Mercato auto in Italia, ad aprile un nuovo crollo

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Mercato auto in Italia, ad aprile un nuovo crollo

Giù del 10,83%. Fiat a meno 14 %. Da marzo è tornata la doppia cifra nel calo. Ma la Federauto sostiene che la situazione è peggio di quella che appare

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Il mercato auto di aprile con 116.209 immatricolazioni fa registrare un -10,8% rispetto a aprile del 2012. Un dato che la stessa Federauto sostiene essere forse ancora sottovalutato perché sul mercato incombe l’ombra delle vetture km0, cioé auto vendute e comprate dagli stessi concessionari per fare numero.

Ad aprile Fiat Group Automobiles ha immatricolato in Italia 35.093 nuove vetture, in flessione del 14,4% rispetto alle 40.871 di un anno fa. A marzo le vendite del Lingotto erano cresciute del 5,33%. Nei primi 4 mesi del 2013 il gruppo torinese ha venduto 138.273 vetture, in calo del 10,53% rispetto ad un anno fa.

“Nonostante l’iniezione dell’ultimo giorno del mese, praticata a suon di kilometri zero immatricolate in capo alle Case e ai Concessionari, il mese di aprile si è chiuso con un altro risultato negativo. Ma il dato nudo e crudo non rende giustizia alla sua drammaticità. Se verrà confermato questo trend l’anno potrebbe chiudersi attorno a 1.100.000 unità. Il che significherebbe 900.000 pezzi in meno rispetto alla soglia minima di sopravvivenza della filiera indicata dai maggiori analisti intorno ai 2.000.000 di pezzi”, esordisce Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di auto, veicoli commerciali, camion e autobus di tutti i brand commercializzati in Italia. Che aggiunge: “Da un’altra prospettiva un mercato a 1.100.000 pezzi significherebbe una perdita di fatturato per il settore di 15,9 miliardi di euro. Cifra che per la sua rilevanza produce un senso di vertigine. E lo Stato sarebbe il più penalizzato poiché non introiterebbe circa 3,3 miliardi di euro della sola Iva, cui si aggiungerebbero diversi milioni di euro derivanti dal mancato apporto di altre tasse quali bollo, IPT. Poi si dovrebbe aggiungere il costo degli ammortizzatori sociali per centinaia di migliaia di lavoratori. A voler essere pignoli si dovrebbe anche sottolineare l’aumento dell’anzianità del circolante con impatti sulla sicurezza e sull’ambiente. Un disastro a tutto tondo causato anche dalla miope politica degli ultimi mesi che invece di dare uno straccio di risposta ha pensato solo a varare nuove tasse, anche sugli autoveicoli. Mi viene in mente un malato grave al quale, invece delle medicine giuste, vengono somministrate piccole quantità di veleno”.

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fonte repubblica.it

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