Archive | maggio 29, 2013

Franca Rame, il Tg2 chiede scusa per il servizio offensivo

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Franca Rame, il Tg2 chiede scusa per il servizio offensivo

Il Tg2 corre ai ripari. Su Franca Rame manda in onda un servizio in cui si ricorda lo stupro fascista. E chiede scusa per primo servizio offensivo

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redazione globalist.it
mercoledì 29 maggio 2013 20:57

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Il Tg2 si è sbrigato a correre ai ripari. Dopo il servizo offensivo denunciato da Globalist, ha cambiato strada, facendo un servizio più oculato, attento alla verità storica, che citava lo stupro fascista soprattutto. E senza riferimenti all’avvenenza di Franca suggestivamente messa in rapporto con la feroce violenza.

Il Tg2 della sera ha chiesto anche scusa per il servizio di Carola Carulli, spiegando ai telespettatori che a qualcuno era sembrato involontariamente offensivo. Diciamo che è buono che siano arrivate le scuse, ma è immaginabile che la responsabilità di un servizio così sbagliato, allusivo, omertoso e lontano dalla verità storica nons ia soltanto l’autrice. E che qualcuno abbia una responsabilità più grande perché direttiva.

Le inopportune dichiarazioni di Marcello Masi – Il direttore del Tg2, Marcello Masi, esprime da parte sua «rammarico per il fatto che qualcuno possa solo immaginare che ci sia qualsiasi giustificazione a ogni forma di violenza nei confronti delle donne e in particolare di Franca Rame, che ha segnato la mia crescita umana. Mi vergogno per quelli che pensano una cosa del genere».

Vergognandosi per quelli che hanno pensato una cosa del genere, Masi probabilmente voleva riferirsi a Globalist, ossia al sito che ha sollevato il caso e che non sta molto simpatico al direttore del Tg2, non fosse perché – unici – lo abbiamo sbeffeggiato mentre imperterrito mandava in onda a spese del servizio pubblico la sua cara Michela Vittoria Brambilla, che ha battuto il record di presenze con la scusa dei cani.

Peccato però che Masi, poco accorto almeno quanto la Carulli, abbia sostanzialmente detto che si vergogna di quelle migliaia e migliaia di persone che avendo visto e sentito quanto andato in onda hanno protestato, si sono indignati e hanno chiesto che fatti simili non accadano più. Masi, quindi, si vergogna della stragrande maggioranza di coloro che hanno avuto la sventura di vedere quel servizio del Tg2.

Salvo poi essere costretto (da viale Mazzini?) a chiedere pubblicamente scusa. E allora Masi ci spiegherà se si vergogna così tanto di noi e dei suoi telespettatori, perché ha dovuto scusarsi? O non farebbe prima a vergognarsi per quello che dolosamente o colposamente è uscito dal suo Tg? Peccato. Un vero peccato. Ammettere l’errore e chiedere scusa è un gesto coraggioso, anche perché tutti possiamo sbagliare. Invece il nostro ha voluto esternare, tanto che noi, adesso, ci vergognamo della sua vergogna. (Globalist).

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fonte globalist.it

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Facebook, stop violenza alle donne: utenti e investitori contro il sessismo

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fonte immagine adland.tv

Facebook, stop violenza alle donne:
utenti e investitori contro il sessismo

Troppi contenuti pieni di “odio mediatico” verso l’universo femminile, con immagini esplicite e ironia greve. Proteste online e inserzionisti che abbandonano. E Palo Alto decide per il giro di vite: più controlli e utenti denunciabili in caso di pubblicazione di materiale offensivo

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TROPPI contenuti misogini mascherati da vignette e battute da bar. Tante bacheche e gruppi con immagini e testi eloquenti con donne picchiate e brutalizzate, condite da ironie rozze. E Facebook decide di rivedere, secondo alcuni dopo troppo tempo, le linee guida sulla pubblicazione di contenuti (qui il comunicato ufficiale, in inglese). Facebook ha rimosso i messaggi incriminati, anche se diversi contenuti risultavano in un primo momento come “non offensivi”, rimanendo online. E quindi dubbi e proteste non si sono interrotte.

