Archivio | aprile 18, 2013

Grillo: “Arrendetevi, l’Italia è cambiata: Rodotà sarebbe eletto per plebiscito”

Grillo: "Arrendetevi, l'Italia è cambiata: Rodotà sarebbe eletto per plebiscito"

Grillo: “Arrendetevi, l’Italia è cambiata:
Rodotà sarebbe eletto per plebiscito

Il leader del m5s contro il segretario Pd: “L’Italia non vuole più accordi sottobanco con Berlusconi. La guerra è finita”. E poi: “Se vince Marini è un dramma. Rappresenta lo status quo, la garanzia di un governo amico del giaguaro”. Fico smentisce aperture in caso di rinuncia del giurista, che il Movimento voterà fino al quarto scrutinio. Dal quinto ipotesi Prodi

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ROMA – Beppe Grillo scrive sul web dopo il primo voto, quella che ha visto Franco Marini non raggiungere il quorum. E sono parole dure per il Pd e il segretario: “Nessuno ha spiegato a Bersani che l’Italia è cambiata, che non vuole più accordi sottobanco con lo psiconano. La guerra è finita, arrendetevi. Liberateci per sempre dalla vostra presenza”, dice Grillo. “Capranica è l’ultima raffica dell’inciucio”, scrive il capo politico del M5s paragonando le vicende del Pd agli ultimi tempi di Mussolini. Grillo annuncia poi che Stefano Rodotà sarà la scelta del Movimento fino alla quarta votazione.

Dramma Marini.
Al teatro Lirico di Milano, Mussolini tenne l’ultimo discorso il 16 dicembre del 1944 per ricompattare i resti delle camice nere. “Gargamella ha inseguito i puffi presenti in sala per convincerli a votare l’ex democristiano Marini, candidato dal Pdl, invece di Rodotà, che sarebbe acclamato dagli italiani per plebiscito”, prosegue Grillo sul blog.

“Marini rappresenta lo status quo, la garanzia di un governo Bersani ‘amico del giaguaro’ che vuole smacchiare lo psiconano con la lingua – afferma – la nomina di un ministro della Giustizia non ostile a Berlusconi e forse l’innalzamento di quest’ultimo a senatore a vita il prossimo anno”.

“Avessi fatto io quel che ha fatto Bersani sarei dovuto andare via dall’Italia – ha detto Grillo in un comizio a Trieste – se vince Marini è un dramma, finisce tutto”. In serata, Grillo ha commentato le azioni dei militanti Pd a Montecitorio, che hanno bruciato le tessere del partito: “Mi spiace  vedere gente di 70 anni che brucia le tessere del Pd con le lacrime agli occhi, perchè ci credevano. Sono stati traditi e ora se ne sono resi conto”.

“Queste giornate di primavera ricordano un altro aprile, quello del 1945 – scrive ancora Grillo – la fine di una lunga guerra e la volontà di ricostruzione. Il Paese, come allora, è in macerie. C’è però una differenza, tra il comico e il tragico. Nessuno dopo il 25 aprile si azzardò a girare per le strade in fez e camicia nera. I fascisti si dileguarono o cambiarono casacca. Il ventennio mussoliniano si concluse nel peggiore dei modi, ma nel dopoguerra almeno non si candidarono al governo i superstiti del Gran Consiglio del Fascismo. Non ci fu un inciucio tra Togliatti e Dino Grandi. I responsabili non si ripresentarono come salvatori della Patria come avviene con Berlusconi, Bersani e D’Alema”, conclude il capo politico del M5s.

Ipotesi Prodi dalla quinta votazione.
Un piccolo giallo su una dichiarazione del deputato 5s Roberto Fico, riportata dalle agenzie e smentita dall’interessato. In caso di rinuncia del giurista, hanno riportato le fonti, Fico avrebbe detto: “Noi andiamo avanti con Rodotà ma potremmo votare Prodi se tutti i candidati M5S prima di lui nella rosa dovessero rinunciare”. Ma il deputato nega di aver mai rilasciato dichiarazioni simili o aperto a un’ipotesi del genere.

In ogni caso un eventuale voto a Prodi non sembra impossibile: nella riunione dei  Montecitorio dei parlamentari del Movimento 5 Stelle La maggioranza è per votare per Rodotà ad oltranza. Ma c’è anche chi propone una valutazione diversa nel caso spuntasse il nome di Romano Prodi. Rodotà quindi fino alla quarta votazione compresa, e poi Prodi.

