Archive | maggio 6, 2013

CRISI – Istat: la disoccupazione sale ancora: 12,3% nel 2014. Inps: boom Cig. Ad aprile crolla quella in deroga

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Istat: la disoccupazione sale ancora: 12,3% nel 2014. Inps: boom Cig. Ad aprile crolla quella in deroga

I dati Istat e Inps sull’economia italiana. Il sottosegretario al Lavoro Dell’Aringa: Cig in deroga sarà rifinanziata

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ROMA – Disoccupazione ancora in crescita, pil giù, consumi in calo. Queste le prospettive del prossimo biennio per l’Italia secondo l’Istat.

Lavoro.
Nel 2013 il mercato del lavoro continuerà a manifestare «segnali di debolezza» con un «rilevante» incremento del tasso di disoccupazione all’11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012), prevede l’Istat, aggiungendo che nel 2014 il tasso di disoccupazione continuerà a salire fino a raggiungere il 12,3%. Il tasso di disoccupazione salirebbe anche nel 2014 a causa del ritardo con il quale il mercato del lavoro è previsto rispondere alla lenta ripresa dell’economia. La caduta dell’occupazione, misurata in termini di input di lavoro, proseguirà per tutto il 2013 (-1%), mentre nel 2014, è prevista una graduale ripresa (+0,1%) a seguito del moderato miglioramento delle condizioni generali dell’economia. L’aumento delle persone in cerca d’occupazione determinerà una crescita sostenuta del tasso di disoccupazione nel 2013 (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012, raggiungendo il livello dell’11,9% in media d’anno). Ciò avrà inevitabili effetti di trascinamento anche nel 2014 con il tasso di disoccupazione previsto al 12,3% nonostante la crescita positiva del Pil. Tale persistenza è, appunto, associata al ritardo con il quale il mercato del lavoro si adeguerebbe alla ripresa economica e ai fenomeni di allungamento della durata della disoccupazione. Inoltre, fa sapere l’Istat, date le condizioni di debolezza del mercato del lavoro, le retribuzioni per dipendente mostrerebbero una dinamica moderata (+1%, nel 2013 e +1,3% nel 2014). Come risultato di questi andamenti la produttività del lavoro diminuirebbe ulteriormente nel 2013 per tornare a crescere debolmente nel 2014. In base a questo scenario il costo del lavoro per unità di prodotto risulterebbe in decelerazione durante l’intero periodo di previsione.

Cig in aumento.
Continua ad aumentare anche il ricorso alla cassa integrazione, comunica l’Inps: ad aprile le ore autorizzate sono state 100 milioni, con un aumento del 3,1% rispetto al precedente mese di marzo (97 milioni) e del 16,05% rispetto ad aprile dell’anno scorso (86,1 milioni). Quasi raddoppiata la cig straordinaria in un anno: 57,5 milioni di ore, +92,2%. In particolare, fa sapere l’Inps, gli interventi ordinari (Cigo) sono passati da 34,0 milioni di ore di marzo scorso a 35,7 milioni di aprile, con un aumento del +4,9%. Si evidenzia un aumento più marcato, pari al +30,9%, se si confrontano i dati con quelli di aprile dello scorso anno, quando furono autorizzate 27,2 milioni di ore. L’incremento è da attribuire in egual misura alle autorizzazioni riguardanti il settore industriale e il settore edile, che hanno registrato un aumento rispettivamente del 30,3% e del 32,8%.

Crolla la Cig in deroga.
In picchiata la cassa integrazione in deroga ad aprile: le ore autorizzate sono state 6,8 milioni, con una riduzione del 65,7% rispetto a marzo (19,9 milioni) e del 76,5% rispetto ad aprile 2012 (29 milioni). Il calo, commenta il presidente Antonio Mastrapasqua, è dovuto «ai noti problemi di finanziamento dello strumento». Il dato sulla cassa integrazione in deroga «richiede una spiegazione – afferma Mastrapasqua – il calo delle autorizzazioni è solo apparentemente in controtendenza rispetto all’aumento di cig ordinaria e della cig straordinaria, dovuto com’è sostanzialmente ai noti problemi di finanziamento dello strumento». Dal punto di vista dei numeri «finisce per mitigare il complessivo incremento di richieste ed autorizzazioni, che sarebbe più sensibile del 3,1% su base congiunturale e del 16% su base annua. Insomma, purtroppo, i segnali dal mondo delle imprese e del lavoro continuano ad essere assai critici», conclude il presidente dell’Inps.