L’intervento sui termini di servizio arriva sicuramente perché le proteste, dirette e indirette (su Twitter c’è l’hashtag #fbrape) si erano fatte pressanti. Attivisti dei gruppi inglesi Everyday Sexism Project e l’americano WAM! hanno denunciato quanto i contenuti palesemente misogini di alcune pagine del social con migliaia di mail e decine di migliaia di tweet. Ma anche perché oltre agli utenti indignati, a premere sul social network ci sono gli investitori, quei big spender di cui Fb non puà fare a meno, come Nissan e Unilever. Che hanno deciso di sospendere le loro inserzioni pubblicitarie su Facebook dopo che le loro campagne sono apparse vicino a post offensivi, soprattutto contro le donne. Un risultato dovuto all’algoritmo che fa comparire gli annunci a seconda delle preferenze dell’utente. Ma di certo le aziende non vogliono comparire in pagine come “Violentare per divertimento” e “Mi piaceva per il suo cervello”, che contiene agghiaccianti foto di donne con la testa rotta.

Al di là del marketing, c’è una questione annosa che coinvolge il social network su questi temi. Da Fb hanno lungamente risposto: “Se non vi buttano fuori da un bar per una battuta pesante, allora non verrete neanche espulsi da Facebook”. Ma evidentemente si è andati troppo oltre. E da Palo Alto hanno ammesso, in un comunicato ufficiale, di aver sottovalutato l’insidia del cosiddetto “hate speech”, ovvero “odio mediatico”, che nell’avversione alle donne trova uno degli esempi più diffusi e deprecabili. Cambieranno le regole per chi pubblica contenuti, ci sarà maggior controllo e i titolari dei contenuti saranno denunciabili, probabilmente direttamente dal social network.

Un giro di vite necessario, dal punto di vista dell’opportunità sociale, ma anche economico.  Come rivela il Financial Times per Facebook è un momento fondamentale e  deve riuscire a controllare i contenuti che vengono pubblicati per evitare che finiscano vicino a inserzionisti con una reputazione da difendere. Nei primi tre mesi del 2013 il gruppo californiano ha generato ricavi di 1,46 miliardi di dollari, con un aumento del 38% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno soprattutto grazie all’implementazione di nuovi strumenti che permettono agli inserzionisti di indirizzare le loro pubblicità ai singoli utenti. (29 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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INCREDIBILE TG2 SULLA RAME – “Usava la bellezza fisica finché fu stuprata.” E tace sui violentatori fascisti

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Usava la bellezza fisica finché fu stuprata: incredibile Tg2 sulla Rame

Nel ritratto dell’attrice il Tg omette di dire che i violentatori erano fascisti. E racconta la vicenda in modo ambiguo, come se Franca si fosse cercata lo stupro.

Desk
mercoledì 29 maggio 2013 19:05


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Prima l’omissione della morte del generale genocida e fascista argentino Videla, notizia ignorata. altrimenti bisognava parlare dei crimini dei golpisti.

Oggi, nel ricordo di Franca Rame, l’incredibile (anzi, fin troppo credibile) omissione del fatto che la grande attrice fosse stata stuprata dai fascisti. Perché al Tg2 parlare di fascisti non si può. Probabilmente disturebbbe troppo i nuovi piccoli editori di riferimento, tra i tanti contorcimenti e riposizionamenti della testata, nel nobile esercizio di salvare le chiappe a rischio.

Anzi, nell’ambiguità del racconto è parso anche che l’attrice si fosse in qualche modo cercata lo stupro per l’uso della sua bellezza fisica. Alla faccia di tutte le campagne contro il femminicidio e la violenza sulle donne.

E sì, perché nel servizio mandato in onda nell’edizione delle 13 e firmato da Carola Carulli (vagamente tendenzioso, ma su questo torneremo poi…) c’è un cenno alla terribile esperienza dell’attrice, violentata dopo essere stata sequestrata. Ma non una parola su chi e perché: era una comunista impegnata politicamente e i fascisti – sobillati da alcuni settori dell’Arma dei carabinieri che li proteggevano – vollero darle in quel modo una lezione. Tanto che l’ineffabile giornalista ha detto: “Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione”. Chi erano questi aggressori e perché? Silenzio del Tg2, hai visto mai che alla vigilia del ballottaggio per il sindaco di Roma si dia fastidio ad Alemanno?

Peccato, perché il Tg2 ha perso una grande occasione per raccontare davvero la biografia di una grande attrice politicamente impegnata e che ha sempre pagato di persona le sue scelte.

Ma invece nel pezzo tendeziosetto e giustificazionista si diceva testualmente: “Una donna bellissima Franca, amata e odiata. Chi la definiva un’attrice di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante; chi invece la vedeva coma la pasionaria rossa che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione. Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione”.

Nella parte del “complimento” la sua passione è stata definita “totalizzante”. Totalizzante? All’anima del complimento di chi l’amava… Nell’altra si parla di una ammaliatrice rossa.

Ma è triste il “finché” con il quale è stato collegato il primo passaggio a quello successivo. E’ stata una “che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione finché…”. Finché? Ma stiamo scherzando? La giornalista (e meno male che è una donna) vuole forse dire che se l’è andata a cercare? Che siccome aveva usato la bellezza fisica (il che tra l’altro è un falso) aveva provocato la reazione? Oppure la giornalista ha una vaga idea dell’italiano e di come si comunemente legge il suo “finché” e farebbe meglio a riconsegnare il tesserino? E poi stuprata da chi? Di ignoti violentatori prescritti. Perché dire fascisti non si può. Parlare dei mandanti (all’interno dei carabinieri) giammai. Meglio il finché.

Proprio un bel ricordo degno del Tg2: in parte censurato (il ruolo dei fascisti) in parte tendenzioso (totalizzante) in parte perfino giustificativo dello stupro (finché).

Ad maiora. Avvertiteci quando morirà Priebke. Ci aspettiamo una bella frasetta del tipo: nella Capitale ci fu una attività armata dei partigiani “finché” dopo l’attentato di via Rasella i nazisti…

In conclusione solo una domanda: avete uno specchio a casa?

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fonte globalist.it

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Amministrative, Grillo contesta flop M5S: “Ecco le cifre del crollo dei partiti, sono morti”

Amministrative, Grillo contesta flop M5S: "Ecco le cifre del crollo dei partiti, sono morti"
Beppe Grillo con Marcello De Vito, il deludente candidato a sindaco di Roma (imagoec)

Amministrative, Grillo contesta flop M5S:
“Ecco le cifre del crollo dei partiti, sono morti”

Il leader cerca di frenare il malcontento del movimento raffrontando i risultati del Pd e del Pdl tra 2008 e 2013 e dà la colpa ai media: “Questi sono i dati che non vi mostrano”. Poi detta la linea sui ballottaggi: “Non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra”. Nuovo avvertimento ai parlamentari “scontenti”: “Chi pensa ad accordo con il Pd è fuori”

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ROMA – E’ ‘il crollo degli altri’ il senso del post fatto di numeri che Beppe Grillo mette in bella evidenza sul suo blog per dimostrare che se crollo c’è stato è stato quello dei partiti tradizionali. E allora ecco “i dati che non vi mostrano”, ennesima implicita critica ai media, per dare conto del -48% del Pd a Roma, del -65% del Pdl, sempre nella Capitale e sempre nel raffronto 2008-2013, e il +22% di M5S. Anche per Siena, Ancona e Avellino, segni meno per Pd e Pdl e positivi per M5S. Sintesi? “I partiti sono morti”.

In testa alla colonna di cifre pubblicata dal leader del Movimento Cinque Stelle, i numeri delle elezioni nella capitale. Nel 2008 a Roma il Pd raccolse 521.880 voti che alle amministrative di domenica e lunedì scorsi sono diventati 267.605 (-254.275 voti, con un calo percentuale del 48%). Nello stesso confronto il Pdl è passato da 559.559 voti a 195.749 (-363.810 voti, con un calo percentuale del 65%). Il M5S, che nel 2008 muoveva i suoi primi passi, nella corsa per il Campidoglio ottenne 40.473 voti, cresciuti ora a 130.635 (+90.162 voti e + 222%). Andamento che è poi ripetuto più o meno simile anche dai numeri di Ancona, Siena ed Avellino.

Il post di Grillo è un’evidente risposta al malcontento crescente nel movimento dopo il deludente risultato elettorale. Se è vero, infatti, come sottolinea il leader, che i numeri rispetto agli esordi di 5 anni fa sono in crescita, è altrettanto vero (e politicamente più allarmante) il fatto che i consensi si sono dimezzati quasi ovunque rispetto al boom ottenuto alle politiche di appena tre mesi fa.

In un secondo intervento sul suo sito, dal titolo ‘Non abbiamo fretta’ , l’ex comico ribadisce però di vedere le cose diversamente. “Dopo le elezioni politiche e l’affermazione del M5S, Casaleggio disse che per lui ‘era un giorno come un altro’. Valeva anche per me. Nel senso che era la tappa di un percorso. Non abbiamo fretta. Anche ieri, dopo le comunali è stato un giorno come un altro. Nessun trionfo a febbraio, nessun tonfo a maggio”.  Grillo ripete quindi che “l’obiettivo del M5S è di cambiare il sistema, le regole del gioco, di introdurre nella costituzione strumenti di democrazia diretta, oggi totalmente assenti o disattesi. Non abbiamo fretta”.

