Civitanova: funerali dei tre suicidi. Contestati Boldrini e lo Stato

andrea sogniandrea sogni
Pubblicato in data 06/apr/2013
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Civitanova: funerali dei tre suicidi
Contestati Boldrini e lo Stato

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A Civitanova Marche dolore e rabbia si scaricano davanti al sagrato della chiesa di San Pietro e Paolo, listata a lutto per i funerali di Romeo Dionisi, Annamaria Sopranzi e il fratello di lei Giuseppe, i tre che ieri si sono suicidati per le difficoltà economiche. Al passaggio delle bare, alcuni hanno urlato: «Questo è un omicidio di Stato», un «omicidio della politica». A queste frasi ne sono seguite anche altre come: «Ladri-ladri» e «dovete vergognarvi».

La presidente della Camera, Laura Boldrini, è stata contestata da alcune persone al suo arrivo al Comune, dove stamattina si è svolta una riunione aperta in memoria dei tre morti. «Faceva meglio a non venire» si è sfogata Gianna Dionisi, sorella di Romeo durante il sopralluogo di sicurezza delle forze dell’ordine preventivo all’arrivo di Laura Boldrini. Anche il cognato di Dionisi ha manifestato il suo dolore davanti all’obitorio, dicendo: «è lo Stato che li ha uccisi».

«Non mi sono accorta di alcuna contestazione, né all’ingresso, né all’uscita dal Comune. E comunque chi sopporta il peso di queste tragedie ha tutto il diritto di esprimere come ritiene il suo dolore e la sua indignazione (che non hanno niente a che vedere con le strumentalizzazioni politiche imbastite da qualche frangia estremista)». È quanto scrive in una nota la presidente della Camera Laura Boldrini. «A maggior ragione dopo aver incontrato i familiari delle vittime (che inizialmente avevano espresso qualche perplessità sulla mia presenza) e la comunità di Civitanova, ritengo che fosse giusto venire qui oggi, come cittadina di questa Regione e come Presidente della Camera – aggiunge -. Ho voluto in ogni caso testimoniare la mia vicinanza e solidarietà, in quanto non avrei potuto partecipare ai funerali perché impegnata da stasera a Marsiglia, per l’incontro dei Parlamenti della regione euromediterranea». «Il primo dovere delle istituzioni – conclude – è esserci, ‘metterci la faccia’, tanto più nei momenti duri. Sarebbe troppo comodo – e per quanto mi riguarda inaccettabile – scegliere di essere presenti soltanto dove è garantito l’applauso».

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fonte unita.it

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