Archivio | ambiente RSS for this section

Ilva, il governo incontra le parti sociali «Risanamento e continuità produttiva». Resta l’ipotesi commissariamento

https://i1.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/ART/20130530_ilva.jpg

Ilva, il governo incontra le parti sociali
«Risanamento e continuità produttiva»
Resta l’ipotesi commissariamento

.

ROMA – Il sottosegretario alla Presidenza Filippo Patroni Griffi ha convocato una riunione tecnica sull’Ilva a Palazzo Chigi con i ministri dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, dell’Ambiente, Andrea Orlando, del Lavoro, Enrico Giovannini, e con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.

Risanamento e continuità produttiva.
«Al tavolo è emersa una unità di intenti volta ad assicurare risanamento ambientali e continuità produttiva. Il governo ora è impegnato a individuare lo strumento più efficace per conseguire questi due obiettivi nel rispetto delle decisioni della magistratura», ha spiegato al termine dell’incontro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi. «Si sta lavorando per giungere quanto prima alla soluzione, la decisione ci sarà prima del 5 giugno», quando è convocata l’assemblea dei soci dell’Ilva, ha detto il segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra, al termine della riunione a Palazzo Chigi.

Orlando.
«Stiamo lavorando ad una norma primaria che riparta dall’elemento del commissariamento evocato dalla legge 231, in cui non è ben definito», ha spiegato il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando escludendo comunque un decreto per il Cdm di venerdì. «Non è un intervento semplice, ci sono elementi di incompiutezza nella normativa attuale», ha sottolineato aggiungendo che «è fondamentale raggiungere gli obiettivi di ambientalizzazione che fino ad oggi non sono stati raggiunti».

Zanonato.
La soluzione allo studio per l’Ilva potrebbe essere o un commissario unico o un commissario ad acta solo per il risanamento ambientale, ha detto il ministro dello sviluppo Flavio Zanonato a Radio24. «O un commissario unico o l’azienda continua a gestirsi e il governo decide di farsi il risanamento con un commissario ad acta. Bisogna vedere qual’è la soluzione che funziona meglio», ha aggiunto il ministro, sottolineando che «si tratta di affrontare problemi che hanno un carattere di unicità» e quindi «occorre una norma legislativa, cioè un decreto che diventerà legge. Si sta ragionando su questo, a me interessa una soluzione che funzioni».

Il ministro ha ribadito la necessità che «a pagare deve essere chi ha inquinato». «L’Ilva per produrre acciaio adesso è un’azienda che funziona. Ma nel tempo ha inquinato e continua ad avere degli standard nella produzione che creano dei problemi ed è su questo che bisogna agire», ha spiegato Zanonato, ricordando che i campi minerari si estendono su 70 ettari, quasi come 100 campi da calcio, «una tettoia che copra tutto è un’opera unica, un’opera immensa». Zanonato ha quindi ricordato che domani dopo il cdm c’è un tavolo, già fissato da tempo, al Ministero sulla siderurgia. «Non è un’intenzione del Governo aumentare l’Ilva, è una cosa decisa dal precedente Governo e per disattivarla servono 4 miliardi o di nuove entrate o di tagli o di una miscela delle due. Su questo Saccomanni sta lavorando, cercando di costruire una proposta», ha aggiunto Zanonato, esprimendo l’auspicio che ci riesca: «spero di sì».

La petizione.
Gli operai della ‘Cellula di Rifondazione Comunista’ dell’Ilva di Taranto, con la federazione tarantina di Rifondazione Comunista, intanto hanno deciso di avviare una raccolta di firme per chiedere la nazionalizzazione dell’azienda, il risanamento dello stabilimento di Taranto, la difesa dei livelli occupazionali, il controllo da parte dei lavoratori e della società civile sul processo di riqualificazione degli impianti e di bonifica del territorio e il potenziamento dei presidi sanitari locali.

