Archive | maggio 16, 2013

L’Aquila, il giudice: “Il terremoto poteva essere previsto”

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L’Aquila, il giudice: “Il terremoto poteva essere previsto”

Depositate le motivazioni di condanna di 4 tecnici per il crollo della Casa dello studente nel 2009. Per il gup Grieco “hanno ignorato tutte le prescrizioni”. Il sismologo Boschi: “I sismi non si prevedono, ma gli edifici crollano se costruiti male”

16 maggio 2013

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Il terremoto dell’Aquila che ha portato al crollo tra gli altri della Casa dello studente “non era affatto imprevedibile”. E’ quanto sostiene il giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco nelle motivazioni sulla sentenza di condanna di 4 imputati e assoluzione di altrettanti, depositate oggi 16 maggio. Sulla scorta delle indicazioni tecniche, per Grieco il sisma poteva essere previsto “essendosi verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, vale a dire nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l’area aquilana”. Periodo che, scrive citando il consulente Luis Decanini, è stato indicato in circa 325 anni dall’anno 1000″. Inoltre, “si è trattato di un terremoto certamente non eccezionale per il territorio aquilano e assolutamente in linea con la sismicità  storica dell’area”.

Secondo il gup del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco, inoltre, nella vicenda del crollo della ‘Casa dello studente’ i tre tecnici condannati per il crollo che si occuparono dei restauri del 2000 hanno “colpevolmente e reiteratamente ignorato tutte le prescrizioni”. Per quanto attiene invece al tecnico dell’Azienda per il diritto allo studio che gestisce l’immobile, Pietro Sebastiani, condannato a due anni e mezzo, il giudice ha rilevato che lo stesso “non ha provveduto a fare il collaudo statico dell’immobile”. Nella vicenda  della Casa dello studente avvenuta in occasione del sisma del 6 aprile 2009 morirono 8 giovani. Per tutti gli imputati l’accusa è di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose.

“I terremoti non sono scientificamente prevedibili”, nel giorno e nel momento in cui possono accadere, “ma, quando accade un terremoto, gli edifici crollano se non sono costruiti con i criteri antisismici”. E’ commento alle motivazioni del giudice del il sismologo Enzo Boschi, intervistato dall’Adnkronos. “I terremoti provocano vittime perché gli edifici sono  costruiti male, ed è un antico problema” aggiunge Boschi.
“Questa sentenza non riguarda il mio processo”, andato a sentenza il 22 ottobre scorso, “per il quale siamo ricorsi in appello” precisa l’ex presidente dell’Ingv. “I terremoti non sono prevedibili ma gli edifici possono venire giù anche senza scosse di terremoto, solo perché sono costruiti male” ribadisce lo scienziato.

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fonte tg24.sky.it

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Vilipendio, il Quirinale contro Grillo: “Grossolane e ingiuriose falsificazioni”

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fonte immagine leggo.it

Vilipendio, il Quirinale contro Grillo: “Grossolane e ingiuriose falsificazioni”

La querelle sulle offese al capo dello Stato, dopo la denuncia di 22 persone per i commenti al post del leader del Movimento 5 Stelle, prosegue. Con una nota del Colle. Che precisa, sottolinea e ribadisce alcuni punti. Dopo la pubblicazione sul blog di Beppe Grillo di un post pieno di punture di spillo il Quirinale sbotta: “Decide il Parlamento”

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di | 16 maggio 2013

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Grillo-Napolitano, la querelle sul vilipendio al capo dello Stato, dopo la denuncia di 22 persone per i commenti al post del leader del Movimento 5 Stelle, prosegue. Con una nota del Colle. Che precisa, sottolinea e ribadisce alcuni punti. Dopo la pubblicazione sul blog di Beppe Grillo di un post pieno di punture di spillo per il presidente (“Chi può essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al presidente della Repubblica?). “La contestazione di eventuali ipotesi di reato” come l’offesa all’onore del Presidente della Repubblica “avviene del tutto indipendentemente da ogni intervento del Capo dello Stato, che non è chiamato a dare alcun parere né tantomeno autorizzazione all’autorità giudiziaria che ritenga di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 278 del Codice Penale”.

