Pd nella bufera, Emiliano: Bersani si dimetta. Renzi: partito spaccato, troppe perdite di tempo. Vendola: ascoltare la gente o è corto circuito

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Pd nella bufera, Emiliano: Bersani si dimetta
Renzi: partito spaccato, troppe perdite di tempo
Vendola: ascoltare la gente o è corto circuito

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ROMA – «A questo punto è evidente: Marini è saltato» ha detto oggi il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, alla luce della decisione del Pd di depositare la scheda bianca nei prossimi turni di votazione.

Renzi: due mesi di indecente perdita di tempo. «Possono darci di indecenti quanto vogliono: questi due mesi sono stati una clamorosa e indecente perdita di tempo – ha detto Renzi – Oggi la mia preoccupazione da sindaco è soltanto quella di fare il tifo perchè venga eletto un presidente della Repubblica davvero in grado di rappresentare l’unità del Paese».

«C’è una forte spaccatura del Pd sul nome di Franco Marini,
e io credo che quando si elegge un presidente della Repubblica ci sia in ballo il futuro dell’Italia, che è più importante del futuro del Pd» ha detto Renzi.

«Marini persona degna, ma non è il candidato migliore». «Marini è una persona degna del nostro rispetto ma non è il candidato migliore alla presidenza della Repubblica – ha ribadito Renzi – Nel 1999 c’erano Veltroni segretario, D’Alema presidente del Consiglio, e il centrosinistra fece una operazione di metodo ma anche di merito individuando un nome che andasse bene a tutti, quello di Ciampi. Nel 2006, Fassino segretario e Prodi presidente del Consiglio, il centrosinistra fece una operazione insieme trovando un nome che andasse bene a tutti, quello di Napolitano. Stavolta c’è stato un metodo profondamente diverso, a mio giudizio profondamente sbagliato».

Emiliano: Bersani si dimetta. «Franco Marini non ce la farà, non raggiungerà il quorum e non sarà eletto Presidente della Repubblica – scrive su Facebook il sindaco di Bari e presidente regionale del Pd, Michele Emiliano – La sconfitta elettorale di Bersani si aggiunge a questa sconfitta politica rovinosa subita nel vano tentativo di trovare un accordo politico con Berlusconi. Con grande dolore si deve ammettere che non c’è altra possibilità che chiedere ed ottenere le dimissioni di tutta la segreteria del Pd. Ora bisogna lasciare ai gruppi parlamentari il compito di trovare un accordo col M5S sul nome di Stefano Rodotà come prossimo Presidente della Repubblica. Le dimissioni di Bersani e della sua segreteria«sono indispensabili per restituire forza e ruolo politico al Pd e per riannodare con SeL e con M5S il filo della fiducia e della collaborazione istituzionale. Comincia una nuova era ed il nuovo Pd ne sarà protagonista. Convochiamo presto il nostro congresso e invitiamo alla discussione tutti coloro che vogliono davvero cambiare questo Paese, senza più alcuna garanzia per le prassi stantie di una politica che ha disgustato tutti».

Orfini: ora trovare una soluzione diversa. «Marini non è passato. A questo punto bisogna fermarsi e trovare una soluzione diversa. Insistere sarebbe impensabile» afferma Matteo Orfini (Pd) su Twitter.

«Andare avanti e cercare un nome che unisca». «Entro domani mattina bisogna pensare a una soluzione nuova, è necessario riflettere e cercare un nome che riunisca il Pd e il centrosinistra e poi cerchi convergenze più ampie – dice Matteo Orfini del Pd dopo il primo voto sul presidente della Repubblica – La decisione di votare scheda bianca al secondo turno è di buon senso perché serve a prendere, tempo a sederci, a discutere e a trovare quella soluzione che Marini non aveva. La fumata nera, comunque, non è un colpo alla leadership di Bersani, anche perché la linea di cercare un accordo largo sul presidente della Repubblica era condivisa da tutto il partito all’unanimità, ma visto ciò che accaduto è chiaro che dobbiamo riflettere sullo schema politico. Ho votato per Marini e l’avevo detto, perché se siamo un partito condividiamo anche delle regole e della solidarietà e se gli altri colleghi che ieri hanno appoggiato Marini salvo poi non votarlo oggi l’avessero fatto ieri sera, noi avremmo evitato di candidarlo». Quanto alle critiche mosse dal sindaco di Firenze, Orfini afferma: «Condivido la critica di Renzi che questa fase è stata mal gestita e l’ho detto ieri in assemblea davanti a Bersani che andare avanti con Marini significava spaccare il Pd e il centrosinistra e questo non fa bene al Paese. Ho votato contro la candidatura di Marini, ho proposto di rinviare la riunione e verificare se si poteva trovare qualche altro nome, ma la mia richiesta di rinvio non è passata per 30 voti, con Sel che non ha partecipato, mentre la candidatura di Marini sì».

Vendola: ascoltare la gente o c’è corto circuito.
«Penso che ci sia uno straordinario disorientamento tra gli elettori del Pd – dice il leader di Sel, Nichi Vendola – Il disorientamento non è tra gli elettori, non è tra la nostra gente. Quando gli stati maggiori non hanno una relazione forte con gli eserciti succede qualcosa di grave: un cortocircuito. Mi spiace molto aver adoperato una metafora militare. Diciamo ‘gramscianamentè che il punto è la connessione sentimentale. C’è qualcosa che ha a che fare con il cuore. Questo Paese è diventato intollerante con la cattiva politica. Ci chiede buona politica. Oggi un profumo di buona politica porta il nome di Stefano Rodotà. Credo che l’esito della votazione debba insegnare a tutti qualcosa. C’è in ogni parte di Italia una attesa che non possiamo tradire».

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fonte ilmessaggero.it

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