Favia solleva caso Rodotà. Giovanni Favia, grillino dissidente cacciato dal movimento, getta benzina sulla difficile situazione politica e ‘scova’ un’intervista a Left di Rodotà su Grillo in cui il giurista parla assai male del leader 5s. “Il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale la Ue non ha reagito adeguatamente”. Scrive Favia: “Ecco cosa pensa Rodotà di Grillo. La rete non dimentica”. (18 aprile 2013)

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

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“Se fai così non ti voto più”: la base Pd contro i dirigenti

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L’abbraccio di Bersani a un Alfano allibito durante la votazione per il Quirinale – fonte immagine

“Se fai così non ti voto più”: la base Pd contro i dirigenti

Su Twitter e Facebook alcuni simpatizzanti protestano contro la scelta di Bersani e della direzione democratica di trovare un’intesa col Pdl per il Quirinale. E tra sarcasmo e ironia chiedono di votare un altro nome: “più in fretta possibile”

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fonte immagine

da Mauro Munafòon Apr 18, 2013 at 6:22 PM

#occupyPd arriva a Napoli (foto inviata da Marco Sarracino) – fonte immagine

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di Filippo Maria Battaglia

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Scarso coraggio, poca coerenza e poca lungimiranza. Sono queste, all’incirca, le tre principali accuse che elettori e simpatizzanti del Pd scrivono su Facebook e su Twitter.
Sono tanti – anche se sul web è sempre difficile stabilire quanto siano rappresentativi in termini percentuali – i simpatizzanti democratici che condannano “l’accordo con il Re Sole (Berlusconi, ndr) per il Presidente della Repubblica”.
È vero, quasi tutti gli account più istituzionali del Partito democratico non scrivono nulla sull’accordo con il Pdl e la mancata elezione alla prima chiama di Franco Marini come presidente della Repubblica.
Nessuna parola, nelle ultime ore dalla presidente dell’Assemblea del Pd Rosy Bindi, nessuna riga sulla pagina Twitter di Letta, mentre Bersani, dopo qualche ora di assenza, torna su Twitter per scrivere: “Prendiamo atto di una fase nuova. Tocca al PD avanzare proposta. Lo faremo con metodo democratico nell’assemblea dei nostri grandi elettori”. Pochi minuti, e viene subissato di commenti, in gran parte negativi, alcuni cuastici: “Svegliarsi…prego….sei al confine della realtà…. chi vi inventate stasera? ratzinger?” chiede in modo irriverente Gianmarco. Sullo stesso tono Angelo, che dice: “Non mettergli fretta, sennò pensa che sei un fake di Renzi”.

“Bersani guru del Pd”Elettori e simpatizzanti non sembrano farsi scoraggiare dal poco attivismo degli account ufficiali del Partito. E, prima lanciano l’hashtag #occupypd, pur di commentare, poi replicano a vecchi post o a tweet su altri argomenti. “Dimettiti subito” commenta su Twitter Raffaella.
“Ma scusate – si chiede su Facebook Mauro – visto che Bersani HA IMPOSTO il nome di Marini al PD e non lo ha concordato con i Parlamentari del PD, possiamo dire che Bersani è il GURU del PD?”
“Caro Bersani, se eleggerai un Presidente della Repubblica in accordo con Berlusconi, GIURO … GIURO che non ti voterò MAI PIU’! E son 50 anni che ti voto” le fa eco Pietro, stavolta su Facebook. E Tiziana aggiunge: “Voto e difendo Bersani da una vita, ma questa volta….”.

E c’è pure che si chiede al dialettoLa musica non cambia neppure sulle altre bacheche del social-network di Zucherberg. La pagina dei deputati Pd ospita decine di commenti critici sulla scelta presa dai dirigenti democratici: “Ancora una volta la sinistra deve salvare B:????? Non è più sopportabile, okkio il PD con la scelta di Marini e il conseguente governo dell’inciucio rischia di estinguersi!!!!!!!”.
L’equazione è diretta e molto, molto schematica, ma coincide più o meno con quello che Tiziana nota sulla pagina dei Senatori Pd su Facebook: “Il Pd deve decidere, e in fretta, da che parte stare, se sceglie Amato o simili vuol dire che sceglie di stare dalla parte di Berlusconi, se sceglie Rodotà vuol dire che avrà scelto di stare dalla parte di tutti i cittadini (e non dei grillini) onesti”. E Antonio, a stretto giro di clic, affida al dialetto romano l’invito, che più esplicito di così è difficile da immaginare: “Votate rodotà votate rodotà se no nu ve votamo più”.

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fonte tg24.sky.it

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Crisi, sempre più difficile arrivare a fine mese

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Crisi, sempre più difficile arrivare a fine mese

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Roma – Le famiglie italiane arrancano sempre di più per arrivare a fine mese. Una su 4 non riesce a pagare le bollette e le rate del mutuo, tre su 10 rinviano i pagamenti e al negoziante, come negli anni Sessanta, chiedono di segnare il dovuto bel «quadernetto».

È la fotografia che emerge dell’Osservatorio semestrale Censis-Confcommercio, il quale evidenzia inoltre come sia triplicata in 12 mesi, la quota delle famiglie che posticipa ormai tutti i pagamenti: erano il 13% a marzo 2012, sono salite al 32% a marzo scorso.

Quasi la metà (44%) intacca i risparmi in banca e tre su 10 bussano ad amici e conoscenti per chiedere un prestito. In compenso cala al 6% chi si rivolge alla banca. «La fiducia delle famiglie ha toccato i minimi storici, 11 milioni temono di mantenere il loro tenore di vita, il 28% non è in grado di far fronte alle scadenze dei pagamenti», sottolinea il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, che a fronte di un quadro economico sociale così drammatico, chiede al Governo di «cestinare l’aumento dell’Iva previsto per luglio e procedere all’immediata progressiva riduzione delle tasse per le famiglie e per il lavoro».

Quello che serve, ripete Sangalli è una una spinta ai consumi interni che valgono l’80% del pil. «Questa lunga crisi sta cancellando la parte più vitale del Paese, nel 2013 chiuderanno duecentocinquantamila imprese del terziario di mercato e dell’artigianato» ha aggiunto Sangalli, rivolgendo un appello alla politica: «Gli imprenditori hanno perso la pazienza. Adesso tocca a voi». E il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, torna a sottolineare la mancanza di liquidità nel sistema, che potrebbe favorire le imprese e, a cascata, tutta l’economia. Il mercato del lavoro genera paure diffuse tra le famiglie, evidenzia il direttore generale Censis, Giuseppe Roma. Quasi una su 3 ha conosciuto negli ultimi sei mesi, una riduzione del reddito, causa licenziamento, taglio di bonus o di straordinario o altro genere di calamità. Il 25% teme di perdere addirittura il posto. «11 milioni che pensano di non riuscire a mantenere il proprio tenore di vita danno la misura della crisi – dice il direttore Centro studi Mariano Bella – non sono i soggetti fragili bensì manager, dirigenti da 150mila euro l’anno, quelli che pagano servizi e infrastrutture. Un dato allarmante».

Un paese spaventato ma che non rinuncia al desiderio: tanto che la propensione al consumo si impenna tra 2012-2013, registra l’Osservatorio. Se non fossero zavorrati dalla pausa insomma, gli italiani sono pronti per la ripresa. Senza però molti illusioni: nonostante la crisi, quasi 8 su 10 risponde `no´ all’idea di abbandonare l’euro per tornare alla lira. E il posto? Senza una raccomandazione, risponde uno su 2, inutile cercarlo.

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fonte ilsecoloxix.it

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India, violentata e uccisa a sei anni. Rabbia in piazza, scontri con la polizia

India, violentata e uccisa a sei anni. Rabbia in piazza, scontri con la polizia
Un fotogramma delle violenze della polizia sulle manifestanti

India, violentata e uccisa a sei anni.
Rabbia in piazza, scontri con la polizia

Nuovo, agghiacciate caso di stupro nell’Uttar Pradesh: la piccola è stata strangolata e gettata in una discarica. La gente ha marciato contro la polizia, che ha reagito con forza. Sospesi due agenti

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NEW DELHI Un altro caso di violenza sessuale e omicidio, stavolta su una bambina di 6 anni, scuote l’India. Il corpo della bambina, stuprata e strangolata, è stato poi gettato in una discarica di Aligarh, nello Stato di Uttar Pradesh, scatenando l’ira della popolazione locale che ha lanciato pietre contro la polizia e bloccato il traffico per ore.