“Resta come problema reale di costume politico e di garanzia democratica – si legge nel comunicato – quello della capacità di distinguere tra ‘libertà di critica e ciò che non lo è – come già disse il Presidente Napolitano nel 2009 – ‘nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica’, specialmente quando si scada in grossolane, ingiuriose falsificazioni dei fatti e delle opinioni”.

“Anche se taluni mostrano di ignorarlo, il Presidente Napolitano già anni fa ribadì come in ogni caso spetti a chi ha potere di iniziativa legislativa, e dunque non al Capo dello Stato, proporre l‘abrogazione di quella disposizione del Codice. E per una decisione su proposte del genere è sovrano il Parlamento”. Il Quirinale non esercita alcuna pressione sulla magistratura, che decide spontaneamente di indagare su ipotesi di vilipendio al Capo dello Stato.

In un comizio a Barletta Grillo martedì aveva gridato la sua indignazione: “Se ci chiudono il blog resteremo senza democrazia”. Ma a rispondere ieri era stato Pasquale Cascella, ex portavoce del capo dello Stato, e oggi candidato sindaco proprio nella cittadina pugliese: “Grillo deve avere collaboratori sonnacchiosi: non sanno nemmeno segnalare quel che Napolitano ha detto sul vilipendio” replicava su Twitter rinviando a un intervento del capo dello Stato del 2009 in cui Napolitano invitava “chiunque abbia titolo per esercitare l’iniziativa legislativa” a “liberamente proporre l’abrogazione” dell’articolo 278 del codice penale. In quell’occasione – la giornata dell’informazione – Napolitano aveva anche detto: “Giudichino poi i cittadini che cosa è libertà di critica, e che cosa non lo è, nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori della mischia politica e mediatica”. In un secondo tweet Cascella aggiungeva: “Sonnacchiosi nel prendere quell’iniziativa legislativa suggerita da tempo da Napolitano tanto da far esporre un Grillo ignorante a Barletta”.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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Imu e Cig, il realismo di Letta: “Non sarà il decreto dei miracoli”

Imu e Cig, il realismo di Letta: "Non sarà il decreto dei miracoli"
Enrico Letta a Varsavia (ap)

Imu e Cig, il realismo di Letta:
“Non sarà il decreto dei miracoli”

Da Varsavia il premier invita a lavorare con i piedi per terra. “Al consiglio dei ministri di domani solo le prime scelte in vista delle riforme da fare entro 100 giorni”. Prima rata rinviata all’autunno solo per la prima casa e gli Iacp. Ma il Pdl avverte: “Via la tassa entro agosto o il governo cade”

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APPROFONDIMENTI

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VARSAVIA – “Dobbiamo avere il tempo di fare alcune riforme. E’ necessario spostare la data dell’Imu, sospenderla, per poter fare una riforma per rilanciare l’edilizia e rendere le famiglie italiane meno appesantite dal fisco. Ci daremo 100 giorni di tempo per fare la riforma”. Lo ha detto il premier, Enrico Letta, oggi a Varsavia. Il decreto che il governo varerà domani, aggiunge, conterrà alcune “prime scelte”, ma non certo “miracoli”.  “Il decreto di domani – sottolinea – non sarà il decreto dei miracoli, ma un decreto che contiene alcune scelte che ci danno 100 giorni di tempo per potere fare delle riforme. Le riforme le faremo in questi 100 giorni, parleremo con tutti, cercheremo di dare delle risposte sulle questioni delle imprese, sui terreni agricoli, sugli strumenti di cassa integrazione. Ma ripeto, lavoreremo con i piedi per terra, non sarà il decreto dei miracoli”, aggiunge lasciando capire che il provvedimento varato domani da Palazzo Chigi riguarderà solo la prima casa e le abitazioni Iacp, con lo spostamento della rata di giugno a settembre o a ottobre e il rifinanziamento indispensabile per la cig in deroga, 700-800 mln. “Era necessario spostare la data”, ricorda Letta, e “sospenderla per poter fare una riforma per rilanciare l’edilizia e rendere le famiglie italiane meno appesantite dal fisco”.