Crescono le domande di disoccupazione.
Le domande di disoccupazione, tra vecchie indennità e nuove Aspi e mini Aspi, in totale a marzo sono state 108.166, lo 0,95% in più rispetto a marzo 2012 (107.149 domande), continua l’Inps, ricordando che da gennaio sono appunto entrate in vigore le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria, Aspi e mini Aspi. Nel primo trimestre sono state presentate 401.883 domande, il 5,22% in più rispetto alle 381.931 del corrispondente periodo 2012. Le domande, ricorda l’Inps, che si riferiscono ai licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per i licenziamenti avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le domande sono classificate come Aspi e mini Aspi. A marzo 2013 sono state presentate 78.006 domande di Aspi e 12.402 domande di mini Aspi. Nello stesso mese sono state inoltrate 3.061 domande di disoccupazione (tra ordinaria e speciale edile), 14.517 domande di mobilità e 180 di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi, per un totale – considerando anche Aspi e mini Aspi – di 108.166 domande.

Consumi.
La spesa delle famiglie è prevista in contrazione dell’1,6% nel 2013 per effetto della diminuzione del reddito disponibile, con un moderato aumento dello 0,4% nel 2014, prevede inoltre l’Istat nelle Prospettive per l’economia italiana nel 2013-2014.

Pil.
Nel 2013 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo italiano pari all’1,4% in termini reali, mentre per il 2014, il recupero dell’attività economica, trainato prevalentemente dalla domanda interna, determinerebbe una moderata crescita dello 0,7%. «La caduta congiunturale del Pil iniziata nel terzo trimestre del 2011 dovrebbe proseguire, con intensità più contenute, almeno fino al terzo trimestre del 2013», spiega l’Istituto nazionale di statistica. Nel 2013 l’attività economica sarà contrassegnata da una flessione dell’1,4% in media d’anno, a causa di un contributo marcatamente negativo della domanda interna (-2,0 punti percentuali, al netto delle scorte), solo in parte compensato dalla domanda estera netta (1,1 punti). A causa dell’incertezza sulle aspettative di ripresa l’apporto delle scorte risulterebbe negativo (-0,5 punti). Invece, sottolinea l’Istat, nel 2014, il Pil aumenterebbe dello 0,7%. La domanda interna al netto delle scorte tornerebbe a fornire un contributo positivo (0,7 punti) che si accompagnerebbe a un aumento marginale della domanda estera netta (0,1 punti). Analizzando le differenze tra l’attuale quadro di previsione e quello presentato a novembre 2012, il tasso di crescita del Pil italiano è stato rivisto al ribasso per nove decimi di punto nel 2013. Tale differenza è in parte dovuta alle nuove ipotesi sul commercio mondiale e alla revisione delle serie di contabilità nazionale e per la parte restante a una contrazione maggiore di quanto inizialmente atteso dei consumi privati. Nel complesso, precisa l’Istituto, le previsioni attuali rientrano all’interno dell’intervallo di confidenza delle previsioni presentate a novembre 2012.

Debiti Pa.
«Il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche verso i creditori privati può avere moderati effetti espansivi nel 2014», aggiunge l’Istat, sottolineando che «in particolare, l’immissione di liquidità nel sistema economico, potrebbe sostenere consumi e investimenti privati, contribuendo a migliorare le aspettative di famiglie e imprese sulle loro condizioni economiche».