Giovedì 30 Maggio 2013 – 12:54
Ultimo aggiornamento: 17:59
.
.
Annunci

L’Aquila, il giudice: “Il terremoto poteva essere previsto”

https://i1.wp.com/static.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/cronaca/2013/05/16/aquila_casa_studente.jpg

L’Aquila, il giudice: “Il terremoto poteva essere previsto”

Depositate le motivazioni di condanna di 4 tecnici per il crollo della Casa dello studente nel 2009. Per il gup Grieco “hanno ignorato tutte le prescrizioni”. Il sismologo Boschi: “I sismi non si prevedono, ma gli edifici crollano se costruiti male”

16 maggio 2013

.

Il terremoto dell’Aquila che ha portato al crollo tra gli altri della Casa dello studente “non era affatto imprevedibile”. E’ quanto sostiene il giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco nelle motivazioni sulla sentenza di condanna di 4 imputati e assoluzione di altrettanti, depositate oggi 16 maggio. Sulla scorta delle indicazioni tecniche, per Grieco il sisma poteva essere previsto “essendosi verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, vale a dire nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l’area aquilana”. Periodo che, scrive citando il consulente Luis Decanini, è stato indicato in circa 325 anni dall’anno 1000″. Inoltre, “si è trattato di un terremoto certamente non eccezionale per il territorio aquilano e assolutamente in linea con la sismicità  storica dell’area”.

Secondo il gup del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco, inoltre, nella vicenda del crollo della ‘Casa dello studente’ i tre tecnici condannati per il crollo che si occuparono dei restauri del 2000 hanno “colpevolmente e reiteratamente ignorato tutte le prescrizioni”. Per quanto attiene invece al tecnico dell’Azienda per il diritto allo studio che gestisce l’immobile, Pietro Sebastiani, condannato a due anni e mezzo, il giudice ha rilevato che lo stesso “non ha provveduto a fare il collaudo statico dell’immobile”. Nella vicenda  della Casa dello studente avvenuta in occasione del sisma del 6 aprile 2009 morirono 8 giovani. Per tutti gli imputati l’accusa è di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose.

“I terremoti non sono scientificamente prevedibili”, nel giorno e nel momento in cui possono accadere, “ma, quando accade un terremoto, gli edifici crollano se non sono costruiti con i criteri antisismici”. E’ commento alle motivazioni del giudice del il sismologo Enzo Boschi, intervistato dall’Adnkronos. “I terremoti provocano vittime perché gli edifici sono  costruiti male, ed è un antico problema” aggiunge Boschi.
“Questa sentenza non riguarda il mio processo”, andato a sentenza il 22 ottobre scorso, “per il quale siamo ricorsi in appello” precisa l’ex presidente dell’Ingv. “I terremoti non sono prevedibili ma gli edifici possono venire giù anche senza scosse di terremoto, solo perché sono costruiti male” ribadisce lo scienziato.

.

fonte tg24.sky.it

PRINT – EMAIL – PDF

Ondata di maltempo su Nord e Centro Italia. Allerta in Veneto. Disagi in Liguria e Toscana

https://i2.wp.com/torino.repubblica.it/images/2013/05/16/104933540-72d43087-0657-48e8-a2ec-f955324d17e8.jpg
Il Po ai Murazzi di Torino

Ondata di maltempo su Nord e Centro Italia.
Allerta in Veneto. Disagi in Liguria e Toscana

Diffusi fenomeni temporaleschi nel Nord Italia, neve in Valle d’Aosta. Strade chiuse a Genova, La Spezia e in Lucchesia per caduta di alberi. La Protezione Civile ha invitato i cittadini del Comune di Vicenza a mettere al riparo auto e beni. Residua instabilità al Sud, con massime fino a 24 gradi e venti di scirocco

.

ROMA Il maltempo non concede tregua e anche la giornata di oggi, nel Nord e Centro Italia, sarà caratterizzata da intense piogge, forti venti e notevoli disagi.

In Veneto la Protezione Civile ha decretato lo stato di allarme idrogeologico fino alla mezzanotte di domani e il comune di Vicenza ha invitato i cittadini coinvolti nelle esondazioni dell’autunno scorso a mettere al sicuro beni e auto. Massicci fenomeni temporaleschi hanno colpito il Nordest già durante la scorsa notte e proseguiranno per almeno due giorni. Dopo una tregua prevista per sabato, le precipitazioni riprenderanno già a partire da domenica. A causare l’ondata di maltempo sarebbe una depressione che si estende dalle zone settentrionali a quelle occidentali dell’Europa.

Pioggia e neve in Valle d’Aosta ormai da 24 ore, con precipitazioni più intense in bassa Valle e al confine con il Piemonte. Nevica sopra i 1.900 metri di altitudine. Stamani sulla strada regionale per Cogne sono franati alcuni massi che, però, non hanno causato problemi alla circolazione. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire in provincia di Torino per smottamenti stradali e caduta di alberi.

Il maltempo colpirà tutto il Nord fino al primo pomeriggio, per poi concedere una piccola tregua ed intensificarsi di nuovo in tarda serata. Secondo quanto emerso da un monitoraggio della Coldiretti al Ponte di Becca, il livello idrometrico del fiume Po è già salito di quasi un metro in sole ventiquattro ore, mentre il lago di Garda ha raggiunto il livello massimo del periodo.

Disagi si sono verificati in Liguria. Alberi caduti e strade interrotte a Genova, dove nella notte si è abbattuto un violento nubifragio. La pioggia insistente ha appesantito le chiome degli alberi, i tronchi hanno ceduto al peso eccessivo e si sono schiantati. Sono arrivate decine di chiamate ai vigili del fuoco che hanno effettuato interventi per liberare le strade, interrotte già dalle prime ore della mattina. L’allerta 1 è stata confermata fino a mezzogiorno.

Sottopassi e negozi allagati, alberi caduti, strade bloccate a La Spezia e provincia. La statale 1 “Via Aurelia”, rimasta chiusa in entrambe le direzioni nelle prime ore di questa mattina in località Riccò del Golfo, è stata regolarmente riaperta al traffico, grazie all’intervento dell’Anas.

Disagi anche in Toscana sulle strade della Lucchesia. Sulla statale 12 dell’Abetone e del Brennero il traffico è stato provvisoriamente bloccato in entrambe le direzioni in località Bagni di Lucca per alberi caduti che hanno ostruito la carreggiata.

Al sud permane una residua instabilità tra Calabria tirrenica, Molise, Basilicata e medio-alta Puglia, con ampi rasserenamenti previsti in serata. Le temperature si mantengono stabili o in lieve calo, con le massime tra 19 e 24 gradi. (16 maggio 2013)

.

APPROFONDIMENTI

.

fonte repubblica.it

PRINT – EMAIL – PDF

Ciclone, evacuazione di massa in Bangladesh. Naufragio con decine di vittime in Birmania / VIDEO: Cyclone to hit Bangladesh — Met Department

Cyclone to hit Bangladesh — Met Department


Newsfirst Sri  Lanka Newsfirst Sri Lanka
Pubblicato in data 14/mag/2013

**

Ciclone, evacuazione di massa in Bangladesh. Naufragio con decine di vittime in Birmania (afp)

Ciclone, evacuazione di massa in Bangladesh.
Naufragio con decine di vittime in Birmania

Timori soprattutto per le zone costiere, dove nei campi vivono 300mila rifugiati. Decine di dispersi per un’imbarcazione rovesciata. L’impatto è previsto per domani in una zona popolata da oltre 8 milioni di persone

.

Le autorità del Bangladesh hanno ordinato l’evacuazione di migliaia di persone per l’arrivo di un ciclone nella zona costiere. Il ciclone Mahasen – ha avvertito ieri l’ufficio Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari (Ocha) – pone a rischio un’area con oltre 8 milioni di abitanti. L’arrivo di Mahasen è previsto tra domani e dopodomani, dovrebbe toccare terra nella città di Chittagong, in Bangladesh, e potrebbe portare devastazioni anche in India e Birmania. Nelle ultime ore il ciclone è stato declassato alla categoria 1, ma particolare preoccupazione si vive lungo la fascia costiera del Bangladesh, nella zona di Cox’s Bazaar, dove vivono circa 300.000 rifugiati Rohingya, ospitati nei campi. Le autorità hanno dislocato nell’area oltre cento team medici.

