Imu e Tares sui capannoni, l’aumento sara’ esplosivo

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fonte immagine lamanutenzione.it

Imu e Tares sui capannoni, l’aumento sara’ esplosivo

Secondo Cgia Mestre i rincari previsti comporteranno aumenti fino al 15,5%

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La Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre lancia un nuovo allarme sugli aumenti di imposta rispetto al 2012: con il previsto rincaro dell’Imu sui capannoni l’aggravio oscillerà tra i 459 e i 623 euro per un capannone di 500 mq; tra i 998 e i 1.444 euro per uno di 1.000 mq e arriverà fino ai 2.591 euro nel caso di un fabbricato di 2.000 mq.

Nel 2013, spiega la Cgia Mestre, l’Imu sui capannoni sarà più “gravosa” anche nel caso in cui l’aliquota rimanga quella applicata nel 2012, poiché il coefficiente moltiplicatore utilizzato per la determinazione della base imponibile passerà da 60 a 65. Due sono le ipotesi considerate: nella prima viene utilizzata l’aliquota media nazionale applicata nel 2012 (9,5 per mille), mentre nella seconda si considera l’aliquota massima applicabile (10,6 per mille).

La Tares sui capannoni, inoltre, comporterà un aumento pari al 15,5%, ulteriormente superiore rispetto a quanto pagato l’anno scorso. Questa percentuale corrisponde all’incremento del gettito medio nazionale necessario per coprire i costi totali del servizio di asporto e smaltimento dei rifiuti, condizione prevista dall’introduzione della Tares.

Se si considerano gli aumenti di imposta rispetto al 2011, anno in cui si applicava ancora l’Ici, la situazione appare ancora più preoccupante: per il capannone da 500 mq l’aggravio (a seconda dell’aliquota applicata) varia tra i 1.409 e i 1.572 euro; per un capannone di 1.000 mq l’aumento va da 3.288 e 3.734 euro e infine, per un fabbricato da 2.000 mq l’incremento varia tra i 5.870 e i 6.583 euro.

“Siamo tutti d’accordo che l’Imu sulla prima casa deve essere abolita o sensibilmente ridotta” spiega il Segretario della Cgia Mestre Giuseppe Bortolussi, “ma è altrettanto necessario che venga scongiurato l’aumento del coefficiente moltiplicatore sui capannoni, altrimenti l’effetto combinato con la Tares provocherà un incremento di imposta difficilmente sostenibile. Se si continua ad aumentare sensibilmente il livello di tassazione sulle imprese non si può pretendere che queste rimangano competitive e riescano a creare nuovi posti di lavoro. Anzi, il pericolo è che la situazione peggiori ulteriormente, visto che con l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% i consumi subiranno un’ulteriore contrazione”.

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fonte edilone.it

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