Realismo e cautele che sembrano cozzare con la spavalderia del Pdl. “Entro agosto bisogna fare la riforma complessiva della tassazione degli immobili,compresi i capannoni, altrimenti cadrà il governo Letta”, avverte il capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta parlando a ‘Porta a porta’

Al centro delle conferenza stampa tenuta congiuntamente con il primo ministro polacco Donald Tusk, anche gli altri temi di emergenza economica. “Sono convinto che tutti i leader europei vedano il tema come il grandissimo incubo del nostro continente e sono convinto che ci sia la volontà di fare scelte subito per sostenere la lotta alla disoccupazione giovanile”, dice Letta. “Saremo seri negli impegni – aggiunge – Le nostre scelte verranno fatte dentro il perimetro dei conti pubblici, non faremo nuovi debiti”, spiega il presidente del Consiglio. “Stiamo lavorando anche a tagli ai costi dell’amministrazione pubblica”, ha detto infatti il presidente del Consiglio.

‘Ho fortemente condiviso le parole di ieri di Hollande a Bruxelles: non c’è nessuna volontà da parte dell’Italia di creare assi contro la Germania. C’è la volontà insieme di fare le scelte giuste”, sottolinea.

Il presidente del Consiglio interviene anche sulla polemica sulle intercettazioni, dopo il nuovo affondo del Pdl. “Non mi ricordo che facesse parte del mio programma”, taglia corto. “Ho preso l’impegno di concentrarmi sul programma – prosegue – Il mio compito è questo. Questo è il motivo per cui Napolitano mi ha dato un incarico così oneroso. Sono convinto che questa sia la strada giusta. Non mi devo far distrarre da altre questioni. Questo è il mio dovere e questo dovere porterò avanti”. (16 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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Zanda: Berlusconi ineleggibile. Ira Pdl: «Così governo a rischio». Sì del M5S

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fonte immagine antoniodipietro.it

Zanda: Berlusconi ineleggibile. Ira Pdl: «Così governo a rischio». Sì del M5S

Brunetta: il capogruppo Pd vuole far cadere il governo

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ROMA – Alta tensione fra Pd e Pdl sulla giustizia, su Silvio Berlusconi e sulle intercettazioni.

A rinvigorire la polemica oggi è un’intervista del capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda, in cui l’esponente democrat sostiene l’ineleggibilità del Cavaliere «in quanto concessionario» e ribadisce il no del suo partito alla nomina a senatore a vita del Cavaliere. Insorge subito il Pdl («Così il governo è a rischio»), mentre il Movimento 5 stelle afferma si dice pronto fin da subito a «votare l’ineleggibilità di Berlusconi».

«Secondo la legge italiana Silvio Berlusconi, in quanto concessionario, non è eleggibile. Ed è ridicolo che l’ineleggibilità colpisca Confalonieri e non lui», ha sottolineato il capogruppo del Pd in una intervista ad Avvenire dove esprime il no del Pd a una eventuale nomina del leader del Pdl a senatore a vita. «In sessantasette anni di Repubblica non è mai stato nominato nessun senatore a vita che abbia condotto la propria vita come l’ha condotta Berlusconi. Non credo che debba aggiungere altro», afferma Zanda.

Sulla giustizia «abbiamo un’occasione: riformiamo il sistema e poi, a fine percorso, potremo discutere sul serio anche di amnistia e di indulto», che «hanno un senso solo se sono legate a misure strutturali», afferma ancora Zanda, che chiede anche a Formigoni di lasciare la presidenza della Commissione Agricoltura, rilancia il tema dell’ineleggibilità di Berlusconi – «in quanto concessionario» – e dice di non condividere la partecipazione dei ministri Pdl alla manifestazione di Brescia. Zanda premette che «la lealtà» del Pd «a questa strana coalizione è fuori discussione» ma l’ambizione del partito è anche quella di «conservare» il proprio «profilo politico».