Dell’Aringa.
«Penso che alcuni provvedimenti di urgenza verranno presi e fra questi senz’altro ci sarà il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga», ha detto il sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa intervistato a ‘L’Economia prima di tutto’ sul Gr Rai. Il rifinanziamento della cig in deroga, ha spiegato Dell’Aringa secondo quanto riferisce la trasmissione, «permetterà alle Regioni di realizzare quegli interventi di cassa integrazione che hanno dovuto in parte sospendere in queste settimane mettendo i lavoratori in grande difficoltà». Sono tanti i lavoratori che hanno bisogno di interventi di sostegno al reddito, «quindi le risorse che erano disponibili fino a poco tempo fa dovranno essere messe in gioco ancora per dare la possibilità di prolungare la cassa integrazione almeno fino alla fine dell’anno», ha aggiunto dell’Aringa. A proposito degli esodati, poi, il sottosegretario ha evidenziato che sono «circa 140.000 persone e vanno trovate le risorse per poter effettuare questi prepensionamenti di ulteriori lavoratori. Rimarrà il problema di tutti quelli che quest’anno e l’anno prossimo si potrebbero trovare in difficoltà, cioè licenziati dalle loro imprese e con un pensionamento ancora molto lontano nel tempo. Anche per costoro che non saranno più definiti ‘esodatì ma lavoratori anziani in difficoltà , bisognerà trovare qualche soluzione. Bisognerà andare da un uso esteso degli ammortizzatori sociali o rivedere anche alcune norme della stessa riforma sulle pensioni per dare una soluzione strutturale e non continuamente di emergenza come si sta facendo con gruppi progressivi di esodati che vanno salvati». La prima misura per rilanciare crescita ed occupazione, infine, per Dell’Aringa è «ridurre il costo del lavoro»: «Chiederemo anche in Europa di avere un aiuto affinchè quei vincoli di bilancio che vogliamo assolutamente rispettare, siano un pò allentati per permetterci di intervenire sulla variabile fondamentale che riguarda sia i redditi dei lavoratori, sia la competitività delle imprese».

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fonte ilmessaggero.it

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Regno Unito: fuma spinelli per allievare sintomi Sla, ma rischia il carcere / ‘I’m being prosecuted for being ill’: Ex-PCSO says she is prepared to go to jail for smoking cannabis because it helps her MS

MS sufferer Sue Lunn pledges to continues smoking cannabis

thisishullnews thisishullnews

Pubblicato in data 27/apr/2013

Hull woman Sue Lunn says she will smoke cannabis to relieve MS symptoms despite jail threat: http://www.hulldailymail.co.uk/MS-suf…

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Former special constable Susan Lunn with cannabis campaigner Carl Wagner

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Regno Unito: fuma spinelli per allievare sintomi Sla, ma rischia il carcere

Susan Lunn, 43 anni, di Wallasey nel Regno Unito, è stata già condannata a sei mesi con la condizionale. “Mi vogliono arrestare solo perché mi voglio curare. La cannabis è l’unica sostanza – spiega la donna – che tiene a bada l’epilessia, che mi riduce il tremore e il dolore alle articolazioni e che tiene sotto controllo la mia vescica”

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di | 6 maggio 2013

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Rischia il carcere perché, per curarsi, fuma gli spinelli. Susan Lunn, 43 anni, di Wallasey nel Regno Unito, è stata già condannata a sei mesi con la condizionale, ma durante la sentenza il giudice ha detto: “Se verrà trovata nei prossimi sei mesi ancora in possesso di cannabis lei andrà incontro a una pena più severa e verrà arrestata”. Eppure Susan, conosciuta come “Sue” dai suoi amici e parenti, è costretta da alcuni anni a far ricorso alla droga leggera per contrastare la sclerosi multipla galoppante. Ora si fa intervistare dai giornali e dalle televisioni con uno spinello in mano, il Daily Mail le dedica due pagine, gli attivisti per la legalizzazione della cannabis protestano a suo favore e un intero Paese si interroga sulla necessità o meno della depenalizzazione del possesso delle droghe leggere. Perché la battaglia di Susan Lunn è chiara: “Mi vogliono arrestare solo perché mi voglio curare. La cannabis è l’unica sostanza che tiene a bada l’epilessia, che mi riduce il tremore e il dolore alle articolazioni e che tiene sotto controllo la mia vescica”.

