La nuova Tunisia abbraccia il Forum sociale. Si chiude con la grande marcia per la Palestina

Zeta – MARICA DI PIERRI AL WORLD SOCIAL FORUM DI TUNISI

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Pubblicato in data 30/mar/2013

A Tunisi è in corso il Forum Sociale Mondiale 2013. Al centro dell’attenzione c’è il risveglio dei popoli dei Maghreb e il futuro dell’area mediterranea. Ecco il rapporto di Marica Di Pierri.

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Palestine au sein du forum social mondial

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Pubblicato in data 28/mar/2013

Les participants au forum social mondial à tunis unis pour Palestine

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fonte immagine

La nuova Tunisia abbraccia il Forum sociale.
Si chiude con la grande marcia per la Palestina

La cinque giorni dei movimenti no global nella capitale nordafricana conclusa con la festa per celebrare la Giornata della Terra. Grande attivismo dei giovani volontari e il pacifico protagonismo delle diverse anime del Paese post-rivoluzione: dalle ragazze che rivendicano il diritto al velo alla sinistra comunista

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L’impressionante vista dei parteciapanti al Social Forum – fonte immagine

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di PAOLO HUTTER

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TUNISIL’unica cosa che non ha funzionato in questo Forum Sociale Mondiale 2013 a Tunisi, è stata l’idea di svolgere delle assemblee finali  tra le 13,30  e le 15,30 per strada, tra l’Avenue Bourghiba e la Medina. Il clima di festa, i preparativi del corteo, la stanchezza di chi aveva partecipato ai dibattiti hanno prevalso e delle assemblee stradali non s’è vista traccia, fino a quando in un clima di gran festa i vari pezzi di corteo non hanno cominciato a formarsi e a muoversi, pieni di bandiere palestinesi. Il tema della Palestina era stato scelto per il corteo finale non solo per la coincidenza con una Giornata della Terra che è legata alla causa palestinese, ma perché individuato come facile e storico collante tra i movimenti confluiti nell’alter-mondialismo dei Social Forum e le diverse tendenze dell’attivismo arabo. Un tema su cui era facile trovare l’unità, al contrario della guerra civile siriana, sulla quale  non sono mancati scontri e polemiche, perché praticamente tutte le tendenze, le stesse che si combattono a Damasco, erano presenti a questo Forum.

Per prevenire possibili incidenti erano stati mobilitati attorno al corteo i poliziotti antisommossa, i quali peraltro avevano molta voglia di sentirsi partecipi del clima della giornata (mi sono avvicinato a uno di quelli che aveva  il volto coperto da truppa di assalto, e lui con mia grande sorpresa mi ha regalato tre caramelle.)   Il corteo è partito alle 16 dalla Torre dell’Orologio  diretto all’ambasciata di Palestina. Non c’erano più di qualche migliaio di stranieri, perché molti eran già partiti, ma la partecipazione tunisina è stata ancora maggiore.  Questa volta  –  complice anche il tema della Palestina, c’era anche uno spezzone salafita  che chiudeva il corteo. E di nuovo  al centro dell’attenzione  –  a metà corteo  –  il Fronte Popolare con i due personaggi molto popolari: la vedova del leader dell’opposizione assassinato Chokri Belaid e il leader comunista Hamma Hammami. Si definiscono di sinistra o comunisti la maggior parte degli studenti che con il loro lavoro volontario hanno permesso il successo dell’incontro. Ma  il Forum che si è svolto al Campus della Università El Manar è stato frequentato e utilizzato come spazio e vetrina un po’ da tutti.

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‘No more violence!’ The chanting women drown the chair’s voice. She shouts for one minute of silence for the Tunisian and Arab martyrs of the revolution and the crowd go quiet – fonte immagine

Quattro ragazze col velo integrale, il Niqab, spalleggiate da studenti con la barba, da 30 giorni stanno tenendo qui un sit- in perché vogliono il diritto di frequentare i corsi e di dare gli esami col velo integrale.  Abbiamo parlato con Amina, una ragazza 19 enne molto sveglia, che frequenta la facoltà di elettronica. “Noi non vogliamo imporre il Niqab a nessuno, del resto l’ho scelto io, mia madre non lo metterebbe mai. E’ una questione di libertà e dignità. Durante il Forum ho fatto amicizia con donne europee e americane atee, credo che ci aiuteranno a far rispettare la nostra scelta”.  Le faccio notare che in Tunisia  in questi giorni molto si  è parlato di una sua omonima Amina, che  ha diffuso la sua foto a seno nudo, tra le promotrici del gruppo Femen in Tunisia. Ride: “Siamo all’opposto. Noi vogliamo affermare il ruolo e la libertà della donna attraverso l’intelligenza e lo spirito, non attraverso il potere del corpo”.  Del Forum Sociale Mondiale dice che lo ha visto come una grande occasione di comunicare e condividere delle idee. “Anche se la sinistra tunisina ha cercato di politicizzarlo e strumentalizzarlo, mentre dovrebbe restare un incontro sociale”. In effetti per la sinistra tunisina – all’opposizione del governo di Ennahda – il Fsm è stato un momento di crescita.

Anche se da punti di vista diversi, l’entusiasmo degli attivisti tunisini, e in generale di Tunisi, per il Forum Sociale Mondiale si riallaccia a ragioni analoghe. “Abbiamo mostrato al mondo che siamo un paese vivo, libero, pacifico”. Anche gli operatori turistici sono orgogliosi e riprendono a essere ottimisti. Ingiustamente la Tunisia era stata dipinta come un paese sull’orlo della guerra civile. Al Forum Sociale Mondiale e ai suoi cortei non è  volato un pugno. Per avere il punto di vista degli organizzatori, della vecchia guardia, abbiamo parlato con gli italiani  Edda Pando, Piero Bernocchi, Anna Bucca. Sono andate particolarmente bene le sezioni  sui migranti, sul clima, sulla Palestina e sul Maghreb. Tra gli appuntamenti per i quali si lavora ci sarà a livello europeo l’Alter Summit  di  giugno ad Atene e a livello mondiale il controvertice Wto a Bali. La  “vecchia guardia” brasiliana ed europea dei Social Forum è comunque rimasta colpita dalla grande, inedita,  partecipazione giovanile tunisina e maghrebina in generale ed è quindi probabile che si tornerà presto in Maghreb. (30 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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