Cittadinanza, Kyenge: presto un ddl sullo ius soli. Insorge il Pdl

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Cittadinanza, Kyenge: presto un ddl sullo ius soli. Insorge il Pdl, Schifani: Letta intervenga per il bene governo

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Nuove regole sulla cittadinanza. Un ddl sullo ius soli sarà pronto nelle prossime settimane: lo ha detto il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, intervenendo alla trasmissione “In mezz’ora” su Raitre. Come testimonial del diritto alla cittadinanza per chi nasce in Italia, non vedrebbe male la stella del calcio Mario Balotelli, che subito si dice disponibile. Il ministro ha poi ribadito che il reato di immigrazione clandestina va abolito.

«È difficile dire se riuscirò» ha ammesso il ministro rispondendo alle domande di Lucia Annunziata, perché «per far approvare la legge bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare le persone sensibili. È la società che lo chiede, il Paese sta cambiando». «Bisogna lavorare molto per trovare i numeri necessari» ha aggiunto Kyenge, precisando di non pensare a un eventuale fallimento. Il Pdl dà l’altolà a fughe in avanti. Il presidente dei senatori Renato Schifani, intervistato da SkyTg24, invita il presidente del consiglio Enrico Letta a richiamare i suoi ministri a maggiore cautela quando si parla di temi che non rientrano nel programma di governo.

Schifani: la proposta di Kyenge non rientra nel programma
«Quello che ha detto il ministro Kyenge – spiega Schifani – non rientra nel programma. Credo che sia necessario che in queste ore di avvio delicato» del lavoro dell’esecutivo «il premier spieghi ai propri ministri che una maggiore sobrietà su temi non discussi tra la maggioranza sarebbe auspicabile» altrimenti gli stessi ministri «potrebbero creare nocumento al governo stesso».

Rivedere i Cie , reato di immigrazione clandestina da abrogare
Secondo il ministro, poi, «occorre rivedere la struttura dei Cie (i Centri di identificazione ed espulsione) e lo stato di emergenza» legato agli sbarchi. Occorre «guardare alla direttiva europea che l’Italia ha ratificato in modo sbagliato» anche riguardo alla permanenza di 18 mesi «che devono essere una extrema ratio. La direttiva non chiede all’Italia di mettere nei Cie persone malate, fragili, minori, ma solo persone pericolose o criminali».

Balotelli testimonial? Kyenge: buona idea. Lui: sono disponibile
Coinvolgere il calciatore Mario Balotelli come testimonial di una campagna a favore dello ius soli? Per Kyenge è «una buona idea. Non lo conosco personalmente – ha continuato – so che lui sta subendo atti di razzismo, ma riesce a testa alta a dare un forte contributo all’Italia, che è il nostro Paese». L’attaccante del Milan ha subito replicato con una in una dichiarazione affidata all’Ansa: «Sono sempre disponibile» per la lotta al razzismo e alla discriminazione.

Boldrini: anacronistico no a cittadinanza a figli di immigrati
Secondo la presidente della Camera Laura Boldrini «è anacronistico che i ragazzi figli di immigrati, nati in Italia, non possono ottenere la cittadinanza nel nostro Paese». La presidente della Camera ha ricordato che il capo dello Stato «ha più volte sollecitato la politica per cambiare la legge sulla cittadinanza. Visto il successo che il ritorno al Quirinale di Napolitano ha ottenuto in Parlamento salvo qualche rara eccezione, penso che il Parlamento stesso possa darsi da fare ed ascoltare le parole di Napolitano».

Pdl in ebolizzione. Schifani: Kyenge? No a proclami solitari
Subito le prime reazioni alle dichiarazioni del ministro. «Le opinioni politiche di Cecile Kyenge su cittadinanza e reato di immigrazione clandestina – ha spiegato in una nota Anna Maria Bernini, senatrice e portavoce vicario del Pdl – sono perfettamente legittime se espresse a titolo personale, ma fuori luogo se pronunciate nelle vesti di ministro della Repubblica in un governo di coalizione che vive anche grazie al sostegno del Pdl, e ai suoi voti sui singoli provvedimenti».

No anche dal vicepresidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri: «La cittadinanza automatica per il solo fatto di nascere in Italia non é praticabile – ha detto -. L’azione del governo deve piuttosto essere volta a far rispettare le leggi vigenti. Una task force che veda interessata anche il ministro Kyenge per verificare la reale condizione dei tanti immigrati presenti in Italia sarebbe un primo passo».

Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato: «Non si esageri e si usi maggiore cautela anche da parte dei membri del governo. Quello del ministro Kyenge, che annuncia urbi et orbi che il reato di immigrazione clandestina andrebbe abrogato e un ddl sullo ius soli nelle prossime settimane, è soltanto l’ultimo episodio». Schifani ha invitato a evitare «proclami solitari, senza che gli argomenti siano discussi e concordati in un ambito collegiale». «Il ministro Kyenge non fa proclami solitari – ha replicato il deputato del Pd Edoardo Patriarca -. Quanto esprime è da tempo sentito dalla popolazione italiana. Non vorrei che una parte del Pdl esprimesse solo una posizione ideologica».

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fonte ilsole24ore.com

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One response to “Cittadinanza, Kyenge: presto un ddl sullo ius soli. Insorge il Pdl”

  1. Ferruccio Bravi says :

    ☻ – Invio 5 V ’13, n. 71 (fate girare):

    Dedicato alle anime belle che predicano “l’accoglienza”, ma invece di subirla ci campano di grasso: L’utopica “Repubblica del Sole” ideata da un tal Tommaso Scampanella è saggiamente governata dagli uomini più intelligenti e onesti del Paese scelti dai cittadini mediante una sorta di democrazia diretta.

    Manco a dirlo è uno Stato prospero e felice che non conosce crisi e corruzione politica e va sé che è anche meta di avventurieri vicini e lontani, i quali, attratti come le mosche dalla torta, vi penetrano surrettiziamente per scroccare il benessere creato dai cittadini della Repubblica, laboriosi, costumati e governati con sagge leggi.

    Nondimeno in quella collettività esemplare – tutto il mondo è paese – qualcuno appoggia l’assalto dei clandestini un po’ per bizzarria della cosa, un po’ per carità pelosa. In particolare, una cittadina dai visceri teneri – tale Laurina Poltrini – tampina con lettere di protesta il competente dicastero, biasimando il rigore nei riguardi degli immigrati, i quali, a sentir lei, andrebbero accolti a braccia aperte e inseriti spesati di tutto nella comunità.

    La burocrazia di quella esemplare Repubblica è snella ed esaustiva, e come di consueto la risposta è arrivata celere e per le rime. La trascrivo qui, precisa tal quale l’avrei scritta io:

    ”Stimata cittadina,

    in riscontro alle Sue pressanti istanze a favore degli immigrati clandestini che a norma di legge sono ospitati in campi di raccolta in attesa di essere rispediti in tempo reale ai paesi d’origine, Le assicuro che il nostro Dicastero tiene conto di critiche e suggerimenti dei singoli cittadini. In particolare le Sue opinioni sono state scrupolosamente vagliate.

    Le farà piacere sapere che, grazie alle sollecitazioni di cittadini impegnati come Lei, il nostro Dipartimento di Difesa Nazionale, ha elaborato un nuovo programma dal titolo “Apertura e integrazione per gli immigrati clandestini”.

    In base alle linee guida di detto programma, abbiamo deciso di selezionare un clandestino che Lei accoglierà, alla pari, nella Sua famiglia.

    Da lunedì prossimo avrà il piacere di ricevere a casa Sua Alí Muhāmmad Ahmēd Bīn Mahmūth (può chiamarlo semplicemente Ahmēd), che sarà tradotto sotto scorta armata fino a casa sua.

    Mi auguro che Ella possa trattarlo esattamente come chiede nella Sua lettera di protesta. È probabile che dovrà assumere altre persone per aiutarla in questo compito. Saranno danari ben spesi per soddisfare in prima persona il Suo spirito di carità verso i diseredati.

    Da parte nostra assolveremo nel modo più sollecito e scrupoloso i doveri di competenza come segue.

    Ogni settimana il nostro Dipartimento farà una visita di ispezione per verificare che vengano rispettati i principi e le attenzioni che Lei sollecita nelle Sue istanze.

    Benché Ahmed sia psicopatico, talora violento, confidiamo che, con la sensibilità manifestata in ordine a ciò che ha definito “problema attitudinale del soggetto”, possa aiutarlo a superare i “difettucci caratteriali” che evidentemente, come Lei afferma, sono connessi a “semplici rispettabili diversità culturali”.

    Ahmēd, se non importunato, è pacifico: mangia e beve generosamente, fuma tabacco e cannabis, dorme la grossa. Tenga in debito conto che è affetto da misoponia – nel senso che solo a vedere un attrezzo di lavoro si sente male – e da autismo per cui non vorrà avere rapporti né con Lei né con Le Sue figlie (eccezion fatta per i rapporti sessuali) in quanto considera le donne come oggetti subumani di proprietà. Confido che Lei contribuirà al “rispetto della cultura e dei principi” che ha espresso nelle Sue lettere di protesta.

    Ancora grazie per il Suo impegno: apprezziamo sempre i cittadini che come Lei ci tengono informati e danno suggerimenti utili al nostro lavoro e alla cura del nostro prossimo.

    Abbia cura di Ahmēd e si ricordi che la terremo d’occhio.

    Auguri e che Allāh La benedica!

    Cordialmente

    Prof. Libero Valitutti

    Commissario per l’Immigrazione presso il Dicastero per la repressione della Tirannide, dei Sofismi e dell’Ipocrisia nella Serenissima Repubblica del Sole”.

    ☻ P.C.C.: Silvano Valenti de Wiederschaun “Pro Independencia Itálica”/ Equipo de Estudio “Aurinaucus”– Caracas

    Date: Sun, 5 May 2013 17:43:24 +0000
    To: silvalentauser@hotmail.it

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