GdF accerta rialzo fraudolento prezzi benzina, class action del Codacons

https://i2.wp.com/bartblog.bartcop.com/wp-content/uploads/2008/04/obscene.jpg
fonte immagine

GdF accerta rialzo fraudolento prezzi benzina, class action del Codacons

.

Di Francesca Gerosa

.

Compagnie petrolifere nel mirino della Guardia di Finanza. La GdF e la Procura della Repubblica di Varese hanno accertato, dopo un anno di indagine su diverse compagnie petrolifere, un rialzo fraudolento del prezzo dei carburanti avvenuto nel periodo gennaio 2011 e marzo 2012. Secondo i militari infatti venivano scaricati sugli utenti gli oneri di operazioni di finanza derivata.

Un’indagine a 360 gradi, iniziata dopo un esposto del Codacons, che ha esaminato le variazioni in aumento e in diminuzione del prezzo dei carburanti in quel periodo. Dopo aver analizzato le modalità di formazione del prezzo alla pompa e di organizzazione della rete distributiva, i finanzieri hanno proceduto al confronto con i prezzi praticati negli altri Paesi dell’Unione Europea nello stesso periodo, rilevando valori più alti in Italia.

Poi sono state esaminate le transazioni commerciali tra diverse società, basate su acquisti e cessioni di prodotti petroliferi tra consociate con sedi in diversi Paesi europei, rilevando che l’aumento non era attribuibile soltanto alla crescente domanda di energia dei cosiddetti Paesi emergenti, bensì al ruolo rilevante dei fondi di investimento quotati sul petrolio, fortemente influenzati da manovre speculative da parte delle compagnie petrolifere mediante operazioni di finanza derivata per mantenere sul mercato prezzi più elevati del greggio di loro proprietà e, alla fine della catena, prezzi più alti nella rete di distribuzione.

Gli investigatori hanno prima esaminato le istruttorie intraprese nel tempo dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dal Ministero dello Sviluppo Economico, poi si sono concentrati sull’analisi dell’organizzazione dell’intera filiera distributiva. L’obiettivo era quello di individuare eventuali ostacoli allo sviluppo dei cosiddetti impianti no logo e verificare l’esistenza di meccanismi per impedire un corretto stimolo concorrenziale e le modalità di determinazione dei prezzi. I finanzieri hanno quindi proceduto al raffronto con i prezzi praticati negli altri Paesi dell’Unione Europea nello stesso periodo.

L’indagine ha fatto emergere come la causa principale dell’aumento sia attribuibile, oltre che a una crescente domanda di energia dei cosiddetti Paesi emergenti, al ruolo rilevante dei fondi di investimento in commodity (materia prime come petrolio, rame, argento, oro) e gli Etf sul petrolio (fondi indicizzati quotati in Borsa, in tempo reale, come semplici azioni). Questi, risultando fortemente influenzati da azioni speculative, stante la loro elevata redditività, da un lato hanno attratto investitori in grado di determinare un aumento del prezzo del petrolio pur restando estranei al suo mercato reale, come talune banche d’affari, dall’altro hanno determinato un intervento speculativo da parte delle compagnie petrolifere.

Al termine delle indagini il Gip del Tribunale di Varese ha riconosciuto l’esistenza di un rialzo fraudolento dei prezzi dei carburanti attraverso manovre speculative in danno degli utenti finali, commesse dagli organi apicali delle compagnie petrolifere, le cui sedi sono ubicate fuori dal territorio di Varese. Per tali ragioni, gli atti inerenti l’indagine sono stati trasmessi per competenza territoriale alle Procure della Repubblica di Milano e Roma.

Dopo la notizia il Codacons ha lanciato sul proprio sito internet una class action alla quale possono aderire oltre 34 milioni di automobilisti italiani. Tutti coloro che negli ultimi 5 anni hanno fatto rifornimento di carburante presso i distributori delle compagnie petrolifere coinvolte nell’inchiesta, ha sottolineato l’associazione dei consumatori, possono ora costituirsi parte offesa nel procedimento e chiedere il risarcimento in quanto soggetti danneggiati.

“Questo perché le manovre speculative hanno determinato un ingiustificato rialzo dei listini alla pompa e un maggior esborso economico a danno degli automobilisti”. Il Codacons spinge poi sull’acceleratore per ottenere il sequestro dei documenti relativi alla formazione dei prezzi dei carburanti nel nostro Paese.

.

fonte milanofinanza.it

PRINT – EMAIL – PDF

One response to “GdF accerta rialzo fraudolento prezzi benzina, class action del Codacons”

  1. pd valdengo says :

    L’ha ribloggato su CIRCOLO VALDENGO.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: