Molise e Sardegna regioni più colpite dalla stretta creditizia

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Molise e Sardegna regioni più colpite da stretta sul credito

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di Francesca Gerosa

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Le imprese di Molise e Sardegna sono le più colpite dalla stretta sul credito. Nelle due regioni, secondo quanto reso noto da Unioncamere citando dati Banca d’Italia e dell’istituto Tagliacarne, il calo dei finanziamenti è stato il doppio della media nazionale: -5% contro -2,5% nel periodo fra giugno 2011 e giugno 2012.

Ribassi consistenti, di pari passo con l’acuirsi della crisi, si sono verificati nell’area del nord est (-3,1%) e del nord ovest (-3,4%). Più disponibile alle esigenze del tessuto economico, invece, sembra essersi mostrato il sistema bancario al Mezzogiorno (-1,4%) e soprattutto al Centro (-1%).

Oltre al Molise e alla Sardegna, diverse regioni segnano una riduzione superiore alla media. Tra queste, il Friuli Venezia Giulia (-4%), il Veneto e la Calabria (-3,9%), la Lombardia (-3,5%). Sul fronte opposto, a registrare un aumento dei crediti concessi le imprese di Valle d’Aosta (+1,1%), Sicilia (+0,4%), Abruzzo (+0,3%) e Lazio (+0,1%). Complessivamente le imprese italiane hanno ottenuto 978 miliardi di euro invece dei 1.003 miliardi concessi nello stesso periodo dell’anno precedente.

Tendenza contraria per il credito alle famiglie, aumentato in termini medi dell’1,2% tra giugno 2011 e giugno 2012, con punte del +1,7% in Lombardia e solo due regioni (Basilicata, -1,4% e Valle d’Aosta -0,5%) che presentano flessioni. Incrementi sostenuti si sono verificati, anche in Molise (+1,4%) e in Piemonte (+1,3%).

Quanto al peso degli impieghi delle imprese sul totale risulta, in Italia, appena sopra il 50%, ma supera ampiamente il 60% in diverse regioni del centro-nord. Al primo posto per incidenza dei finanziamenti alle imprese si incontrano il Trentino Alto Adige (69,6%), seguito dalla Valle d’Aosta (63,7%), dall’Umbria (63,3%) e dall’Emilia Romagna (63,1%).

Da segnalare il dato dell’Abruzzo (61,4%), unica regione del Mezzogiorno in cui gli impieghi delle imprese raggiungono un’incidenza sul totale superiore al 60%. Molto modesto risulta il dato del Lazio (30%), influenzato dal peso predominante degli impieghi della pubblica amministrazione nella capitale.

Gli impieghi delle famiglie pesano invece mediamente per poco più di un quarto sul totale degli impieghi (26,1%), ma superano il 33% in tutte le regioni del Mezzogiorno, fatta eccezione per l’Abruzzo, dove si registra una netta prevalenza degli impieghi delle imprese.

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fonte milanofinanza.it

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