Archivio | marzo 28, 2013

Comune di Siena, allarme Corte dei conti per il bilancio 2011: “Rischio dissesto”

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Comune di Siena, allarme Corte dei conti per il bilancio 2011: “Rischio dissesto”

Sui conti graverebbe “un disavanzo di amministrazione pari a 6,4 miliardi di euro”. Le critiche dei controllori riguardano sia le scelte della giunta guidata dall’ex sindaco Maurizio Cenni sia quelle del suo successore, poi dimissionario, Franco Ceccuzzi, entrambi Pd

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di | 28 marzo 2013

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Riflettori su Piazza del Campo. Mentre la procura analizzava le carte di Monte dei Paschi, la sezione di controllo della Corte dei conti Toscana ha letto quelle del Comune di Siena, in particolare il bilancio consuntivo 2011, rilevando “criticità e irregolarità gravi” e “comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria”. Ora, con una delibera, la magistratura contabile chiede all’ente senese di adottare entro 60 giorni “misure correttive e provvedimenti idonei a sanare i conti”.

Le critiche della Corte dei conti riguardano sia le scelte della giunta guidata dall’ex sindaco Maurizio Cenni sia quelle del suo successore, poi dimissionario, Franco Ceccuzzi, entrambi Pd. Infatti, dall’esame del bilancio preventivo 2012, è scritto nella relazione, emerge che i “provvedimenti correttivi adottati non risultavano ancora esaustivi per garantire l’effettivo equilibrio di bilancio”. Secondo i controllori, sul bilancio 2011 grava di fatto “un disavanzo di amministrazione pari a euro 6.470.706,82”. Qualora i conti non vengano rimessi in sesto, avvertono i giudici contabili, si aprirebbe la procedura per dichiarare il dissesto dell’ente. Questo potrebbe mettere addirittura a rischio le elezioni amministrative in programma il 26 e 27 maggio.

La nuova tegola si abbatte su un comune che già da tempo fa a botte con i conti. Da gennaio, fra tira e molla, è in corso una battaglia fra amministrazione e sindacati dei dipendenti comunali, che lamentano carenza di fondi, mancate sostituzioni, stipendi in ritardo, straordinari non pagati. Proprio ieri c’è stata un’assemblea, al teatro dei Rozzi, seguita da un corteo e dalla simbolica occupazione di una sala di Palazzo pubblico. Che la situazione sia al limite lo dimostra la provocazione lanciata durante l’assemblea da un dipendente comunale: “Per risparmiare, cancelliamo il Palio”: il solo pensarlo, a Siena è uno choc. La proposta non sarà infatti di certo portata – e tantomeno valutata – domani all’incontro fra i sindacati e il commissario Enrico Laudanna, che guida il comune dopo l’addio di Ceccuzzi. Il primo cittadino si dimise nel maggio 2012, proprio dopo la mancata approvazione del bilancio comunale.

Alla luce dei rilievi della Corte dei conti, oggi, i 7 consiglieri Pd che votarono “no” hanno inviato una lettera al segretario Pier Luigi Bersani, per dirgli che “il Pd ha il dovere di reintegrare subito i consiglieri comunali definiti dissidenti e ingiustamente sospesi”, visto che “la magistratura contabile conferma che avevano ragione loro”. La delibera della Corte dei Conti preoccupa anche la Cgil “soprattutto per le ripercussioni che potrebbero manifestarsi, in particolare sulle conseguenze per la cittadinanza e i lavoratori dell’ente”.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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Luce e gas giù da aprile: Risparmi per 60 euro all’anno

Bolletta del gas più Bolletta del gas più “leggera”

Risparmi per 60 euro all’anno

Luce e gas giù da aprile

E’ quanto stabilito dall’Autorita’ per l’energia nell’aggiornamento trimestrale per le famiglie e le piccole imprese servite in tutela. In diminuzione da aprile anche il prezzo del gpl che registra un calo dello 0,5% dopo il -1,6% di marzo e il -3,8% di febbraio

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Roma, 28-03-2013

Dal prossimo mese di aprile le bollette dell’energia elettrica diminuiranno dell’1% (che si aggiunge al -1,4% di gennaio) e quelle del gas del 4,2%, con un risparmio
complessivo di circa 60 euro su base annua, di cui 5 euro per l’energia elettrica e circa 55 euro per il gas. E’ quanto stabilito dall’Autorita’ per l’energia nell’aggiornamento
trimestrale per le famiglie e le piccole imprese servite in tutela. In diminuzione da aprile anche il prezzo del gpl che registra un calo dello 0,5% dopo il -1,6% di marzo e il -3,8% di febbraio.

