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ROMA – Disoccupato ruba fette d’arrosto per sfamare il figlio: condannato a sei mesi di carcere (da scontare)

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fonte immagine cilentonotizie.it

Disoccupato ruba fette d’arrosto per sfamare il figlio: condannato a sei mesi

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di Michela Allegri

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Dovrà scontare sei mesi di carcere per essersi infilato dentro le tasche e sotto i vestiti una fetta d’arrosto, un pezzo di formaggio e una bottiglia d’olio. Ha rubato per fame , Filippo P., 34 anni e disoccupato, con una famiglia da mantenere e ridotto sul lastrico dalla crisi economica che nel 2010 gli ha fatto perdere anche l’ultimo lavoretto precario. Era già stato arrestato due settimane fa, per aver sottratto pane, latte e una confezione di prosciutto dagli scaffali di un supermercato. Un furto più che modesto: aveva arraffato quello che bastava per sfamare la sua famiglia, giusto per mettere qualcosa nel frigorifero di casa, e per dare da mangiare alla moglie e al figlio di quattro anni. Processato con rito direttissimo, Filippo era stato condannato a cinque mesi con la condizionale, e liberato con l’obbligo di firma.LA CATTURA
Due giorni fa, però, l’uomo è stato sorpreso di nuovo mentre tentava di uscire dal Conad di Corso Francia con una spesa di dieci euro non pagata e nascosta sotto la giacca. I vigilantes del supermercato lo hanno bloccato e hanno chiamato i carabinieri. Giunti sul posto i militari lo hanno arrestato con l’accusa di furto aggravato. Ieri mattina, Filippo è tornato sul banco degli imputati del tribunale di Roma, per la convalida dell’arresto e un nuovo processo per direttissima. Il giudice dell’ottava sezione penale, Fabio Mostarda, pur comprendendo il dramma personale dell’imputato, non ha comunque potuto fare altro che disporne la custodia cautelare in carcere. Filippo, difeso dall’avvocato Gianluca Arrighi, ha poi patteggiato una condanna a 6 mesi di reclusione che sconterà a Regina Coeli.

LA DIFESA
«Ho assunto gratuitamente la difesa – ha commentato l’avvocato Arrighi – perché ritengo che vi siano dei casi umani che noi penalisti non possiamo esimerci dall’accettare. Purtroppo negli ultimi anni i casi di persone che commettono furti di generi alimentari è aumentato in modo esponenziale. È ovvio che nulla giustifica la commissione di reati ma una cosa è rubare per arricchirsi e una cosa è rubare per mangiare. Il dato è allarmante e deve far riflettere su come i crimini siano spesso il riflesso dei malesseri della nostra società».

domenica 26 maggio 2013 – 12:12
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MINISTRO ESTERI BRITANNICO – “Mettiamo la parola fine alla tragedia del popolo somalo”, di WILLIAM HAGUE / VIDEO: Somalia Famine Killed Close To 260,000 People – Report Says

Somalia Famine Killed Close To 260,000 People – Report Says

Wrath0fKhan Wrath0fKhan

Pubblicato in data 04/mag/2013

Between 2010 and 2012, some 260,000 people died in the famine in Somalia — and the world was too slow to react, the U.N. humanitarian coordinator for Somalia said Thursday. CNN’s Nima Elbagir reports.

Would you like to know more?

Somalia famine killed close to 260,000 people, report says
http://edition.cnn.com/2013/05/02/wor…
“Between 2010 and 2012, more than a quarter of a million people died in the famine in Somalia — in part because the world was too slow to react, the U.N. humanitarian coordinator for Somalia said Thursday. Half of the 258,000 Somalis who died in the famine were children younger than 5, Philippe Lazzarini said in a statement. The report, jointly commissioned by the United Nations Food and Agriculture Organization and the USAID-funded Famine Early Warning Systems Network, is the first scientific study on deaths in the crisis. It “confirms that we should have done more before famine was declared on 20 July 2011,” Lazzarini said…”

Jihad Movement leader calls for applying Sharia (egyptindependent, Apr 14, 2013)
http://bit.ly/ZksGnA
“Circumstances in Egypt will not improve unless Sharia is applied, Jihad Movement Mufti Sayed Imam said. Imam said the Afghanistan’s Taliban model and Somali Islamic rule are the best systems and most able to protect society from “thuggery” and rape…”

From the archives:

Gunmen Launch Deadly Attack On Somalia Courthouse
http://www.youtube.com/watch?v=JI1mQx…

“Joining Global Jihad”
http://www.youtube.com/watch?v=x6-1Sj…

Targeting Al-Shabaab Stronghold
http://www.youtube.com/watch?v=Kl9lPe…

A Mission To Mogadishu
http://www.youtube.com/watch?v=y0ZlMz…

Hacked Hands And Feet Display The Despair Of Somalia
http://www.youtube.com/watch?v=8lMKPA…

And Then Paranoia Kicks In
http://www.youtube.com/watch?v=Itls-z…

The Shayk’s Message Brainwashed Her Son
http://www.youtube.com/watch?v=HiWzpz…

Advice Is To Remain Vigilant
http://www.youtube.com/watch?v=qBomCk…

World Is Failing Somalia
http://www.youtube.com/watch?v=MxMmbf…

Some Community Insight – Minneapolis Allegedly Second Al-Shabaab Hub
http://www.youtube.com/watch?v=iKBzxt…

Al-Shabaab Brings More Destruction And Despair
http://www.youtube.com/watch?v=pYgy3h…

We Can’t Live Without Water We Can’t Live Without Food
http://www.youtube.com/watch?v=_Fchqc…

Unspeakable Brutality And Oppression
http://www.youtube.com/watch?v=1mk–m…

Famine, Figthing, Ramadan – Al-Shabaab Start Offensive
http://www.youtube.com/watch?v=p5FM7N…

Somalis Flee War And Drought
http://www.youtube.com/watch?v=f0qkwv…

Most Dangerous Countries For Women
http://www.youtube.com/watch?v=nGTG9U…

A Jihadi Dream
http://www.youtube.com/watch?v=zzSqFC…

Al-Qaeda’s African Link
http://www.youtube.com/watch?v=7MKGGA…

Al-Shabaab Claims Responsibility
http://www.youtube.com/watch?v=WXkNm0…

Missing Men End Up In War – Jihad All The Way!
http://www.youtube.com/watch?v=-krnwT…

Home Grown Al Qaeda
http://www.youtube.com/watch?v=qf2R1A…

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"Mettiamo la parola fine  alla tragedia del popolo somalo"
Il ministro degli Esteri britannico William Hague

“Mettiamo la parola fine alla tragedia del popolo somalo”

L’articolo del Ministro degoli esteri britannico. Per 22 anni i cittadini di questo Paese hanno pagato prezzi altissimi alla guerra civile e all’instabilità. con oltre un milione di persone confinate nel ruolo di rifugiati e due generazioni di bambini cresciuti senza accesso alle cure sanitarie, all’istruzione, al lavoro

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di WILLIAM HAGUE *

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LONDRADieci giorni fa assistevo con il Presidente della Somalia alla cerimonia con cui, per la prima volta dopo ventidue anni, la bandiera del Regno Unito veniva issata sul tetto di un’Ambasciata britannica a Mogadiscio: un momento di profondo orgoglio, ma anche un segno di quanta strada la Somalia abbia fatto in questi anni, e del profondo legame che la unisce al Regno Unito.

