SINDACO, PERCHE’ FA PAGARE LA TARSU? – Napoli, don Luigi Merola: «Mi difendo dalla camorra e anche dalle istituzioni»

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Napoli, don Luigi Merola: «Mi difendo dalla camorra e anche dalle istituzioni»

Il prete anticlan: «Ho chiesto più volte al sindaco di Napoli di poterlo incontrare ma senza successo»

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NAPOLI – «Non devo difendermi solo dalla camorra, ma anche dalle Istituzioni»: a parlare è don Luigi Merola, fondatore della onlus ‘A voce de creature, che si occupa di bambini disagiati e deve al Comune di Napoli circa 15.000 euro. Il debito riguarda il pagamento della Tarsu, la tassa sui rifiuti, per la sede della onlus, in una villa confiscata all’ex boss della camorra Raffaele Brancaccio, in via Piazzolla al Trivio, nel capoluogo campano, per il periodo fra il 2007 e il 2011. Per farvi fronte ieri sera, a Napoli, è stata organizzata una serata di beneficenza e sono stati raccolti tremila euro che – spiega don Luigi – serviranno in parte per pagare l’evento e in parte per pagare la tassa.«Ho chiesto più volte al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, di poterlo incontrare – racconta don Luigi – Di fronte al cuore duro che ha mostrato, mi rivolgo, in ginocchio, al Consiglio comunale». Più volte – prosegue – ci hanno promesso l’esenzione dalla Tarsu, «non a noi fondazione – spiega – ma a tutte le onlus che gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata. Solo il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano – aggiunge – mi ha ricevuto, non a nome del sindaco, ma in veste di amico, e poi ha detto che avrebbe riferito. Poi non ne ho saputo più nulla».

«Aspetto ancora un po’ – anticipa don Luigi – poi farò una sola omelia durante le mie messe: darò il numero del sindaco e chiederò a tutti di contattarlo, con un messaggio o una telefonata, fino a quando non ci ascolterà». La contraddizione – secondo don Luigi – è che «viviamo nella città dove non solo c’è la Tarsu più alta d’Italia, ma la differenziata non decolla e l’emergenza rifiuti non è realmente finita».

A Equitalia don Merola ha chiesto la rateizzazione dell’importo per la Tarsu. «Sono 511 euro al mese – spiega – per non so quanti anni». Per mancanza di fondi, già lo scorso anno, i 150 bambini di cui si occupa la Fondazione, non sono andati al campo estivo, il rischio è che la cosa si ripeta anche quest’anno. «Il guaio – aggiunge don Luigi – è che questi beni confiscati sono in realtà dei ‘mali confiscatì. Il Comune non aiuta le onlus a cui li affida».

Fondazione a rischio chiusura? «Non quest’anno – risponde don Luigi – perchè c’è chi ci aiuta. Ma – conclude – non possiamo continuare a vivere di elemosine».

venerdì 22 marzo 2013 – 11:11   Ultimo aggiornamento: 12:12
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