguardo al trattamento che sarà riservato ai marò e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Alla luce delle ampie assicurazioni ricevute, il governo ha deciso che i due fucilieri torneranno in India domani, venerdì.

La decisione arriva a 24 ore dalla dichiarazione del ministro di Giustizia indiano Ashwani Kumar, che in un’intervista al Telegraph aveva spiegato che i due fucilieri “possono ancora tornare in India entro il 22 marzo e che se ciò avviene si può porre rimedio a questa sfortunata situazione”. Il sottosegretario agli Esteri Steffan de Mistura ha dichiarato: “La parola data da un italiano è sacra: noi avevamo sospeso il loro rientro in attesa che New Delhi garantisse alcune condizioni”. Dall’India, ha aggiunto de Mistura, è giunta la rassicurazione che per i due marò non sarà applicata la pena di morte. Latorre e Girone partiranno in serata per l’India accompagnati dallo stesso de Mistura, risiederanno nell’ambasciata italiana a New Delhi e avranno “libertà di movimento”. Lo ha assicurato lo stesso De Mistura aggiungendo: “Potranno anche andare al ristorante se vogliono”.

La posizione del governo era già stata definita in mattinata in un’apposita riunione del Cisr, presieduta dal presidente Mario Monti, alla quale hanno partecipato i ministri degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, dell’Interno Anna Maria Cancellieri, della Giustizia Paola Severino, della Difesa Giampaolo Di Paola, dell’Economia e Finanze Vittorio Grilli, dello Sviluppo Economico Corrado Passera, i sottosegretari Antonio Catricalà e Gianni De Gennaro. Nel pomeriggio Monti, Di Paola e il sottosegretario agli Esteri Steffan de Mistura hanno incontrato i due fucilieri per valutare congiuntamente la posizione italiana e i risultati delle discussioni avvenute tra le autorità italiane e quelle indiane. Sulla base delle decisioni assunte dal Cisr, il governo italiano ha richiesto e ottenuto dalle autorità indiane l’assicurazione scritta riguardo al trattamento che sarà riservato ai fucilieri di Marina e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Alla luce delle ampie assicurazioni ricevute – riporta una nota di Palazzo Chigi – il Governo ha ritenuto l’opportunità, anche nell’interesse dei fucilieri di mantenere l’impegno preso in occasione del permesso per partecipare al voto, del ritorno in India entro il 22 marzo. I fucilieri di Marina – conclude la nota – hanno aderito a tale valutazione.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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Grasso si dimezza lo stipendio, da 18.600 a 9.000 euro al mese

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Da 18.600 a 9.000 euro al mese

Grasso si dimezza lo stipendio

“Fatte salve le indennita’ irrinunciabili, ho deciso di tagliare tutto il resto (diaria, rimborso spese generali e rimborso spese per l’esercizio del mandato)” dello stipendio, “passando da 18.600 euro netti a circa 9.000 euro netti”.Cosi’ il presidente del Senato. Dimezzata anche scorta. Rinuncia ad appartamenti ed autista

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Roma, 21-03-2013

“Stamattina – scrive il presidente del Senato in una nota – leggendo i giornali ho visto che a seguito dei tagli annunciati alle spese del Parlamento si e’ scatenata una rincorsa di cifre: tante e tutte diverse”. “Nel mio primo discorso da Presidente – spiega Pietro Grasso – ho auspicato che il Senato divenisse una ‘casa di vetro’. Credo nella trasparenza, nei fatti che seguono le dichiarazioni”. “Dopo il primo studio delle voci di spesa di martedi’ – dice ancora – ieri ho approfondito con gli uffici competenti le possibilita’ di risparmio. Per quel che riguarda il mio compenso, fatte salve le indennita’ irrinunciabili, ho deciso di tagliare completamente tutto il resto (diaria, rimborso spese generali e rimborso spese per l’esercizio del mandato), passando dai 18.600 euro netti previsti a circa 9.000 euro netti”. “Su base annua – si spiega nella nota – questo significa un risparmio complessivo di euro 111.960 su 223.169,76 euro. Rinuncio anche agli appartamenti e agli autisti, mentre per la scorta, che per me a partire dal maxiprocesso non e’ stata un privilegio ma una dolorosa necessita’, ho stabilito di dimezzare quella prevista dal Ministero dell’Interno per il Presidente del Senato”. Continua il Presidente: “Inoltre, riguardo il costo complessivo lordo del Gabinetto del Presidente e del fondo consulenza, che ammonta attualmente a quasi un milione e mezzo di euro l’anno, ho voluto applicare un taglio del 50%, con un risparmio annuo di circa 750.000 euro. Il risparmio complessivo sara’ quindi di circa 861.960 euro l’anno”. “Si deve partire – conclude – dando l’esempio: mi auspico che lo stesso metro possa essere adottato da tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza di un Senato che intendo convocare dal lunedi’ al venerdi”‘.