Le terribili sofferenze del popolo somalo. Per ventidue anni, il popolo somalo ha pagato con terribili sofferenze il conflitto e la mancanza di sicurezza nel Paese. Due generazioni di bambini somali sono cresciuti senza accesso alle cure sanitarie, all’istruzione e al lavoro. Oltre un milione sono i somali rifugiati all’interno del loro stesso Paese. A questi si aggiungono centinaia di migliaia di somali rifugiati in Paesi confinanti, e molte migliaia che hanno perso la vita. Terroristi ed estremisti hanno preso piede approfittando dell’assenza dello stato di diritto nel Paese. Contro tutte le previsioni, però, i cittadini somali, grazie al loro straordinario talento e alla capacità di ripartire, hanno tenuto viva la speranza di ricostruire le proprie case e le proprie esistenze, e di creare un futuro di pace per le nuove generazioni.

I grandi passi avanti e le cose da fare. Nel corso dell’ultimo anno, la Somalia ha compiuto straordinari passi avanti, con la formazione di un nuovo governo federale, la sottrazione ad Al Shabaab di ampie porzioni di territorio e il ritorno in Somalia di molti tra quanti avevano lasciato il Paese. C’è chi è ora in grado di rimettere in piedi i propri immobili e le proprie imprese, e a Mogadiscio, nonostante alcuni attentati mortali, si respira ottimismo. Tutti questi passi avanti sono stati possibili anche grazie al sostegno deciso della comunità internazionale. Rimangono senza dubbio da affrontare sfide di notevole portata, e dobbiamo essere consapevoli che la Somalia, i Paesi vicini e la comunità internazionale dovranno compiere sforzi considerevoli per evitare passi indietro. Ma oggi abbiamo un’opportunità unica per aiutare la Somalia a rinnovarsi e, così facendo, per contribuire alla sicurezza dei nostri Paesi. Somalia e Regno Unito promuovono a Londra una conferenza internazionale, che vedrà la partecipazione di oltre 50 Paesi e organizzazioni, riuniti per sostenere questo Paese.

Lo scopo di questo incontro.
Lo scopo della conferenza è di dare forza, grazie al peso della comunità internazionale, ai piani del governo somalo per lo sviluppo di forze di polizia e strutture di sicurezza efficaci, di un sistema giudiziario che funzioni e di finanze pubbliche ben gestite e trasparenti, che forniscano servizi ai cittadini somali e spianino la strada ad una rinnovata collaborazione tra la Somalia e le istituzioni finanziarie internazionali. Nel corso della conferenza, inviteremo tutti i Paesi presenti ad esporre le loro proposte per contribuire all’attuazione di questi piani, nella forma di assistenza tecnica o di fondi da destinare ad organizzazioni che operano sul territorio.

Un’opportunità storica. Questa conferenza è un’opportunità storica per i Paesi leader mondiali di dimostrare al popolo somalo il proprio impegno. Dobbiamo aiutare il nuovo governo somalo a porre fine alle minacce della guerra, del terrorismo, della pirateria e della carestia, che hanno dominato troppo a lungo le vite dei cittadini somali, e sfruttare al meglio questa opportunità per la pace e la stabilità di tutta la Somalia. Ora è il momento di stare al fianco del popolo somalo impegnato a ricostruire il proprio Paese

* Ministro degli esteri britannico
(07 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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Respingiamo la ‘Monocotura della mente’, di Vandana Shiva

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fonte immagine blog.cimmyt.org

Respingiamo la ‘Monocotura della mente’

In India i miliardari rinunciano alle colture ricche di ferro per puntare sulle banane geneticamente modificate

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DI VANDANA SHIVA
commondreams

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La natura ci ha regalato una cornucopia di biodiversità, ricca di sostanze nutritive. La malnutrizione e la carenza nutrizionale sono il risultato della distruzione della biodiversità. La Rivoluzione Verde ha permesso la diffusione di riso e farina chimici, bandendo la biodiversità dalle nostre campagne e dalle nostre diete. E ciò che è sopravvissuto come coltura spontanea – ad esempio l’amaranto verde (chaulai) ed il chenopodium (bathua) che sono ricchi di ferro- sono stati innaffiati con veleni ed erbicidi. Invece di essere acclamati come doni ricchi di ferro e vitamine, questi vegetali sono stati trattati come erbacce.

