Legge contro le armi, Obama: «Se non agiremo dovremo vergognarci» / VIDEO: Obama: Shame On Us If We’ve Forgotten Newtown Sandy Hook

Obama: Shame On Us If We’ve Forgotten Newtown Sandy Hook

Les GrossmanLes Grossman

Pubblicato in data 28/mar/2013

obama gun violence sandy hook newtown. President Barack Obama says the gun control votes in the Senate next month are the best chance in more than a decade to reduce gun violence.

Obama spoke Thursday at the White House. He says powerful foes of gun control hope Americans will forget the shock of the school shootings in Newtown, Conn.

Obama says people shouldn’t get, quote, “squishy” because time has passed. Obama says, quote, “Shame on us if we’ve forgotten.”

He’s asking people to urge Congress to support his gun control measures.

Obama spoke alongside parents of the Newtown victims. It’s part of a series of rallies by gun control groups across the country Thursday.

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Legge contro le armi, Obama:
«Se non agiremo dovremo vergognarci»
Un arsenale a casa del mostro Adam

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di Anna Guaita

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NEW YORK – «Se non agiremo, se dimenticheremo, dovremo vergognarci. Abbiamo pianto abbastanza, ora è il momento di darsi da fare». Barack Obama è di nuovo sceso in campo ieri per appoggiare la legge contro le armi, che sta languendo al Senato e rischia di diventare tanto annacquata da non avere l’effetto di limitare davvero la violenza.
Obama ha parlato alla Casa Bianca, tenendosi alle spalle le mamme dei bambini uccisi nel Connecticut lo scorso 14 dicembre. A rendere il suo discorso particolarmente attuale, a cento giorni da quando Adam Lanza massacrò 20 bambini e 6 insegnanti, è stato anche il fatto che proprio stamani sono stati tolti i sigilli ai risultati delle perquisizioni che la polizia fece nella casa dell’assassino poche ore dopo l’ecatombe. E di nuovo il Paese ha provato brividi di orrore. Il ventenne aveva accumulato in casa un vero arsenale da guerra, pistole e fucili di ogni tipo e ben 1600 pallottole, oltre al certificato di iscrizione alla National Rifle Association, l’associazione che difende il diritto di possedere armi. C’erano perfino tre scimitarre da samurai. Non è vero dunque che la madre, Nancy, tenesse le armi sottochiave. Anzi, fra le carte la polizia ha anche trovato un buono regalo che la mamma aveva dato al figlio a Natale, per l’acquisto dell’ennesimo fucile.

E non basta: appunti, diari, fotografie, ritagli di giornale. Gli inquirenti si rifiutano di rendere pubblico il contenuto dei diari, ma testimoni che hanno chiesto di rimanere anonimi hanno raccontato che Lanza aveva scritto pagine e pagine sui propri problemi di autismo, e aveva collezionato articoli su omicidi, conservando foto di cadaveri. Aveva anche disegnato una mappa dei vari massacri avvenuti negli Usa e all’estero negli ultimi anni, lasciando – sostiene un testimone – uno spazio per quello che avrebbe compiuto lui stesso.

La polizia conferma che la mattina del 14 dicembre, Adam aveva come prima cosa ucciso la madre, che dormiva. Un unico colpo, alla fronte. Po era salito sulla sua automobile ed era andato alla scuola elementare che aveva frequentato da bambino. Nell’arco di cinque minuti ha sparato 154 colpi, massacrando con brutalità e freddezza tutti gli scolari di una classe, mirando direttamente al loro volto. Poi ha ucciso gli insegnanti che avevano tentato di fermarlo, e infine si era sparato.

Si poteva impedire questo massacro? La legge che Obama e il suo vice Joe Biden caldeggiano avrebbe potuto fermare Adam Lanza? Non è detto: dopotutto era stata la madre a comprare le armi, e a non tenerle sottochiave. Ma di sicuro la legge avrebbe prevenuto altri massacri. Quello compiuto lo scorso 20 luglio nel cinema di Aurora in Illinois, ad esempio. In quel caso il killer, James Holmes aveva potuto comprare armi senza doversi sottoporre a nessun controllo di background, come invece chiede il presidente. Se ci fossero stati, i controlli avrebbero probabilmente portato alla luce che il 22enne aveva problemi di infermità mentale, tant’è che era stato temporameante ricoverato in un istituto psichiatrico della sua università. Lo stesso sarebbe accaduto a Jared Laughner, il 22enne che nel gennaio 2011 fece un attentato contro la deputata Gabrielle Giffors, ferendola gravemente e uccidendo sei persone che le stavano vicine, incluso una bambina di nove anni. E’ stato confermato che i genitori di Jared sapevano che il figlio era “instabile” e gli avevano confiscato la sua pistola. La notte Amy e Randy Paughner gli impedivano di usare l’automobile, nel timore che andasse a ubriacarsi e potesse causare qualche incidente. Jared era stato espulso dal suo college, e la spiegazione data ai genitori era stata chiara: “l’espulsione si è resa necessaria per proteggere la sicurezza dei compagni”. Dopo questo fatto, i Laughner avevano tentato di convincere il figlio a cercare assistenza psicologica, ma non ci erano riusciti. E la legge è chiara: fino a che sono minorenni, i figli devono obbedire, anche se richiesti di vedere uno psicologo, ma una volta maggiorenni diventa loro prerogativa dire di no. Ma l’espulsione dal college sarebbe comunque stato un campanello d’allarme, se i rivenditori di armi dovessero ogni volta controllare il background di un cliente. Invece Jared potè comprare le sue Glock la sera prima di andare ad assalire la Giffords. Particolare reso noto ieri: il giovane era stato fermato dalla polizia perché era passato con il rosso. E quando il poliziotto gli aveva perdonato l’infrazione, lui si era messo a piangere, confessando “sto attraversando un brutto periodo”. Poche ore dopo aveva portato a compimento il suo piano criminale.

Durante il processo, Laughner è stato riconosciuto affetto da schizofrenia, e condannato all’ergastolo. Holmes, attualmente in tribunale per il massacro di Aurora, sta cercando di ottenere anche lui l’ergastolo, anziché la pena di morte, invocando l’infermità mentale.

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Messaggero TV

Lo spot choc contro Obama della lobby delle armi
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