L’arrivo del ciclone ha già prodotto le prime vittime in Birmania, nel naufragio di un traghetto nel golfo del Bengala. Almeno 58 persone risultano disperse. La nave trasportava circa un centinaio di musulmani appartenenti della comunità birmana dei rohingya, in fuga dal ciclone Mahasen. “Le operazioni di soccorso proseguono, perché 58 persone risultano ancora disperse”, ha comunicato la radio di stato aggiungendo che 42 passeggeri sono stati tratti in salvo.

(15 maggio 2013)

.

fonte repubblica.it

PRINT – EMAIL – PDF

Ilva: “ambiente svenduto”, arrestato presidente provincia Taranto e tre dirigenti

https://i1.wp.com/www.agi.it/uploads/newson/4-/a3/4-a3sMu3-h6Xrf8efEdzKw/img1024-700_dettaglio2_Gianni-Florido-presidente-provincia-Taranto.jpg

Ilva: “ambiente svenduto”, arrestato presidente provincia Taranto

12:04 15 MAG 2013

.

(AGI) – Taranto 15 mag. – Quattro ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite stamattina dalla Finanza a Taranto, tre in carcere ed una ai domiciliari, per l’inchiesta “Ambiente Svenduto” che riguarda l’Ilva. In carcere e’ finito il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, del Pd, l’ex consulente dell’Ilva, Girolamo Archiná, e l’ex assessore provinciale all’Ambiente, Michele Conserva. Ai domiciliari,invece, il funzionario pubblico Specchia. Il reato contestato dal gip Patrizia Todisco e’ quello di concussione e si riferisce alla discarica Mater Gratiae all’interno dell’Ilva destinata ai rifiuti speciali. Delle tre persone finite in carcere, Girolamo Archina’ e’ gia’ detenuto. L’ex consulente Ilva, addetto ai rapporti istituzionali, e’ stato infatti arrestato lo scorso 26 novembre insieme ad altri nell’ambito della seconda fase dell’inchiesta “Ambiente svenduto”, quella che ha portato anche al sequestro delle merci, liberate poi ieri con un provvedimento del gip Patrizia Todisco, lo stesso giudice che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare di oggi. Proprio ieri gli avvocati di Archina’ avevano presentato al Tribunale dell’appello una documentazione medica sostenendo che il regime carcerario non fosse compatibile con le condizioni del proprio assistito, documentazione che il collegio dei giudici si era riservato di esaminare. L’ex assessore provinciale all’Ambiente, Michele Conserva, gia’ del Pd, si era invece dimesso dalla carica diversi mesi addietro ed era gia’ stato arrestato, ai domiciliari, lo scorso 26 novembre nell’ambito di un pezzo dell’inchiesta “Ambiente svenduto” e poi rimesso in liberta’ negli ultimi mesi. Florido e’ invece il presidente della Provincia di Taranto al suo secondo mandato.

E’ stato eletto nel 2004 per la prima volta e rieletto per la seconda nel 2009. Nel 2007, all’indomani del dissesto finanziario del Comune di Taranto, Florido si era anche candidato sindaco di Taranto con una coalizione di centrosinistra ma al ballottaggio era stato sconfitto dall’attuale sindaco Ezio Stefano. Nato nel 1952, sposato e con due figlie, viene dal sindacato. Per diversi anni e’ stato nella segreteria e segretario della Fim Cisl di Taranto, poi segretario provinciale della stessa Cisl, carica dalla quale si dimise in vista della candidatura alla Provincia. Negli ultimi mesi si era anche parlato di una possibile candidatura di Florido al Parlamento, tant’e’ che si ipotizzavano sue dimissioni anticipate dalla carica di presidente della Provincia anche in relazione al ventilato scioglimento delle stesse Province, cosa che poi non si e’ piu’ verificata. E comunque la maggioranza di centrosinistra voto’ in aula, in Consiglio,un documento chiedendogli di restare alla guida dell’ente. Da vedere adesso cio’ che accadra’ in Provincia perche’ all’indomani delle dimissioni del vice presidente Costanzo Carrieri, del Pd, eletto presidente del consorzio Asi, non sarebbe stata formalizzata la nomina di un nuovo vice presidente, mentre la delega all’Ambiente lasciata da Conserva e’ stata subito trasferita a Giampiero Mancarelli, del Pd, che e’ anche titolare del Bilancio.(AGI) .

