No Muos a Niscemi, scontri e denunce attivisti sulle antenne, l’ira degli Usa

No Muos a Niscemi, scontri e denunce attivisti sulle antenne, l'ira degli Usa
La protesta sulle antenne di Niscemi

No Muos a Niscemi, scontri e denunce
attivisti sulle antenne, l’ira degli Usa

Sette attivisti si sono introdotti nel territorio della base di telecomunicazioni e quattro di loro si sono arrampicati sulle antenne. Condanna dell’ambasciata americana: “Messi a rischio manifestanti e soccorritori, azione da condannare”. Tre poliziotti feriti negli scontri

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NISCEMI – Un’invasione – pacifica – ma pur sempre un’invasione, del territorio americano. Gli scontri tra manifestanti e polizia. L’ira dell’ambasciata americana e sette denunciati. E’ stata una giornata di tensione sul Muos, il maxi radar della marina militare americana in costruzione a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Stamattina  gli attivisti no Muos hanno violato la zona off limits e quattro di loro si sono arrampicati su una delle 46 antenne presenti all’interno per opporsi all’installazione del sistema di comunicazioni satellitari delle forze armate Usa. Ci sono stati scontri con la polizia e sette dimostranti sono stati denunciati. Tre poliziotti, tra i quali il commissario capo Gabriele Presti, sono stati colpiti con calci e pugni e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale “Suor Cecilia Basarocco”.

GUARDA / Le immagini del blitz dei No Muos

Due manifestanti, Desirè Ristagno e Vanessa Ferraro, sono scesi dalle antenne poco dopo. Nel pomeriggio sono scesi anche Turi Vaccaro, originario di Palermo e noto per le sue battaglie contro la base missilistica di Comiso, e Nicola Boscelli, di Piazza Armerina, che fa parte anche del comitato “No Tav”. In tutto sette le persone che hanno scavalcato la recinzione e attuato il blitz nella base statunitense: per cinque di loro è scattata la denuncia per introduzione abusiva in luogo di interesse militare e resistenza a pubblico ufficiale mentre altri due sono stati denunciati solo per introduzione abusiva.

Il blitz è stato condannato dagli Stati Uniti: “Gli Stati Uniti – afferma una nota dell’ambasciata americana a Roma – sostengono convintamente il diritto ad una protesta pacifica. Tuttavia, lo sconfinamento illegale da parte di manifestanti in una struttura militare e la deliberata e irresponsabile distruzione della proprietà degli Stati Uniti hanno messo a rischio sia i manifestanti stessi che i soccorritori. Condanniamo tali azioni”. “La sicurezza è sempre stata una preoccupazione prioritaria degli Stati Uniti nella realizzazione del sito terrestre per l’antenna Muos, nei pressi di Niscemi. Comprendiamo le preoccupazioni relative alla struttura Muos – prosegue la nota – sollevate da alcuni cittadini che abitano nella zona, ed è il motivo per cui stiamo cooperando a pieno con il governo italiano, che sta realizzando un nuovo studio sull’impatto per la salute e che sarà completato entro il 31 maggio 2013. Uno studio che siamo fiduciosi confermerà la sicurezza della struttura Muos”. “La costruzione delle torri Muos – conclude il documento – è stata temporaneamente sospesa. Tuttavia, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) di Niscemi rimane operativa ed è vitale per le operazioni militari e umanitarie della Nato. Le azioni illegali e irresponsabili di oggi, condotte da un gruppo di manifestanti, mettono a repentaglio queste operazioni”.

Secondo i manifestanti durante il blitz non sarebbe stato compiuto alcun danneggiamento alle strutture: “Anche se a distanza notevole abbiamo notato che uno dei sette attivisti che si erano introdotti nella base Usa ha scollegato un paio di cavetti, svitandoli. Nessuna rottura irreversibile, solo un gesto di protesta goliardica. Basta avvitare di nuovo gli spinotti e tutto torna come prima. La forzatura la stanno facendo invece gli Usa, che tendono a esagerare per criminalizzare l’intero movimento No Muos” dice Giuseppe Maida, uno degli attivisti No Muos rispondendo alla nota dell’ambasciata.

Anche il ministero della Difesa interviene sulla vicenda. “Mel rispetto del diritto ad una protesta pacifica e democratica – si legge nel comunicato – il ministero ribadisce che la tutela della salute dei cittadini che abitano nella zona di Niscemi è sempre stata e sempre sarà prioritaria e condizione indispensabile per la realizzazione delle antenne terrestri del sistema Muos”. “In tal senso – prosegue la nota – in attesa dei risultati dello studio dell’Istituto Superiore di Sanità che sarà completato entro il 31 maggio, la Difesa è impegnata a dare puntuale attuazione alle intese raggiunte che prevedono la sospensione della costruzione delle torri e dell’istallazione delle parabole del sistema Muos”. Ma il funzionamento degli impianti della Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi, sottolinea, “deve essere assicurato in ottemperanza a quanto convenuto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri”. (22 aprile 2013)

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fonte palermo.repubblica.it

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