Lunn, ex agente della polizia a Hull, nello East Yorkshire, ora attacca: “Dopo aver servito la comunità per così tanto tempo, questa è la ricompensa che la giustizia mi dà”. L’anno scorso fu soggetta a tre perquisizioni in casa, dopo che il vicinato si era lamentato per la puzza di droga che arrivava dalla sua abitazione, e l’ultimo raid dello scorso 22 dicembre l’aveva portata direttamente in tribunale. Poco importa se lo stesso servizio sanitario nazionale britannico prescriva medicinali a base di cannabis per alcune malattie. “Al mio cliente è negato un diritto fondamentale”, dice ora l’avvocato della signora, Geoffrey Ellis, “molti casi non dovrebbero nemmeno arrivare nelle aule dei tribunali, e questo è uno di quei casi”. Ma contro la tesi dell’avvocato e le ragioni di Lunn ora fanno le barricate le associazioni che si battono contro l’uso delle droghe. E la stessa stampa britannica è scettica sulle soluzioni proposte dal legale e dalla signora. “Sarebbe un precedente pericoloso”, dice la stampa di destra, “che aprirebbe le porte a uno scenario inquietante”.

Lunn, madre di un figlio, però ribadisce: “La droga leggera è l’unica cosa che mi calma, che mi fa passare il mal di testa e che mi dà sollievo da quando, 17 anni fa, mi fu diagnosticata la sclerosi multipla”. Nel Regno Unito possedere o utilizzare droghe leggere è illegale come nel resto d’Europa. Ora l’avvocato rivela: “Negli ultimi anni, la mia assistita ha speso almeno venti sterline al giorno in cannabis”. E la signora ha aggiunto: “Non smetterò di certo, se smettessi il risultato sarebbe assolutamente devastante”. Lunn è anche sotto terapia tradizionale e prende anche un piccolo assegno dallo Stato per la sua condizione di malata. Le iniezioni quotidiane, tuttavia, sembrano non bastare. “Questa sentenza alla quale sono stata soggetta è assolutamente ingiusta, mi sento lasciata sola da parte della giustizia. È come se stia rischiando di essere condannata solo per essere malata”, ha rivelato al Daily Mail. Unica soddisfazione, dice ora Lunn, il fatto che il personale medico che la tiene in cura non l’abbia mai ripresa per il suo utilizzo di cannabis. “Loro lo sanno – dice l’avvocato – e non hanno nulla da ridire”.

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Articoli sullo stesso argomento:

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fonte ilfattoquotidiano.it

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‘I’m being prosecuted for being ill’: Ex-PCSO says she is prepared to go to jail for smoking cannabis because it helps her MS

  • Susan Lunn, 43, from Hull, was given six-month conditional discharge
  • Magistrates warned she will face ‘much worse punishment’ if caught again
  • The mother-of-one who was diagnosed 17 years ago says she won’t stop

By Harriet Arkell and Sophie Evans

PUBLISHED: 15:15 GMT, 29 April 2013 | UPDATED: 10:49 GMT, 30 April 2013

Susan Lunn, 43, from Wallasey, was handed a six-month conditional discharge for possessing cannabis, which she uses to help with her MSSusan Lunn, 43, from Wallasey, was handed a six-month conditional discharge for possessing cannabis, which she uses to help with her MS

A former police PCSO suffering from multiple sclerosis has vowed to continue smoking cannabis even if it means going to jail.

Susan Lunn, 43, was been handed a six-month conditional discharge for possessing the illegal drug.

She said she uses cannabis every day as medical relief from her condition, which sees her battle muscle spasms, headaches, bladder problems and tremors on a daily basis.

