Torna l’ora legale nel giorno di Pasqua: un’ora di sonno in meno, ma giornate più luminose. Il parere degli esperti

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Torna l’ora legale nel giorno di Pasqua: un’ora di sonno in meno, ma giornate più luminose. Il parere degli esperti

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Scatta l’ora legale all’alba della Pasqua. Un’ora di sonno sara’ spazzata via dalle lancette degli orologi ma, con l’arrivo di giornate piu’ luminose, adattarsi al nuovo fuso sara’ piu’ semplice di quando a ottobre viene reintrodotta l’ora solare e il dio Morfeo, clemente e generoso, aggiunge riposo alle nostre notti. E’ quanto emerge dall’analisi di alcuni medici esperti del disturbo del sonno che, contattati dall’ASCA, hanno spiegato quali possono essere le ripercussioni di questo cambiamento dell’orologio biologico sul nostro equilibrio psicofisico.
Quando con l’ora legale aggiungiamo un’ora ai nostri orologi – spiega il responsabile del centro di medicina del sonno dell’ospedale Niguarda di Milano, Lino Nobilinonostante la perdita di sonno c’e’ sicuramente un maggiore adattamento del nostro corpo rispetto all’ora solare di ottobre, in quanto le giornate sono piu’ luminose e si va incontro all’estate. Rilevante, quindi, e’ l’aspetto psicologico”. ”C’e’ un minimo di jet lag – aggiunge Nobilie l’organismo necessita di cinque sei giorni circa per recuperare. Essendo il ritmo del sonno regolato dalla temperatura interna, se spostiamo il nostro risveglio ci possiamo trovare in un momento in cui la temperatura non e’ ancora a livello ottimale e la sera si puo’ avvertire piu’ stanchezza. Aumenta pero’ la stimolazione luminosa in primavera, quindi anche la relativa stanchezza viene in parte compensata”. ”Ne soffrono di piu’ i bambini e anziani – conclude l’esperto – mentre per gli adulti c’e’ da fare una distinzione tra i cosiddetti ‘gufi’, che vivono piu’ di notte e che quindi possono risentirne di piu’, rispetto alle ‘allodole’ mattiniere”.

Perdendo un’ora di sonno dobbiamo cercare di anticipare l’orario dell’addormentamento – spiega il responsabile del centro del sonno Universita’ La Sapienza di Roma, Oliviero Brunianche se e’ piu’ difficile anticipare che posticipare. Il problema del reset dell’orologio biologico e’ che sono necessari tre quattro giorni per recuperare la ‘perdita’, ovvero adattare il cortisolo, l’ormone dello stess. Gli effetti possono essere affaticamento, nervosismo e sbalzi di umore. I bambini e gli anziani hanno maggiore difficolta’ di adattare i propri ritmi, essendo piu’ complicato per loro anticipare l’orario di addormentamento”. L’esperto romano ricorda che con le giornate primaverili ”c’e’ piu’ luce, regoliamo la produzione di melatonina e la capacita’ di adattamento all’ora legale e’ quindi migliore rispetto a quella solare di ottobre”.

Poter godere di piu’ ore di luce incide favorevolmente rispetto al cambiamento di ottobre, perche’ la luce, antidepressivo naturale, incide sulla sereotonina”, sottolinea anche il direttore del centro di medicina del sonno del San Raffaele di Milano, Luigi Ferini Strambi, che poi aggiunge: ”Andiamo incontro a un mini jet lag, le ripercussioni dureranno per qualche giorno. Questo cambiamento incidera’ soprattutto sui ‘gufi’ (rappresentano il 15-20% della popolazione), che faranno piu’ fatica ad alzarsi”. ”Gli altri soggetti coinvolti – conclude l’esperto – sono quelli piu’ legati al ‘marcatempo’, collegate a orari, e tra loro in particolare anziani e bambini. Tra i consigli c’e’ quello di esporsi subito la mattina alla luce per inibire il rilascio di melatonina. Tra le conseguenze possibili dovute al jet lag, in particolare, si riscontrano sonnolenza e peggiori perfomance cognitive”.

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fonte meteoweb.eu

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