Grillo dice sì a Monti, ma vuole le commissioni. “Saggi, fantomatici badanti della democrazia”

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Grillo dice sì a Monti, ma vuole le commissioni.
“Saggi, fantomatici badanti della democrazia”

Il leader del M5S sul suo sito: “Napolitano ha confermato le nostre posizioni. Ma per ridare centralità a un Parlamento funzionante è urgente istituire le commissioni”. Il capogruppo al Senato Vito Crimi: “Saggi, una specie di bicamerale di grandi intese vestita a festa”. Il Pdl boccia Monti e i saggi con Brunetta e Cicchitto: “Non cambierà il problema”. Matteo Renzi: “L’Italia recuperi fiducia, entusiasmo e orgoglio. Ognuno faccia il suo dovere”

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ROMA – “Il presidente Napolitano ha confermato ieri le nostre posizioni su Parlamento e Governo. In sostanza ha affermato che un governo (mai sfiduciato…) è in carica, sebbene limitato agli affari correnti, e sta operando in collaborazione con il Parlamento, anzi solo previo consenso del Parlamento (…). Al momento è la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto Parlamenti svuotati di ogni autorità e significato”. Così, sul suo sito, Beppe Grillo commenta la soluzione individuata ieri da Napolitano. Il leader del M5S accoglie positivamente la permanenza del governo Monti ma boccia i due gruppi di “saggi” chiamati da Napolitano a formulare proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea. Scelta che, per Grillo, può in qualche modo rispondere alla necessità di “ridare al Parlamento la sua centralità”. Per farlo, incalza, “è urgente istituire le Commissioni” perché “il Paese ha bisogno di un parlamento funzionante” e non di “fantomatici negoziatori” o di “badanti della democrazia”.

“Avrei difficoltà a sedermi ad un tavolo con queste persone immaginandole come saggi facilitatori” scrive su Facebook il capogruppo dei senatori del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, dopo l’annuncio, da parte del capo dello Stato Giorgio Napolitano, dei nomi dei componenti dei due gruppi di lavoro. “È nata una ‘cosa’ strana – scrive Crimi – composta da parlamentari di tutti gli schieramenti salvo che del M5S (e meno male direi) e nessuna donna, che dovrebbe facilitare una specie di confronto tra le forze politiche, cercando di individuare le convergenze di programma. Ma non c’è già il Parlamento per questo?”.

Per Crimi i due gruppi costituiti dal presidente Napolitano sono “di fatto” una specie “di bicamerale di grandi intese di antica memoria ma vestita a festa… con qualche foglia di fico”. “L’unica cosa che conta – spiega il capogruppo dei senatori del Movimento – è che le commissioni inizino ad insediarsi (non sono neanche stati designati da parte dei partiti i membri) altrimenti tutti i disegni di legge rimangono lettera morta. Siamo pronti a presentare nelle sedi istituzionali previste i disegni di legge che diano attuazione ai primi 20 punti del programma, noi non facciamo la corsa a tirar fuori dai cassetti gli stessi disegni di legge di decenni, ma ogni nostra proposta sarà unica, frutto del lavoro di gruppo e del contributo che potrà venire dalla rete… Il nostro lavoro sarà organico e coordinato”.

Per Matteo Renzi, “la cosa importante è che l’Italia recuperi fiducia, entusiasmo e orgoglio di essere quello che l’Italia è, cioè una grande nazione. Sono momenti difficili, talmente delicati; credo che se ciascuno di noi farà il proprio mestiere per bene con grande impegno e grinta, allora anche questa fase difficile si chiuderà”. “E’ questo l’augurio che faccio da Firenze agli italiani, ma soprattutto ai fiorentini. Noi abbiamo bisogno di fare bene il nostro dovere”.

Dal Pdl, sonora bocciatura alla permanenza dell’esecutivo Monti e dei “saggi” da parte di Renato Brunetta e Fabrizio Cicchitto. “Il presidente della Repubblica – afferma il presidente dei deputati Pdl – prova a prendere altro tempo, chiedendo a dieci soggetti di indicare un programma e un percorso. Tale iniziativa, credo non cambierà i dati del problema. E, del resto, occorre rimediare a un grave guasto costituzionale: il governo in carica per il disbrigo degli affari correnti non ha mai ricevuto la fiducia, in questa legislatura. E’, a tutti gli effetti, un non governo. Era ragionevole che tale condizione durasse il tempo necessario per superare la crisi. Non lo è che si protragga oltre”.

Per Cicchitto “L’operazione dei saggi ieri adottata dal Presidente Napolitano ha un senso di coerenza con il nostro ordinamento generale, se nello spazio di sette-dieci giorni massimo gli esperti ci danno la traccia di un programma condivisibile dalle forze politiche impegnate nella governabilità, che danno sbocco ad essa impegnandosi a dar vita ad un nuovo governo che in tempi ragionevoli ma rapidi deve avere la fiducia del Parlamento”. “Noi – aggiunge – non riteniamo che il modello olandese possa essere da noi imitato in tutta la sua dinamica e la sua lunghezza anche perché il governo Monti non ha più la nostra fiducia” dallo scorso dicembre. (31 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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