Now Ms Lunn has been told she will face a ‘much worse punishment’ if she is caught possessing the Class B drug in the next six months.

But the former Humberside Police special constable has said she will carry on smoking cannabis regardless of the law.

The mother-of-one, who was diagnosed with MS 17 years ago, said: ‘I’m not going to stop doing it.

‘If I gave up cannabis, the results would be absolutely devastating. I smoke it every day and it has helped me to live a relatively normal life.

‘It calms me down, relaxes my muscles, stops my shakes and helps keep my mild epilepsy under control.’

Ms Lunn, who is on daily medication including injections for her condition, branded her sentence ‘completely unjust’.

She said: ‘I have given so much to the community through my work as a special constable and I feel let down by the justice system.

‘It’s as if I am being prosecuted for being ill.’

The former community support officer from Hull, East Yorkshire, was arrested on December 22 after her neighbours smelt the drug and alerted the police.

It was the third time in nine months that police had raided her home, and she had already received a warning and a caution.

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MAFIA & POLITICA – Crocetta: «Grazie a Dell’Utri? Ora il premier cacci Miccichè»

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Crocetta: «Grazie a Dell’Utri?
Ora il premier cacci Miccichè»

Il presidente Sicilia: «Nessun attacco giustizialista, ma non si possono ringraziare personaggi condannati per mafia»

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Di Salvo Fallica

6 maggio 2013

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«Le frasi di Gianfranco Miccichè con le quali ha in pratica ringraziato Marcello Dell’Utri per l’aiuto che avrebbe ricevuto per entrare nel governo Letta, sono semplicemente inaccettabili, anzi incommentabili. Uso questo termine per far capire tutta la mia delusione per l’accaduto». Così il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, interviene su l’Unità sulla polemica sollevata dalle dichiarazioni al Corsera del nuovo sottosegretario.

Crocetta spiega: «L’Unità ha scritto che se parla così, Miccichè è incompatibile con il governo Letta. Io credo che le sue frasi siano davvero inaccettabili in una democrazia, sono parole che suscitano una profonda indignazione in tutti coloro che credono nella dimensione dell’etica. Sia chiaro, nessun attacco giustizialista contro Miccichè, nessuno aveva messo un veto su di lui. Quel che è inaccettabile è che ringrazi Dell’Utri, che lo ricordo è un condannato per mafia in appello».

Crocetta lascia trapelare tutta la sua amarezza: «Questo non è un caso giuridico, non c’entra nulla il giustizialismo. Nessuno aveva discusso del processo Dell’Utri. Nessuno ha fatto obiezioni sulla persona Miccichè, non capisco che motivo aveva di citare Dell’Utri. In fondo il caso Miccichè l’ha creato Miccichè medesimo, ha fatto tutto da solo. Credo che occorra fare chiarezza su una questione che è primariamente culturale ed etica. Non si possono ringraziare condannati per mafia o personaggi indagati per mafia. Per molto meno, per una frase inopportuna, il presidente Letta ha spostato il sottosegretario Biancofiore da un settore ad un altro, credo debba intervenire con urgenza sul caso Miccichè».

Lei è molto critico sullo squilibrio a favore del centrodestra di ministri e sottosegretari siciliani.
«Squilibrio è un eufemismo, la Sicilia è stata penalizzata, sottovalutata, direi mortificata. È pensabile che su 4 sottosegretari isolani solo uno sia del centrosinistra? Quale messaggio si manda agli elettori, già disorientati del centrosinistra, che questa tornerà ad essere una terra del centrodestra? Per la prima volta nella storia in Sicilia sconfiggiamo alla regionali la destra e nessuno pensa a valorizzare questa vittoria. È incredibile. Nessuno mi ha chiamato. E non mi riferisco solo al nuovo governo, ma soprattutto al mio partito, il Pd».

Il Pd vive uno dei momenti più difficili della sua storia…
«Allo stato attuale è un partito senza una guida, ma le correnti pesano. Basta guardare alle scelte di ministri e sottosegretari di altre regioni d’Italia».

