Caso Cipro, sale la tensione Russia-Ue. Ultimatum Bce: “Liquidità fino a lunedì”

Caso Cipro, sale la tensione Russia-Ue Ultimatum Bce: "Liquidità fino a lunedì"

Dmitry Medvedev

Caso Cipro, sale la tensione Russia-Ue
Ultimatum Bce: “Liquidità fino a lunedì”

Medvedev incontra Barroso e minaccia di ridurre le riserve in euro nel caso siano lesi gli interessi russi sull’Isola. Intervista a Repubblica in edicola: “Intervento sui conti bancari degno dei Soviet”. Borsa e banche di Nicosia chiuse fino a martedì. La Bce assicura liquidità, ma solo fino a lunedì. Dijsselbloem: “C’è un rischio sistemico, lavoriamo a soluzione”

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ROMASale di tono lo scontro tra le istituzioni europee e la Russia sul caso del salvataggio di Cipro, mentre il presidente dell’Eurogruppo riconosce che dall’isola parte un “rischio sistemico” e la Bce lancia un ultimatum assicurando la liquidità necessaria alle banche, ma solo fino a lunedì. Mosca ha annunciato che potrebbe rivedere la quota in euro delle sue riserve nel caso che la soluzione della crisi finanziaria cipriota leda gli interessi russi. La Russia ha tra il 41% e il 42% di riserve in euro e certo destabilizzerebbe la moneta unica se si liberasse all’improvviso di una fetta importante di questa massa. E’ però una delle prospettive evocate sul sito del governo dal premier Dimitri Medvedev, che oggi ha aperto a Mosca un incontro sulla cooperazione con una delegazione della commissione Ue, guidata dal presidente Josè Manuel Barroso. Quest’ultimo si è detto “molto preoccupato per i recenti sviluppi” al suo arrivo nella capitale russa, “soprattutto per le conseguenze per i cittadini ciprioti”, ha aggiunto. “In passato abbiamo risolto problemi maggiori. Mi auguro che anche in questo caso si trovi una soluzione”.

In un’intervista a Repubblica oggi in edicola, lo stesso Medvedev ha paragonato l’intervento Ue a Cipro a quello dei Soviet o di “un elefante in una cristalleria“, contestando duramente la decisione di condizionare il piano di salvataggio dell’Isola al prelievo forzoso sui conti bancari, secondo la prima versione del pacchetto di aiuti, poi bocciato dal Parlamento di Nicosia. “Se questo è possibile a Cipro – ha detto il capo del governo russo – , perchè non sarebbe possibile in Spagna, in Italia o in altri Paesi che soffrono problemi finanziari? Domani è lì che si confischeranno le economie”.

Medvedev ha evocato infine la possibilità di cancellare il trattato con Nicosia per evitare la doppia tassazione tra i due Paesi, che renderebbe Cipro meno attraente per i russi facoltosi (le stime dicono che circa la metà dei 68 miliardi di depositi sull’isola potrebbero appartenere – direttamente o indirettamente – a russi). A Mosca è rimasto il ministro delle finanze cipriota, Michael Sarris, che anche oggi continuerà il colloqui con il collega russo Anton Siluanov: si discute non solo l’ipotesi di un prestito, e della rimodulazione di quello esistente da 2,5 miliardi, ma anche quella della collaborazione nel settore bancario e del gas.

A Nicosia intanto si studia il “piano B” al prelievo dai conti corrente. Le ipotesi finora emerse  sono la creazione di una bad bank, la nazionalizzazione dei fondi pensione delle compagnie semi-pubbliche, l’emissione di debito garantito dai futuri proventi dello sfruttamento delle risorse energetiche o una riedizione del prelievo forzoso sui depositi, preservando però quelli sotto 100mila euro. “L’Eurogruppo aspetta una nuova proposta da Cipro ed è pronto a discuterla con le autorità”, ha ricordato al Parlemento Ue il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, rimarcando così ancora una volta che il primo passo spetta a Nicosia. Il presidente ha parlato di Cipro come “caso eccezionale dato il peso del settore delle banche” (otto volte quello del Pil, ndr) e ha sottolineato l’importanza di trattare diversamente grandi e piccoli depositi. Ha però ammesso che “c’è un rischio sistemico” da questa situazione, per la quale si sta cercando una soluzione che passa dalla “condivisione degli oneri”.

La soluzione serve in tempi rapidi, anche perché la Bce ha annunciato la scelta di “mantenere fino a lunedì 25 marzo l’attuale livello di liquidità di emergenza“, trasmessa sotto il programma Ela e richiesta dalla banca centrale di Cipro. In una nota l’Eurotower sottolinea come dopo tale data l’assistenza di liquidità di emergenza potrebbe essere considerata soltanto in presenza di un programma dell’Unione europea e della Fmi che assicuri la solvibilità delle banche in difficoltà.

Intanto, a evitare ripercussioni immediate in attesa di una svolta nelle trattative per scongiurare la bancarotta del Paese, la Borsa di Cipro resterà chiusa fino a martedì prossimo (lunedì è giorno festivo), seguendo il provvedimento preso per le banche cipriote e il bank holiday. Lo annuncia il Cyprus Stock Exchange, spiegando che la decisione è stata presa al fine di “garantire il buon funzionamento del mercato azionario e tutelare gli investitori”. (21 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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