La “monocoltura della mente” tratta la diversità come una malattia e crea strutture coercitive per rimodellare il nostro mondo biologicamente e culturalmente variato sui principi di una sola classe privilegiata, di una sola razza e di un solo genere appartenente ad una singola specie. Da quando la “monocoltura della mente” ha preso piede, la biodiversità è sparita dalle nostre campagne e dal nostro cibo. E’ la distruzione delle colture ricche di biodiversità che ha portato alle crisi di malnutrizione.

L’ultima follia degli ingegneri genetici è di promuovere in India banane geneticamente modificate per ridurre le carenze di ferro nelle donne indiane. Il 75% delle donne indiane soffre di carenza di ferro.

Un uomo ricchissimo di nome Bill Gates sta finanziando uno scienziato australiano, James Dale, che conosce una coltura, la banana, per imporre inefficaci e pericolose banane OGM a milioni di persone in India ed in Uganda.
Il progetto è una perdita di tempo e di denaro. Ci vorranno dieci anni e milioni di dollari per completare le ricerche. Intanto i governi, le agenzie di ricerca e gli scienziati diverranno ciechi alla biodiversità basata su alternative a basso costo, sicure, testate nel tempo, democratiche e gestite da donne.

Le donne indiane hanno una grande conoscenza della biodiversità e della nutrizione; nel corso delle generazioni l’hanno ricevuta dalle loro madri e dalle loro nonne. Qualunque donna vi dirà che la soluzione alla malnutrizione sta nell’aumentare la nutrizione, ossia, aumentare la biodiversità.

Per fronteggiare le carenze di ferro, piante ricche di ferro dovrebbero essere coltivate ovunque, nelle fattorie, nei giardini delle cucine, nei giardini comuni, nei giardini delle scuole. La carenza di ferro non è stata creata dalla natura e possiamo sbarazzarci di essa diventando co-creatori e co-produttori della natura.

Ma c’è un mito della creazione che ignora sia la creatività della natura che la biodiversità, come anche la creatività, intelligenza e sapienza delle donne. Secondo questo mito della creazione di paternità capitalista, i creatori sono uomini ricchi e potenti. Possono possedere la vita attraverso brevetti e proprietà intellettuali. Possono trafficare con la complessa evoluzione millenaria della natura e chiamare i loro volgari atti di manipolazione genetica, “creazione” della vita, del cibo e della nutrizione.

La biodiversità indigena dell’India offre risorse ricche di ferro. Per esempio, l’amaranto ha 11.0 mg di ferro per 100 gr, il grano saraceno ne ha 15.5 mg e l’amaranto verde ne ha fino a 38.5mg, la karonda 39.1 mg e lo stelo del loto 60.6 mg.

Le banane hanno solo 0.44 mg di ferro per 100 grammi di parte edibile. Ogni sforzo di aumentare il contenuto di ferro nelle banane impallidisce di fronte al contenuto di ferro della nostra biodiversità indigena.

Non soltanto la banana OGM non è la scelta migliore per apportare ferro nella nostra dieta, ma minaccerà progressivamente la biodiversità delle banane e delle colture ricche di ferro ed introdurrà un nuovo rischio ecologico.

Se adottata, la banana Ogm sarà coltivata in grandi monocolture come il cotone Bt geneticamente modificato nelle piantagioni di banane in America centrale. Il governo e le altre organizzazioni sponsorizzeranno questa falsa soluzione e la nostra biodiversità di cibo ricco di ferro scomparirà.

Inoltre, le nostre varietà locali di banana verranno soppiantate e contaminate. Queste includono le varietà Nedunendran, Zanzibar, Chengalikodan e la Manjeri Nendran II.
L’idea di un’ ”agricoltura nutriente” fatta di pochi nutrienti coltivati in monocolture è già promossa a livello politico, il ministro delle finanze P.Chindambaram ha annunciato un progetto cardine di “nutri farms” nel suo discorso sul budget del 2013.

L’uomo ha bisogno di una biodiversità di nutrienti, inclusi una vasta gamma di micronutrienti ed elementi in tracce. Questi provengono da terreni sani e dalla biodiversità.

Tra le brigate dei biotecnici c’è un’urgenza perversa di dichiarare guerra alla biodiversità ed alla sua fonte. E’ stato fatto un tentativo di introdurre il Bt brinjal in India, che è il centro della diversità del brinjal, il mais OGM è stato introdotto in Messico, il centro della diversità del mais. La banana OGM si sta introducendo nei due paesi in cui la banana è una coltura significativa ed ha una grande diversità. Una è l’India, l’altra è l’Uganda, l’unica nazione in cui la banana è un prodotto basilare.

HarvestPlus è la corporation che sta promuovendo “biofortification”- tirando su le colture ed aumentando il loro valore nutrizionale. Ma gli esperti dicono che l’aumento dei nutrienti nei cibi potrebbe portare a problemi insormontabili; potrebbe apportare una quantità tossica di nutrienti ad un individuo e causare anche effetti collaterali associati, e c’è il rischio che i prodotti fortificati non siano una soluzione alla carenza di nutrienti presso le popolazioni a basso reddito, che potrebbero non essere in grado di permettersi i nuovi prodotti ed i cui bambini potrebbero non essere in grado di consumarne quantità adeguate.

Gli scienziati australiani stanno usando un virus che infetta le banane come uno starter. Il virus potrebbe diffondersi attraverso il transfer orizzontale di geni. Tutti gli scienziati genetici utilizzano geni che provengono da batteri e virus. Studi indipendenti hanno dimostrato che ci sono rischi per la salute associati a cibi OGM.

Non c’è alcuna necessità di introdurre una tecnologia pericolosa all’interno di un cibo povero di ferro come la banana, quando abbiamo così tanti cibi accessibili, sicuri, a portata di mano ed opzioni diverse per venire incontro alle nostre esigenze nutrizionali di ferro.

Dobbiamo migliorare la nutrizione aumentando la biodiversità, non “fortificando” industrialmente cibi vuoti ad un costo alto, o mettendo uno o due nutrienti all’interno di colture geneticamente ingegnerizzate.

Non abbiamo bisogno di questi esperimenti irresponsabili che creano nuove minacce alla biodiversità e alla nostra salute; non abbiamo bisogno di soluzioni nutritive imposte da uomini potenti seduti in posti lontani, che sono totalmente ignoranti sulla biodiversità dei nostri campi e dei nostri piatti tradizionali, e che non devono subire le conseguenze del loro potere distruttivo. Dobbiamo mettere la sicurezza alimentare in mano alle donne, in modo che finanche l’ultima donna e l’ultimo bambino possano godere dei doni naturali della biodiversità.

Vandana Shiva
Fonte: http://www.commondreams.org/ Link: https://www.commondreams.org/view/2013/04/24-8
24.04.2013

Traduzione per http://www.comedonchsciotte.org a cura di ALESSANDRA

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fonte comedonchisciotte.org

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La fame uccide 260.000 persone in Somalia, la metà sono bambini / VIDEO: UN says Somalia famine killed nearly 260,000

UN says Somalia famine killed nearly 260,000


AlJazeeraEnglish AlJazeeraEnglish

Pubblicato in data 02/mag/2013

More than 250,000 people died in a famine in Somalia that ended in February, 2012, and half of them were children.
The figure released by the UN is almost double the previous estimate of deaths.
Aid agencies say thousands of people died needlessly, because the international community was slow to respond.

Al Jazeera’s Peter Greste reports.