Poi sul tema delle riforme sottolinea che le intercettazioni «vanno certamente mantenute» in quanto «strumento essenziale per le indagini» e che «una modifica della legge che oggi le regolamenta non fa parte del programma di governo». Quel che va sanzionato, aggiunge, «è la loro diffusione impropria». Inoltre, prosegue, «i membri del governo non devono scendere in piazza contro la magistratura dimenticandosi della divisione dei poteri. Ma anche la magistratura deve avviare una riflessione profonda».

Zanda auspica che sia chiesto alla politica in primis di non violare la legge: «Sto pensando a Roberto Formigoni», eletto alla Commissione anche «con il nostro voto». «Poichè dopo essere stato eletto è arrivata però una richiesta di rinvio a giudizio con due imputazioni gravi», «penso che dovrebbe prenderne atto e, responsabilmente, rinunciare alla presidenza della commissione».

«Le affermazioni del senatore Luigi Zanda Loy sono irricevibili. Del resto, Zanda Loy aveva già espresso questo suo convincimento il 20 marzo scorso, dichiarando: “sono pronto a votare l’ineleggibilità di Berlusconi”. Ma erano altri tempi, quando il Pd flirtava con i grillini», commenta Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl. «Oggi c’è un governo di grande coalizione in cui Pd e Pdl sono alleati. Evidentemente Zanda Loy vuol far cadere questo governo. Di certo è inaccettabile e irresponsabile che il capogruppo di un partito di coalizione pretenda l’ineleggibilità del leader del maggior partito alleato», conclude.

«L’intervista del presidente Zanda su “Avvenire” non facilita il compito del governo Letta. Spiace che il capogruppo del Partito Democratico torni a ribadire, dopo averlo già fatto a inizio legislatura, la sua opinione personale sull’ineleggibilità del presidente Berlusconi, contraddicendo i pronunciamenti più volte espressi dalla competente giunta parlamentare in materia. Ma ancor di più resto sorpreso di fronte alla sua volontà di giudicare la vita altrui in maniera così superficiale, esprimendo una valutazione morale francamente inopportuna». Lo dice il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani. «In spregio per di più alla decisione di 10 milioni di italiani, che ritengono il presidente Berlusconi degno di un vastissimo consenso. Così facendo, spiace constatarlo – conclude Schifani – non si aiuta il processo di pacificazione in atto e si rischia di porre dei paletti invalicabili alla riuscita dell’esecutivo».

«L’arroganza dei toni usata dal capo gruppo del Pd al Senato Zanda in un’intervista all’Avvenire contrasta fortemente con il clima di pacificazione che ci siamo imposti. Una cosa è collaborare per superare le emergenze, un’altra sottostare a espressioni che rasentano l’insulto. Nei confronti del governo il Pdl ha preso un impegno chiaro che intende mantenere. Ma non per questo è disposto a tollerare ingerenze da parte del Pd, i cui rappresentanti spesso pontificano in nome di una presunta superiorità morale che in realtà non hanno». Lo dice il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri.

«Le dichiarazioni del senatore Zanda sono gravi e stupefacenti, non solo nel merito, ma anche perchè confermano che da parte del Pd, per bocca del presidente del gruppo senatoriale, non vi è la volontà di perseguire una pacificazione bensì di alimentare ulteriormente uno scontro politico acceso fino a limiti finora mai superati, nel mentre dovremmo collaborare intensamente e con reciproco rispetto per sostenere un governo nel pieno di una drammatica crisi economica». Così il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, commenta l’intervista a Avvenire del capogruppo del Pd al Senato in tema di ineleggibilità di Berlusconi e sulla necessità che Formigoni lasci l’incarico di presidente di commissione.

«Con tutto il rispetto, non spetta né a me né a Zanda decidere su chi deve fare il senatore a vita», dice Nicola Latorre, senatore del Pd oggi a Un Giorno da Pecora.