La famiglia aveva avvisato la polizia della scomparsa della bambina. Dopo ore di ricerche il corpo è stato ritrovato nella discarica. Secondo quanto denunciano i genitori, è stata violentata prima di essere uccisa, ma la conferma ufficiale arriverà soltanto dall’autopsia i cui risultati saranno resi noti nei prossimi giorni.

Negli scontri con la polizia sono state ferite almeno sette persone. Le autorità indiane hanno anche sospeso due poliziotti che hanno preso a bastonate alcune donne presenti alla manifestazione di protesta che è durata diverse ore e che ha anche bloccato la principale strada per New Delhi.

Lo scioccante omicidio ha sollevato la rabbia dei residenti del quartiere dove viveva la bambina che hanno marciato sul locale commissariato e preso a sassate dei veicoli della polizia. Le immagini diffuse dalle televisioni hanno mostrato la brutale repressione della polizia dell’Uttar Pradesh che con lunghi bastoni di bambù ha picchiato diverse donne anche quando erano ormai a terra. In seguito alle scene shock, il governo locale ha chiesto l’apertura di una inchiesta per accertare le responsabilità. (18 aprile 2013)

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fonte repubblica.it

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Berlusconi contestato a un comizio a Udine. Lui replica: “Non avete rispetto per gli avversari”

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Berlusconi contestato a un comizio a Udine
Lui replica: “Non avete rispetto per gli avversari”

Dalla folla: “Buffone, in galera”. Il Cavaliere tira dritto e insiste: “Noi difendiamo la democrazia. pronti per una nuova campagna: prenderemo Camera e Senato”

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la foto del comizio di Berlusconi che non vi faranno mai vedere…

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Udine, 18 aprile 2013 – Contestazioni per Silvio Berlusconi a Udine, dove si trovava per sostenere la campagna elettorale di Renzo Tondo, candidato del Pdl al Friuli. “Venduto, venduto” e “in galera, in galera”, oltre a fischi e buuu, si sono levati da una parte della folla. Il Cavaliere ha prontamente risposto, apostrofando i contestatori con un “non avete rispetto per gli avversari”.

“Vi stavamo aspettando, così dimostrate che con questo modo di fare non avete rispetto per gli avversari – ha detto Berlusconi dal palco – noi nella nostra storia non abbiamo mai fatto cose del genere. Siamo più avanti. E non vi dico dal lato estetico, perché qui ci sono belle ragazze, perché voi lì con quelle barbe non so come vi svegliate la mattina”.

“Noi mai nella nostra storia, e io sono nella storia della democrazia italiana da 20 anni, abbiamo fatto quello che stanno facendo questi signori qui e li chiamo signori solo perché noi siamo i veri signori”, ha aggiunto l’ex premier. “Non siamo come quei signori lì, che si fanno le riunioni notturne da soli, voi siete abituati a parlarvi solo tra di voi…”, ha proseguito Berlusconi cercando di zittire i contestatori e mentre i suoi gridavano “Silvio, Silvio”.

“Noi siamo i difensori della libertà, noi difendiamo la democrazia, gli altri, la sinistra, la democrazia non sanno nemmeno dove sta di casa”, ha quindi dichiarato il Cavaliere mentre i contestatori venivano allontanati dalla piazza. “State pronti e tenete il motore acceso – ha detto ancora rivolto ai sostenitori del Pdl – perché potrebbe arrivare un’altra campagna elettorale nazionale e questa volta possiamo vincere sia alla Camera che al Senato. O un governo forte per l’Italia o meglio ridare la parola subito agli italiani ed andare a votare a giugno”.

Secondo Berlusconi “il Pdl è ritornato ad essere il primo partito in Italia”. “I sondaggi sono molto positivi con cinque punti in più rispetto a due mesi fa. Siamo saliti dal 21 al 26%”, ha spiegato, precidando che il centrodestra è in vantaggio di quattro punti sul centrosinistra.