La decisa riduzione della bolletta del gas – la prima dopo tre anni – riporta il prezzo della materia prima a valori inferiori a quelli di un anno fa (35 centesimi di euro a metro cubo di oggi contro i circa 36 centesimi del 1 aprile 2012) grazie all’attuazione della prima fase della riforma del gas, introdotta dopo un’ampia consultazione pubblica. Con questo primo passo e il percorso previsto dalle successive fasi della riforma, si arrivera’ entro fine anno ad un calo di almeno il 7% della bolletta gas, con un risparmio complessivo di circa 90 euro a famiglia.
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fonte rainews24.it

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La crisi nelle mani di Napolitano: «Accerterò personalmente e senza indugio soluzioni possibili». Domani consultazioni lampo

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La crisi nelle mani di Napolitano: «Accerterò personalmente e senza indugio soluzioni possibili». Domani consultazioni lampo

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Le consultazioni del leader della coalizione di centrosinistra, Pier Luigi Bersani «non hanno avuto esito risolutivo». La crisi è nelle mani di Napolitano. Bersani si è recato nel pomeriggio al Quirinale per riferire sul pre-incarico ricevuto dal capo dello Stato per la formazione di un nuovo governo. La strada si è fatta via via più stretta. Bersani ha parlato di condizioni inaccettabili (leggi Pdl) e preclusioni (leggi M5S). Poco dopo le dichiarazioni al Quirinale il Pd ha precisato che Bersani non ha rinunciato all’incarico. E ambienti del Quirinale hanno fatto sapere che Napolitano domani nel corso di consultazioni lampo dovrà verificare se lo stallo può essere superato o se si deve passare ad altre scelte. Domani il capo dello Stato avvierà le consultazioni alle 11: tutti i partiti saranno sentiti in un giorno. Ecco la cronaca della giornata.

Ore 20,42. Berlusconi andrà al Quirinale con la Lega
Domani sarà Silvio Berlusconi a guidare la delegazione del Pdl al Quirinale per il nuovo giro di consultazioni del presidente Giorgio Napolitano con i gruppi parlamentari. E insieme al Pdl salirà al Colle – come è sempre stato in questa fase – anche la Lega.

Ore 20,20. La notizia fa il giro dei siti di tutto il mondo
La notizia dell’ esito «non risolutivo» delle consultazioni del premier incaricato Bersani irrompe sulla stampa mondiale comparendo come ‘breaking news’ su alcuni dei principali siti d’informazione. Dallo statunitense Wall Street Journal ai tedeschi Handesblatt e Die Welt fino ai francesi Le Figaro e Le Monde e allo spagnolo El Pais tutti i siti online mettono la notizia in prima pagina.

Ore 20,10. A Napolitano verificare se lo stallo è superabile
Pier Luigi Bersani ha presentato un quadro di consultazioni non risolutive, di stallo e il presidente della Repubblica – si spiega in ambienti del Quirinale – si è preso l’onere di verificare domani, con le forze politiche che hanno partecipato alle prime consultazioni – se questo stallo può essere superato o se si deve passare ad altre scelte.

Ore 19,42. Domani alle 11 Napolitano avvia le consultazioni: tutte in un giorno
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, farà domani un altro giro di consultazioni per verificare lo sviluppo del quadro politico istituzionale che ha
portato Pier Luigi Bersani a non concludere «con un esito risolutivo» per la formazione del governo. Si comincia domani mattina alle 11 con il Pdl poi nel pomeriggio il capo dello Stato riceverà i rappresentanti di M5S, Scelta civica e Pd. Tutti in un giorno. Lo ha riferito il portavoce del presidente , Pasquale Cascella.

CONTINUA 

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Legge contro le armi, Obama: «Se non agiremo dovremo vergognarci» / VIDEO: Obama: Shame On Us If We’ve Forgotten Newtown Sandy Hook

Obama: Shame On Us If We’ve Forgotten Newtown Sandy Hook

Les GrossmanLes Grossman

Pubblicato in data 28/mar/2013

obama gun violence sandy hook newtown. President Barack Obama says the gun control votes in the Senate next month are the best chance in more than a decade to reduce gun violence.

Obama spoke Thursday at the White House. He says powerful foes of gun control hope Americans will forget the shock of the school shootings in Newtown, Conn.

Obama says people shouldn’t get, quote, “squishy” because time has passed. Obama says, quote, “Shame on us if we’ve forgotten.”

He’s asking people to urge Congress to support his gun control measures.

Obama spoke alongside parents of the Newtown victims. It’s part of a series of rallies by gun control groups across the country Thursday.

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Legge contro le armi, Obama:
«Se non agiremo dovremo vergognarci»
Un arsenale a casa del mostro Adam

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di Anna Guaita

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NEW YORK – «Se non agiremo, se dimenticheremo, dovremo vergognarci. Abbiamo pianto abbastanza, ora è il momento di darsi da fare». Barack Obama è di nuovo sceso in campo ieri per appoggiare la legge contro le armi, che sta languendo al Senato e rischia di diventare tanto annacquata da non avere l’effetto di limitare davvero la violenza.
Obama ha parlato alla Casa Bianca, tenendosi alle spalle le mamme dei bambini uccisi nel Connecticut lo scorso 14 dicembre. A rendere il suo discorso particolarmente attuale, a cento giorni da quando Adam Lanza massacrò 20 bambini e 6 insegnanti, è stato anche il fatto che proprio stamani sono stati tolti i sigilli ai risultati delle perquisizioni che la polizia fece nella casa dell’assassino poche ore dopo l’ecatombe. E di nuovo il Paese ha provato brividi di orrore. Il ventenne aveva accumulato in casa un vero arsenale da guerra, pistole e fucili di ogni tipo e ben 1600 pallottole, oltre al certificato di iscrizione alla National Rifle Association, l’associazione che difende il diritto di possedere armi. C’erano perfino tre scimitarre da samurai. Non è vero dunque che la madre, Nancy, tenesse le armi sottochiave. Anzi, fra le carte la polizia ha anche trovato un buono regalo che la mamma aveva dato al figlio a Natale, per l’acquisto dell’ennesimo fucile.