«Il Movimento 5 Stelle prende in parola le dichiarazioni del capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda. Siamo pronti a sostenere e votare nelle apposite sedi, l’ineleggibilità del senatore Berlusconi, così come a contrastare politicamente la sua elezione a senatore a vita. La nomina di Berlusconi senatore a vita sarebbe un affronto al Paese e al rispetto delle leggi», sottolinea il capogruppo 5 stelle al Senato Crimi in una nota. «Il M5S dal primo giorno di questa legislatura ha posto il tema dell’ineleggibilità di Berlusconi e dei suoi legali inrelazione alla legge sul conflitto d’interessi del 1957. Si passi dalle parole ai fatti. Nella prima riunione della Giunta per le elezioni, convocata per martedì – prosegue – si metta immediatamente all’ordine del giorno l’ineleggibilità di Berlusconi. Il Movimento 5 Stelle è pronto a fare la sua parte e votare a favore del rispetto delle leggi e dichiarare Berlusconi ineleggibile», conclude il parlamentare.

Giovedì 16 Maggio 2013 – 12:47
Ultimo aggiornamento: 18:31

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fonte ilmessaggero.it

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Palermo, scoperta una centrale del riciclaggio 34 arresti, in manette anche un giudice del Tar

Palermo, scoperta una centrale del riciclaggio 34 arresti, in manette anche un giudice del Tar

Il tributarista Gianni Lapis, già prestanome della famiglia Ciancimino

Palermo, scoperta una centrale del riciclaggio
34 arresti, in manette anche un giudice del Tar

Un infiltrato della Finanza nella rete di insospettabili che ripuliva soldi sporchi. Arrestati il tributarista Gianni Lapis, ex prestanome della famiglia Ciancimino, e un magistrato in servizio al Tribunale amministrativo regionale del Lazio che utilizzava il suo ufficio per incontrare i mediatori d’affari. In manette anche due sottufficiali dei carabinieri

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di SALVO PALAZZOLO

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Ci sono voluti mesi per entrare nelle grazie dei manager del riciclaggio, fra mail anonime, collegamenti Skype, e appuntamenti nei luoghi più impensati. Ma, alla fine, l’agente sotto copertura  –  un ufficiale della Guardia di finanza – è riuscito ad accreditarsi in quel paludoso mondo di insospettabili faccendieri. C’era anche un giudice del Tar Lazio nella grande rete del riciclaggio che gestiva in modo illegale il cambio di grosse quantità di valuta straniera: Franco Angelo Maria De Bernardi è stato arrestato questa mattina, riceveva faccendieri e intermediari d’affari addirittura nel suo ufficio romano, lì riteneva di essere al sicuro da intercettazioni, e invece i suoi movimenti sono stati seguiti dalla Procura di Palermo e dal nucleo speciale di polizia valutaria della Finanza diretto dal generale Giuseppe Bottillo.

Sono 34 le ordinanze di custodia cautelare scattate questa mattina, all’alba: 22 in carcere e 12 ai domiciliari. Sono state eseguite in tutta Italia. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il principale mediatore del gruppo stava a Palermo, adesso è in carcere. Si tratta dell’avvocato tributarista Gianni Lapis, già condannato per essere stato uno dei principali riciclatori del tesoro di Vito Ciancimino, l’ex sindaco di Palermo vicino ai boss. Nel blitz della Finanza sono finiti anche due sottufficiali dei carabinieri in servizio a Roma, avrebbero avuto un ruolo nelle complesse operazioni finanziarie che puntavano non solo a ripulire soldi sporchi, ma a commercializzare in modo illegale oro che arrivava dal Ghana. Ai domiciliari è andato un funzionario della Regione Siciliana, Leonardo Di Giovanna, in servizio al settore Beni e servizi. L’accusa contestata, a vario titolo, è quella di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio.

