E’ morto Enzo Jannacci, Poeta della musica, aveva 77 anni

Enzo Jannacci – Sei minuti all’alba

L’UOMO A META’ – Enzo Jannacci

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E’ morto a Milano Enzo Jannacci. Cantautore, cabarettista, tra i protagonisti della scena musicale italiana, oltre che cardiologo, si è spento a Milano all’età di 77 anni

E’ morto Enzo Jannacci
Poeta della musica, aveva 77 anni

Da tempo malato di cancro, si è spento a Milano
Figlia Gaber: “Enzo, ti voglio bene”. Fazio: “Era un genio”

https://i2.wp.com/www.bielle.org/Immagini/Artisti/Jannacci31.300.jpg
altro articolo: Le mille luci di una carriera lunga mezzo secolo – nella foto Enzo con il figlio, un’immagine emblematica, quasi un passaggio ideale di consegne…

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Milano, 29 marzo 2013 – E’ morto alla clinica Columbus di Milano il cantautore Enzo Jannacci, dove era ricoverato da alcuni giorni. Da tempo malato di cancro, si è spento stasera, intorno alle 20.30. Con lui, in ospedale, tutta la famiglia. Le condizioni di salute di Jannacci si erano recentemente aggravate. Negli ultimi giorni, spiegano fonti sanitarie, era stato male. Per questo motivo era tornato in clinica. La famiglia sapeva che si andava verso la fine e così lo ha accompagnato fino agli ultimi momenti. Aveva 77 anni.

UN GRANDE ARTISTA – Medico del cuore e dell’anima, Vincenzo Jannacci, detto Enzo, e’ stato uno degli storici protagonisti della scena musicale del secondo dopoguerra. Certamente unico nel suo saper coniugare intelligenza e satira, analisi della realta’ e inesauribile gusto del paradosso. Milanese convinto – a Milano era nato il 3 giugno 1935 – si può considerare tra i caposcuola del cabaret italiano, ma e’ stato anche autore di quasi trenta album, e di varie colonne sonore ed ha lavorato per il teatro, il cinema e la tv. E’ ricordato come uno dei pionieri del rock and roll italiano, insieme ad Adriano Celentano, Luigi Tenco, Little Tony e Giorgio Gaber, con il quale formo’ un sodalizio durato piu’ di quarant’anni.

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Dopo gli studi classici si era laureato in medicina per lavorare poi in Sudafrica e poi negli Stati Uniti. La sua formazione musicale ha radici altrettanto classiche e inizia al conservatorio ma la scoperta del rock and roll avviene presto. I suoi primi compagni di viaggio sono Tony Dallara, Celentano e poi Giorgio Gaber con il quale forma il duo de I due corsari, che debutta nel 1959. Ma prosegue parallela la sua carriera di solista e quella di autore, tanto che Luigi Tenco sceglie una della sue canzoni, Passaggio a livello, e la pubblica nel 1961.

Lavora con Sergio Endrigo. Lavora anche con Dario Fo, Sandro Ciotti. Poi la grande popolarita’ arriva con il surreale Vengo anch’io, no tu no tanto che diventera’ sua la ribalta televisiva, fino a quella di Canzonissima. Ma sara’ spesso anche in teatro e non disdegnera’ apparizioni in film di grandi registi come Ferreri, Wertmuller, ne’ di esercitarsi come compositore di colonne sonore come fece per Mario Monicelli.

Dopo un periodo di oblio all’inizio degli anni ‘80 torna alla ribalta tanto che incide un disco come Ci vuole orecchio, che raggiunge il livello di popolarità di Vengo anch’io. Del 1981 è un trionfale tour in tutta Italia. Nel 1994 si presenta per la terza volta al Festival di Sanremo in coppia con Paolo Rossi con il brano I soliti accordi, insolitamente dissacrante per la manifestazione, che è anche il titolo del rispettivo CD, arrangiato da Giorgio Cocilovo e il figlio Paolo Jannacci. Tra un album e l’altro, poi nel 2000 torna a lavorare infine con Cochi e Renato, altra storica coppia con cui ha collaborato a lungo, per Nebbia in val Padana. Oramai la tv lo celebra, come fa il 19 dicembre 2011 Fabio Fazio che conduce uno speciale su di lui in cui amici di lungo corso lo omaggiano interpretando suoi brani. Tra cui Fo, Ornella Vanoni, Cochi e Renato, Paolo Rossi, Teo Teocoli, Roberto Vecchioni, Massimo Boldi, Antonio Albanese, J-Ax, Ale e Franz, Irene Grandi e altri. Enzo Jannacci compare nell’ultima parte dell’evento cantando due sue canzoni.

LE REAZIONI – ’Lo ricordo bene: intelligente, spiritoso, surreale, geniale. Ha raccontato la poesia di Milano’’: cosi’ Enrico Ruggeri ricorda su Twitter Enzo Jannacci, scomparso questa sera a Milano. In tanti, sul social network, hanno voluto ricordare la ‘’voce degli ultimi’’, come lo ha definito Claudio Cecchetto. ‘’Ciao grande maestro’’ ha scritto il napoletano Gigi D’Alessio, a cui hanno fatto eco i Negramaro con una citazione da ‘Messico e nuvole’: ‘’Che voglia di piangere ho… addio Enzo!’’.
A messaggi piu’ sintetici come quello di Syria, che ha salutato Jannacci con un ‘’ciao signor Enzo’’, si accompagnano twitt piu’ personali come quello di Paola Turci: ‘’Rimangono tutte le tue canzoni e un pezzo di strada fatta insieme’’. Commosso Fabio Fazio: ‘’Enzo Jannacci era un genio. Le sue parole non riuscivano a star dietro ai suoi pensieri. La sua poesia ha inventato un mondo bellissimo’’; ironico Frankie Hi Energy: ‘’Ciao Enzo non ti scapicollare’’; triste Luca Bizzarri: ‘’Cristo come mi dispiace. Addio, signor pur talento’’. ‘’Enzo Jannacci, rimpiango un genio che se ne va insieme alla Milano meravigliosa delle sue canzoni’’, scrive Gad Lerner.
Tanti e accorati i messaggi di Dalia, figlia di Giorgio Gaber, con cui Jannacci formo’ una celebre coppia della canzone italiana: ‘’Ciao Enzo, ti voglio bene’’ scrive l’erede di Gaber postando una foto da giovani dei due celebri artisti.

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fonte qn.quotidiano.net

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ENZO E IL CINEMA

Il frigorifero – Monica Vitti e Enzo Jannacci

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Pubblicato in data 08/ago/2012

Tratto da “Le coppie” un film a episodi diretti da tre GRANDI del cinema italiano: Mario Monicelli, Alberto Sordi e Vittorio De Sica, che con Monica Vitti tra i protagonisti rendono il film uno dei più amati dal pubblico.

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2 responses to “E’ morto Enzo Jannacci, Poeta della musica, aveva 77 anni”

  1. gianni tirelli says :

    PERCHE’ GLI ARTISTI DI DESTRA NON MUOIONO MAI???

    • solleviamoci says :

      La battuta facile sarebbe: quali artisti? Ma non siamno così ingenerosi. E’ già successo di ricordare poeti, letterati e artisti di varia natura non propriamente con idee di sinistra, giacché l’arte non va giudicata con il metro delle posizioni politiche. Però, caro Gianni, vorrai riconoscere che il panorama artistico della cosidetta destra risulta essere alquanto deprimente in fatto di presenze di rilievo. E lo scrivo senza intenti polemici.
      mauro

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