E non basta: appunti, diari, fotografie, ritagli di giornale. Gli inquirenti si rifiutano di rendere pubblico il contenuto dei diari, ma testimoni che hanno chiesto di rimanere anonimi hanno raccontato che Lanza aveva scritto pagine e pagine sui propri problemi di autismo, e aveva collezionato articoli su omicidi, conservando foto di cadaveri. Aveva anche disegnato una mappa dei vari massacri avvenuti negli Usa e all’estero negli ultimi anni, lasciando – sostiene un testimone – uno spazio per quello che avrebbe compiuto lui stesso.

La polizia conferma che la mattina del 14 dicembre, Adam aveva come prima cosa ucciso la madre, che dormiva. Un unico colpo, alla fronte. Po era salito sulla sua automobile ed era andato alla scuola elementare che aveva frequentato da bambino. Nell’arco di cinque minuti ha sparato 154 colpi, massacrando con brutalità e freddezza tutti gli scolari di una classe, mirando direttamente al loro volto. Poi ha ucciso gli insegnanti che avevano tentato di fermarlo, e infine si era sparato.

Si poteva impedire questo massacro? La legge che Obama e il suo vice Joe Biden caldeggiano avrebbe potuto fermare Adam Lanza? Non è detto: dopotutto era stata la madre a comprare le armi, e a non tenerle sottochiave. Ma di sicuro la legge avrebbe prevenuto altri massacri. Quello compiuto lo scorso 20 luglio nel cinema di Aurora in Illinois, ad esempio. In quel caso il killer, James Holmes aveva potuto comprare armi senza doversi sottoporre a nessun controllo di background, come invece chiede il presidente. Se ci fossero stati, i controlli avrebbero probabilmente portato alla luce che il 22enne aveva problemi di infermità mentale, tant’è che era stato temporameante ricoverato in un istituto psichiatrico della sua università. Lo stesso sarebbe accaduto a Jared Laughner, il 22enne che nel gennaio 2011 fece un attentato contro la deputata Gabrielle Giffors, ferendola gravemente e uccidendo sei persone che le stavano vicine, incluso una bambina di nove anni. E’ stato confermato che i genitori di Jared sapevano che il figlio era “instabile” e gli avevano confiscato la sua pistola. La notte Amy e Randy Paughner gli impedivano di usare l’automobile, nel timore che andasse a ubriacarsi e potesse causare qualche incidente. Jared era stato espulso dal suo college, e la spiegazione data ai genitori era stata chiara: “l’espulsione si è resa necessaria per proteggere la sicurezza dei compagni”. Dopo questo fatto, i Laughner avevano tentato di convincere il figlio a cercare assistenza psicologica, ma non ci erano riusciti. E la legge è chiara: fino a che sono minorenni, i figli devono obbedire, anche se richiesti di vedere uno psicologo, ma una volta maggiorenni diventa loro prerogativa dire di no. Ma l’espulsione dal college sarebbe comunque stato un campanello d’allarme, se i rivenditori di armi dovessero ogni volta controllare il background di un cliente. Invece Jared potè comprare le sue Glock la sera prima di andare ad assalire la Giffords. Particolare reso noto ieri: il giovane era stato fermato dalla polizia perché era passato con il rosso. E quando il poliziotto gli aveva perdonato l’infrazione, lui si era messo a piangere, confessando “sto attraversando un brutto periodo”. Poche ore dopo aveva portato a compimento il suo piano criminale.

Durante il processo, Laughner è stato riconosciuto affetto da schizofrenia, e condannato all’ergastolo. Holmes, attualmente in tribunale per il massacro di Aurora, sta cercando di ottenere anche lui l’ergastolo, anziché la pena di morte, invocando l’infermità mentale.

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Messaggero TV

Lo spot choc contro Obama della lobby delle armi
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ROMA – L’amico (‘mazzettaro’) che imbarazza Alemanno

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L’amico che imbarazza Alemanno

Per farsi rinnovare il mandato, il sindaco della capitale sta puntando sulla riduzione dei reati durante il suo mandato. Peccato che il suo collaboratore Riccardo Mancini sia appena finito in carcere per una tangente da 500 mila euro. Per una commessa sui filobus, che però non sono mai entrati in funzione

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di Nello Trocchia

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I nuovi manifesti lo ritraggono con la fascia tricolore e i risultati ottenuti “-14% di reati”. Gianni Alemanno prepara la campagna elettorale per farsi riconfermare come sindaco di Roma. Ma deve fare i conti con le inchieste che travolgono i suoi fedelissimi. L’ultima indagine ha portato in carcere un suo amico e collaboratore, Riccardo Mancini. Le accuse: corruzione e concussione nell’ambito di un appalto per l’assegnazione di un commessa di filobus. Mancini avrebbe incassato una tangente di 500 mila euro nel 2009; lui stesso ha ammesso, lo scorso febbraio, di aver ricevuto 60 mila euro ad appalto assegnato. Mancini è stato amministratore delegato di Eur Spa e si è dimesso lo scorso gennaio, quando ormai era stato già travolto in questa storia di mazzette e sprechi all’italiana.

Riccardo Mancini

L’amico di Gianni
Nell’ordinanza firmata dal gip Stefano Aprile, su richiesta del pm Paolo Ielo, viene ricostruito il profilo di Mancini. Militante prima dell’Msi e poi di An, fedelissimo di Gianni Alemanno del quale ha curato sul piano finanziario la sua campagna elettorale. Alemanno lo ha sponsorizzato per la guida dell’Eur Spa e nominato amministratore delegato nel luglio 2009. La prima frase di Mancini da ad fu una promessa: “La Nuvola di Fuksas saraà pronta entro il 2012”. I romani ancora aspettano.

Oggi Mancini finisce in galera per il rischio di reiterazione di reato. Il Gip riporta proprio i precedenti di Mancini per porto illegale di armi e ricettazione: “Le modalità violente – scrive il Gip – che hanno caratterizzato la storia personale di Mancini non sono estranee alla prassi istituzionali dell’indagato”. Alemanno, però, lo ha voluto nonostante il passato. Anche quando viene indagato, nel settembre scorso, nell’inchiesta che oggi lo ha portato in galera, il sindaco si mostra tranquillo. Quando Mancini si dimette nel gennaio scorso, Alemanno lo saluta così: “Lo ringrazio per il senso di responsabilità”. Due giorni dopo l’addio del suo fedelissimo, il sindaco garantisce: “Penso che Mancini non sia coinvolto in questa vicenda” e spiega “Con questa storia la mia amministrazione non ha nulla a che fare, sulla gara tutto era stato determinato prima di noi”. L’ordinanza di oggi ricostruisce i passaggi e smentisce Alemanno in merito alle procedure di conclusione dell’assegnazione dell’appalto.

Mancini è l’uomo dei trasporti, discute con gli imprenditori dei progetti della giunta. L’assessore ombra che grazie ad Alemanno aveva a disposizioni le strutture comunali dove ” apparentemente senza formale titolo” egli “stabilmente operava e riceva il pubblico”. Il Gip parla di “Una grave alterazione delle regole e dell’ordinamento amministrativo, per legge organizzato esclusivamente attraverso atti formali, costituisce il vulnus, per così dire genetico, che ha determinato quell’illecita confusione tra politica, amministrazione, impresa e interessi privati eletta a sistema di potere”.

Torniamo alla tangente. Mancini prende i soldi della mazzetta. E’ il braccio destro del sindaco. Il Gip precisa che le intercettazioni “sono irrilevanti per dimostrare una diretta partecipazione di Alemanno all’illecita azione, sono tuttavia idonee a domostrare l’esistenza di un rapporto che va ben oltre quello personale”. Il Gip, però, evidenzia un ruolo improprio del sindaco considerando che Eur Spa è partecipata dal comune di Roma solo al 10%, l’altro 90% è in capo al Ministero dell’economia. “Mancini ?€“ scrive il gip Aprile – sembra rispondere fuori dal contesto istituzionale proprio, del proprio operato amministrativo ad un personaggio (Alemanno,ndr), di certo auterevole, ma che non rappresenta l’azionista di maggioranza e, soprattutto, che dimostra di poter direttamente e personalmente condizionare le scelte discrezionali del vertice della Eur Spa”.

Il dato emerge da una intercettazione del 20 settembre 2012 quando Alemanno lo redarguisce pesantemente per la gestione della società in house. Mancini aveva appena subito una perquisione nell’ambito del procedimento che lo ha portato, oggi, in galera, ma aveva ricevuto una nuova nomina ad amminsitratore delegato della società Roma Convention Group. Il sindaco stigmatizza i tempi dell’operazione. Alemanno è inviperito: “Il giorno dopo quel casino vi mettete in questo casotto, ma che siete scemi, non si poteva evitare (…) perché non m’hai chiamato?”. E più avanti: “Siete cretini tutti (…) ma che cazzo ‘avete nel cervello, me lo spieghi che cazzo c’avete nel cervello(…) uno vi aiuta non c’è niente da fa’…niente da fa capito siete scemi”. Mancini riconosce le ragioni di Alemanno, il quale sbotta: “Sì, ho ragione e me la prendo in culo capito?”. Ma c’è un altro profilo di interesse: il ruolo che svolge Mancini nella fondazione di Alemanno ‘Nuova Italia’. Emerge sempre dalle intercettazioni. Alemanno chiama Mancini e gli chiede se Fiorito (il Batman di Anagni) avesse finanziato una fondazione che definisce ‘nostra’ con riferimento proprio a Nuova Italia.

