Obama: “Siria, usate armi chimiche. Pronti a rivedere la nostra strategia” / VIDEO: Obama Raises Concerns About Syrian Chemical Weapon Use

Obama Raises Concerns About Syrian Chemical Weapon Use

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Pubblicato in data 29/apr/2013

Syria’s Prime Minister Wael Nader Al-Halqi survived an assassination attempt in Damascus, where he was the target of a car bombing. Judy Woodruff reports on the latest violence in the Syrian war, as well as how the U.S. is grappling with claims that the Assad regime has likely used chemical weapons in recent weeks.

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Obama: "Siria, usate armi chimiche. Pronti a rivedere la nostra strategia"
Barack Obama (reuters)

Obama: “Siria, usate armi chimiche.
Pronti a rivedere la nostra strategia”

Il presidente Usa: “Prove che siano state usate ma non sappiamo dove, come e chi le abbia utilizzate. Necessario continuare ad investigare per avere certezze. Ma questo cambierebbe completamente lo scenario”. Tensione per Quirico, il giornalista de La Stampa scomparso da 20 giorni. Autobomba a Damasco, 14 morti

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WASHINGTON“La prova che sono state usate armi chimiche in Siria cambierebbe tutto, farebbe rivedere tutta la gamma delle nostre risposte strategiche”: Barack Obama parla della situazione in Siria in una conferenza stampa dalla Casa Bianca. Attacca il presidente Assad, che “ha perso credibilità, ha ucciso innocenti e deve lasciare il potere aprendo a una soluzione politica”, e accusa: ciò che sta accadendo in Siria una macchia per la comunità internazionale.

Poi, il tema più caldo, il fattore in grado di mutare la situazione in modo radicale: “Ci sono prove che siano state usate armi chimiche in Siria, ma non sappiamo dove, come, quando e chi le abbia usate”. La questione delle armi chimiche è un “game changer”, ovvero un elemento che può cambiare completamente lo scenario. “Si aprirebbero nuove opzioni”, dice, “saremmo pronti a rivedere la nostra strategia”.

Ma prima di rischiare un’escalation incontrollata, è necessario avere certezze. Servono ulteriori prove prima di decidere come agire in Siria, dice Obama. E’ necessario continuare ad investigare, “per raggiungere certezze” perché giudizi affrettati potrebbero rendere più difficile mobilitare la comunità internazionale. E aggiunge di aver già chiesto da un anno “a Pentagono e intelligence” di preparare opzioni per una azione in Siria.

Il capo della Casa Bianca, che in passato aveva definito il possibile uso di armi chimiche come uno spartiacque nella crisi siriana, non ha voluto dire quali passi potrebbe ora intraprendere.

Autobomba a Damasco. La situazione in Siria rimane gravissima. Anche oggi un’autobomba, parcheggiata nei pressi dell’uscita posteriore del ministero dell’Interno, nel centralissimo quartiere di Marjeh, a Damasco, è stata fatta esplodere in pieno giorno, provocando una carneficina. Sono almeno 14 i morti, una settantina i feriti.

Tensione per il giornalista Quirico. E continua l’apprensione per il giornalista italiano Domenico Quirico, de La Stampa, che non da più notizie di sè da venti giorni. Il giornale ha “deciso di mettere sulla testata un fiocchetto giallo, come fanno le famiglie che attendono il ritorno di una persona cara di cui non si hanno notizie”, ha detto il direttore Mario Calabresi. A seguire il caso è personalmente il ministro Emma Bonino  e “la Farnesina sta operando attraverso l’Unità di Crisi e in raccordo con tutte le strutture dello Stato interessate”.

Amedeo Ricucci, un altro giornalista, della Rai, fermato per giorni in Siria insieme ad altri colleghi, si augura che Quirico stia bene e stia scrivendo, magari in una zona dove non è possile comunicare. In quella zona della Siria “puoi andare solo al seguito di belligeranti – spiega – e ti fanno spegnere il cellulare per non essere rintracciati dal segnale. Poi da lì è difficile uscire dalla Siria, riattraversando il confine libanese in montagna”.

Ma in Siria, dice Ricucci, i giornalisti sono diventati bersagli, anzi “strumenti di guerra”. E’ diventato tanto pericoloso che “le grandi testate non mandano più inviati”. Quirico, ricorda, è l’ennesimo caso: 36 giornalisti uccisi in due anni. E sono solo quelli dichiarati, aggiunge.  (30 aprile 2013)

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

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