‘Scorta, dolorosa necessità, ma la dimezzo’
“Per la scorta, che per me a partire dal maxiprocesso non e’ stata un privilegio ma una dolorosa necessita’, ho stabilito di dimezzare quella prevista dal Ministero dell’Interno per il Presidente del Senato”. Lo dice il presidente del Senato Pietro Grasso.

Rinuncia anche ad appartamenti e autista
“Rinuncio anche agli appartamenti e agli autisti”. Lo fa sapere il presidente del Senato Pietro Grasso in una nota. “Si deve partire – sottolinea – dando l’esempio: mi auspico che lo stesso metro possa essere adottato da tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza di un Senato che intendo convocare dal lunedi’ al venerdi”‘.

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fonte rainews24.it

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Oggi cosa resta del fascismo in Italia? Il convegno delle partigiane

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Oggi cosa resta del fascismo in Italia? Il convegno delle partigiane

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di | 21 marzo 2013

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Una sala da duecento posti piena, un altro centinaio di persone in esubero sedute per terra o in piedi: così si è presentata la situazione a Palazzo Marino a Milano sabato 16 marzo, al convegno indetto dall’Anpi nazionale, l’associazione dei e delle partigiane, organizzato proprio dal Coordinamento delle donne. Tra queste anche giovani sotto i trent’anni, perché l’associazione ha aperto da alcuni anni le iscrizioni a chiunque voglia partecipare alle attività.

Un titolo forte e chiaro:La violenza e il coraggio – Donne, Fascismo, Antifascismo, Resistenza, ieri e oggi’, a ribadire un concetto semplice: la storia si insegna e si impara a scuola, ma la memoria la si costruisce nel quotidiano dovunque, ed è fatta di scelte: nelle parole che si pronunciano, nei ricordi da tramandare, nelle narrazioni che diventano fili tesi tra generazioni.

Si può scegliere di rubricare come ‘passato’ quella fase della vicenda politica, sociale e umana che ha visto, nella Resistenza, l’unica palestra di democrazia condivisa da uomini e donne cattoliche, comuniste, anarchiche e socialiste; si può cancellare con una alzata di spalle la tragedia del fascismo e delle leggi razziali, per non parlare della retriva retorica familista che ancora l’Italia si trascina nella cultura diffusa anche dai media.

Ma quando si ascoltano le voci vibranti di donne e uomini che hanno vissuto il (primo) ventennio di buio di questo paese è difficile non emozionarsi.

Lidia Menapace e Marisa Ombra invitano le giovani donne che le guardano sedute a terra con occhi attenti a usare ironia e sberleffo contro il patriarcato e il machismo: ”Vi dicono che le donne non possono accedere al sapere scientifico perché hanno il cervello più piccolo? Perfetto, rispondete che di certo anche il diamante è più piccolo di una zucca, che certo pesa di più della pietra preziosa” – chiosa Menapace, classe 1924, della quale da poco è uscito ‘A furor di popolo.

L’invito è a non farsi intimidire dagli stereotipi e dai pregiudizi, e fa pensare che arrivi da donne che, come racconta Marisa Ombra nel suo bellissimo Libere sempre, a soli 17 anni erano già in montagna a rischiare la vita solo perché portavano notizie e aiuti ai partigiani.

Poco più che bambine molte di loro hanno iniziato la fase adulta dell’esistenza fronteggiando la violenza, e hanno scelto da sole da che parte stare, spesso optando per la lotta nonviolenta. Le intense letture fatte dall’attrice Aglaia Zanetti hanno alternato brani da libri di donne della resistenza a passi tratti da testi sacri dei teorici del fascismo, perle di raggelante attualità rimbalzate anche dagli schermi in sala: “Non darò il voto alle donne. La donna deve ubbidire. La mia opinione della sua parte nello Stato è opposta ad ogni femminismo. Naturalmente non deve essere schiava, ma se le concedessi il voto mi si deriderebbe. Nel nostro Stato non deve contare”. O anche. “La guerra sta all’uomo come la maternità sta alla donna”.