Questa indagine è una delle ultime coordinate dall’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, prima della partenza per l’incarico Onu in Guatemala. A condurla è stato un pool di magistrati, composto da Lia Sava (da qualche settimana procuratore aggiunto a Caltanissetta), Dario Scaletta e Daniele Paci. L’inchiesta ha scoperto che i mediatori incassavano il 5 per cento su ogni operazione di riciclaggio andata a buon fine. E’ rimasto il giallo sull’origine dei soldi sporchi che dovevano essere ripuliti. All’infiltrato fu detto che una parte di quei soldi avevano “natura politica”, sarebbero state tangenti versante ai politici fra il 1986 e il 1988.  (16 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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Ondata di maltempo su Nord e Centro Italia. Allerta in Veneto. Disagi in Liguria e Toscana

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Il Po ai Murazzi di Torino

Ondata di maltempo su Nord e Centro Italia.
Allerta in Veneto. Disagi in Liguria e Toscana

Diffusi fenomeni temporaleschi nel Nord Italia, neve in Valle d’Aosta. Strade chiuse a Genova, La Spezia e in Lucchesia per caduta di alberi. La Protezione Civile ha invitato i cittadini del Comune di Vicenza a mettere al riparo auto e beni. Residua instabilità al Sud, con massime fino a 24 gradi e venti di scirocco

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ROMA Il maltempo non concede tregua e anche la giornata di oggi, nel Nord e Centro Italia, sarà caratterizzata da intense piogge, forti venti e notevoli disagi.

In Veneto la Protezione Civile ha decretato lo stato di allarme idrogeologico fino alla mezzanotte di domani e il comune di Vicenza ha invitato i cittadini coinvolti nelle esondazioni dell’autunno scorso a mettere al sicuro beni e auto. Massicci fenomeni temporaleschi hanno colpito il Nordest già durante la scorsa notte e proseguiranno per almeno due giorni. Dopo una tregua prevista per sabato, le precipitazioni riprenderanno già a partire da domenica. A causare l’ondata di maltempo sarebbe una depressione che si estende dalle zone settentrionali a quelle occidentali dell’Europa.

Pioggia e neve in Valle d’Aosta ormai da 24 ore, con precipitazioni più intense in bassa Valle e al confine con il Piemonte. Nevica sopra i 1.900 metri di altitudine. Stamani sulla strada regionale per Cogne sono franati alcuni massi che, però, non hanno causato problemi alla circolazione. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire in provincia di Torino per smottamenti stradali e caduta di alberi.

Il maltempo colpirà tutto il Nord fino al primo pomeriggio, per poi concedere una piccola tregua ed intensificarsi di nuovo in tarda serata. Secondo quanto emerso da un monitoraggio della Coldiretti al Ponte di Becca, il livello idrometrico del fiume Po è già salito di quasi un metro in sole ventiquattro ore, mentre il lago di Garda ha raggiunto il livello massimo del periodo.

Disagi si sono verificati in Liguria. Alberi caduti e strade interrotte a Genova, dove nella notte si è abbattuto un violento nubifragio. La pioggia insistente ha appesantito le chiome degli alberi, i tronchi hanno ceduto al peso eccessivo e si sono schiantati. Sono arrivate decine di chiamate ai vigili del fuoco che hanno effettuato interventi per liberare le strade, interrotte già dalle prime ore della mattina. L’allerta 1 è stata confermata fino a mezzogiorno.

Sottopassi e negozi allagati, alberi caduti, strade bloccate a La Spezia e provincia. La statale 1 “Via Aurelia”, rimasta chiusa in entrambe le direzioni nelle prime ore di questa mattina in località Riccò del Golfo, è stata regolarmente riaperta al traffico, grazie all’intervento dell’Anas.

Disagi anche in Toscana sulle strade della Lucchesia. Sulla statale 12 dell’Abetone e del Brennero il traffico è stato provvisoriamente bloccato in entrambe le direzioni in località Bagni di Lucca per alberi caduti che hanno ostruito la carreggiata.

Al sud permane una residua instabilità tra Calabria tirrenica, Molise, Basilicata e medio-alta Puglia, con ampi rasserenamenti previsti in serata. Le temperature si mantengono stabili o in lieve calo, con le massime tra 19 e 24 gradi. (16 maggio 2013)

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

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CRISI & GOVERNO – Salta lo sconto Imu alle imprese “I conti non ce lo permettono”

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fonte immagine lavorofisco.it

Salta lo sconto Imu alle imprese
“I conti non ce lo permettono”

Stop a prima casa e forse agli immobili rurali. Tensioni con la maggioranza

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Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni

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di Alessandro Barbera
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Roma

L’epilogo era scritto. L’idea di concedere uno sconto sul pagamento della prima rata Imu alle imprese è andata a sbattere contro la dura realtà dei numeri. Accontentare tutti era impossibile: la tassa versata dalle imprese vale più di dieci miliardi di euro. La pressione di Pd e Pdl su Letta e Saccomanni per ottenere almeno uno sconto selettivo per i capannoni delle imprese sotto una certa soglia di reddito ha alimentato troppe aspettative. Commercianti, costruttori, artigiani, albergatori. C’è chi si è rivolto agli amici parlamentari, altri – vedi Confcommercio – hanno scritto direttamente a Palazzo Chigi. È toccato al ministro dell’Economia azzerare ogni richiesta. Il consiglio dei ministri di domani si limiterà ad approvare ciò che era già stato deciso la settimana scorsa: sospensione del pagamento della prima rata sulla casa di residenza – lo stop potrebbe essere allargato ai soli immobili ad uso agricolo – rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, taglio della doppia indennità per i ministri parlamentari. Ogni altra questione è rimandata ad una generica seconda fase, nient’altro che la riforma dell’intera tassazione immobiliare, la principale fonte di sostentamento dei Comuni.

Ieri pomeriggio a Palazzo Chigi ne hanno discusso in quattro: Letta, Saccomanni, Alfano e Giovannini. «La strada non è in discesa. Se vogliamo ottenere la chiusura della procedura di infrazione da parte di Bruxelles occorre essere cauti», ha detto il titolare del Tesoro ai suoi interlocutori. All’ex direttore della Banca d’Italia non è piaciuto il pressing subito dalla maggioranza per spingerlo a concedere più di quanto fosse possibile in questa fase. Prima al G7 di Londra, poi all’Ecofin di lunedì e martedì Saccomanni aveva già dovuto fare i conti con chi guarda con sospetto la decisione di sospendere l’Imu sulla prima casa. Nell’inevitabile gioco delle parti, Pd e Pdl sostengono che occorre battere i pugni sul tavolo e dare un segnale alle imprese ancora soffocate dalla crisi. Saccomanni – su questo ha il pieno sostegno di Letta – insiste nello spiegare che tentare di forzare la mano sarebbe solo controproducente, soprattutto fino ai primi di giugno, quando la procedura dovrebbe essere chiusa. La prudenza è tale che persino il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga sarà – con disappunto del segretario Pd Epifani – al di sotto delle aspettative: non più di 800 milioni, la stessa cifra stanziata da Monti l’anno scorso.

Nella riunione a Palazzo Chigi Alfano ha annuito, ma ha comunque chiesto a Saccomanni di riferire direttamente al capogruppo Pdl Brunetta, con il quale si è poi visto alla Camera. Al dunque ha pesato il niet del partito trasversale dei sindaci, rappresentato nel governo da Graziano Delrio, ministro della Coesione e tuttora sindaco a Reggio Emilia: un rinvio anche sulle imprese avrebbe mandato in tilt i conti di molti Comuni.

Insomma, vista la posta in gioco, e con la questione Giustizia sullo sfondo, la tensione nella maggioranza resta alta. «Non fare nulla sulle imprese è un suicidio», dice un esponente Pd sotto stretto anonimato. «Si doveva fare di più», aggiunge un collega Pdl. Ma l’ordine di scuderia di Palazzo Chigi e del Quirinale è troncare e sopire. Una riunione dei vertici e dei ministri Pdl convocata all’ora di cena a Via dell’Umiltà è stata derubricata da Brunetta e dal collega capogruppo in Senato Schifani come ordinaria amministrazione. Brunetta al telefono conferma: «L’accordo con il governo era su prima casa e immobili rurali, e così sarà».

Twitter @alexbarbera

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fonte lastampa.it

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