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Somalia, strage di bambini per fameSomalia, strage di bambini per fame

Nel Sud Shabab vietano ingresso aiuti

La fame uccide 260.000 persone in Somalia, la metà sono bambini

La carestia che ha colpito il paese nordafricano ha provocato circa 260.000 morti, meta’ dei quali bambini sotto i 5 anni, soprattutto nel sud del paese. Un numero di vittime nettamente superiore ai 220.000 della carestia del 1992

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Roma, 02-05-2013

La fame si conferma il peggior nemico della Somalia. La carestia che ha colpito il paese nordafricano tra il 2010 e il 2012 ha provocato circa 260.000 morti, meta’ dei quali bambini sotto i 5 anni, soprattutto nel sud del paese dove gli integralisti islamici Shabab negano l’accesso ai principali operatori umanitari. Un numero di vittime nettamente superiore ai 220.000 della carestia del 1992.

I dati sono contenuti in un rapporto della Fao (l’agenzia Onu per l’alimentazione) e della Famine Early Warning Systems Network, finanziata dagli Usa. In base a questa “prima stima scientifica” della crisi, “il 4,6 per cento della popolazione totale e il 10 per cento dei bambini di meno di cinque anni sono morti nel sud e nel centro della Somalia” e nelle regioni piu’ colpite i bambini morti sono arrivati al 18 per cento. Questa carestia, come le altre che ciclicamente affliggono la Somalia, e’ stata causata dalla siccita’ ma e’ anche il frutto di piu’ di vent’anni di guerra civile – e di altri dieci di lotta ad al Qaida – che hanno devastato il paese, rendendolo uno dei luoghi piu’ pericolosi al mondo anche per gli operatori umanitari.

Lo scorso settembre, dopo otto anni di transizione, un governo sostenuto dalle Nazioni Unite e’ salito al potere portando un po’ di stabilita’ e sicurezza in alcune aree, costringendo gli Shabab (i militanti islamici integralisti legati ad al Qaida) ad arretrare nelle regioni meridionali. La maggior parte delle aree colpite dalla carestia era proprio sotto il loro controllo e la crisi e’ stata aggravata dal loro divieto di far entrare la maggior parte delle agenzie umanitarie straniere.

Il dossier carestia irrompera’ certamente anche alla conferenza internazionale sulla Somalia in programma il 7 maggio a Londra, che tra l’altro rappresenta il primo impegno all’estero del neoministro degli Esteri Emma Bonino. I donatori dovranno esaminare le misure piu’ opportune per sostenere i progressi realizzati finora dal governo somalo. E la crisi alimentare non potra’ passare in secondo piano rispetto alla guerra agli Shabab.

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fonte rainews24.it

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Francia, si sentono male in 5: Ikea ritira le polpette di carne

Francia, si sentono male in 5:  Ikea ritira le polpette di carne 

Francia, si sentono male in 5:
Ikea ritira le polpette di carne

Secondo Le Parisien, la multinazionale ha deciso di ritirare “in via precauzionale” quel tipo di carne dai ristoranti francesi. Sui prodotti sono state effettuate diverse rilevazioni da parte delle autorità della prefettura dell’Essonne

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PARIGI – Cinque persone di una stessa famiglia, fra cui tre bambini, hanno riportato un malore mercoledì scorso dopo avere pranzato nel ristorante Ikea di Lisses, vicino Parigi. Tutti avevano mangiato polpette di carne. La famiglia, di Maisons-Alfort (Val-de-Marne), è stata portata in ospedale con sintomi di avvelenamento ma sono stati tutti dimessi nella stessa giornata. Le loro condizioni non sono gravi.

A riferirlo è il quotidiano Le Parisien, aggiungendo che Ikea a seguito dell’episodio ha deciso di ritirare “in via precauzionale” tutte le polpette di questo tipo dai suoi ristoranti in Francia. L’amministarzione svedese ha anche assicurato che collaborerà con le autorità aspettando i risultati delle analisi effettuate sui prodotti. Sulle polpette e le carni sono state effettuate diverse rilevazioni da parte della prefettura dell’Essonne.