Così Benito Mussolini, mentre Ferdinando Loffredo, filosofo e teorico del regime, affermava; ”Il lavoro femminile crea nel contempo due danni; la ‘mascolinizzazione’ della donna e l’aumento della disoccupazione. La donna che lavora si avvia alla sterilità”.

Vale la pena di rammentare questo recente passato, per evitare a chi è più giovane di sottovalutare la pericolosità del non custodire e attualizzare la memoria: questo appuntamento, del quale presto si avranno gli atti (di cui si può vedere qualche stralcio qui o ascoltare alcuni passi audio) ha sapientemente mescolato storia di ieri e realtà contemporanea, con l’urgenza di riannodare fili che rischiano di essere tagliati.

“I partigiani ci vanno nelle scuole – ha detto Marisa Ombra – magari sono stanchi perché hanno molti anni, ma escono dagli incontri con i giovani pieni di energia, basta che vengano chiamati, e arrivano”.

Ascoltiamoli di più.

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Il Fatto Quotidiano

fonte ilfattoquotidiano.it

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Caso Cipro, sale la tensione Russia-Ue. Ultimatum Bce: “Liquidità fino a lunedì”

Caso Cipro, sale la tensione Russia-Ue Ultimatum Bce: "Liquidità fino a lunedì"

Dmitry Medvedev

Caso Cipro, sale la tensione Russia-Ue
Ultimatum Bce: “Liquidità fino a lunedì”

Medvedev incontra Barroso e minaccia di ridurre le riserve in euro nel caso siano lesi gli interessi russi sull’Isola. Intervista a Repubblica in edicola: “Intervento sui conti bancari degno dei Soviet”. Borsa e banche di Nicosia chiuse fino a martedì. La Bce assicura liquidità, ma solo fino a lunedì. Dijsselbloem: “C’è un rischio sistemico, lavoriamo a soluzione”

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ROMASale di tono lo scontro tra le istituzioni europee e la Russia sul caso del salvataggio di Cipro, mentre il presidente dell’Eurogruppo riconosce che dall’isola parte un “rischio sistemico” e la Bce lancia un ultimatum assicurando la liquidità necessaria alle banche, ma solo fino a lunedì. Mosca ha annunciato che potrebbe rivedere la quota in euro delle sue riserve nel caso che la soluzione della crisi finanziaria cipriota leda gli interessi russi. La Russia ha tra il 41% e il 42% di riserve in euro e certo destabilizzerebbe la moneta unica se si liberasse all’improvviso di una fetta importante di questa massa. E’ però una delle prospettive evocate sul sito del governo dal premier Dimitri Medvedev, che oggi ha aperto a Mosca un incontro sulla cooperazione con una delegazione della commissione Ue, guidata dal presidente Josè Manuel Barroso. Quest’ultimo si è detto “molto preoccupato per i recenti sviluppi” al suo arrivo nella capitale russa, “soprattutto per le conseguenze per i cittadini ciprioti”, ha aggiunto. “In passato abbiamo risolto problemi maggiori. Mi auguro che anche in questo caso si trovi una soluzione”.

In un’intervista a Repubblica oggi in edicola, lo stesso Medvedev ha paragonato l’intervento Ue a Cipro a quello dei Soviet o di “un elefante in una cristalleria“, contestando duramente la decisione di condizionare il piano di salvataggio dell’Isola al prelievo forzoso sui conti bancari, secondo la prima versione del pacchetto di aiuti, poi bocciato dal Parlamento di Nicosia. “Se questo è possibile a Cipro – ha detto il capo del governo russo – , perchè non sarebbe possibile in Spagna, in Italia o in altri Paesi che soffrono problemi finanziari? Domani è lì che si confischeranno le economie”.

Medvedev ha evocato infine la possibilità di cancellare il trattato con Nicosia per evitare la doppia tassazione tra i due Paesi, che renderebbe Cipro meno attraente per i russi facoltosi (le stime dicono che circa la metà dei 68 miliardi di depositi sull’isola potrebbero appartenere – direttamente o indirettamente – a russi). A Mosca è rimasto il ministro delle finanze cipriota, Michael Sarris, che anche oggi continuerà il colloqui con il collega russo Anton Siluanov: si discute non solo l’ipotesi di un prestito, e della rimodulazione di quello esistente da 2,5 miliardi, ma anche quella della collaborazione nel settore bancario e del gas.