Guardando ai prossimi ballottaggi, il leader quindi avverte: “Ogni tanto è bene ribadire che il Movimento non è un partito, non fa alleanze con i partiti, né inciuci. Questo vale per i prossimi ballottaggi dove non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra, tra loro non c’è alcuna differenza”. “Forse – concede, a modo suo – la destra ti prende un po’ meno per il culo”. “Chi si è candidato per il M5S al Parlamento e vuole un accordo con il pdmenoelle scordandosi degli impegni elettorali e della sua funzione di portavoce per realizzare il nostro programma – avverte ancora rivolto alle voci critiche che si vanno moltiplicando tra deputati e senatori M5S – è pregato di avviarsi alla porta. E’ meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti. C’è più controllo”.

(29 maggio 2013)

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

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E’ morta Franca Rame. Era simbolo di lotta per diritti delle donne

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Morta Franca Rame, aveva 84 anni. Era simbolo di lotta per diritti delle donne

Tra dicembre 2011 e marzo 2012, con il marito Dario Fo, ha riportato in scena ‘Mistero buffo’ in una serie di spettacoli nel nord Italia. Il 19 aprile dello scorso anno era stata colpita da un ictus e ricoverata d’urgenza al policlinico di Milano

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di | 29 maggio 2013

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E’ morta a Milano l’attrice Franca Rame. Nata a Parabiago nel 1929, avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 18 luglio. Accanto a lei il marito Dario Fo e il figlio Jacopo. Per il fattoquotidiano.it aveva scritto di sé: “Sono nata in una famiglia con antiche tradizioni teatrali, maggiormente legate al teatro dei burattini e delle marionette. Ho debuttato nel mondo dello spettacolo appena nata e nel 1950, assieme ad una delle sorelle, ho lavorato nella rivista con Marcello Marchesi. Nel 1954 ho sposato Dario Fo, con cui quattro anni dopo, ho fondato la Compagnia Dario Fo-Franca Rame. Nel 1968, sempre al fianco di Dario, ho abbracciato l’utopia sessantottina fondando il collettivo ‘Nuova scena’ dal quale, dopo aver assunto la direzione di uno dei tre gruppi in cui era diviso, mi sono separata per divergenze politico-ideologiche insieme a Dario: ciò porterà alla nascita di un altro gruppo di lavoro, detto ‘La comune’, con cui ho interpretato spettacoli di satira e di controinformazione politica anche molto feroci. Sempre con Dario ho sostenuto l’organizzazione ‘Soccorso rosso militante’. A partire dalla fine degli anni anni ’70, ho partecipato al movimento femminista e ho iniziato a interpretare testi di mia composizione. Nel 1971 ho sottoscritto l’appello pubblicato sul settimanale L’Espresso contro il commissario Luigi Calabresi. Nel marzo del 1973, sono stata rapita da esponenti dell’estrema destra e ho subito ogni tipo di violenza. Il reato contestato ai miei aguzzini è andato in prescrizione dopo 25 anni”.

Sul nostro sito “Lettere d’amore a Dario” – Nella sua biografia per il blog sul nostro sito, inaugurato nel luglio 2010, Franca Rame ripercorre le tappe della sua vita. Dalla nascita in una famiglia di artisti, all’amore per Dario Fo, passando per l’imprescindibile impegno politico e a favore dei diritti delle donne. Sempre per il fattoquotidiano.it aveva scritto “Lettere d’amore a Dario in cui l’attrice racconta se stessa: “Quando ero piccola avevo un pensiero che mi esaltava: morire – scriveva – Quando morirò? Com’è quando si muore? Come mi vestirò da morta?”. Un lungo racconto in prima persona: “A volte mi stendevo sul lettone di mamma: aspettavo che qualcuno mi venisse a cercare e si spaventasse…scoppiando in singhiozzi. “E’ mortaaa! Franchina è mortaaaaa?!” E tutti a corrermi intorno piangendo…”. Poi il salto nel presente: “Ora siamo nel 2013. Da allora sono passati molti anni. Sono arrivata agli 84 il 18 luglio. Faremo una bella festa tutti insieme”. Poi un’affettuosa descrizione del figlio Jacopo: “Era un bimbo molto curioso e pensoso. Chiedeva sempre: e cosa vuol dire questo e perché no. Una volta, aveva 5 anni, gli chiesi: “Che fai Jacopino?”. “Do da mangiare al vento…”. Ero un po’ preoccupata”. Il racconto delle nipotine, delle feste estive a Cesenatico e un tocco di poesia quando Franca racconta di un dialogo immaginario con una stella, “una stella delle Brigate rosse”: “Sono tanto triste perché sono disoccupata. Ho perso il mio lavoro – dice l’attrice alla stella. Sono felice di aiutare Dario che è il MIO TUTTO, curare i suoi testi, prepararli per la stampa, ma mi manca qualcosa… quel qualcosa che non mi fa amare più la vita”. E quel qualcosa è il teatro. Infine, la conclusione: “Caro Dario tutto quanto ho scritto è per dirti che se non torno in teatro muoio di malinconia“.

