Cipro, fallisce l’accordo con la Russia. Piazza Affari rimbalza, deboli le Borse Ue

Cipro, fallisce l'accordo con la Russia. Piazza Affari rimbalza, deboli le Borse Ue

Cipro, fallisce l’accordo con la Russia.
Piazza Affari rimbalza, deboli le Borse Ue

Il ministro delle Finanze cipriota parte da Mosca con un nulla di fatto. Il tempo scorre e la situazione non si blocca, oggi il Parlamento vota il “piano B”. I listini europei chiudono contrastati. Lo spread intorno a 315 punti, l’euro recupera sopra 1,29 dollari. Wall Street risale dal calo di ieri, Tokyo chiude in forte ribasso dopo la BoJ

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MILANO L’ultima seduta di Borsa delle settimana è condizionata dalle trattative per il salvataggio di Cipro: dopo che la Banca centrale europea ha garantito liquidità alle banche dell’isola solo fino al prossimo 25 marzo, la tensione tensione è salita anche alla luce della decisione di Standard&Poor’s della serata di giovedì di portare il rating dell’isola a un passo dal fallimento ha contribuito a serrare i ritmi.

Per il via libera al piano di salvataggio da 10 miliardi serve una manovra immeditata da 5,8 miliardi alla quale sta lavorando il Parlamento di Nicosia, alternativo al prelievo forzoso dei depositi bancari, che comunque non è ancora del tutto escluso: sul piatto c’è anche la costituzione di un fondo di solidarietà garantito in parte da beni statali e dai futuri guadagni derivanti dalle risorse energetiche e in parte alimentato dalla contribuzione dei cittadini e della Chiesa. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, si è detto scettico; da Bruxelles è stata chiesta qualche misura straordinaria per congelare i fondi delle banche ed evitare la fuga di capitali – quando gli istituti riapriranno la prossima settimana – che vanificherebbe ogni sforzo. Si è chiusa intanto con un “nulla di fatto” la visita a Mosca del titolare dell’Economia cipriota, Michalis Sarris: l’omologo russo Anton Siluanov ha detto che gli “investitori russi non sono interessati”. E da Moody’s è arrivato un nuovo colpo in serata: tagliato il rating di tre grandi banche di Cipro. Il giudizio passa da Caa2 a Caa3. Gli istituti colpiti sono Bank of Cyprus, Cyprus Popular Bank e Hellenic Bank.

I listini europei si sono mossi in altalena tra aperture e chiusure. A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,69%: tra i titoli più positivi si segnalano Ferragamo dopo l’annuncio dei conti e Generali, la cui riorganizzazione è stata promossa da Moody’s, che ne ha confermato il rating sul debito. Lo spread tra Btp e Bund, inizialmente in rialzo, cala in area 315 punti base. I titoli decennali italiani offrono, sul mercato secondario, un rendimento al 4,5%. Nel resto d’Europa, il Dax di Francoforte ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,27%, il Cac di Parigi ha perso lo 0,12%, mentre il Ftse 100 di Londra ha chiuso con un progresso dello 0,07%. In Germania ha deluso le aspettative l’indice Ifo di marzo sulla fiducia delle imprese, che si è attestato a 106,7 punti e testimonia così i timori del tessuto produttivo tedesco sulla recessione.

Wall Street resta, invece, in territorio positivo alla chiusura dei mercati europei: Dow Jones e S&P500 guadagnano lo 0,5%, come il Nasdaq. L’agenda macroeconomica Usa di oggi non presenta appuntamenti di rilievo; l’Ocse ha nel frattempo fissato per il 2016 l’anno del sorpasso dell’economia cinese ai danni di quella americana.

L’euro chiude sotto quota 1,30 dollari ma in rialzo rispetto alla chiusura di ieri (1,2922). La moneta unica passa di mano sul finale a 1,2994 dollari dopo aver toccato un massimo di 1,3008 dollari sulla scia dell’ottimismo alimentato dalle aspettative che il governo cipriota e la troika raggiungano presto un accordo sul ‘piano B’.Il cambio euro/yen è a 122,86 con la divisa nipponica si era apprezzata durante le contrattazioni asiatiche, dopo che il muovo numero uno della BoJ, Haruhiko Kiroda, non ha dato indicazioni concrete sulla convocazione di un vertice straordinario per varare una politica monetaria più aggressiva – che ha comunque confermato. La delusione per i mancati interventi immediati ha contribuito allo scivolone di Tokyo, dove l’indice Nikkei ha chiuso cedendo il 2,35%. Anche le altre Borse asiatiche trattano in ribasso in scia ai timori per Cipro. L’oro è in leggero rialzo e viene scambiato a 1.614 dollari l’oncia, lo 0,4% in più rispetto ai livelli della vigilia. Sempre a Est il prezzo del petrolio è in rialzo sopra 92 dollari al barile. (22 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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