L’appalto e i filobus mai in funzione
Tutto ruota attorno ad una commessa per l’acquisto 45 filobus dal valore di 40 milioni di euro da parte di Roma metropolitane, società interamente partecipata dal comune, e in particolare da parte dell’Ati vincitrice dell’appalto. Siamo nel 2009. La Breda Menarini, società di Finmeccanica, dopo aver raccolto una significativa massa di denaro, frutto di false fatturazioni, corrompe pubblici ufficiali. L’obiettivo è ingraziarsi il nuovo sistema di potere che governa Roma.
Di questo sistema Riccardo Mancini è rappresentante principale, braccio destro del sindaco Alemanno. La destra è il filo conduttore perché in questa storia conta l’appartenenza, la comune militanza. L’obiettivo a lungo termine per Finmeccanica è quello di inserirsi nella costruzione della metropolitana di Roma. La Breda fornisce così i filobus in subappalto all’Ati De Santis-Monaco che si era aggiudicata la gara. C’è un altro particolare che racconta il sistema appalti nella capitale. Roba da Gomorra. La Ccc, azienda concorrente, presenta ricorso contro l’aggiudicazione dell’appalto, bandito da Roma Metropolitane, all’Ati De Santis Monaco. Per tutta risposta il titolare viene convocato alla presenza di Mancini: “Mancini – racconta Alessandro Filabozzi, responsabile di Ccc, al pm – si presentò come espressione della nuova amministrazione comunale (…). Disse che se avessimo fatto ricorso al Tar ci avrebbe impedito la materiale esecuzione del lavoro e avrebbe escluso il nostro gruppo da ogni successivo lavoro sul territorio comunale”. Così avvenne e Filabozzi ritirò il ricorso. Dichiarazioni, quelle di Filabozzi, che il gip giudica attendibili. Per il pm quella di Mancini è una tentata estorsione: il gip individua una concussione agendo Mancini da pubblico ufficiale.

Oltre al danno la beffa. Quei filobus non sono mai entrati in funzione. Il finale perfetto. Ora Alemanno può iniziare la sua campagna elettorale.

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fonte espresso.repubblica.it

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STASERA A SERVIZIO PUBBLICO – Cacciari e Sgarbi da Santoro. E Travaglio risponde a Grasso

“Ancora qui”

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Servizio Pubblico, Cacciari e Sgarbi da Santoro. E Travaglio risponde a Grasso

In studio anche Laura Puppato e Nunzia De Girolamo. Il vicedirettore del Fatto replicherà al monologo che il presidente del Senato ha fatto lunedì a Piazzapulita. La diretta streaming su ilfattoquotidiano.it alle ore 21.10

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di | 28 marzo 2013

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E’ passato più di un mese dalle elezioni, eppure l’Italia non ha ancora un nuovo governo e la strada per il presidente incaricato Pierluigi Bersani, specie dopo il no alla fiducia del Movimento 5 Stelle, è ancora tutta in salita.

“Ancora qui” è il titolo della nuova puntata di Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro in onda giovedì 28 marzo su La7 e in diretta streaming su ilfattoquotidiano.it alle ore 21.10. Ospiti in studio Laura Puppato, senatrice del Pd e premiata da Grillo nel 2007 come primo sindaco “a cinque stelle”, Nunzia De Girolamo, deputato Pdl, Vittorio Sgarbi e il filosofo Massimo Cacciari, che a seguito del risultato elettorale si era espresso molto duramente nei confronti della dirigenza democratica.

Nel corso della puntata Marco Travaglio risponderà a Piero Grasso che ha declinato l’invito di Santoro. Il presidente del Senato, infatti, era ospite lunedì sera a Piazzapulita. La sfida a colpi di talk show tra l’ex procuratore antimafia e il giornalista è iniziata giovedì scorso proprio durante Servizio pubblico, quando Grasso ha telefonato in diretta per difendersi dalle “accuse di collusione col potere” che secondo lui gli avrebbe rivolto il vicedirettore del Fatto.

Durante la trasmissione gli spettatori potranno interagire sui temi del dibattito attraverso Liquid FeedbackServizio Pubblico sarà trasmesso anche su serviziopubblico.it, sulla piattaforma Web de La7, Youtube e in diretta su Radio Radicale.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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Idv, il partito è stato sciolto: “Nascerà un nuovo soggetto politico”

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Idv, il partito è stato sciolto: “Nascerà un nuovo soggetto politico”

Il 26 febbraio scorso, dopo i deludenti risultati elettorali, Di Pietro aveva lasciato la presidenza. Per il prossimo 6 aprile è stato convocato l’esecutivo nazionale aperto e allargato agli ex parlamentari al momento dello scioglimento delle Camere e a un’adeguata rappresentanza delle strutture territoriali

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di | 28 marzo 2013

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L‘Italia dei Valori, il movimento politico fondato da Antonio Di Pietro, si è sciolto per dare vita a un nuovo soggetto politico, ispirato all’alleanza liberaldemocratica europea, che nascerà dopo Pasqua. E’ quanto si legge in una comunicazione scritta, di cui l’Ansa ha preso visione, inviata ieri da Silvana Mura, responsabile legale del partito, all’esecutivo nazionale e ai livelli regionali e provinciali dell’Idv. Il 26 febbraio scorso, dopo i deludenti risultati elettorali, Di Pietro aveva lasciato la presidenza.