Presidente, proprio in queste ore vi è che imputa a lei, la debolezza del Pd in Sicilia. Cosa risponde?
«Sono critiche infondate. Io sono un esponente del Pd, che ha portato alla vittoria il partito ed il centrosinistra alla Regione Sicilia. In molti hanno parlato e parlano di modello Sicilia, si vede che nel mio partito questo successo non piace a tutti. Da quando è in campo il Megafono, è cresciuto tutto il centrosinistra ed anche il Pd. La nascita del Megafono l’ha voluta, giustamente Bersani, per rafforzare la coalizione, che in Sicilia è stata storicamente in minoranza. Ho lavorato con lealtà ed in sinergia con Bersani ed il Partito democratico, non consentirò a nessuno di manipolare la verità. Continuerò ad impegnarmi in questo partito per farlo uscire dalle difficoltà enormi nelle quali si trova. Sa cosa invece è paradossale? Che nel mio partito non mi coinvolgano nelle scelte della linea direttiva nazionale».

È per un reggente od un segretario con pieni poteri?
«In attesa che si celebri il congresso vi è solo una soluzione possibile, che Bersani ritiri le sue dimissioni. Può ancora farlo, per il bene del partito, del governo e dell’Italia. Bersani è un uomo che ha compreso ed incoraggiato il cambiamento avvenuto in Sicilia, è equilibrato e coraggioso. In pochi lo dicono, ma se abbiamo avuto la rielezione di un presidente della Repubblica di alto profilo quale Napolitano è merito anche di Bersani».

Qual è il suo giudizio sul governo Letta?
«Enrico Letta è una persona preparata, seria, è per cultura attento ai ceti deboli, ha idee razionali per il rilancio dell’economia. Ma la formazione del governo ha diversi punti deboli. Già l’elettorato soffre l’alleanza necessaria con il Pdl, se poi, come in Sicilia, invece di valorizzare il cambiamento lo mortifichi, parti con il piede sbagliato. Provi ad immaginare gli elettori di centrosinistra che sentono le frasi di Miccichè? Una delusione profonda, indicibile. Sul piano culturale e non solo politico, dobbiamo tenere dritta la barra del timone dell’etica e della legalità. Se non ci opponiamo a quei messaggi è finita. Io sono in prima linea nella lotta alla mafia, rischio la vita, non posso accettare messaggi sbagliati. Su questo dico a Letta: intervieni».

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fonte unita.it

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«Dell’Aquila non frega niente a nessuno» Il sindaco fa rimuovere il tricolore dalla città

tvuno l'aquila tvuno l’aquila

Pubblicato in data 06/mag/2013

TVUNO L’AQUILA – http://www.tvunoaq.tv
Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, rimette la fascia tricolore nelle mani del presidente della Repubblica. “Che venga lo Stato a parlare con gli aquilani disperati per la mancanza di fondi per la ricostruzione – ha detto il primo cittadino – la burocrazia sta ammazzando la città.

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Cantieri fermi all’Aquila – fonte immagine ansa.it

LETTERA AL CAPO DELLO STATO E AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

«Dell’Aquila non frega niente a nessuno»
Il sindaco fa rimuovere il tricolore dalla città

Il primo cittadino Cialente: «Se entro quindici giorni non arriveranno i fondi per la ricostruzione me ne andrò»

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di Nicola Catenaro

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Massimo Cialente (Ansa/Lattanzio)Massimo Cialente (Ansa/Lattanzio)
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L’AQUILA – «Qui stiamo letteralmente crepando ma dell’Aquila non frega niente a nessuno». Parole del sindaco, Massimo Cialente, il quale lunedì ha annunciato di voler rispedire la fascia da primo cittadino al presidente della Repubblica e di aver ordinato a una squadra di operai dell’ente di rimuovere le bandiere tricolori da tutti gli edifici del Comune. Scuole comprese. Perché, ha detto nel corso di una conferenza stampa, lo Stato ha abbandonato L’Aquila.

