GOVERNO – Letta: «Lavoro è priorita. O falliremo»

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Mercoledì volerà a Parigi, da Hollande

Letta: «Lavoro è priorita. O falliremo»

Il premier interviene da Berlino, dove ha incontrato Merkel. Il ministro Giovannini: «Modificare la riforma Fornero»

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«Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo». E’ netto, il neopremier Enrico Letta, nel giorno della ricorrenza del Primo Maggio, intervenendo da Berlino: il primo ministro, ottenuta la fiducia, è subito partito per un tour continentale, prima tappa appunto a Berlino, ospite della cancelliera tedesca, mentre mercoledì volerà da Hollande a Parigi.

«MERKEL SENSIBILE ALLA CRESCITA» Ecco, Angela Merkel; è sensibile all’ esigenza di crescita in Europa? «Mi è sembrato che questa sensibilità ci sia», risponde Letta. «Credo che ci sia in fondo l’idea – continua il neo premier – che o l’Europa tutta cresce; oppure non è che qualcuno si salva da solo. Questa a me pare che sia una delle valutazioni che ci accomuna». E continua: «Ho spiegato quanto crediamo nel fatto che l’Europa deve andare più avanti, quanto chiediamo alla Germania di fare passi perchè l’Europa sia molto più unita di quanto lo è stata fino adesso». Il neo presidente del Consiglio ha poi rivolto a un pensiero alle due dipendenti della regione Umbria uccise da un imprenditore disperato che poi si è suicidato: «Sono col cuore con loro a Perugia – ha aggiunto – anche per ricordare il loro sacrificio».

GIOVANNINI: «MODIFICARE FORNERO»Tornando al tema del lavoro, interviene anche nuovo il titolare del dicastero dedicato, Enrico Giovannini. Che pensa a eventuali modifiche alla riforma Fornero: «E’ stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per un’economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole. Occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese».

«MA I SEGNALI POSITIVI CI SONO» – Giovannini ha aggiunto di vedere comunque «segnali importanti» come la manifestazione unitaria tra i sindacati. In proposito ha informato di aver già contattato i segretari generali e le associazioni professionali per «mettersi subito al lavoro e dare concretezza alle misure da prendere». Ha poi citato un passaggio del documento dei cosiddetti saggi dove si sottolineava come «eventuali economie realizzate, dovevano andare a sostenere le famiglie in difficoltà ». Perchè c’è da non dimenticare, ha concluso, che «solo una crescita sostenibile può dare lavoro duraturo».

Redazione Online

1 maggio 2013 | 11:35

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fonte corriere.it

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