IL GIURISTA – «Cui prodest? Solo al governo per la fiducia» Becchi all’attacco dopo la sparatoria

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I carabinieri feriti sono il brigadiere Giuseppe Giangrande (nella foto), 50 anni, e il carabiniere scelto Francesco Negri, 30 anni, entrambi effettivi al Battaglione Toscana – fonte immagine

Il giurista vicino al Movimento 5 Stelle

«Cui prodest? Solo al governo per la fiducia»
Becchi all’attacco dopo la sparatoria

Puntare il dito contro i toni del Movimento 5 Stelle significa «prendere due piccioni con una fava»

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Il giurista e uno degli ideologi del movimento 5 StelleIl giurista e uno degli ideologi del movimento 5 Stelle
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«Due carabinieri feriti e uno in modo piuttosto grave, proprio nel momento in cui il nuovo governo al Quirinale giura fedeltà alla Costituzione. Il gesto eclatante ed isolato di un disoccupato stanco della vita a cui manca solo un’ultima pallottola per darsi il colpo di grazia? Può essere», osserva il professore Paolo Becchi, considerato tra gli ideologi di riferimento dei 5 Stelle (leggi il profilo tracciato da Aldo Grasso). «Ma in casi come questi resta sempre aperta la questione cui prodest?», incalza.

«IL SOLITO CLICHE» -«Un attentato come questo – riprende – ricompatta con il solito vecchio cliché: uniti contro la violenza e, al contempo, uniti contro chi semina la violenza e qui il messaggio è chiaro. Del gesto eclatante vi è comunque un responsabile: il M5S che con il suo linguaggio inciterebbe ad atti di questa natura. E così si prendono due piccioni con una fava». «Ma il M5S – annuncia – non si farà impallinare tanto facilmente. Questo governo porterà il Paese alla catastrofe ma di questo è responsabile il Modello Unico e non il M5S che sarà l’unica vera opposizione».

I COMMENTI La riflessione del giurista pubblicata dal blog arriva al culmine di una giornata molto tesa. Con l’inevitabile presa di distanza dalla sparatoria di palazzo Chigi da parte di Beppe Grillo, accusato a più riprese da gran parte del mondo politico di fomentare l’odio e di istigare la violenza. In audio pubblicato sul blog La Cosa il comico ha detto: «Noi raccogliamo firme ai banchetti, facciamo referendum e leggi popolari». E ha auspicato «che si tratti di un episodio isolato». Certo è che la base del movimento è in fermento dopo il via libera al governo di larghe intese, con Letta premier e Alfano vice-premier e in molti sul blog si auguravano altre potenziali vittime (i ministri, ad esempio) e non i due sfortunati carabinieri. Molti affermazioni di questo genere sono state censurate, ma fanno a dire a Vittorio Bertola, consigliere comunale del M5 Stelle a Torino, che il vero problema è tutto qui: «Ci sono alcuni milioni di italiani che pensano “peccato che non abbia fatto secco almeno un ministro”», suscitando gli strali di Cesare Damiano e di Alessandra Moretti del Pd che le hanno definite «parole vergognose».

Redazione Online

28 aprile 2013 | 23:49

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fonte corriere.it

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