A giugno di quest’anno Ikea aveva ritirato dalla vendita nei suoi punti di ristoro le lasagne alla carne di alce (FOTO) dopo che analisi di laboratorio avevano evidenziato la presenza nel prodotto di tracce di carne di maiale. Lo stop era stato decretato negli ‘store’ del gruppo svedese in 18 paesi europei. “Abbiamo avuto la conferma – aveva detto allora un portavoce di Ikea – che in una partita di 17 mila confezioni di lasagne all’alce c’erano tracce di carne di maiale, in una quantità di circa l’1%. Per questo, abbiamo ritirato il prodotto dalla vendita e preso contatti con il fornitore perché venga risolto il problema”. In febbraio, il colosso svedese dell’arredamento aveva già bloccato la vendita delle sue polpette di carne dopo che era stata rilevato nelle stesse la presenza di carne equina (VIDEO).

Dopo lo scandalo della carne di cavallo nelle polpette in Europa, il colosso dell’arredamento low cost a marzo era invece finito nel mirino dell’autorità cinesi che hanno annunciato di aver distrutto quasi due tonnellate di torta al cioccolato importata dal gruppo svedese per aver violato gli standard di qualità alimentare. Da Pechino è arrivata una stretta sui controlli alimentari che hanno messo nel mirino diversi gruppi europei. Le autorità cinesi avevano irrigidito le ispezioni alimentari dopo una serie di scandali legati prodotti di importazione falsi o di qualità scadente.
Le torte di cioccolata e mandorle Ikea contenevano – secondo le autorità – un eccessivo livello di batteri coliformi che indicano la scarsa qualità dei prodotti. (26 aprile 2013)

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fonte repubblica.it

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SAI COSA MANGI? – Il panino eterno di Mc Donald’s, dopo 14 anni è sempre uguale

https://i2.wp.com/bloximages.chicago2.vip.townnews.com/news.hjnews.com/content/tncms/assets/v3/editorial/d/97/d97e1a74-ac79-11e2-b19c-001a4bcf887a/51772e326be39.image.jpg

Logan native’s hamburger nears 14th birthday – fonte 

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Il panino eterno di Mc Donald’s,
dopo 14 anni è sempre uguale

Acquistato nel 1999, l’hamburger ha perso un po’ di cipolla e sottaceti. Carne e pane sono rimasti intatti

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McDonald’s e il panino ’Matusalemme’: un sandwich della più famosa catena americana di fast-food acquistato da un uomo dello Utah 14 anni fa è rimasto intatto conservando lo stesso aspetto nonostante il trascorrere del tempo.

Il 7 luglio del 1999 David Whipple, 63 anni, comprò un hamburger da McDonald’s: il suo era un esperimento e pensò di dimostrare ai suoi amici che il cibo della catena non è vero cibo. Per farlo, decise di tenere il panino ’in osservazione’, studiandone i cambiamenti. Dopo due settimane i sottaceti e la cipolla cominciarono a ridursi, ma il resto del sandwich rimaneva sempre uguale. A quel punto l’uomo dimenticò la confezione nella tasca del cappotto per due anni: quando lo ritrovò, i conservanti e gli enzimi avevano preservato il panino, che sembrava intatto: non emanava cattivo odore, né presentava segni di muffa.

Anche oggi, a 14 anni dall’acquisto, come ha mostrato anche nel talkshow televisivo “The Doctors”, l’hamburger conserva lo stesso aspetto e non vi sono segni di deterioramento. Whipple ha pensato anche di vendere il ’sandwich più vecchio del mondo’ su eBay, attirando alcune offerte pari addirittura a duemila dollari. Poi ha cambiato idea, conservandolo per mostrarlo ai suoi nipoti ogni volta che gli chiedono di andare a mangiare in un fast food.

