Commissioni, no a Nitto Palma: salta intesa Pd-Pdl. Riecco Formigoni

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Commissioni, no a Nitto Palma: salta intesa Pd-Pdl. Riecco Formigoni

La terza votazione domani alle 14. Casson (Pd): sosterremo un nostro candidato. L’ex presidente lombardo all’Agricoltura del Senato

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ROMA – L’intesa Pd-Pdl frana sulla nomina di Francesco Nitto Palma alla presidenza della commissione Giustizia del Senato. Il candidato del Pdl ex guardasigilli non ha ottenuto la maggioranza. I sì sono stati solo 12, mentre la maggioranza sarebbe dovuta essere di 14 visto che i componenti della commissione sono 26. La terza votazione si terrà mercoledì alle 14.

Nitto Palma non passa, polemica Pd-Pdl.
«Il no a Francesco Nitto Palma presidente della commissione Giustizia è un fatto politico, una cosa organizzata, non un caso di franchi tiratori. Ognuno ora dovrebbe assumersi le sue responsabilità», ha detto il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani. «Domani dalla terza votazione noi voteremo un nostro candidato». Ad assicurarlo è Felice Casson del Pd dopo che sul nome di Francesco Nitto Palma (Pdl), ci sono state ben due fumate nere. «Un accordo politico? Evidentemente non c’era», risponde Casson uscendo dalla Commissione. «Cercavamo un candidato condiviso – aggiunge – ma se tutto il Pd non lo ha votato evidentemente non lo è». Dopo le votazioni, sono rimasti nell’Aula della Commissione Giustizia per circa 20 minuti, senatori del Pd, di Sel e del Movimento 5 Stelle, mentre quelli di Pdl, lega e Gal se ne sono subito andati.

Senato.
Il senatore Pier Ferdinando Casini (Udc) è stato eletto presidente della commissione Esteri a Palazzo Madama. Giuseppe Francesco Marinello (Pdl) all’Ambiente. Altero Matteoli a Lavori pubblici e telecomunicazioni. L’ottava commissione è considerato uno snodo strategico per la politica delle telecomunicazioni e delle tv. Ragione per cui il Pd aveva posto un veto sul nome di Paolo Romani, considerato troppo inserito nell’orbita berlusconiana. Matteoli ha ricevuto 15 sì e tre schede bianche. Altri tre voti sono andati al senatore del Movimento 5 Stelle Marco Scibona. All’Industria Massimo Mucchetti del Partito Democratico. Maurizio Sacconi è stato eletto con 17 sì presidente della commissione Lavoro. I vicepresidenti sono Anna Maria Parente (Pd) e Emanuela Munerato (Lega). Roberto Formigoni (Pdl) è stato eletto presidente della commissione Agricoltura. Per l’ex presidente della Regione Lombardia ci sono stati 18 voti a favore e 6 schede bianche. Emilia Grazia De Biasi (Pd) alla Sanità. All’Istruzione Pubblica e Beni Culturali Andrea Marcucci (Pd).

Camera. Il deputato del Pdl, Francesco Paolo Sisto, è stato eletto presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera. Vicepresidente Rosa Maria Villeco Calipari del Pd). L’altra carica di vicepresidente invece è probabile che sarà di Massimo Artini, grillino, che però essendo stato eletto anche segretario dovrà prima optare. La presidenza della Giunta delle autorizzazioni della Camera dovrebbe andare a Fratelli d’Italia con Ignazio La Russa. Guglielmo Epifani è il nuovo presidente della Commissione Attività Produttive della Camera. Michele Meta (Pd) presidente della commissione Trasporti, Cesare Damiano al Lavoro, Ermete Realacci (Pd) all’Ambiente. Un grillino, Alfonso Bonafede, è stato eletto vicepresidente della commissione Giustizia della Camera. Insieme al deputato del Movimento 5 Stelle, ha avuto la vicepresidenza anche Carlo Sarro, del Pdl. Agli Affari sociali Pierpaolo Vargiu di Scelta civica. Alla Difesa l’esponente del Pdl, Elio Vito. Fabrizio Cicchitto agli Esteri. Francesco Boccia (Pd) al Bilancio. Michele Bordo (Pd) alle Politiche comunitarie.

Vicepresidenze, scontro Sel-M5s.
Intanto è scontro tra Sel e M5s sulle vicepresidenze. «Ci aspettavamo il rispetto da parte del M5S dell’accordo tra le opposizioni. Lo hanno rifiutato e si sono presi tutto, accaparrandosi le poltrone di vicepresidente e segretario in tutte le commissioni della Camera», attacca Gennaro Migliore, capogruppo di Sel, che li accusa di essere «affetti da poltronismo». Sel accusa il Movimento 5 Stelle di aver «rifiutato un accordo tra le opposizioni» sulle nomine negli uffici di presidenza delle commissioni della Camera «perché hanno detto che si sarebbero presi tutto. E così è stato. Si sono accaparrati – sottolinea il capogruppo Gennaro Migliore – tutte e 28 le poltrone di vicepresidenti e di segretari. In questo modo rappresentano plasticamente cosa intendono loro per svolgere la funzione istituzionale». «Noi abbiamo votato scheda bianca – aggiunge Migliore – perché non siamo affetti da poltronismo». Sel non ha avuto nessun vicepresidente o segretario di commissione.

Il post di Crimi.
«Anche solo immaginare di dare le presidenze che ci spettano a Sel e Lega, significa tentare di fare un Gran Premio facendo correre gli avversari con il muletto, ma il risultato non sarebbe tagliare il traguardo, bensì schiantarsi contro le tribune alla prima curva seria, essendosi privati dei freni»., aveva scritto il capogruppo M5S al Senato Vito Crimi sul blog di Beppe Grillo in un intervento titolato appunto ‘le riserve all’opposizione’. «L’opposizione parlamentare non si sceglie (né tantomeno la si costruisce) tra quelle che fanno più comodo. L’opposizione è quella uscita dalle urne e dalla legge elettorale: ogni altra alchimia ispirata al gioco delle tre carte è una manovra di palazzo innaturale e dannosa, che mira a indebolire gli anticorpi del sistema Paese e, così facendo, prende in giro gli elettori e mortifica la loro intelligenza e le loro speranze di cambiamento» afferma Crimi che ricorda: «la prassi vuole che le presidenze del Copasir e della Vigilanza Rai vadano all’opposizione». Ovvero, osserva, «al MoVimento 5 Stelle e quindi ai quasi nove milioni di cittadini che lo hanno votato, non a due movimenti che rappresentano una frazione infinitesimale del Paese e che hanno fatto campagna elettorale al fianco di Berlusconi e di Bersani, come costole di uno stesso organismo. O la prassi vale solo quando serve a congelare la formazione delle commissioni permanenti?». Viti Crimi è stato designato dal gruppo dei senatori del M5S come candidato presidente per il Copasir. Indicato anche il senatore Bruno Marton come componente della commissione sui servizi segreti. Il gruppo M5S di Palazzo Madama ha poi indicato Alberto Airola come componente della commissione di Vigilanza Rai. Si completa così la squadra di parlamentari M5S per le commissioni bicamerali: Vito Crimi, Bruno Marton e Angelo Tofalo al Copasir; Roberto Fico, Alberto Airola, Stefano Vignaroli, Dalila Nesci, Mara Liuzzi.

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fonte ilmessaggero.it

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