Il Pd chiede a Napolitano di restare. Il Presidente valuta e fissa i paletti. Bersani, Berlusconi e Monti al Colle

Pier Luigi Bersani
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20/04/2013 – corsa al quirinale – ancora stallo

Il Pd chiede a Napolitano di restare
Il Presidente valuta e fissa i paletti
Bersani, Berlusconi e Monti al Colle

Al quinto scrutinio i democratici e i montiani votano scheda bianca. Il Pdl non partecipa. Tutti in attesa. Pressing sull’attuale capo dello Stato

Pier Luigi Bersani

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Il Pd lavora ad una riconferma di Giorgio Napolitano al Quirinale. La disponibilità ad essere rieletto è stata chiesta stamane dalla delegazione dei democratici guidata da Bersani salita oggi al Colle. In seguito il Presidente della Repubblica ha ricevuto anche Berlusconi e Monti e ha garantito una risposta a breve.

QUINTO E SESTO SCRUTINIO  

Dopo quattro fumate nere che hanno bruciato prima Marini e poi Prodi, le Camere sono di nuovo riunite per la quinta e sesta votazione del nuovo Presidente della Repubblica. Alla quinta fumata il quorum non è stato raggiunto anche perché il Pd ha votato scheda bianca e il Pdl non ha partecipato allo scrutinio. Le dimissioni di Bersani hanno fatto piombare nel caos il Partito Democratico. La novità di giornata è che il Pd per uscire dallo stallo sta tentando di convincere l’attuale Presidente della Repubblica per un nuovo mandato, anche solo per due anni. L’opzione non prevederebbe lo scioglimento delle Camere, ma la formazione di un governo Pd-Pdl.

OPERAZIONE “BIS”  

È un percorso da unità nazionale quello avviato attorno richiesta di un bis al Quirinale per Napolitano. Una richiesta che arriva dalle forze politiche, ma anche dai presidenti di regione che si stanno avvicendando al Colle per sollecitare il capo dello Stato ad accettare il “sacrificio” di un nuovo mandato in nome di l’emergenza che sta scuotendo le istituzioni. Napolitano , riferiscono fonti parlamentari, potrebbe sciogliere la riserva forse già nel pomeriggio, chiedendo però la nascita di un esecutivo Pd-Pdl-Scelta civica. «Se il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accettasse sarebbe un fatto molto, molto positivo», commenta Renzi. Immediato arriva l’alt di Vendola: «Non mi pare che esista una candidatura Napolitano. Il presidente l’ha esclusa con nettezza. Non parliamo di cose che non esistono».

MONTI: “CONTATTI CON M5S SULL’IPOTESI CACELLIERI”  

Anche Monti si smarca. «Rispettiamo il rifiuto di Napolitano», dice. Intanto sono in corso contatti fra Scelta Civica e il Movimento Cinque Stelle sul nome di Anna Maria Cancellieri per la corsa al Quirinale. A confermarlo è Mario Monti. Il leader di Scelta Civica ritiene che il ministro dell’Interno possa incontrare il favore dell’elettorato grillino perché «non compromessa» con la politica e gradita al popolo di internet. Rispetto invece a una possibile conferma di Giorgio Napolitano al Quirinale, «siamo fermi alla sua ripetuta dichiarazione di non disponibilità ad una nuova candidatura e pensiamo che la posizione così fermamente espressa dal Presidente debba essere rispettata».

I GRUPPI PRENDONO TEMPO  

Oggi in Aula il Pdl non partecipa al voto. Pd, Scelta civica e Lega optano per la scheda bianca alla quinta chiama. Dalla riunione dei grandi elettori montiani emerge però l’orientamento di dare il tempo alle forze politiche di portare avanti la riflessione in corso per convergere sul nome di Anna Maria Cancellieri, candidata proposta ieri da Monti. Intanto è previsto per oggi un incontro tra il premier uscente e Bersani. I gruppi parlamentari di Sel, riuniti stamani alla Camera, hanno invece confermato la decisione di votare Stefano Rodotà, che avrà anche i voti dei Cinque Stelle.

LO SFOGO DEL PROFESSORE  

Romano Prodi, finito vittima della guerra interna al Pd, non nasconde la rabbia. Un centinaio di franchi tiratori hanno affondato la sua candidatura. Il professore bolognese si è fermato a quota 395, ben al di sotto del quorum sceso a 504 preferenze. Nella dichiarazione inviata da Bamako Prodi ha lanciato accude durissime al Pd. Ha detto di considerarsi «onorato» per l’offerta ricevuta «anche se non faceva parte dei programmi della mia vita» (mi hanno tirato per la giacca loro). «Il risultato del voto e la dinamica che è alle sue spalle – ha sottolineato – mi inducono a ritenere che non ci siano più le condizioni»; quindi ritornerà «serenamente» ai programmi della sua vita. La scudisciata arriva alla fine: «Chi mi ha portato a questa decisione deve farsi carico delle sue responsabilità. Io non posso che prenderne atto».

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fonte lastampa.it

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