LE FRASI DEL SINDACO – Uno «Stato assolutamente insensibile, privo di solidarietà e del senso stesso dell’emergenza che stiamo vivendo, una disperazione che non finisce mai». Parole dure, come quelle messe nero su bianco nella lettera che lo stesso Cialente, con il sostegno dell’intera giunta, ha inviato al Capo dello Stato, al presidente del consiglio Enrico Letta e ai ministri interessati. «Sono quattro anni che la ricostruzione non parte – scrive il sindaco dell’Aquila- , quattro anni che la città, uno dei centri storici più importanti d’Italia, è deserta, distrutta. Muta testimonianza dell’inefficienza del sistema Paese. Dopo la vergognosa parentesi del commissariamento, finalmente, con la legge cosiddetta Barca, gli strumenti per la ricostruzione sono passati ai Comuni». Un segnale importante, secondo Cialente, da cui si è ripartiti con maggiore determinazione. «Ci siamo dati da fare – prosegue il sindaco nella sua nota -, abbiamo cercato, nonostante le mille difficoltà, di avviare a definizione migliaia di progetti, perché l’imperativo fosse ridare una casa ad oltre quarantamila sfollati e restituire il centro storico alla sua vita. Alla sua dignità». Le speranze di ripartire si scontrano presto con un’altra realtà. «Dal mese di ottobre – si legge ancora nella lettera – sono finiti i soldi. Dal mese di ottobre i cantieri che erano aperti hanno dovuto sospendere i lavori ed oltre duemila progetti, pari ad oltre 300 grandi condomini e 60 aggregati, aspettano solo il finanziamento per poter riprendere l’attività di ricostruzione. Dietro a questi numeri vi sono migliaia di famiglie che attendono».

FONDI – Un’attesa che logora le speranze dei cittadini aquilani. I quali, fino a qualche tempo fa, speravano di poter ottenere i 985 milioni di euro previsti dalla delibera CIPE numero 135 del dicembre 2012. Ma questi soldi, ad oggi, ancora non arrivano. «Siamo stufi di andare col cappello in mano a pietire i nostri diritti – ha detto nel suo sfogo il primo cittadino dell’Aquila -. Se entro quindici giorni non arriveranno i fondi per la ricostruzione attesi da dicembre, me ne andrò. All’Aquila vengano Napolitano, Letta e sottosegretari a parlare con la gente, noi non ce la facciamo più». Cialente è un fiume in piena: «Vogliamo sapere se L’Aquila è concretamente una questione nazionale. In città c’é un clima di rabbia e disperazione che il prefetto e il questore, cioè la rappresentanza dello Stato nel nostro territorio, non hanno assolutamente capito». Proprio in relazione allo stato d’animo dei cittadini, il sindaco ha denunciato di aver recentemente subito un’aggressione: un gruppo di disoccupati senza casa lo ha affrontato con rabbia chiedendo spiegazioni dei ritardi.

6 maggio 2013 | 20:22

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fonte corriere.it

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M5S, bagarre al Senato per rivendicare la presidenza della commissioni di garanzia

M5S, bagarre al Senato per rivendicare la presidenza della commissioni di garanzia
L’aula del Senato (agf)

M5S, bagarre al Senato per rivendicare
la presidenza della commissioni di garanzia

Il Movimento durante la discussione del Def ottiene la sospensione della seduta per mancanza di numero legale, ma poi scoppia un parapiglia che travolge anche la commemorazione di Andreotti

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ROMA – E’ bagarre in Aula al Senato dopo che i senatori del M5S hanno chiesto per due volte la verifica del numero legale nel corso della discussione del Def, il documento di programmazione economica. Una prima verifica ha in effetti confermato l’assenza del numero legale, ma la seconda richiesta non è stata supportata dal richiesto numero di senatori (7 su 12). Il Movimento ha lamentato che molti senatori del gruppo non sono riusciti a votare scatenando rumorose proteste. La richiesta del numero legale, fa sapere il gruppo M5S, è stata fatta “per rivendicare il diritto democratico ad essere riconosciuti come unica vera opposizione” e dunque il diritto ad ottenere le presidenze delle Commissioni di garanzia.