L’ultima battaglia politica: via gli impresentabili dal Pd – Il 16 gennaio scorso, poco prima delle elezioni politiche, Franca Rame lancia un appello dalla colonne de Il Fatto Quotidiano: “Via gli impresentabili dal Pd“. Ex senatrice dell’Italia dei valori dal 2006 al 2008 (“Lasciai non condividendo gli orientamenti governativi”, spiegò), Franca chiede ai dirigenti del Partito democratico, in primis all’allora segretario Pier Luigi Bersani, di “cancellare dalle liste dei candidati i nomi degli “indegni”: condannati, imputati, indagati, portatori di conflitti d’interesse e amici degli amici, soprattutto in Campania e in Sicilia”. “Spero che oggi – l’auspicio finale – cari dirigenti del Pd, voi prendiate decisioni che piacciono agli italiani. Pensateci bene. Altrimenti sarà guerra fredda, perché sarete voi (e non Ingroia o Grillo) a far vincere Berlusconi”.

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Enzo Jannacci e Franca Rame tra affetto e ironia

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Nel 1973 il rapimento e lo stupro Il 9 marzo del 1973 Franca Rame viene rapita da esponenti dell’estrema destra e subisce violenza fisica e sessuale. Quell’episodio – rievocato nel 1981 con il monologo “Lo stupro” – invece di fiaccarla dà nuovo vigore al suo impegno politico. Nel 2009 scrive, sempre con il marito Dario Fo la sua autobiografia intitolata ‘Una vita all’improvvisa. Tra dicembre 2011 e marzo 2012, con Fo, ha riportato in scena ‘Mistero buffo‘ in una serie di spettacoli nel nord Italia. Il 19 aprile dello scorso anno era stata colpita da un ictus e ricoverata d’urgenza al policlinico di Milano.

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fonte ilfattoquotidiano.it

fonte immagine ‘franca rame’ team1omega4austria.wordpress.com

fonte immagine ‘rose’ metello.com

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Fantastico 1988- Franca Rame: Lo Stupro 1a parte

FrancaRameVideo FrancaRameVideo

Caricato in data 17/nov/2008

Franca Rame:un introvabile video di Fantastico 1988 con Adriano Celentano in cio la grande attrice recita il suo famoso brano Lo Stupro. Sconvolse allora mezza Italia.

Fantastico 1988- Franca Rame: Lo Stupro 2a parte

M5S: web in rivolta contro Grillo, “caro Beppe, non hai capito niente”

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fonte immagine tg24.sky.it

M5S: web in rivolta contro Grillo, “caro Beppe, non hai capito niente”

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07:24 29 MAG 2013

(AGI) – Roma, 29 mag. – “L’Autunno Freddo e’ vicino e forse, per allora, l’Italia ‘A’ capira’ che votando chi li rassicura, ma in realta’ ha distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno”. Cosi’ Beppe Grillo chiude il suo post di commento alle elezioni amministrative che ha visto un forte calo di consenso per il Movimento 5 stelle. Grillo mescola sarcasmo e autocritica, e attacca chi ha votato per Pd e Pdl, quella ‘Italia A’ che contrappone alla ‘Italia B’ che invece ringrazia per aver “rischiato” votando M5S. Ed e’ comunque a quella Italia la cui bandiera e’, incalza, il “teniamo famiglia” che Grillo rivolge un sarcastico “vi capisco, avete fatto bene”.
“Ringrazio tutti coloro che hanno ‘rischiato’ dando il loro voto al M5S che avra’ a seguito di queste elezioni dove si presenta in 199 comuni, in quasi tutti per la prima volta, circa 3/400 nuovi consiglieri, raddoppiando quelli attuali”, scrive, in un post scriptum, Grillo. Nel post, aveva ammesso che “il M5S ha commesso errori, chissa’ quanti” ma evidenziando allo stesso tempo che “e’ stato l’unico a restituire, nella storia della Repubblica, 42 milioni di euro allo Stato, a tagliare lo stipendio dei parlamentari e a destinare i tre quarti di quello dei consiglieri regionali siciliani alla microimpresa”.