”L’ufficio di presidenza del partito – scrive Mura – considera conclusa l’esperienza politica dell’attuale soggetto politico-giuridico Idv e ritiene superato anche il metodo tradizionale proposto dall’ultimo esecutivo nazionale e adottato da questo ufficio di presidenza di prevedere una nuova fase congressuale straordinaria dell’attuale soggetto Idv. Ciò premesso, dispone la convocazione per il prossimo 6 aprile dell’esecutivo nazionale dell’attuale Idv (aperto e allargato agli ex parlamentari al momento dello scioglimento delle Camere e a un’adeguata rappresentanza delle strutture territoriali) al fine di acquisire il loro parere in ordine all’opportunità di sostituire la fase congressuale avviata”.

La batosta alle urne, unita all’eclissarsi del suo leader, ha messo definitivamente fine a un’esperienza politica che per un lungo periodo si era proposta come alternativa ai partiti di maggior tradizione. Già nello scorso autunno, all’indomani dell’inchiesta di Report sulle spese dell’ex pm con soldi provenienti da rimborsi elettorali, lo stesso Di Pietro aveva definito “mediaticamente morta” l’Italia dei Valori. Al tempo stesso, però, aveva promesso battaglia, negando di voler abbandonare la vita politica. Ma il partito ormai era spaccato: i principali esponenti avevano lasciato, migrando in gran parte verso altre formazioni del centrosinistra. Di Pietro aveva tentato un timido approccio verso Grillo, venendo però sonoramente respinto dal Movimento. E anche l’alleanza con Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia non ha portato a nulla.

“Da Italia dei Valori nasce oggi la promozione di una ‘nuova proposta politica’ che vada oltre la stessa Italia dei Valori. Intendiamo lanciare la ‘Costituente di una nuova proposta politica‘ che si realizzerà attraverso l’effettuazione di ‘Primarie costituenti aperte’ da tenersi entro il 12 maggio prossimo. ‘Sarà il nuovo ‘Organo costituente’ eletto con le Primarie a definire successivamente – si legge in una nota – la forma (partito/movimento) e lo statuto della ‘nuova proposta politica, che tuttavia già fin d’ora viene individuata nel perimetro del ‘Centro sinistra riformista’ e nell’alveo europeo dell’Alde (Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa). Parliamo non a caso di ‘Primarie costituenti aperte’ poiché potranno votare tutti coloro che accetteranno di iscriversi ad un ‘Registro degli elettori delle primarie’ sottoscrivendo una Carta d’intenti, che conterrà i principi di base della ‘nuova proposta politica’. Gli elettori delle primarie diranno anche la loro sul simbolo, scegliendo fra una serie di proposte”.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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Ecco come le case automobilistiche truccano (legalmente) i test sui consumi

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Ecco come le case automobilistiche truccano (legalmente) i test sui consumi

Bloccare la ricarica della batteria durante le prove, spogliare l’auto per farla pesare di meno, chiudere le fessure con nastro adesivo per ridurre l’attrito dell’aria, gonfiare al massimo gli pneumatici: secondo uno studio di una Ong, sono alcuni degli escamotage con cui l’industria a quattro ruote raggira gli automobilisti

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di | 28 marzo 2013

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Avete comprato un’auto che consuma più di quanto vi era stato detto? Il motivo può essere la vostra guida sportiva. O, più probabilmente, il fatto che le case automobilistiche hanno barato durante i test sui consumi di carburante. A rivelarlo è Transport & Environment (T&E), Ong legata all’Unione europea e ormai presente in 23 nazioni. La T&E, nel suo ultimo studio, spiega come i costruttori riescano a far sembrare i consumi dei loro veicoli di gran lunga inferiori a quelli reali. Bloccare la ricarica della batteria durante le prove, spogliare l’auto per farla pesare di meno, chiudere le fessure con nastro adesivo per ridurre l’attrito dell’aria, gonfiare al massimo gli pneumatici: sono solo alcuni dei creativi escamotage che, tirate le somme, “costano agli automobilisti europei migliaia di euro ogni anno”. Le differenze fra i dati ufficiali e quelli riportati dallo studio non sono affatto trascurabili: il consumo di carburante dichiarato dai costruttori, infatti, è in media del 25% inferiore a quello reale, e in alcuni casi addirittura del 50%.

Lo studio di T&E, Mind the gap!, sta mettendo in imbarazzo gran parte dell’automotive europea e “indica che i controlli correnti sui veicoli […] sono incoerenti e inadeguati, con i produttori che pagano le organizzazioni che certificano le prove”. I metodi per eseguire i test, quindi, sono ormai “superati e non rappresentativi del mondo reale”. Secondo gli studiosi, il problema è racchiuso in un “lassismo nelle procedure di collaudo” che sta permettendo alle case automobilistiche di “manipolare le prove ufficiali, per produrre risultati irrealistici”. Che fare, dunque? Serve “un aggiornamento urgente dell’attuale sistema di misurazione dei consumi”.