La presidente di turno, Valeri Fedeli del Pd, ha proseguito con l’approvazione per alzata di mano del processo verbale e ha iniziato a leggere un discorso di commemorazione per Giulio Andreotti. Ma dai banchi del Cinque Stelle si sono levate proteste continue, finché la Fedeli, che più volte ha invitato alla calma, ha di nuovo sospeso l’aula per altri cinque minuti. Il voto della risoluzione parlamentare sul Def è previsto per la giornata di domani, contemporaneamente a quello che si svolgerà alla Camera dei deputati.

Intanto, dopo il voto del referendum online, il movimento deve fare i conti con le polemiche legate alla resitituzione della diaria dei parlamentari. “Cari amici, in queste ore stanno uscendo una serie di notizie su un presunto venir meno degli impegni del M5S sulla questione stipendi. Io vorrei rassicurare tutti che il M5S manterrà gli impegni presi in campagna elettorale”, afferma il capogruppo al Senato Vito Crimi. (06 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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SEMPRE COLPI ACCIDENTALI? – Fratelli giocano a nascondino in casa. Spara alla sorellina di sei anni: è grave

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fonte immagine gawker.com

Nuova tragedia in Usa

Fratelli giocano a nascondino in casa
Spara alla sorellina di sei anni: è grave

L’incidente in Florida. Erano soli in casa

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fonte immagine usnews.nbcnews.com

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Nuova tragedia causata dalle armi negli Stati Uniti: una bimba di sei anni è in gravi condizioni perchè suo fratello di 13 anni le ha sparato mentre giocavano a nascondino. L’incidente è avvenuto in una cittadina della Florida, vicino a Fort Lauderdale.

COLPO ACCIDENTALE – I detective ritengono che il colpo sia partito accidentalmente, ma stanno ancora cercando di definire esattamente come il ragazzino sia venuto in possesso della pistola. In quel momento, ha detto il portavoce dello sceriffo locale, i due bambini erano soli in casa. La loro vicenda ricorda l’incidente di pochi giorni fa, accaduta in Kentucky, dove un bambino di 5 anni ha ucciso la sorellina di 2 anni con un fucile calibro 22 progettato specificatamente per bambini, arma che gli era stata regalata dai genitori per il suo compleanno e con la quale giocava abitualmente.

Redazione Online

5 maggio 2013 (modifica il 6 maggio 2013)

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fonte corriere.it

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La Cassazione ‘gela’ Berlusconi. I processi restano a Milano

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La Cassazione ‘gela’ Berlusconi. I processi restano a Milano

18:52 06 MAG 2013
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(AGI) – Roma, 6 mag. – Continueranno ad essere celebrati a Milano i processi Ruby e Mediaset, che vedono imputato il leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Lo ha deciso la sesta sezione penale della Cassazione.
I giudici della Suprema Corte, dopo una breve Camera di Consiglio, hanno rigettato l’istanza presentata dalla difesa di Berlusconi che chiedeva che i due procedimenti fossero trasferiti a Brescia, invocando il ‘legittimo sospetto’.

I due processi, dunque, finora sospesi in attesa della decisione della Cassazione, potranno continuare davanti ai magistrati di Milano. Il processo Mediaset, per il quale Berlusconi e’ stato condannato in primo grado a 4 anni, con l’interdizione dai Pubblici uffici per cinque anni, e’ attualmente in fase d’appello: il reato contestato all’ex premier e’ quello di frode fiscale per presunte irregolarita’ nell’acquisizione dei diritti Tv. Il processo Ruby, invece, e’ ancora fermo al primo grado: Berlusconi e’ accusato di concussione e prostituzione minorile.

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fonte agi.it

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