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fonte lastampa.it

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Ciclisti, pedoni, pendolari, associazioni: il 4 maggio a Milano per la Mobilità Nuova

Ciclisti, pedoni, pendolari, associazioni: il 4 maggio a Milano per la Mobilità Nuova
(fotogramma)

Ciclisti, pedoni, pendolari, associazioni:
il 4 maggio a Milano per la Mobilità Nuova

Lo slogan è “l’Italia cambia strada”. La manifestazione rilancia un anno di iniziative nate dai 20mila al Colosseo con #Salvaicicillisti la scorsa estate e chiede una legge per garantire un nuovo modo di spostarsi (compreso il treno) e preservare l’ambiente. Ben 160 le sigle che hanno aderito, da Legambiente alla Fiab fino a SlowFood, Touring e Libera

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di MANUEL MASSIMO

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“Prossima fermata Milano Mobilità Nuova”. Non si tratta dell’annuncio di una nuova stazione della metropolitana, ma della chiamata a raccolta per la manifestazione nazionale indetta dalla Rete della Mobilità Nuova: “pedali, pedoni e pendolari” s’incontreranno il 4 maggio alle 14.30 in piazza Duca d’Aosta a Milano (Stazione Centrale) per promuovere un nuovo modello di spostamento, incentrato sulle persone e non sulle auto, attraverso lo slogan “l’Italia cambia strada”. All’iniziativa, lanciata in Rete nelle scorse settimane con diverse campagne sui social network, hanno aderito oltre 160 sigle di associazioni, ong, comitati e movimenti nazionali e locali.

Sono tante le realtà che hanno sposato la causa della Mobilità Nuova: l’associazione ecologista Legambiente, il movimento #salvaiciclisti, l’Uisp (Unione italiana sport per tutti), la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta); SlowFood, Coldiretti, Touring Club Italiano; l’associazione dei Mobility Manager Euromobility, il Ciufer (Comitato italiano utenti ferrovie nazionali) e numerosi comitati di pendolari dei treni regionali. Aderisce alla manifestazione del 4 maggio anche Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie).

Cambiare il modo di spostarsi è necessario per preservare l’ambiente, oltreché la salute dei cittadini e i conti pubblici, come spiegano gli organizzatori dell’iniziativa: “L’Italia ha ipotecato il futuro delle opere pubbliche e della mobilità approvando progetti per nuove autostrade e nuove linee ad alta velocità ferroviaria che costeranno complessivamente 130 miliardi di euro, offriranno ulteriori occasioni di business alla malapolitica e alla criminalità organizzata, sottrarranno al Paese territorio e bellezza spesso senza offrire un servizio migliore alla collettività”.

Per chiedere concretamente alla politica di “cambiare strada”, il 4 maggio a Milano partirà la raccolta di firme per presentare in Parlamento una legge di iniziativa popolare: per imporre un cambio di direzione nell’allocazione delle risorse pubbliche destinate ai trasporti. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere un milione di adesioni. Attualmente, come riportano i dati di Legambiente, per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8 per cento delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri, ndr) si impegna il 75 per cento dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore.

Lo Stato destina invece soltanto il restante 25 per cento agli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo, dove si muove il 97,2 per cento della popolazione, puntando spesso sulla costruzione o l’ampliamento di nuove strade per le auto private senza incentivare il trasporto collettivo o quello non motorizzato. Il binomio “auto + alta velocità”, insomma, secondo i promotori della Mobilità Nuova va ridimensionato a favore di un nuovo modo di spostarsi sulle strade: camminando (+ pedoni); andando in bici (+ pedali); utilizzando la rete del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria (+ pendolari); e, infine, ricorrendo solo in ultima analisi all’auto privata (da sostituire, dove possibile, da car sharing, car pooling e taxi).

Grazie a un accordo con le Ferrovie dello Stato, tutti coloro che vorranno partecipare alla manifestazione di sabato 4 maggio e arriveranno a Milano in treno avranno diritto a uno sconto del 40 per cento sul prezzo del biglietto. Le modalità con cui richiedere il codice sconto saranno disponibili nei prossimi giorni sul sito www. mobilitanuova. it nella sezione blog. Tutti in carrozza, si parte: “Prossima fermata Milano Mobilità Nuova”. (23 aprile 2013)

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fonte repubblica.it

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