I trucchi usati dalle case automobilistiche, per quanto scorretti, sono del tutto legali. Sono i test che, sottolinea l’ong, a decenni di distanza dalla loro entrata in vigore non sono più applicabili. Sotto accusa in particolare il New European Driving Cycle (Nedc): introdotta in Europa per la prima volta nel 1970, questa prova vuole rappresentare l’uso tipico di una vettura per valutarne i livelli di emissioni inquinanti. Come fa notare T&E, però, i veicoli sono ben diversi da quelli dei decenni passati (una seconda versione del Nedc è stata introdotta nel 1990), tanto che il gap fra le prestazioni dichiarate e quelle reali aumenta man mano che i modelli sono più nuovi. Secondo un’analisi svolta (sempre per T&E) da un laboratorio indipendente, infatti, le prestazioni dei veicoli sono peggiori in condizioni reali rispetto ai risultati ottenuti nelle prove ufficiali, in media, del 19% per i modelli più vecchi, e addirittura del 37% per quelli più recenti.

I dati delle case automobilistiche sono stati confrontati nel report anche con quelli raccolti da singoli automobilisti di Germania, Paesi Bassi e Svizzera in database come Spritmonitor.de. Siti che, raccogliendo le testimonianze degli automobilisti, hanno mostrato più di ogni altra analisi la gravità del fenomeno. “Le case automobilistiche in Europa stanno truffando i propri clienti e manipolando le prove ufficiali, portando a migliaia di euro di costi aggiuntivi”, afferma Greg Archer, manager di T&E. A essere frodati, però, sono anche “le leggi comunitarie, volte a ridurre le emissioni di CO2 delle autovetture e dei furgoni”. Il motivo? “L’attuale procedura consente inspiegabilmente al costruttore di dichiarare emissioni di CO2 fino al 4% al di sotto di quelle effettivamente misurate”.

Cifre importanti, che fanno sperare lo studioso di vedere introdotti nei prossimi anni nuovi test, in modo da riflettere maggiormente le condizioni di guida reali. “Fornire informazioni affidabili circa i consumi di carburante delle automobili aiuta i conducenti a scegliere modelli con minori costi di esercizio”, scrive T&E nel suo rapporto: “Avere accurati test sulle emissioni di CO2 dei veicoli è invece essenziale per consentire ai governi di imporre il corretto livello di tasse automobilistiche e garantire efficaci regolamenti di riduzione delle emissioni delle nuove autovetture”. Arrivati a questo punto, però, serve anche riportare gli automobilisti a fidarsi dei costruttori. Ma come? “L’unico modo per ricostruire questa fiducia è quello di colmare le lacune nelle procedure di prova in corso”, insiste Greg Archer: “E garantire che gli imbroglioni non prosperino”.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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Bufera sul grillino che ha usato l’auto blu, non ha macchina ma chiede i rimborsi benzina

Bufera sul grillino che ha usato l'auto blu non ha macchina ma chiede i rimborsi benzina 
Antonio Venturino mentre scende dall’auto blu, ieri a Sigonella

Bufera sul grillino che ha usato l’auto blu
non ha macchina ma chiede i rimborsi benzina

Web all’attacco di Antonio Venturino, il vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana che ieri è andato in missione a Niscemi con una vettura dotata di autista e lampeggiante. Dichiara di non possederne una sua privata ma tra gennaio e febbraio ha incassato 1100 euro di rimborsi benzina: su siti e blog impazza la polemica

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SICILIA M5S VICEPRESIDENTE VENTURINO RINUNCIA AD AUTO BLU E BENEFIT (ah! ah! ah! ah! ah!…)

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PALERMO – Dopo la missione con l’auto blu, alla quale aveva rinunciato pubblicamente (GUARDA IL VIDEO), scoppia un’altra grana per Antonio Venturino, il vice presidente grillino dell’Assemblea regionale siciliana, già finito al al centro delle polemiche con i sostenitori del movimento per l’entità della cifra restituita alle casse pubbliche. Adesso Venturino, che dichiara di non possedere un’auto, tra gennaio e febbraio dall’Ars ha incassato 1100 euro di rimborso carburanti. Un dettaglio che ad alcuni attenti osservatori del Movimento 5 Stelle non è sfuggito: “Ma visto che avevi dichiarato di non avere un auto, a cosa ti servono gli oltre 1.100,00 euro di rimborso carburante? Ma scusa non avevi detto che eri stato costretto ad usare l’auto blu di servizio al gruppo perché non avevi l’auto?” chiede Ciccio sul blog ufficiale “Sicilia5Stelle”.

IL COMMENTO / Se i proclami diventano boomerang

Aggiunge Max Ros: “Ma se non hai la macchina come mai hai preso 1100 Euro di rimborso carburante?” E Carmine Lentini rincara la dose: “Scusate, ma dopo aver pubblicato il certificato di rinuncia all’autoblu, come si giustifica l’utilizzo di quest’ultima per scopi istituzionali?” C’è anche chi la butta sull’ironia: “Sei male informato, Antonio ha dichiarato: “qualcuno dirà che era un’auto blu, ma non lo è” Infatti si vede chiaramente nella foto che è rosa fucsia” scrive Gabriele B.

