Usa, “tutti i 104 reattori nucleari attivi hanno problemi di sicurezza” / ‘Irreparable’ safety issues: All US nuclear reactors should be replaced, ‘Band-Aids’ won’t help

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Usa, “tutti i 104 reattori nucleari attivi hanno problemi di sicurezza”

La clamorosa affermazione viene da Gregory B. Jaczko, ex-chairman della “Nuclear Regulatory Commission”, l’organo che si occupa di sovrintendere alla sicurezza degli impianti. Da anni molti gruppi ambientalisti si rivolgono, praticamente inascoltati, all’opinione pubblica

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Tutti i 104 reattori nucleari operativi negli Stati Uniti hanno problemi di sicurezza che non possono essere risolti. Quindi, dovrebbero essere chiusi. La clamorosa affermazione viene da uno che di nucleare americano dovrebbe intendersene, e cioè da Gregory B. Jaczko, ex-chairman della “Nuclear Regulatory Commission”, l’organo che si occupa di sovrintendere alla sicurezza degli impianti. Secondo Jaczko, chiudere nello stesso momento tutti i 104 reattori sarebbe ovviamente impossibile. La sua soluzione è un’altra: non rinnovare le autorizzazioni ai reattori, “non continuare a mettere un cerotto dopo l’altro agli impianti” e far sì che questi chiudano progressivamente.

La preoccupazione per impianti obsoleti e pericolosi non è ovviamente nuova. Da anni molti gruppi ambientalisti e contrari al nucleare si rivolgono, praticamente inascoltati, all’opinione pubblica. La novità, in questo caso, sta proprio nella figura di chi lancia l’allarme. Gregory Jaczko è stato fatto membro della “Nuclear Regulatory Commission” da George W. Bush nel 2005, divenendone chairman nel 2009. Nel giugno 2012 ha rassegnato clamorosamente le dimissioni, diventando uno dei più tenaci critici dell’industria nucleare Usa. Le ultime dichiarazioni, riprese dal “New York Times”, sono state fatte nel corso della “Carnegie International Nuclear Policy Conference” di Washington, dove a Jaczko hanno chiesto come mai chiede proprio ora la chiusura dei reattori. La sua risposta è stata: “Sono arrivato a questa conclusione solo recentemente”.

La posizione di questo fisico è così riassumibile: molti degli impianti cui è stata concessa l’autorizzazione ad operare per altri 20 anni, oltre i 40 anni canonici, non arriveranno al limite dei 60 anni. Quindi, vanno chiusi. In nessun modo poi va consentito che le aziende proprietarie dei reattori possano chiedere la licenza per altri 20 anni. Questo porterebbe a 80 anni la vita di un reattore; un periodo oggettivamente troppo lungo e che può produrre rischi terribili. Durante il congresso di Washington, il dottor Jaczko ha anche esposto la sua teoria per evitare il ripetersi di disastri come quelli di Fukushima (Giappone): reattori più piccoli, il cui calore non raggiunge temperature capaci di fondere le barre del combustibile nucleare.

Sullo sfondo delle dichiarazioni di Jaczko c’è una delle guerre più feroci combattute da decenni sul nucleare americano. Jaczko ha rassegnato le sue dimissioni, nel maggio 2012, dopo mesi di scontri e polemiche con gli altri quattro membri della Commissione. L’accusa, nei suoi confronti, portata sino al Congresso degli Stati Uniti, era quella di autoritarismo, eccessi verbali, scarsa condivisione delle informazioni in suo possesso. In realtà, nei mesi precedenti la sua uscita di scena, Jaczko si era trovato spesso solo nel chiedere controlli di sicurezza più severi agli impianti e una riconsiderazione delle licenze distribuite dalla Commissione. La sua battaglia più famosa, vinta ma probabilmente fatale alla sua carriera, fu l’opposizione al progetto di smantellamento delle scorie radioattive che avrebbe dovuto aver luogo nella Yucca Mountain, in Nevada (acerrimo nemico del piano era il capogruppo democratico al Senato, Harry Reid, che è anche il padrino politico di Jaczko).

Dopo di allora, più volte, l’industria nucleare Usa ha attaccato Jaczko, accusato di avere un PH.D in fisica teoretica e di non conoscere problemi e interessi dell’industria nucleare. La riuscita defenestrazione dello scomodo chairman non sembra però essere riuscita a mettere il bavaglio alle sue opinioni poco ortodosse. La battaglia sul nucleare non sembra comunque destinata a mettere in discussione gli interessi della grande industria, almeno nel breve periodo. Il nuovo segretario all’Energia nominato da Barack Obama all’inizio di marzo, Ernest Moniz, è noto, oltre che per essere stato nel Technology Advisory Council di British Petroleum, anche per i suoi legami con l’industria nucleare. Dal 2002 al 2004 ha collaborato con USEC, una società che fornisce uranio arricchito agli impianti di energia nucleare. USEC, che ha chiesto due miliardi di prestiti garantiti al Dipartimento all’Energia per un progetto in Ohio, ha ovviamente accolto con entusiasmo la nomina di Moniz.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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An aerial view of the Limerick Generating Station, a nuclear power plant in Pottstown, Pennsylvania. (AFP Photo / Stan Honda)

‘Irreparable’ safety issues: All US nuclear reactors should be replaced, ‘Band-Aids’ won’t help

Published time: April 09, 2013 22:46
Edited time: April 10, 2013 01:23

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All 104 nuclear reactors currently operational in the US have irreparable safety issues and should be taken out of commission and replaced, former chairman of the US Nuclear Regulatory Commission, Gregory B. Jaczko said.

The comments, made during the Carnegie International Nuclear Policy Conference, are “highly unusual” for a current or former member of the safety commission, according to The New York Times. Asked why he had suddenly decided to make the remarks, Jaczko implied that he had only recently arrived at these conclusions following the serious aftermath of Japan’s tsunami-stricken Fukushima Daichii nuclear facility.

“I was just thinking about the issues more, and watching as the industry and the regulators and the whole nuclear safety community continues to try to figure out how to address these very, very difficult problems,” which were made more evident by the 2011 Fukushima nuclear accident in Japan, he said. “Continuing to put Band-Aid on Band-Aid is not going to fix the problem.”

According to the former chairman, US reactors that received permission from the nuclear commission to operate for an additional 20 years past their initial 40-year licenses would not likely last long. He further rejected the commission’s proposal for a second 20-year extension, which would leave some American nuclear reactors operating for some 80 years.

Jaczko’s comments are quite significant as the US faces a mass retirement of its reactors and nuclear policy largely revolves around maintaining existing facilities, rather than attempting to go through the politically hazardous process of financing and breaking ground on new plants.

Though the US maintains a massive naval nuclear program, all of the country’s current civilian reactors began construction in 1974 or earlier, and a serious incident at Three Mile Island in 1979, along with an economic recession, essentially caused new projects to be scrapped.

A modest revival of enthusiasm for nuclear power emerged in the early part of the last decade, leading to the construction of four reactors at existing facilities within the last three years, slated to be completed by 2020. Despite the lack of new projects, the US is still the world’s biggest producer of nuclear power, which represents 19% of its total electrical output.

Fittingly, Jaczko’s comments came during a panel discussion of the Fukushima incident, which has brought greater attention to aging US reactors – some of which were quite similar to the General Electric-designed models overwhelmed by the earthquake and subsequent tsunami in 2011.

In response to those comments, Marvin S. Fertel, president and chief executive of the Nuclear Energy Institute, told the Times that the country’s nuclear power grid has, is, and will operate safely.

“US nuclear energy facilities are operating safely,” said Fertel. “That was the case prior to Greg Jaczko’s tenure as Nuclear Regulatory Commission chairman. It was the case during his tenure as NRC chairman, as acknowledged by the NRC’s special Fukushima response task force and evidenced by a multitude of safety and performance indicators. It is still the case today.”

Since the first nuclear reactor went operational in the US, there have been very few fatal incidents at nuclear power facilities, though there were a number of high profile stories written over the inherent dangers of large nuclear reactors during the mid-1970s. One of the most recent incidents at a US reactor was in April of 2013, when an employee was killed at the Arkansas Nuclear One plant while moving part of a generator.

Jaczko served as chairman of the nuclear regulatory agency since 2009, and according to the Times resigned in 2012 following conflicts with colleagues. He was seen as an outlying vote on a number of safety issues, and had advocated for more stringent safety improvements during his tenure.

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source: rt.com

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2 responses to “Usa, “tutti i 104 reattori nucleari attivi hanno problemi di sicurezza” / ‘Irreparable’ safety issues: All US nuclear reactors should be replaced, ‘Band-Aids’ won’t help”

  1. SM says :

    Non avete capito un accidente di quello che ha detto Jaczko

    • solleviamoci says :

      Bene, sarebbe stato carino, caro SM, che ce lo avessi spiegato quello ce non abbiamo ‘capito’. Quando la notizia è ripresa dalla stampa estera solitamente è nostra cura fare le comparazioni con le fonti, come in questo caso, proprio per maggiore chiarezza ed avere la possibilità di confrontare i contenuti della notizia. Non imputare a noi la scarsa professionalità che è di altri. Grazie.
      mauro

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