Grillo: “Arrendetevi, l’Italia è cambiata: Rodotà sarebbe eletto per plebiscito”

Grillo: "Arrendetevi, l'Italia è cambiata: Rodotà sarebbe eletto per plebiscito"

Grillo: “Arrendetevi, l’Italia è cambiata:
Rodotà sarebbe eletto per plebiscito

Il leader del m5s contro il segretario Pd: “L’Italia non vuole più accordi sottobanco con Berlusconi. La guerra è finita”. E poi: “Se vince Marini è un dramma. Rappresenta lo status quo, la garanzia di un governo amico del giaguaro”. Fico smentisce aperture in caso di rinuncia del giurista, che il Movimento voterà fino al quarto scrutinio. Dal quinto ipotesi Prodi

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ROMA – Beppe Grillo scrive sul web dopo il primo voto, quella che ha visto Franco Marini non raggiungere il quorum. E sono parole dure per il Pd e il segretario: “Nessuno ha spiegato a Bersani che l’Italia è cambiata, che non vuole più accordi sottobanco con lo psiconano. La guerra è finita, arrendetevi. Liberateci per sempre dalla vostra presenza”, dice Grillo. “Capranica è l’ultima raffica dell’inciucio”, scrive il capo politico del M5s paragonando le vicende del Pd agli ultimi tempi di Mussolini. Grillo annuncia poi che Stefano Rodotà sarà la scelta del Movimento fino alla quarta votazione.

Dramma Marini.
Al teatro Lirico di Milano, Mussolini tenne l’ultimo discorso il 16 dicembre del 1944 per ricompattare i resti delle camice nere. “Gargamella ha inseguito i puffi presenti in sala per convincerli a votare l’ex democristiano Marini, candidato dal Pdl, invece di Rodotà, che sarebbe acclamato dagli italiani per plebiscito”, prosegue Grillo sul blog.

“Marini rappresenta lo status quo, la garanzia di un governo Bersani ‘amico del giaguaro’ che vuole smacchiare lo psiconano con la lingua – afferma – la nomina di un ministro della Giustizia non ostile a Berlusconi e forse l’innalzamento di quest’ultimo a senatore a vita il prossimo anno”.

“Avessi fatto io quel che ha fatto Bersani sarei dovuto andare via dall’Italia – ha detto Grillo in un comizio a Trieste – se vince Marini è un dramma, finisce tutto”. In serata, Grillo ha commentato le azioni dei militanti Pd a Montecitorio, che hanno bruciato le tessere del partito: “Mi spiace  vedere gente di 70 anni che brucia le tessere del Pd con le lacrime agli occhi, perchè ci credevano. Sono stati traditi e ora se ne sono resi conto”.

“Queste giornate di primavera ricordano un altro aprile, quello del 1945 – scrive ancora Grillo – la fine di una lunga guerra e la volontà di ricostruzione. Il Paese, come allora, è in macerie. C’è però una differenza, tra il comico e il tragico. Nessuno dopo il 25 aprile si azzardò a girare per le strade in fez e camicia nera. I fascisti si dileguarono o cambiarono casacca. Il ventennio mussoliniano si concluse nel peggiore dei modi, ma nel dopoguerra almeno non si candidarono al governo i superstiti del Gran Consiglio del Fascismo. Non ci fu un inciucio tra Togliatti e Dino Grandi. I responsabili non si ripresentarono come salvatori della Patria come avviene con Berlusconi, Bersani e D’Alema”, conclude il capo politico del M5s.

Ipotesi Prodi dalla quinta votazione.
Un piccolo giallo su una dichiarazione del deputato 5s Roberto Fico, riportata dalle agenzie e smentita dall’interessato. In caso di rinuncia del giurista, hanno riportato le fonti, Fico avrebbe detto: “Noi andiamo avanti con Rodotà ma potremmo votare Prodi se tutti i candidati M5S prima di lui nella rosa dovessero rinunciare”. Ma il deputato nega di aver mai rilasciato dichiarazioni simili o aperto a un’ipotesi del genere.

In ogni caso un eventuale voto a Prodi non sembra impossibile: nella riunione dei  Montecitorio dei parlamentari del Movimento 5 Stelle La maggioranza è per votare per Rodotà ad oltranza. Ma c’è anche chi propone una valutazione diversa nel caso spuntasse il nome di Romano Prodi. Rodotà quindi fino alla quarta votazione compresa, e poi Prodi.

Favia solleva caso Rodotà. Giovanni Favia, grillino dissidente cacciato dal movimento, getta benzina sulla difficile situazione politica e ‘scova’ un’intervista a Left di Rodotà su Grillo in cui il giurista parla assai male del leader 5s. “Il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale la Ue non ha reagito adeguatamente”. Scrive Favia: “Ecco cosa pensa Rodotà di Grillo. La rete non dimentica”. (18 aprile 2013)

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

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