E’ la dichiarazione che compare anche sul blog “Assurdita5stelle”, dove il caso Venturino tiene banco. Le dichiarazioni del vice presidente dell’Ars in occasione della trasferta di Niscemi vengono impetosamente confrontate con i suoi rimborsi spese pubblicati sul blog ufficiale: “Perche mi fa questa domanda? Perche non avete che cosa scrivere?” aveva detto ai cronisti a Niscemi, “non è un’auto blu, ma di servizio. Ovviamente siamo venuti con l’auto di servizio. Qualcuno dirà che era un’auto blu, ma non lo è. Siccome noi oggi siamo venuti da Palermo e dobbiamo fare un altro giro, e siccome io la macchina non ce l’ho e a piedi sarebbe stato complicato, in bicicletta sarebbe stato un po’ difficile anche perché avrete visto lo stato fisico in cui mi trovo. Quindi per motivi di tempo abbiamo usato un’auto di servizio, chiamiamola auto aziendale, dell’azienda Assemblea regionale siciliana”.

Poi le dichiarazioni: “Gennaio 2013. Oltre ai 2500 Euro netti, ho trattenuto la somma di 773.30€ per la benzina (tot. km effettuati: 2090, calcolati in base alla tabella ACI), di 170.00 Euro di spese varie e di 140€ per i pasti. Febbraio 2013. Oltre ai 2500 Euro netti, ho trattenuto la somma di 387.02 Euro per la benzina (tot. km effettuati: 1046, calcolati in base alla tabella ACI), di 175.00 Euro per il trasporto su mezzi pubblici, di 500.00 Euro per l’alloggio, di 728.00 di spese varie e di 108 Euro per i pasti”. E giù commenti: “Non so quanto costi in Sicilia un abbonamento per il trasporto pubblico, ma quei 175 € sanno tanto di taxi”, dice Visenna Zilla. Che aggiunge: “Farei anche notare che, non avendo l’auto di proprietà, con il tappeto volante a benzina fa mezzo chilometro al litro (usufruisce del tipo di rimborsi chilometrici non esattamente favorevole all’amministrazione)”. Arrigo Toffolatti punta il dito sui “728 di spese varie a febbraio”. “Pensa – scrive – c’è gente che ci deve vivere un mese”. (28 marzo 2013)

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fonte palermo.repubblica.it

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ASSURDITA’ ITALIANE – Quattordici “cervelli in fuga” scrivono al ministro Profumo

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Quattordici “cervelli in fuga” scrivono al ministro Profumo

I ricercatori denunciano con urgenza “i ritardi e le assurdità nella procedura di rinnovo del Programma di Rientro dei Cervelli del 2008/2009”. Che rischiano di costringerli a tornare a lavorare all’estero

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APPROFONDIMENTI

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TRIESTE Quasi un ultimatum. Quattordici “cervelli in fuga” rientrati in Italia, fra cui due ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, hanno inviato una lettera aperta al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo per chiedere “razionalità e tempi certi nelle procedure per continuare a fare ricerca nel nostro Paese”. I vizi burocratici e la lentezza nei processi di valutazione, infatti, rischiano di lasciarli senza lavoro e costringerli a tornare all’estero. “Siamo rientrati in Italia per contribuire alla ricerca e allo sviluppo del nostro Paese e per restituire almeno parte di quanto abbiamo ricevuto gratuitamente nel corso di molti anni di studio”, così scrivono nella loro lettera indirizzata al ministro in cui denunciano con urgenza “i ritardi e le assurdità nella procedura di rinnovo del Programma di Rientro dei Cervelli del 2008/2009”. Il programma fu allora pensato per arginare la pericolosa “fuga di cervelli” che ha visto (e vede ancora) – dicono i 14 firmatari – le nostre eccellenze scientifiche costrette a cercare lavoro all’estero, viste le scarse possibilità offerte dal nostro Paese sia sul fronte delle risorse stanziate per fare ricerca, sia per quel che riguarda le possibilità professionali dei ricercatori.

“Questo appello non è che l’ennesimo segnale inquietante di come l’Italia non riesca a seguire una vera politica scientifica degna dei paesi sviluppati”, precisa Guido Martinelli, Direttore della SISSA. E rincara la dose: “La stabilizzazione dei ricercatori è fondamentale, altrimenti non solo i cosiddetti ‘cervelli in fuga’ non rientreranno mai, ma contribuiranno a diffondere l’immagine dell’Italia come un paese che non sa garantire i propri impegni”.

I programmi di rientro, oggi chiamati borse “Rita Levi Montalcini”, più volte riportati all’attenzione dei media come esempio dell’impegno ministeriale per l’incentivazione dell’eccellenza accademica, soffrono – per gli interessati – di controsensi burocratici che rischiano di vanificare l’ingente investimento economico fatto dal nostro Paese. Nella lettera i quattordici firmatari denunciano in particolare la norma irrazionale che di fatto rallenta, fino a quasi bloccare, la procedura di valutazione del rinnovo dei contratti quadriennali assegnati con il bando 2008/2009. I ricercatori ora rischiano di non poter ottenere nè il rinnovo in Italia, nè di poter cercare in tempo una nuova posizione all’estero. “Voglio sottolineare che non chiediamo di essere stabilizzati ‘a colpi di legge’, cosa che tutti noi firmatari riteniamo sbagliata e contraria al principio di promozione dell’ eccellenza – spiega Andrea Gambassi, fisico della SISSA -. Quello che chiediamo è che la valutazione della nostra idoneità venga fatta con tempi certi e con una procedura razionale, in modo da poter programmare il nostro futuro”. (28 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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