.

fonte agi.it

PRINT – EMAIL – PDF

Condannato per i commenti al suo blog, nove mesi per “istigazione a delinquere”

http://asgard1.files.wordpress.com/2010/12/cartellopoli_oscurato.jpg
fonte immagini asgard1.wordpress.com

Condannato per i commenti al suo blog
nove mesi per “istigazione a delinquere”

Rese note le motivazioni della sentenza con cui due mesi fa è stato condannato iil responsabile della pagine Facebook Cartellopoli, che si batte contro il degrado urbano della capitale. E’ la prima sentenza di questo tipo in Italia

http://asgard1.files.wordpress.com/2011/04/paline-torrino.jpg
Cartellonistica stradale a Roma, quartiere Torrino (dal blog “MalaRoma“)

.

di ALESSANDRO LONGO

.

SONO STATI i commenti altrui a causare la condanna a nove mesi di carcere per il gestore della pagina Facebook Cartellopoli, dedicata alla lotta al degrado urbano di Roma. Sono arrivate infatti oggi le motivazioni della sentenza di due mesi fa con cui Massimiliano T. veniva condannato per “Istigazione a delinquere e apologia di reato”, su denuncia di una società di affissioni. Si apprende  solo oggi, quindi, che questa del Tribunale di Roma è la prima sentenza di questo tipo, in Italia e che apre scenari inediti. In sostanza, qualunque utente Facebook è ora a rischio di condanna, insomma: basta che tra i commenti ne appaia qualcuno che inviti a compiere reati di qualsiasi tipo.

La pagina di Cartellopoli si descrive come “Comitato online contro lo stupro, la svendita e la consegna della città di Roma alla lobby cartellonara”, questione di cui Repubblica si è occupata più volte in questi mesi.

Il problema, secondo il Tribunale di Roma, a quanto si legge nelle motivazioni odierne, è dato dai commenti postati da terzi, rimasti anonimi. Non solo: sono valsi la condanna anche i contenuti pubblicati in altri siti e poi ripresi sulla pagina. E cioè commenti che invitavano ad agire contro i cartelloni abusivi, ad organizzare iniziative di protesta. Come il blitz di Legambiente, di due anni fa. È così che ci è andato di mezzo il gestore della pagina, Massimiliano T., 34anni.

Afferma il Giudice nelle motivazioni della sentenza, infatti: “Pacifica essendo la responsabilità esclusiva in capo all’imputato per la gestione del blog (…) e dunque anche per il contenuto dei messaggi in esso pubblicati, è indifferente che si tratti di contenuti riferibili direttamente al T.  o ricevuti da altri utenti, essendo stato comunque il primo a curarne l’inserimento e la conseguente divulgazione al pubblico”.

“L’affermazione del T di non controllare il contenuto dei messaggi ricevuti prima di pubblicarli è priva di rilievo ai fini che qui interessano, sia perché formulata in termini assolutamente generici, sia perché la qualità dei contenuti di analogo tenore pubblicati sul blog nel corso del tempo è tale da rendere inverosimile che l’imputato potesse averne ignorato o male interpretato il contenuto”.

In base a quanto sostenuto dall’azienda che ha depositato la denuncia in Procura, sono state molte le azioni vandaliche, che hanno riguardato un centinaio di impianti in varie zone di Roma, messe in atto come “l’imbrattamento dei cartelloni con vernice spray e, successivamente, nel danneggiamento delle comici e nello smontaggio ed asporto delle plance pubblicitarie”.

“La sentenza è corretta in linea di diritto”, ribatte Andrea Monti, avvocato esperto di nuove tecnologie e fondatore dell’associazione Alcei per la libertà di espressione online. “Chi gestisce uno spazio di contenuti ha una responsabilità su tutto ciò che vi viene pubblicato. Se ci sono troppi commenti, deve dimostrare che non gli era possibile moderarli tutti ma che almeno ci ha provato”, continua. “Attenzione, vedete che è peggio per la libertà di internet se passa l’idea che le leggi non possono colpire pagine come Cartellopoli”, aggiunge Monti. “Significa dar ragione a coloro, come Laura Boldrini (presidente della Camera) che invoca nuove e più severe leggi sul web”.    (13 maggio 2013)

.

fonte repubblica.it

PRINT – EMAIL – PDF

Dal crowdfunding per pannelli solari al telelavoro: buone notizie!, di Jacopo Fo

https://i0.wp.com/www.greenme.it/images/bambini_fotovoltaico.jpg

Bimbi lanciano crowdfunding per installare il fotovoltaico a scuola dal sito greenme.it

*

Dal crowdfunding per pannelli solari al telelavoro: buone notizie!