A Nicosia intanto si studia il “piano B” al prelievo dai conti corrente. Le ipotesi finora emerse  sono la creazione di una bad bank, la nazionalizzazione dei fondi pensione delle compagnie semi-pubbliche, l’emissione di debito garantito dai futuri proventi dello sfruttamento delle risorse energetiche o una riedizione del prelievo forzoso sui depositi, preservando però quelli sotto 100mila euro. “L’Eurogruppo aspetta una nuova proposta da Cipro ed è pronto a discuterla con le autorità”, ha ricordato al Parlemento Ue il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, rimarcando così ancora una volta che il primo passo spetta a Nicosia. Il presidente ha parlato di Cipro come “caso eccezionale dato il peso del settore delle banche” (otto volte quello del Pil, ndr) e ha sottolineato l’importanza di trattare diversamente grandi e piccoli depositi. Ha però ammesso che “c’è un rischio sistemico” da questa situazione, per la quale si sta cercando una soluzione che passa dalla “condivisione degli oneri”.

La soluzione serve in tempi rapidi, anche perché la Bce ha annunciato la scelta di “mantenere fino a lunedì 25 marzo l’attuale livello di liquidità di emergenza“, trasmessa sotto il programma Ela e richiesta dalla banca centrale di Cipro. In una nota l’Eurotower sottolinea come dopo tale data l’assistenza di liquidità di emergenza potrebbe essere considerata soltanto in presenza di un programma dell’Unione europea e della Fmi che assicuri la solvibilità delle banche in difficoltà.

Intanto, a evitare ripercussioni immediate in attesa di una svolta nelle trattative per scongiurare la bancarotta del Paese, la Borsa di Cipro resterà chiusa fino a martedì prossimo (lunedì è giorno festivo), seguendo il provvedimento preso per le banche cipriote e il bank holiday. Lo annuncia il Cyprus Stock Exchange, spiegando che la decisione è stata presa al fine di “garantire il buon funzionamento del mercato azionario e tutelare gli investitori”. (21 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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Sindrome di Down: l’autonomia non è utopia / Sharon Stone dona un video per la sindrome di Down

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Sindrome di Down: l’autonomia non è utopia

Ricorre in tutto il mondo la Giornata della Sindrome di Down. L’Associazione “+21” sarà in piazza a Gallarate per ribadire i diritti di persone che hanno grandi capacità

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Il 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale Sindrome di Down. Una data scelta non a caso: il 21 è il numero della coppia cromosomica presente nelle cellule che caratterizza la sindrome, marzo è il terzo mese dell’anno e indica il cromosoma in più.

La ricorrenza invita tutti a riflettere su un mondo a volte poco conosciuto: « All’inizio ci può essere un po’ di titubanza – spiega Anna Sculli presidente dell’associazione “Vharese” – ma una volta che si entra in contatto con queste persone è più quello che si rivece di quello che si dà. Spariscono pietismo e commiserazione. Si ha a che fare con ragazzi che crescono e diventano uomini incontrando e superando le difficoltà. Soprattutto nello sport, le gare sono sempre reali, si vince e si perde, si soffre e si festeggia. In trent’anni, da quando mi occupo di sport per diversamente abili, si è fatto passi da gigante: si è passati dal certificato di esonero alle attività sportive alle paralimpiadi di londra che hanno avuto un’eco straordinaria. È una vittoria per tutti quelli che ci credono».
E Anna ci crede e spera che giornate come quella del 21 marzo possano contribuire a dare visibilità a persone che hanno diritti e doveri, aspettative e prospettive, ambizioni e frustrazioni, e soprattutto il diritto a vivere con perfetta integrazione in ogni ambito.

Giovedì 21 marzo, a Gallarate in piazza Libertà  dalle 15 alle 18 l’associazione “+ 21” sarà presente per testimoniare la presenza sul territorio : « Siamo circa 60 famiglie – spiega Antonella Cibin, presidente – ci aiutiamo a vicenda e accogliamo tutti coloro che non sanno come muoversi. A parte la riabilitazione, c’è tutto un mondo aperto ad accogliere e ad accompagnare nella crescita il bambino down. Il percorso è complesso ma porta all’autonomia e alla conquista del lavoro».
Ed è proprio il campo lavorativo il settore che sta impegnando i volontari delle diverse associazioni di volonatriato: « Abbiamo dimostrato che questi ragazzi, una volta istruiti magari sotto l’occhio discreto di un tutor, raggiungono livelli di autonomia impensabili. Avere un’occupazione sarebbe il coronamento di questo percorso di affermazione dei diritti delle persone con sindrome di Down».

