In marcia per ‘liberare’ la cannabis. Manifestazioni in tutto il mondo

In marcia per 'liberare' la cannabis. Manifestazioni in tutto il mondo (afp)

In marcia per ‘liberare’ la cannabis.
Manifestazioni in tutto il mondo

Corteo della Million marijuana march a favore della liberalizzazione e dell’uso terapeutico in duecento città di molte nazioni. Il corteo di Roma. Lo slogan: “Marijuana patrimonio dell’umanità”. Aggredito un partecipante accusato di essere uno spacciatore di pasticche. Vendola: “Il proibizionismo è una manna per i narcotrafficanti: abolire la legge Fini-Giovanardi”

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ROMA – Dagli Stati Uniti all’Australia fino all’Europa: sono più di duecento in 63 nazioni diverse le città dove si è svolta la ‘Million marijuana march’, la manifestazione mondiale per la legalizzazione della cannabis, che ha fatto tappa anche a Roma. La manifestazione, nata nel 1999, da quindici anni unisce i consumatori di tutto il mondo per chiedere ai governi la fine del proibizionismo contro le droghe leggere e la possibilità di coltivare liberamente la pianta, senza conseguenze penali. Sulle note reggae, la musica simbolo dei fumatori di cannabis, diffuse sugli stereo installati su dei camion, anche a Roma migliaia di ragazzi hanno sfilato tra balli, cori, striscioni (ma nessun simbolo pollitico, vietato dagli organizzatori), spinelli e birre. Ma quest’anno la manifestazione è iniziata nel modo peggiore: una ragazzo è stato picchiato da un gruppo di partecipanti che lo accusavano di essere uno spacciatore di pasticche. Ieri la tradizionale marcia era stata preceduta da una serie di conferenze, tavole rotonde, proiezioni ma anche feste, musica e una singolare degustazione di una cena tutta a base di canapa per diffondere la ‘cultura’ della marijuana.

LE FOTO DAL MONDO

“Tanta galera per noi moltissimi, miliardi di euro per loro pochissimi” è stato lo slogan dei manifestanti, che si sono scagliati contro la ‘Fini-Giovanardi’, la legge approvata sette anni fa dal governo Berlusconi che inasprisce le pene proprio a danno dei consumatori di droghe leggere. Una legge che i manifestanti considerano eccessivamente punitiva e ingiusta: “Più di 120.000 persone arrestate negli ultimi sette anni, più di 22milioni di piante di canapa sequestrate solo nel 2012 e un numero imprecisato di miliardi esentasse finiti nelle casse delle narcomafie”, si lamentano gli organizzatori. Che da tredici anni rivolgono al governo sempre la stessa, inascoltata, richiesta: “Stop alle persecuzioni per i consumatori di cannabis, accesso immediato all’uso terapeutico per i pazienti e diritto a coltivare la pianta liberamente”, come si legge nel volantino della manifestazione.

Un tema su cui c’è pieno accordo con Nichi Vendola: “Il proibizionismo è una manna per i narcotrafficanti: abolire la legge Fini-Giovanardi”, ha scritto oggi il segretario di Sinistra ecologia e libertà su twitter. Il partito di Vendola è da anni in prima linea per abrogare la legge e alcuni giorni fa il capogruppo alla camera Gennaro Migliore ha annunciato che Sel “a breve presenterà un articolo per cambiare il testo unico sulle droghe”. Tra i punti principali del progetto di legge “la modifica delle pene previste per la detenzione di cannabis e la non punibilità per le coltivazioni di canapa a uso personale”. Per questo, durante la giornata sono state raccolte centinaia di firme tra i manifestanti. “Gli effetti della Fini-Giovanardi sono devastanti: le narcomafie si arricchiscono grazie al proibizionismo mentre decine di migliaia di persone per bene sono finite in galera solo per aver coltivato questa benefica pianta”, sostiene Alessandro Buccoleri, uno degli organizzatori.

La cannabis nel mondo.
Gli ultimi due anni hanno fornito di sicuro molte speranze agli antiproibizionisti di tutto il mondo. Negli Stati Uniti, con due referendum nel novembre scorso è stata votata la legalizzazione del possesso e della vendita. L’Uruguay sta per varare una legge che prevede la vendita pubblica della marijuana autoprodotta dallo Stato e altri Paesi dell’America latina sembrano intenzionati a seguirne le orme. In Olanda Amsterdam, città simbolo dello spinello libero, a poche settimane dal gennaio del 2013, data in cui sarebbe entrata in vigore la legge voluta dal Governo nel 2010 secondo la quale i Coffee Shop olandesi avrebbero potuto vendere hashish e marijuana solo ai residenti ha fatto retromarcia e continua a essere la meta dei turisti della cannabis. Infine, una buona notizia anche dall’Italia: il Consiglio regionale della Toscana è stato il primo ad approvare un anno fa una legge per facilitare l’uso dei farmaci con cannabinoidi nella cura di specifiche malattie, dalla sclerosi multipla al glaucoma, come terapia contro il dolore. (04 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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