L’IRA DEI ‘GRILLINI’: “CARO BEPPE, NON HAI CAPITO UN BENEMERITO!”

I candidati non erano all’altezza, il Movimento 5 stelle deve rivedere il metodo. Non sono passate nemmeno due ore e la base sul web si e’ scatenata con oltre 1000 commenti al post di Grillo ‘Vi capisco’. Quello dove il comico genovese con sarcasmo aveva contestato chi alle elezioni amministrative ha votato di nuovo per Pd e Pdl per mantenere lo status quo – accusa Grillo – e condannare “il paese ad una via senza ritorno”. Ma la Rete si divide tra chi: la maggior parte, critica il metodo usato fin qui, vedi Alessio che, facendo il verso al titolo del post di Grillo, scrive: “Vi capisco, vi capisco. Mi sa tanto, caro Beppe, che a ‘sto giro non hai capito proprio un benemerito”. E pero’ c’e’ anche chi sprona Grillo ad andare avanti “senza guardare in faccia nessuno”. – “Basta Beppe – scrive un irritato Massimiliano da Roma – sinceramente hai stancato. La colpa e’ sempre di qualcun’altro, dei giornali, delle televisioni, di Bersani, di Berlusconi, del tempo, del sole. Hai avuto la possibilita’ di fare un governo, di avere il coltello dalla parte del manico, di avere i numeri per “ricattare” Bersani e l’hai buttata al vento. Hai buttato 9 milioni di voti relegando questo branco di 163 incapaci all’opposizione senza avere il potere di fare nulla”.

Bisignani, Grillo? Usa lo ‘accompagnano’ come fecero con Di Pietro

E GRILLO NEGA L’EVIDENZA: “MACCHE’ CROLLO! SONO I PARTITI I VERI SCONFITTI” “Si attacca il M5S, ossia l’unica forza politica che e’ riuscita nel tentativo di riportare i cittadini alla partecipazione politica, all’interesse per la cosa pubblica. Un italiano su due non e’ andato a votare: questa e’ la crisi, sempre piu’ profonda, della partitocrazia, e non il ‘crollo’ del M5S”. Ecco l’analisi del voto amministrativo che, almeno per ora, il blog di Beppe Grillo affida alle parole di Paolo Becchi. E’ di ieri il post del politologo di riferimento del Movimento, rilanciato su Fb dallo stesso Grillo, in cui si rileva che “si e’ tanto spesso parlato di ‘societa’ liquida’.
Ebbene, la nostra e’ una democrazia liquida, ma liquida va inteso come liquefatta. Lo sconfitto e’ il sistema dei partiti.
Lo sconfitto e’ un sistema politico che non funziona piu'”.
“‘Crollo del M5S’ e’ un titolo banale”, argomenta Becchi perche’ “tutti sapevano, per primi gli elettori e gli attivisti del MoVimento, che nelle elezioni comunali il M5S non avrebbe certo ripetuto il risultato delle politiche. Del resto, tra persone sincere questo fatto non sarebbe neppure oggetto di discussione: non c’e’ nessun rapporto tra le consultazioni politiche nazionali e le elezioni locali”. “Il problema, pero’, e’ un altro, ben piu’ profondo: perche’ dovremmo essere felici, ed esultare, di fronte al ‘crollo’ del M5S? Hanno forse vinto il Pd o il Pdl? I ‘partiti’ hanno riacquistato la fiducia dei cittadini? Di cosa dovremmo essere felici? Del fatto che un romano su due non e’ andato a votare? Di un grado di astensione che non ha precedenti? E’ sorprendente vedere come si possono leggere le notizie, come la stampa possa presentarle. Possibile che non capiscano il dato reale? Ossia – conclude – che la crisi della democrazia rappresentativa continua ad acuirsi, a farsi sempre piu’ grave”.

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fonte agi.it

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