Bersani: «No al governissimo». Poi attacca Renzi: «Indecente chi dice fate presto»

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Bersani: «No al governissimo». Poi attacca Renzi: «Indecente chi dice fate presto»

A Roma manifestazione del Pd contro la povertà

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Pubblicato in data 13/apr/2013

“La gente fuori lo vuole un governo, le persone sono disperate” afferma Pier Luigi Bersani dal palco del Mitreo, il museo di arte contemporaneo del quartiere Corviale, periferia di Roma. “Noi non vogliamo un governessimo perché non è la soluzione”.

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ROMA – Manifestazione del Pd contro la povertà e per un governo di cambiamento stamani al centro policulturale Il Mitreo, in via Marino Mazzacurati, nel quartiere romano di Corviale.

«Noi dobbiamo spiegare perché non vogliamo il governissimo: perché non è la risposta ai problemi», ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, ribadendo così il suo no alle larghe intese e rilanciando la sua proposta di governo. A un manifestante che gli chiede di non cedere a Berlusconi, il leader Pd assicura: «Certo che non cedo».

Il Quirinale. «Noi siamo fedeli alla Costituzione, che dice che il presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale. Faremo una ricerca onesta fino a prova contraria della soluzione più largamente condivisa in Parlamento», ha quindi osservato Bersani, ribadendo l’intenzione di trovare un accordo su un candidato condiviso per il Colle. L’elezione del presidente della Repubblica, ha continuato, «non c’entra niente con il governo che fa un altro mestiere. Il presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale, il governo deve trovare una soluzione alla crisi e dare segnali di cambiamento per superare la sfiducia dei cittadini».

«L’ho detto anche in cinese: ci siamo se serviamo alla causa. Se sono di intralcio mi faccio da parte. Io testardo, ma dove siamo arrivati? C’è una politica disinteressata e costituzionale», ha poi ribadito respingendo la rappresentazione di chi lo descrive ostinato ad andare avanti nonostante le difficoltà.

L’attacco a Renzi. «Siamo ad un incrocio e questo è un ulteriore elemento di difficoltà in una fase difficile ma è indecente che in questa fase si dica “la politica faccia presto”. Se poi troverà Grillo al 70% non venga da me a dire “mi raccomando”. Di qualunquismo in giro ce ne è già troppo». Così poi Bersani ha attaccato Matteo Renzi senza nominarlo, riferendosi al tentativo del Pd di trovare una qualche forma di intesa con i 5 stelle. «Qualcuno di noi, di noi non di loro, mi ha detto – ha proseguito Bersani riferendsoi a Renzi -: “ci vuole dignità”. Io una frase così non l’avrei accettata neanche da mio padre. Per il bene del partito sto zitto. Perché l’arroganza umilia chi ce l’ha», si è poi sfogato il segretario.

«Vengono a dire a noi che la situazione è drammatica e bisogna fare qualcosa dopo che per anni hanno detto che i ristoranti erano pieni. Basta con la demagogia dopo demenziali panzane e alla politica attorcigliata sugli interessi di qualcuno», attacca ancora Bersani, con un chiaro riferimento alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi.

Il lavoro è il tema cruciale, ha detto ancora Bersani, parlando di misure urgenti per affrontare la crisi. «È chiaro che il grande tema è la questione del lavoro, con una nuova politica a livello europeo, spazio per investimenti che diano lavoro, attenzione alla piccola impresa, attenzione alla corruzione perché stiamo parlando di economia, e meccanismi per mettere in moto una nuova politica industriale», ha spiegato. «Serve una scossa dal lato sociale e una scossa dal lato della moralità pubblica – ha avvertito -. Con meno di questo è molto difficile che l’Italia possa riprendere il suo cammino».

«Ci dicono che per fare il minimo ci sarà da coprire gli ammortizzatori sociali, le missioni all’estero, minimo minimo bisogna tirare fuori 7-8 miliardi, e sono ottimisti», afferma ancora Bersani. «E si apre il dibattito perché un giornale parla di buchi e il ministro dice non si ci sono buchi. Il dibattito è surreale, uno parla della realtà, un altro di contabilità. Li lascio alla fame tutti quanti? Me lo dici», si chiede il segretario del Pd. «Non si parla più un linguaggio che la gente capisca. Il ministro del Tesoro deve dire che non ci sono buchi nel senso che non lascio senza un pezzo di pane centinaia di migliaia di persone. Non possiamo più tollerare che ci raccontino che gli asini volano», continua.

«Ai Cinque Stelle dico: predicavate il cambiamento e ora? Siete ancora lì a dire che c’è l’inciucio Berlusconi-Bersani? Avanti sulla distruzione del Paese», ha detto poi Bersani, ricordando che il Movimento 5 stelle «ha detto no alla proposta di un governo di cambiamento su otto punti».

«Adesso dico una cosa a voi romani. Ci vuole un signor sindaco come Ignazio Marino può essere. Ci vuole un sindaco che sia dentro un popolo che partecipi», ha detto ancora Bersani. «Non si governa in altro modo – ha aggiunto – la rete va bene ma bisogna scendere per strada e guardare in faccia le persone».

«Questo luogo è stato aperto grazie ad una mia legge. Ne ho fatte parecchie, ma tutte con una caratteristica: cambiare qualcosa sul serio. Cambiare si può, non è vero che siamo tutti uguali, non è vero», sottolinea ancora Bersani, rivendicando così, durante la manifestazione a Corviale, il merito per aver promosso una legge nel ’97 per aprire luoghi di aggregazione in zone periferiche.

La manifestazione del Pd. Una iniziativa «per stare tra la gente e i suoi problemi e non nei massimi sistemi della politica». Così Gad Lerner ha spiegato il senso dell’iniziativa che Bersani ha promosso al Corviale, quartiere periferico di Roma dominato dal controverso complesso edilizio chiamato dai romani “il serpentone”. La manifestazione si svolge in un centro culturale aperto grazie a una legge del ’99 voluta dal segretario del Pd, allora ministro, per incentivare l’apertura di luoghi di aggregazione in zone periferiche e difficili.

Ed è la lotta alla povertà il filo conduttore dell’iniziativa alla quale partecipano anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il neocandidato sindaco del Pd, Ignazio Marino, mentre è assente il segretario regionale Enrico Gasbarra, freddo a quanto si apprende per la linea a livello nazionale e le ripercussioni rischiano di essere negative sul voto a maggio per il Campidoglio.

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fonte ilmessaggero.it

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