Tante sono le conquiste ottenute nel corso degli anni, ma qualche risultato è ancora atteso: «Oggi, l’arrivo di un bambino con sindrome di Down, pur scatenando a volte reazioni emotive forti nei genitori, si riesce ad accettare grazie a tutto un sistema di agevolazioni che permettono al bimbo di inserirsi e affermarsi. È nella fase della crescita, dopo la scuola che ancora non esistono percorsi chiari: fino ai 18 anni si è inseriti nel percorso formativo, poi più nulla. Da due anni abbiamo avviato un’esperienza con la catena di supermercati Esselunga: in occasione della giornata nazionale, i nostri ragazzi vivono una giornata di lavoro tra gli scaffali, in magazzino, al banco gastronomia. Sono esperienze che fanno capira le capacità e le potenzialità dei giovani down. Risultati importanti che avrebbero bisogno di maggior supporto a livello istituzionali, tavoli tecnici dove siano presenti anche gli enti preposti a risolvere i problemi ancora aperti».

E se il lavoro rimane ancora un miraggio, la nostra società ha fatto aperture importanti, nella scuola, nello sport, nella vita sociale: la campagna “Dammi più voce” lanciata dal Coordinamento Down ha visto l’adesione di decine di testimonial importanti ( attori, cantanti, calciatori, personaggi televisivi), tutti insieme per rappresentare le diverse voci di una società unita e solidale : « Giornate come quella del 21 marzo servono soprattutto a ribadire i diritti di questi ragazzi che, se messi alla prova, riescono a raggiungere i propri obiettivi» conclude Antonella Cibin che aspetta tutti in piazza Libertà a Gallarate dalle 15 alle 18. 

21/03/2013
Alessandra Toni @alessandra_tonialessandra.toni@varesenews.it
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CoorDownCoorDown

Pubblicato in data 10/mar/2013

50 persone con sindrome di Down chiedono a 50 personaggi famosi di donare un video. In quanti risponderanno?
Scopri la campagna su http://www.coordown.it

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Sharon Stone dona un video per la sindrome di Down

Sharon Stone risponde all’appello di Andrea e partecipa alla campagna #DammiPiùVoce

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In occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, celebrata oggi 21 marzo, la CoorDown, il Coordinamento Associazioni delle Persone con Sindrome di Down, ha lanciato la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per difendere i diritti delle persone con sindrome di Down, #DammiPiùVoce.

L’iniziativa, ideata grazie alla collaborazione dell’agenzia Saatchi & Saatchi, è basata su un insieme di video, inviati da circa 50 personaggi famosi che hanno risposto all’appello di altrettanti ragazzi e ragazze affetti dalla sindrome di Down.

video sindrome down

Ognuno di questi ragazzi ha scelto personalmente il Vip a cui mandare il proprio video-appello: la richiesta più “ardita” è stata quella del 25enne Andrea, giovane attore fiorentino, che ha scelto l’attrice Sharon Stone come destinataria del proprio filmato, scelta in seguito premiata.

Infatti, con grande sorpresa di tutti, la nota star ha risposto con grande entusiasmo al giovane ragazzo, chiamandolo non soltanto collega ma definendolo addirittura “un gran figo” nonostante questi gli abbia anticipatamente precisato di essere già fidanzato.

sindrome di down

All’appello hanno inoltre risposto : Antonella Clerici, Claudio Bisio, Carlo Gracco, José Mourinho, il capitano dell’Inter Zanetti, quello della Roma Francesco Totti, Jovanotti, Luca Argentero, Fiorello e molti altri.

Tutti, nonostante la fama che li contraddistingue, hanno partecipato all’iniziativa in appena 10 giorni, mostrandosi, semplicemente, dando così un ulteriore contributo alla diffusione della conoscenza e della consapevolezza della sindrome di Down.

Tutti i video sono disponibili presso il sito dedicato all’iniziativa: dammipiuvoce.coordown.it

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fonte vitadamamma.com

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