Berlusconi non ha risparmiato critiche a Grillo e al Movimento 5 stelle (“veri e propri dilettanti allo sbaraglio”).  “Il sondaggio internet dei Grillini per scegliere il Presidente della Repubblica è cosa d’altro mondo – ha detto – . Da questa lotteria su internet è uscita la Gabanelli, una signora di Report che vuole mandare tutti in galera“. Poi ha scherzato: “Qualcuno ha detto che con la Gabanelli al Colle sulla bandiera avremmo dovuto cambiare simbolo e dipingere un paio di manette. In questi giorni ho sudato freddo, pensando anche che al suo posto a Rai 3 sarebbe potuto andare Romano Prodi”.

Infine ha rivolto un appello agli elettori ad andare a votare evitando l’astensionismo, poi si è rivolto anche a quanti in Friuli Venezia Giulia hanno votato a febbraio altre forze politiche. “Ai 10mila friulani e giuliani che hanno votato per la lista di Oscar Giannino – ha detto Berlusconi – dico che dopo aver constatato che il loro voto è andato disperso, possono contare sul fatto che possiamo essere noi a rappresentarli in Parlamento, data la nostra comune impostazione liberale”. Stesso discorso per gli 82.600 friulani e giuliani che hanno votato per Monti, per Fini e per Casini: “Con quei voti avremmo oggi la maggioranza alla Camera e al Senato e avremmo eletto uno dei nostri alla presidenza della Repubblica, inoltre – ha aggiunto – avremmo dato all’Italia un governo liberale ed efficiente”.

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fonte qn.quotidiano.net

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CHISSA’ COME SARAN CONTENTI… – Papa Francesco abolisce la gratifica per i dipendenti vaticani, quei soldi andranno ai poveri

Il silenzio di fronte al male è esso stesso un male. Non parlare è parlare. Non agire è agire.

Dietrich Bonhoeffer

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Papa Francesco abolisce la gratifica per i dipendenti vaticani, quei soldi andranno ai poveri

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di Franca Giansoldati

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CITTA’ DEL VATICANO – I dipendenti vaticani non saranno forse contenti per le proprie finanze, ma i poveri sicuramente sì, visto che beneficeranno dei “premi di produzione” previsti per ogni inizio pontificato. La busta paga di 4 mila lavoratori d’Oltretevere, infatti, stavolta non conterrà la ricompensa in denaro che viene assegnata per l’elezione di un nuovo Papa. Una tradizione che affonda le radici nel tempo ma che Papa Francesco ha voluto interrompere, in assoluta coerenza con le sue idee e con quanto era emerso durante le congregazioni generali. Nelle discussioni tra i cardinali nei giorni del pre conclave, alcuni porporati avevano sollevato il quesito, se visti i tempi di crisi e soprattutto visto l’esborso finanziario che avrebbe pesato non poco sui già traballanti conti della Santa Sede, di doveva procedere ugualmente in quella direzione. Un applauso di buona parte dell’assemblea era sembrato far capire che la volontà era di correggere la rotta. E così è stato.

Il nuovo segnale di sobrietà di Papa Francesco stavolta andrà a favore di progetti umanitari visto che la medesima cifra, ha stabilito Bergoglio, verrà destinata a chi è indigente. La notizia filtrata nei giorni scorsi è stata confermata dall’agenzia francese I.Media. Per il personale vaticano si tratta di una doppia perdita dato che i dipendenti non avevano avuto in busta paga il premio previsto per la Sede Vacante, subito dopo le dimissioni di Ratzinger. Cosa che invece era accaduta quando morì Papa Wojtyla. Nel 2005 dipendenti ricevettero 1.500 euro ciascuno: una prima gratifica di mille euro per la Sede Vacante dopo morte di Giovanni Paolo II, e una seconda di 500 euro per l’elezione di Benedetto XVI. Cifre non indifferenti per i bilanci del piccolo Stato se moltiplicate per 4200, tanti sono i lavoratori. Nel 1978, quando ci furono due morti di Pontefici e due Conclavi, le buste paga furono particolarmente ricche. Altri tempi. Ora sul Soglio di Pietro siede Francesco che ha dichiarato sin dal primo istante dell’elezione di battersi per «una Chiesa povera e per i poveri». Ancora sconosciuta, invece, la destinazione finale di quel denaro, se per sostenere istituti di carità europei oppure per aiutare i poveri dell’America Latina e dell’Africa.

