L’Italia è il Paese con i conti correnti più cari, Bruxelles va all’attacco

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L’Italia è il Paese con i conti correnti più cari, Bruxelles va all’attacco

La Commissione Ue è stanca di aspettare che le banche trovino da sole il modo di andare incontro ai consumatori e prepara una direttiva per garantire un conto corrente base a tutti i cittadini. Richiesta anche una maggiore trasparenza e la possibilità di cambiare istituto in 15 giorni

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di | 8 maggio 2013

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L’Italia è il Paese europeo dove aprire un conto corrente costa di più (250 euro in media) e dove è meno semplice accedere alle informazioni sui costi per comparare le offerte degli istituti. Le tariffe bancarie sono infatti particolarmente opache nel nostro Paese, con tempi per cambiare banca troppo lunghi. Una situazione che ha fatto scendere in campo la Commissione europea, decisa a lanciare una nuova normativa per tagliare drasticamente i tempi e costringere gli istituti alla trasparenza sulle spese.

“Abbiamo avuto risultati deludenti dall’autoregolamentazione e quindi abbiamo deciso di intervenire”, ha spiegato il commissario al mercato interno, Michel Barnier, stanco di aspettare che le banche trovino da sole il modo per andare incontro ai consumatori. Gli ambiti d’intervento della nuova direttiva sono tre.

Prima di tutto assicurare che tutti abbiano un conto in banca e per questo la Commissione chiede agli Stati di “garantire questo diritto”, così come avviene per la carta d’identità. Le banche non avranno quindi più scuse per negare l’apertura di un conto e dovranno abbattere tutti gli ostacoli, mentre lo Stato dovrà garantire che almeno un istituto per ogni Paese dia un conto anche a chi non può permettersi di sostenere spese bancarie, riducendo i costi al massimo o concedendolo gratuitamente.

Il secondo ambito di intervento riguarda le tariffe di un conto che devono essere trasparenti: le banche avranno quindi l’obbligo di pubblicare un opuscolo con tutti i costi dei maggiori servizi e commissioni, nonché i costi di chiusura del conto, spesso introvabili. E gli Stati dovranno creare un sito web indipendente dove pubblicare tutte le tariffe delle banche in modo da rendere semplice il confronto per il consumatore.

Il terzo punto afferma infine che il cambio di banca deve essere semplice e rapido, quindi la Commissione stabilisce un massimo di 15 giorni per compiere l’operazione e chiede di garantire che tutte le domiciliazioni siano spostate automaticamente nella nuova banca, qualora un cliente decida di cambiare istituto. “Deve essere facile trasferire tutte le operazioni”, ha spiegato il commissario ai consumatori, Tonio Borg, “ad esempio il trasferimento delle domiciliazioni avviene difficilmente e scoraggia i clienti dal cambiare banca”.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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