.

di | 10 maggio 2013

.

Nella Carolina del Nord, Stati Uniti, gli alunni di una classe elementare di Durham, utilizzando la piattaforma online di crowdfunding Kickstarter, sono riusciti a finanziare l’installazione di 6 pannelli solari fotovoltaici sul tetto della scuola e di una microturbina eolica in giardino. In totale “i bambini” autoproducono 1 Kwh di energia elettrica rinnovabile. Solo per questo meriterebbero il 6 politico!
Anche in Italia abbiamo fatto qualcosa di simile: nel 2011 i genitori degli studenti della Scuola Longhena di Bologna hanno finanziato i pannelli fotovoltaici sul tetto dell’istituto con un risparmio sulla bolletta energetica pagata dal comune compreso tra i 3.000 e i 4.000 euro all’anno.

In Francia invece la Federazione nazionale Tennis raccoglie palline da tennis usate e le ricicla per costruire nuovi campi da gioco. Solo nel 2013 ne hanno già raccolte 900.000 e in estate costruiranno 10 nuovi campi da tennis. Avete in casa 40-50mila palline da tennis che non usate più? Potete farvi un campo di 100 mq gratis!!!

Con 105 voti a favore e 44 contrari lo Stato del Connecticut, Usa, ha approvato il bando della vendita di oltre 100 tipi di fucili da guerra. Vietata anche la vendita dei maxi-caricatori con più di 10 colpi. Anche lo stato di New York e il Colorado hanno approvato regolamenti simili. Tutti dopo l’ennesima strage.

A Palermo il 4 aprile il Comune ha votato a favore dell’acqua pubblica. L’Amap, l’ente che gestisce il servizio idrico integrato, passa da S.p.a ad Azienda speciale (ente di diritto pubblico).

A Torino invece il Comune sta sperimentando il telelavoro. E’ la prima volta di un ente pubblico italiano. 20 le impiegate, tutte donne, coinvolte nella sperimentazione. Lavorano da casa via computer e si recano in ufficio un giorno alla settimana. Solo per i costi della mensa il comune risparmia qualcosa come 33mila euro all’anno.

Nell’edizione 2013 della World’s Most Ethical (Wme) Companies, una classifica stilata dall’Ethisphere Institute, ente americano di ricerca sulle buone pratiche aziendali, per la prima volta compare anche un’azienda italiana: la Illy Caffè, premiata per la sostenibilità del prodotto e la responsabilità sociale aziendale.

Grande Paolo! Direttore dell’ufficio vendite di un residence in costruzione a Lazzeretto, nel Comune di Cerreto Guidi, provincia di Firenze, qualche giorno fa ha colto in flagrante un ladro che stava rubando negli appartamenti. Lo ha bloccato e mentre aspettavano l’arrivo dei carabinieri il ladro ha raccontato la sua storia: 54enne di Pistoia, ex giardiniere oggi disoccupato, era alla ricerca di rame da rivendere per arrotondare i 250 euro di assegno mensile che riceveva. Paolo Pedrotti ha sporto denuncia contro l’uomo e poi gli ha offerto un lavoro come giardiniere. “Non appena mi contatterà, o lui o il suo avvocato, ci metteremo d’accordo per iniziare la collaborazione”.

Per finire annunciamo che Bill Gates, quello di Microsoft, ha creato una borsa di studio da 100mila dollari per chi riuscirà a inventare il preservativo hi-tech del futuro. Dovrà avere una porta Usb.

Da Cacao – Il quotidiano delle Buone Notizie Comiche di Jacopo Fo, Simone e Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco.

.

fonte ilfattoquotidiano.it

PRINT – EMAIL – PDF