La decisione Papa Francesco l’ha comunicata da poco anche se la scorsa settimana, quando è andato a fare visita alla Segreteria di Stato, era sembrato lanciare segnali in quel senso. Ad un certo punto, rivolgendosi sia ai funzionari laici che ai sacerdoti della prima e della seconda sezione, li aveva ringraziati dal profondo del cuore per tutto il “lavoro impagabile svolto ultimamente”. Impagabile appunto. “Posso solo dirvi grazie ma non darvi denaro”.

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fonte ilmessaggero.it

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ANTICIPAZIONE – Brianza: tra Lega, clan della camorra e minacce di morte al giornalista dell’Espresso

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Monza, operazione Briantenopea (Foto by fabrizio radaelli) – fonte immagine

Anticipazione – l’articolo integrale venerdì nel nuovo numero dell’Espresso

In Brianza tra Lega e clan

Il terzo sindaco più influente della Lega Nord in Italia. Il vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza. I familiari del locale capitano dei carabinieri. In affari tra loro. E anche con una società della camorra. Un incredibile intreccio di interessi descritto da un’inchiesta di Fabrizio Gatti nel nuovo numero de l’Espresso

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di Fabrizio Gatti

(18 aprile 2013)

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Mario Barzaghi, vicepresidente Confindustria di Monza Mario Barzaghi, vicepresidente Confindustria di Monza
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Il terzo sindaco più influente della Lega Nord in Italia. Il vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza. I familiari del locale capitano dei carabinieri. In affari tra loro. E anche con una società della camorra. Un incredibile intreccio di interessi descritto da un’inchiesta di Fabrizio Gatti nel nuovo numero de l’Espresso permette di capire i meccanismi dell’infiltrazione criminale nell’economia lombarda. Il cuore di questa connection è a Seregno, 44 mila abitanti e una distesa di famosi mobilifici nella provincia di Monza.
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Lì il sindaco leghista Giacinto Mariani, ex tenutario di un locale per strip-tease e socio di impresari che nella loro discoteca a Lissone ospitavano le serate dei killer della ‘ ndrangheta, è riuscito a farsi eleggere due volte. La famiglia del sindaco e quella del comandante dei carabinieri hanno creato una società assieme all’imprenditore Mario Barzaghi, numero due di Confindustria di Monza e Brianza. Intervistato da Gatti, Barzaghi – dopo aver ammesso gli affari davanti alla telecamera – ha sequestrato il giornalista per un’ora nel suo ufficio e l’ha minacciato di morte.
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La +Energy srl – che aveva come azionisti Barzaghi, i familiari del sindaco e dell’ufficiale dal 2010 – ha creato un accordo con la Simec. Un’azienda sequestrata lo scorso ottobre dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere perché ritenuta del clan dei casalesi. La +Energy importa pannelli fotovoltaici dalla Cina. La Simec li installa. E alla fine, almeno fino a quando non vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali. Le due società sono legate da un accordo di riservatezza: si impegnano a mantenere segreta qualsiasi informazione «ad esempio documenti, progetti, risorse tecniche, dati societari».
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Non solo. Nei mesi in cui la compagna del sindaco entra in società con il vicepresidente di Confindustria, il primo cittadino presenta la bozza del nuovo piano di governo del territorio. Proprio su una grande area, la stessa su cui il cavalier Barzaghi ha creato la sua Effebiquattro, primo produttore di porte in Italia, è prevista una trasformazione record. Da zona industriale a polifunzionale con 121 mila metri quadri di negozi, appartamenti, uffici e torri di 63 metri d’altezza. Il progetto viene bocciato perfino dai consiglieri comunali di centrodestra. E il sindaco lo ritira nello scorso dicembre.
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Intervistato da Gatti nella sede della sua azienda, Barzaghi parla davanti alla telecamera del ruolo dei familiari del sindaco e di quelli del capitano. Poi, alla richiesta di spiegare meglio il suo ruolo, il vicepresidente di Confindustria si alza minaccioso dalla scrivania. Pretende la cancellazione dell’intervista e impedisce all’inviato de l’Espresso di uscire. Si avvicina più volte con i pugni stretti. Promette di spaccare il muso al giornalista: «Lo ammazzo io questo qua. Lo accoppo. Perché di qua el va foeura no», di qua non esce, «almeno vado in galera, ma vado in galera a ragion veduta». Continua così per un’ora. E quando arrivano i carabinieri ribadisce: «Perché il signore deve ringraziare Gesù Cristo di non incontrarmi per strada poi. Sì, sì, sono minacce proprio».

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