Abruzzo/Terremoto L’Aquila, 1460 giorni dopo: ricostruzione ferma. Città sventrata come il 6 aprile

A 4 ANNI DAL SISMA, LA RINASCITA DELL’AQUILA E’ ANCORA UN MIRAGGIO

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Pubblicato in data 01/apr/2013

Mancano i fondi per ricostruire il centro storico e il sindaco Cialente per sabato, quando verranno ricordate le 308 vittime, annuncia una clamorosa provocazione. Servizio di Antonella Galli.

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Abruzzo/Terremoto L’Aquila, 1460 giorni dopo: ricostruzione ferma. Città sventrata come il 6 aprile

Quattro anni fa il terremoto che ha cambiato la storia di tutta la regione

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L’AQUILA. Il quarto anniversario del terremoto del 6 aprile del 2009 fa apparire la situazione ancora ingarbugliata, labirintica, ai limiti dell’assurdo, con una ricostruzione “pesante” ferma al palo.

Dopo 309 vittime, 2000 feriti, 56 centri storici distrutti o semidistrutti fra cui quello dell’Aquila che e’ fra i piu’ grandi d’Italia poco o nulla è cambiato.
La città è ancora distrutta, gli aquilani hanno perso le speranze. La terra in questi anni ha continuato a tremare. L’ultima scossa questa mattina (ore 9.40, magnitudo 2.4), segnale che lo sciame sismico non si è mai arrestato.

Dopo il terremoto tutta la citta’, le sue 64 frazioni e i borghi del circondario furono evacuati e le abitazioni dichiarate inagibili. Centomila sfollati trovarono rifugio in 170 tendopoli, negli alberghi della costa abruzzese, in affitti concordati, in autonoma sistemazione. Gli edifici, a seconda della gravita’ del danno furono classificati A (danni lievissimi), B e C (edifici temporaneamente o parzialmente inagibili), E (inagibili che richiedono interventi strutturali o addirittura ricostruzione ex novo come accadra’ in tantissimi casi nei centri storici). Dopo quattro anni chi risiedeva in periferia ed alloggiava in abitazioni classificate A, B, C, sono praticamente rientrati. Per quanto riguarda le case E va fatta una distinzione fra quelle della periferia cittadina (la stima parla di migliaia di pratiche) e quelle del centro storico del capoluogo (piu’ di 15 mila). Nella periferia a macchia di leopardo si vedono cantieri in via di ultimazione, ma ancora molti sono quelli che devono partire. A questi numeri vanno aggiunti quelli degli edifici dei centri storici nei Comuni del cratere. Il blocco totale riguarda invece il centro storico dell’Aquila, delle frazioni e degli altri borghi.

PUNTELLAMENTI E NIENT’ALTRO
In quattro anni si sono fatti solo puntellamenti (diversi dei quali da rivedere) che per L’Aquila sono costati circa 250 milioni di euro. Ma nonostante i Piani di ricostruzione (a partire da quello dell’Aquila) e delle frazioni sino stati approvati, l’assessore alla Ricostruzione al Comune dell’Aquila, Pietro Di Stefano, a febbraio di quest’anno ha tuonato dicendo che «i soldi non ci sono. Sono finiti i due miliardi di euro stanziati e adesso si naviga a vista».

Nel giorno del quarto anniversario del sisma il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, appare tutt’altro che ottimista per il post terremoto: «il clima di scoramento, di sfiducia, di rabbia – afferma – purtroppo sta coinvolgendo sempre piu’ persone, soprattutto i giovani, che stanno cominciando ad arrendersi e ad andare via. Vivere all’Aquila e’ troppo difficile, posso chiedere alla gente il sacrificio di crederci e di avere fiducia, solo se possiamo vedere parte del centro e delle frazioni ricostruite entro il 2015; se invece diro’ che si finira’ per il 2024 tutti andranno via e L’Aquila nel 2018 fara’ 35-40 mila abitanti».

LE NEW TOWN
A L’Aquila, a 4 anni dal devastante sisma, gran parte della popolazione continua a vivere nelle 19 new town lasciate a deteriorarsi perche’ senza alcuna manutenzione e per di piu’ con l’incubo incolumita’ dopo le recenti inchieste penali sulla realizzazione delle abitazioni provvisorie del progetto “Case” ma anche dei moduli abitativi provvisori (Map) per i quali i consulenti della Procura hanno accertato l’utilizzo di materiali non idonei e in taluni casi scadenti. Sotto il profilo dell’attivita’ giudiziaria, il 2012 (sentenza del 22 ottobre) e’stato segnato dalla condanna a sei anni di reclusione, per i sette scienziati della Commissione Grandi Rischi, che si riuni’ all’Aquila, una settimana prima dei tragici accadimenti.

STANOTTE, ORE 3.32
Il momento clou delle varie iniziative in ricordo delle vittime resta la Fiaccolata della Memoria, caratterizzata quest’anno da un percorso piu’ breve ed un inizio anticipato (alle 22). Ritrovo in via XX Settembre, incrocio stazione ferroviaria, successiva sosta nello stabile distrutto della Casa dello studente e arrivo a mezzanotte in Piazza Duomo. Qui sara’ celebrata la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari, in suffragio delle 309 vittime del terremoto, con la lettura dei nomi durante la Preghiera Eucaristica, animata dalla Pastorale Giovanile Diocesana. Successivamente si svolgera’ la veglia di Preghiera aspettando le 3.32 (ora dela scossa di magnitudo 6.3) presieduta dal vescovo ausiliare monsignor Giovanni D’Ercole, animata dai giovani del Gruppo della Tendopoli di San Gabriele della Parrocchia di San Giovanni Battista in Pile. Alle 3.32 i rintocchi della campana ricorderanno le vittime del sisma. Sabato 6 aprile, alle ore 11.30 si svolgera’ un’altra Messa presieduta sempre da Molinari in suffragio delle vittime. Infine “Ricostruiamo la legalita’…partendo dall’Aquila”, e’ il tema di una giornata di studi organizzata per sabato 6 aprile dalla sezione abruzzese dell’Anm (Associazione nazionale magistrati) e dall’associazione Libera, con il patrocinio del Comune dell’Aquila. Tra gli invitati al convegno pubblico, in programma a partire dalle 9 nell’Auditorium del Parco del Castello, il Presidente del Senato, Pietro Grasso. Con lui presenti anche don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera che si batte contro i soprusi di tutte le mafie, il magistrato Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Roma e i giornalisti Gian Antonio Stella e Carlo Bonini. Il programma della giornata, che si articola in vari momenti, avra’ come filone comune la situazione dell’Aquila nel post-terremoto letta attraverso la lente d’ingrandimento rappresentata dall’azione di contrasto a ogni forma di criminalita’, organizzata e non.

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fonte primadanoi.it

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