Repubblica Centrafricana, La capitale è saccheggiata / VIDEO: Seleka rebels Seize “Bangui” Capital of Central African Republic

Seleka rebels Seize “Bangui” Capital of Central African Republic

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Pubblicato in data 24/mar/2013

Rebels in the Central African Republic seized control of the capital, Bangui, on Sunday morning, according to officials, witnesses and local news media reports, and the country’s president was reported to have fled.

“Bangui is under the control of rebel elements who entered the capital this morning,” said Martin Wiguele, a member of the country’s Parliament, speaking by phone from Bangui. “They fired in the air and asked people to stay at home.” He said that “a relative calm” prevailed on the streets.

“There is sporadic gunfire now, but no more fighting,” Mr. Wiguele said. “The rebels came in this morning, and the entry was easy.”

The whereabouts of President François Bozizé were not immediately clear, with local radio reports and an official in the president’s office saying that he had fled the capital. France, which once ruled the Central African Republic as a colony, also said that he had fled.

Other residents in Bangui said that they had heard heavy-weapons fire for part of Sunday morning and that widespread looting by rebels was under way, with the fighters taking cars, trucks, computers, freezers and whatever else they could find.

“There are gunshots here and there,” said the deputy director of the president’s press office, Essiae Nganamokoi. “Nobody is going out. It is too dangerous.”

For months members of a loose coalition of rebel groups known as Seleka, angry with the president — who seized power in a 2003 coup and was subsequently elected in questionable elections — had been fitfully advancing toward Bangui.

They had halted an earlier offensive after negotiations with the government produced a peace deal in January. But last week they said that President Bozizé had reneged on the deal by failing to integrate some of their men into the army and refusing to send home the South African troops who were helping to train the army.

Beginning a new offensive, the rebels quickly seized towns around the capital, and over the weekend they moved into Bangui, apparently with little resistance.

“All the institutions of the republic have fallen,” Mr. Wiguele said. “It is the new elements that have control. The new strongmen have not said what they have in mind.”

A former French colony, the Central African Republic is a desperately poor nation with a history of coups and rebellions. France has 250 soldiers stationed in the country and sent troops to secure the Bangui airport on Saturday, diplomats said.

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Repubblica Centrafricana,
La capitale è saccheggiata

Bangui è descritta come una città deserta. La gente rimane chiusa in casa per paura che i ribelli del Seleka (una formazione armata eterogenea con presenze islamiche) entrino nelle abitazioni per fare razzia. Intanto Michel Djotodia, capo dell’insurrezione che ha cacciato l’ex presidente Bozizé, si è autonominato presidente, promettendo nuove elezioni. L’Ong ” Sole Terre“: Aprite un corridoio umanitario per gli aiuti”

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di CARLO CIAVONI

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ROMAMichel Djotodia. Si chiama così il capo della coalizione dei ribelli del Seleka, che ha guidato le truppe nell’occupazione di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Ieri sera si è autonominato successore del presidente François Bozizè fuggito, in un primo momento a Zongo, la città della Repubblica Democratica del Congo che si trova a meno di 5 chilometri da Bangui, appena superato il fiume che fa da confine tra i due stati, ma poi in giornata ha preferito rifugiarsi in Camerun, da dove – ha fatto sapere – cercherà un altro luogo che possa accoglierlo.

La paura dei saccheggi.
E’ forse superfluo sottolineare che i primi a subire le prime conseguenze di questa nuova instabilità sono cadute pari pari sulla popolazione inerme, rimasta senza elettricità, senza acqua e senza la radio nazionale, in un Paese tra i più poveri del mondo con il 52% di analfabetismo, dove la gente vive nel 60% dei casi con 1,25 dollari al giorno, con una speranza di vita di 48 anni, una mortalità infantile dell’82 per mille. Un paese che “galleggia” su immense ricchezze di diamanti, oro, uranio e che coltiva (ma solo per l’esportazione) enormi quantità di cotone e caffè. Dalle testimonianze dei cooperanti che si trovano in questo momento nel paese africano, arrivano racconti di una città (Bangui) semi deserta, perché la gente resta chiusa in casa per la paura dei saccheggi, che l’altro giorno – quando i ribelli erano riusciti ad espugnare la città, senza troppa fatica – avevano interessato soprattutto il quartiere vicino al Parlamento, dove ci sono le residenze dei deputati e degli alti funzionari del governo.

L’Ong “Sole Terre”: “Aprite un corridoio umanitario”. “Nonostante la nota ufficiale del Segretario Generale dei Seleka, Justin Kombo Moustapha dica che l’obiettivo dei ribelli è la pace e il benessere della nazione – dice Damiano Rizzi, presidente di Sole Terre, organizzazione umanitaria laica e indipendente che opera per i diritti dei soggetti vulnerabili nelle “terre sole” – e nonostante le rassicurazioni sulle condizioni di sicurezza per il popolo e i cittadini stranieri non è difficile rilevare due aspetti che ci lasciano preoccupati. Il primo è il molto probabile peggioramento delle condizioni di vita della popolazione (lo vediamo già oggi nei nostri centri) e il secondo – ha aggiunto Rizzi – è il disinteresse della comunità internazionae per questo paese. Chiediamo che almeno sia possibile aprire un corridoio umanitario con la vicina Repubblica Democratica del Congo laddove abbiamo un ospedale chirurgico pronto a curare i feriti da arma da fuoco.

Come un vero capo di Stato.
Djotodia si comporta come il vero nuovo capo dello Stato. In una dichiarazione alla radio Rfi il leader dei ribelli avrebbe detto di avere l’intenzione di organizzare, entro tre anni, libere elezioni: “Non ho detto che da qui a tre anni lascerò il potere, ma che organizzeremo delle elezioni libere e trasparenti con il sostegno di tutto il mondo”. Uno dei portavoce della coalizione, Eric Massi, ha affermato che nelle prossime ore “è attesa una dichiarazione solenne che ufficializzerà la presidenza di Michel Djotodia”.

Chi sono i Seleka. Il gruppo di ribelli Seleka ha una composizione eterogenea, con una presenza islamica che comunque non sembra avere il sopravvento sulle altri componenti. Dunque, come hanno fatto notare alcuni osservatori, non dovrebbe esistere il rischio che il colpo di stato di Bangui sia un nuovo capitolo dei tentativi di neocolonizzazione islamica, come in Mali. Anche perché la popolazione della Repubblica Centrafricana – almeno per adesso – non sembra ideologicamente disponibile ad essere convertita all’islam, essendo per il 60% cristiana, per il 30% animista e solo per il 9% musulmana.
(25 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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