MAFIA & POLITICA – Crocetta: «Grazie a Dell’Utri? Ora il premier cacci Miccichè»

http://www.unita.it/polopoly_fs/1.460649.1351668950!/image/2602332663.jpg_gen/derivatives/landscape_640/2602332663.jpg

Crocetta: «Grazie a Dell’Utri?
Ora il premier cacci Miccichè»

Il presidente Sicilia: «Nessun attacco giustizialista, ma non si possono ringraziare personaggi condannati per mafia»

.

Di Salvo Fallica

6 maggio 2013

.

«Le frasi di Gianfranco Miccichè con le quali ha in pratica ringraziato Marcello Dell’Utri per l’aiuto che avrebbe ricevuto per entrare nel governo Letta, sono semplicemente inaccettabili, anzi incommentabili. Uso questo termine per far capire tutta la mia delusione per l’accaduto». Così il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, interviene su l’Unità sulla polemica sollevata dalle dichiarazioni al Corsera del nuovo sottosegretario.

Crocetta spiega: «L’Unità ha scritto che se parla così, Miccichè è incompatibile con il governo Letta. Io credo che le sue frasi siano davvero inaccettabili in una democrazia, sono parole che suscitano una profonda indignazione in tutti coloro che credono nella dimensione dell’etica. Sia chiaro, nessun attacco giustizialista contro Miccichè, nessuno aveva messo un veto su di lui. Quel che è inaccettabile è che ringrazi Dell’Utri, che lo ricordo è un condannato per mafia in appello».

Crocetta lascia trapelare tutta la sua amarezza: «Questo non è un caso giuridico, non c’entra nulla il giustizialismo. Nessuno aveva discusso del processo Dell’Utri. Nessuno ha fatto obiezioni sulla persona Miccichè, non capisco che motivo aveva di citare Dell’Utri. In fondo il caso Miccichè l’ha creato Miccichè medesimo, ha fatto tutto da solo. Credo che occorra fare chiarezza su una questione che è primariamente culturale ed etica. Non si possono ringraziare condannati per mafia o personaggi indagati per mafia. Per molto meno, per una frase inopportuna, il presidente Letta ha spostato il sottosegretario Biancofiore da un settore ad un altro, credo debba intervenire con urgenza sul caso Miccichè».

Lei è molto critico sullo squilibrio a favore del centrodestra di ministri e sottosegretari siciliani.
«Squilibrio è un eufemismo, la Sicilia è stata penalizzata, sottovalutata, direi mortificata. È pensabile che su 4 sottosegretari isolani solo uno sia del centrosinistra? Quale messaggio si manda agli elettori, già disorientati del centrosinistra, che questa tornerà ad essere una terra del centrodestra? Per la prima volta nella storia in Sicilia sconfiggiamo alla regionali la destra e nessuno pensa a valorizzare questa vittoria. È incredibile. Nessuno mi ha chiamato. E non mi riferisco solo al nuovo governo, ma soprattutto al mio partito, il Pd».

Il Pd vive uno dei momenti più difficili della sua storia…
«Allo stato attuale è un partito senza una guida, ma le correnti pesano. Basta guardare alle scelte di ministri e sottosegretari di altre regioni d’Italia».

Presidente, proprio in queste ore vi è che imputa a lei, la debolezza del Pd in Sicilia. Cosa risponde?
«Sono critiche infondate. Io sono un esponente del Pd, che ha portato alla vittoria il partito ed il centrosinistra alla Regione Sicilia. In molti hanno parlato e parlano di modello Sicilia, si vede che nel mio partito questo successo non piace a tutti. Da quando è in campo il Megafono, è cresciuto tutto il centrosinistra ed anche il Pd. La nascita del Megafono l’ha voluta, giustamente Bersani, per rafforzare la coalizione, che in Sicilia è stata storicamente in minoranza. Ho lavorato con lealtà ed in sinergia con Bersani ed il Partito democratico, non consentirò a nessuno di manipolare la verità. Continuerò ad impegnarmi in questo partito per farlo uscire dalle difficoltà enormi nelle quali si trova. Sa cosa invece è paradossale? Che nel mio partito non mi coinvolgano nelle scelte della linea direttiva nazionale».

È per un reggente od un segretario con pieni poteri?
«In attesa che si celebri il congresso vi è solo una soluzione possibile, che Bersani ritiri le sue dimissioni. Può ancora farlo, per il bene del partito, del governo e dell’Italia. Bersani è un uomo che ha compreso ed incoraggiato il cambiamento avvenuto in Sicilia, è equilibrato e coraggioso. In pochi lo dicono, ma se abbiamo avuto la rielezione di un presidente della Repubblica di alto profilo quale Napolitano è merito anche di Bersani».

Qual è il suo giudizio sul governo Letta?
«Enrico Letta è una persona preparata, seria, è per cultura attento ai ceti deboli, ha idee razionali per il rilancio dell’economia. Ma la formazione del governo ha diversi punti deboli. Già l’elettorato soffre l’alleanza necessaria con il Pdl, se poi, come in Sicilia, invece di valorizzare il cambiamento lo mortifichi, parti con il piede sbagliato. Provi ad immaginare gli elettori di centrosinistra che sentono le frasi di Miccichè? Una delusione profonda, indicibile. Sul piano culturale e non solo politico, dobbiamo tenere dritta la barra del timone dell’etica e della legalità. Se non ci opponiamo a quei messaggi è finita. Io sono in prima linea nella lotta alla mafia, rischio la vita, non posso accettare messaggi sbagliati. Su questo dico a Letta: intervieni».

.

fonte unita.it

PRINT – EMAIL – PDF

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: