Don Gallo, l’appello della comunità “Non lasciateci soli”

Don Gallo, l’appello della comunità “Non lasciateci soli”
Don Andrea Gallo

Don Gallo, l’appello della comunità
“Non lasciateci soli

I giovani della Comunità si stringono attorno al ricordo del ‘sacerdote degli ultimi’: “Dopo queste giornate in cui siamo stati attraversati da migliaia di persone, abbiamo bisogno di un momento di riflessione. Insieme vogliamo continuare l’opera del Don”

.

di AVA ZUNINO

.

La parola d’ordine è “non lasciateci soli”. Gli “eredi” di don Gallo chiedono che la Comunità non ‘abbandonata’ dalla città. Dopo essere stati travolti dalla valanga di messaggi, manifestazioni di affetto e seimila presenze alle esequie, i giovani della comunità di San Benedetto temono che presto – troppo presto – arrivi il momento in cui ciascuno proseguirà per la sua strada.

Il giorno dopo il funerale di don Andrea Gallo, la comunità si chiude in riflessione: “Dopo queste giornate in cui siamo stati attraversati da migliaia di persone, dal giorno della morte di Andrea e anche prima, durante la sua malattia, abbiamo forse bisogno di un momento di riflessione, di parlarci tra noi”.

Vogliono tenere il passo del Don, ma trasportando ciascuno un pezzo della sua creatura e dei suoi valori. Come? “Diventando un coro – spiegano in comunità – una pluralità di voci, parleremo in diversi e tanti”, dicono.

Intanto anche fuori si preparano gli appuntamenti di cui lui è stato protagonista da sempre. Il primo avverrà proprio pochi giorni dopo il suo compleanno. Per la precisione tre giorni dopo: il 21 luglio anniversario del G8 e della morte di Carlo Giuliani. Per la prima volta da quel luglio del 2001, all’incontro in piazza Alimonda per celebrare quel tragico anniversario, don Gallo non ci sarà.

Proprio il G8 e la morte di Giuliani sono stati uno degli eventi che don Ciotti sabato mattina aveva ricordato dall’altare della chiesa del Carmine durante i funerali del Don. Parlava di don Gallo, il don Gallo che ha preso la bandiera di tante battaglie, da quella contro i Cie – i Centri di identificazione ed espulsione – e le condizioni dei carcerati, a quella contro le impronte digitali per schedare i Rom, fino alla solidarietà ai NoTav.

“L’emarginazione e la povertà — ha detto ancora Don Ciotti ricordando il pensiero di don Gallo — non sono fatalità ma il prodotto di ingiustizie e precise scelte politiche. Le sue parole, a volte sferzanti, nascevano da un grande desiderio di giustizia”. (26 maggio 2013)

.

APPROFONDIMENTI

.

fonte genova.repubblica.it

PRINT – EMAIL – PDF

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: