archivio | auguri RSS per la sezione

PARLIAMO DI MUSICA (è meglio…) – Buon compleanno David! (Bowie). “Where Are We Now”: nuovo singolo e album dopo dieci anni / David Bowie: Where Are We Now? Full Video

David Bowie: Where Are We Now? Full Video

Pubblicato in data 07/gen/2013

David Bowie celebrates his 66th Birthday with the release of his first single in a decade.

Taken from the album: The Next Day (Deluxe)

Available from iTunes

https://itunes.apple.com/us/album/the-next-day-deluxe/id590844404?ls=1

*


fonte immagine

David Bowie, “Where Are We Now”: nuovo singolo e album dopo dieci anni

Nel giorno del 66mo compleanno, il Duca interrompe un silenzio musicale che durava dal 2003: su iTunes il nuovo brano, accompagnato da un videoclip firmato dall’artista Tony Oursler. Tra due mesi l’album “The Next Day”

.

di PAOLO GALLORI

.

NEW YORKSulle tracce di David Bowie si sono messi in molti, per dare una risposta ai suoi ultimi dieci anni di silenzio. Soprattutto nel 2012, quando la sua assenza dalle scene è risultata assordante, nel momento in cui le cerimonie delle Olimpiadi di Londra ne hanno celebrato musica e fascino, ma lui non c’era. Bowie aveva declinato l’invito, avvalorando l’immagine di un artista da tempo lontano dalle ferree logiche del music business, ma forse anche stanco, appagato, improvvisamente vecchio.

E invece no. David Bowie compie oggi 66 anni. Festeggiato con un regalo a se stesso e ai tantissimi nostalgici innamorati della sua musica in tutto il mondo: un nuovo singolo, Where Are We Now, disponibile su iTunes, che precede di un paio di mesi il ritorno in grande stile. Un nuovo album, intitolato The Next Day, è annunciato in uscita a marzo: l’8 in Australia, il 12 negli Usa, l’11 in Europa e nel resto del pianeta. Nella lista, quattordici brani più tre canzoni extra. Il 23 marzo, inoltre, aprirà al Victoria and Albert Museum di Londra David Bowie is, l’attesa retrospettiva sui percorsi di un’icona musicale, stilistica e culturale, allestita grazie all’accesso all’archivio personale dell’artista, visitabile fino al 28 luglio.

La tracklist di The Next Day:
1. The Next Day 2. Dirty Boys 3. The Stars (Are Out Tonight) 4. Love Is Lost 5. Where Are We Now? 6. Valentine’s Day 7. If You Can See Me 8. I’d Rather Be High 9. Boss of Me 10. Dancing Out in Space 11. How Does the Grass Grow 12. (You Will) Set the World on Fire 13. You Feel So Lonely You Could Die 14. Heat

Bonus tracks:
15. So She 16. I’ll Take You There 17. Plan

L’ultima fatica di Bowie risaliva al 2003. In perfetta forma, capelli lunghi e sorriso smagliante, un volto senza tempo, Bowie aveva presentato Reality con un concerto carico di sorrisi ed energia rock’n’roll, trasmesso nei cinema in diretta da un club londinese. Esperienza oggi del tutto normale, allora davvero sperimentale. Dieci anni dopo, il mood che avvolge il primo nuovo segnale di vita musicale di David è tanto diverso.

Where Are We Now è una lenta ballata, sprofondata in un minore che spezzerebbe anche il cuore più impenetrabile. Nel videoclip che l’accompagna, Bowie osserva silenzioso vecchie immagini berlinesi in bianco e nero proiettate su uno schermo. Il suo volto, ora segnato dal tempo, si materializza assieme a quello di una donna sul faccino di due vecchi peluche. Espressione contrita, il pupazzo esprime col canto i pensieri inquieti del protagonista. I luoghi a cui si legano le decisioni di ieri, le incertezze piantate nell’oggi. Il tutto ripreso in un garage pieno di vecchie reliquie artistiche, bozzetti, manichini, schegge di passato.

Il videoclip è firmato dall’artista Tony Oursler, celebre proprio per l’uso di volti deformati dalla loro proiezione su sfere. L’album, invece, vede accanto a Bowie il fedele produttore Tony Visconti.

“Dovetti prendere il treno da Potzdamer Platz, non avresti mai detto che sarei stato capace di farlo…un uomo perso nel tempo nei pressi di KaDeWe (grandi magazzini berlinesi, ndr)…just walking the dead…”. Estratti dalle prime strofe di Where Are We Now, poi, un ritornello pieno di interrogativi: “Dove siamo adesso? Nel momento in cui lo sai, lo sai…Purché ci sia il sole, purché ci sia la pioggia, purché ci sia il fuoco, purché ci sia io, purché ci sia tu”. Bowie c’è. (08 gennaio 2013)

.

fonte repubblica.it

_______________________________________

Buon compleanno Bowie: 66 anni, un nuovo album e Sanremo sogna di averlo

.

Roma, 8 gen. (Adnkronos) – Oggi è il giorno del sessantaseiesimo compleanno di David Bowie e Iso/Columbia/Sony Music pubblica un suo nuovo singolo intitolato ‘Where Are We Now?’, che è solo un’anticipazione di nuovo disco di inediti.

Dopo dieci anni di assenza dalle scene, il 30esimo album da studio dal titolo ‘The Next Day’, è disponibile in pre-ordine su iTunes in 119 paesi e uscirà il 12 marzo 2013 in tre versioni: standard, deluxe e doppio vinile.

E la data di uscita, che potrebbe avvalersi di una promozione sanremese, magari con l’esecuzione del singolo o dei singoli che saranno disponibili per le date del Festival (uno esce oggi e nella tracklist c’è anche un brano intitolato ‘Valentine’s Day’), non può non far pensare che la presenza del ‘Duca Bianco’ sia in vetta ai desiderata degli autori del Festival.

Stare lontano dalle luci della ribalta è tipico di David Bowie, nonostante la sua straordinaria carriera fatta di oltre 130 milioni di dischi venduti, per non parlare del suo enorme contributo nel campo dell’arte, della moda, dello stile, dell’esplorazione sessuale e della critica sociale. Non c’è bisogno di ricordare che ha tenuto concerti sold out negli stadi e infranto record di vendita di biglietti in tutto il mondo durante il suo incredibile percorso artistico.

Negli ultimi anni il silenzio radiofonico è stato interrotto solamente da incessanti congetture (alcune amche molto malevole sulla sua salute), voci di corridoio e pie illusioni. Dunque ad un nuovo album in pochi ci pensavano anche se qualcuno lo sognava. In fin dei conti, David è quel genere di artista che scrive ed esegue quello che vuole quando vuole, quando ha qualcosa da dire, anziché quando ha qualcosa da vendere. E oggi evidentemente ha qualcosa da dire, come sembra suggerire già il titolo del primo singolo del suo nuovo lavoro.

Prodotto dal suo collaboratore storico Tony Visconti, il singolo ‘Where Are We Now?’ è scritto da Bowie ed è stato inciso a New York. ‘Where Are We Now?’ è accompagnato da un affascinante video diretto da Tony Oursler, che ricorda il periodo berlinese di Bowie (VIDEO); l’artista appare insieme a immagini dell’autofficina situata sotto l’appartamento in cui viveva, insieme a immagini della città di quel periodo, mentre il testo pone continuamente la domanda ‘Where Are We Now?’.

”The moment you know, you know you know”, recita il nuovo singolo. Ora insomma, il mistero è svelato: David Bowie si è eclissato per entrare in studio di registrazione. Proprio quando meno ce l’aspettavamo.

Nella tracklist dell’album che uscirà il 12 marzo, ci sono: la title track ‘The Next Day’, ‘Dirty Boys’, ‘The Stars (Are Out Tonight)’, ‘Love Is Lost’, ‘Where Are We Now?’, ‘Valentine’s Day’, ‘In You Can See Me’, ‘I’d Rather Be High’, ‘Boss of Me’, ‘Dancing Out In Space’, ‘How Does the Grass Grow?’, ‘(You Will) Set the World On Fire’, ‘You Feel So Lonely You Could Die’, ‘Heat Deluxe’, ‘So She’, ‘I’ll Take You There’ e ‘Plan’.

.

fonte adnkronos.com/mobile

AUGURI RITA! – La Montalcini compie 103 anni


Il premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini (Ansa)

Rita Levi Montalcini compie 103 anni

Gli auguri di Napolitano al premio Nobel per la medicina

Solo “un brindisi con i più stretti collaboratori”, per festeggiare i 103 anni del premio Nobel Rita Levi Montalcini. La professoressa, nata a Torino il 22 aprile 1909, “non vuole grandi festeggiamenti”

.

Roma, 22 aprile 2012 – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso alla senatrice Rita Levi Montalcini i più affettuosi auguri per il suo compleanno. E’ quanto si legge in una nota.

Un “brindisi con i più stretti collaboratori”, per festeggiare i 103 anni del premio Nobel Rita Levi Montalcini. La professoressa, nata a Torino il 22 aprile 1909, “non vuole grandi festeggiamenti”, ma si concederà “un brindisi, e magari un po’ di torta, circondata dai suoi più stretti collaboratori”.

D’altronde l’abitudine a mangiare come un uccellino, confessata da lei stessa qualche anno fa, “è sempre la stessa”, spiegano i collaboratori. Come anche “l’interesse per le notizie a livello politico e sulla vita del Paese”, mentre l’energia ha subito un calo, specie dopo l’incidente in casa che le aveva provocato una frattura del femore qualche anno fa.

Il premio Nobel nella sua intensa carriere dopo aver studiato medicina all’università di Torino, a 20 anni entra nella scuola medica dell’istologo Giuseppe Levi e inizia gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la sua vita, salvo alcune brevi interruzioni nel periodo della Seconda guerra mondiale.

Si laurea nel 1936, e nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come Ngf (Nerve Growth Factor), che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa 30 anni prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d’azione, per le quali nel 1986 viene insignita del Premio Nobel per la medicina insieme allo statunitense Stanley Cohen.

La scienziata è stata nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1 agosto del 2001. Nel corso degli anni si è battuta più volte a favore dei giovani scienziati e continua a far sentire la sua voce: l’ultima iniziativa risale al marzo scorso, quando ha rivolto un appello al Governo Monti insieme al senatore Ignazio Marino (Pd), “affinché non cancelli il futuro di tanti giovani ricercatori, che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia. Il decreto legge sulle semplificazioni cancella i principi di trasparenza e merito alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40 attraverso il meccanismo della ‘peer review’, la valutazione tra pari”.

.

fonte articolo

HASTA SIEMPRE! – Fidel Castro compie 85 anni, Cuba in festa / VIDEO: Fidel Castro cumple 85 años – Muchas razones a defender

https://solleviamoci.files.wordpress.com/2011/08/chefidel1.jpg?w=289
¡Viva la Revolución Cubana
fonte immagine

Fidel Castro cumple 85 años – Muchas razones a defender

Caricato da in data 12/ago/2011

El 13 de Agosto de 2011 cumple 85 años el líder revolucionario Fidel Alejandro Castro Ruz, que será homenajeado por la Fundación Guayasamín y decenas de artistas de toda Latinoamérica en el festejo denominado “Serenata de la Fidelidad” en el Teatro Karl Marx de la ciudad de La Habana, Cuba.

En la Serenata, que se extenderá hasta la medianoche, actuarán entre otros la cantante cubana Omara Portuondo, la argentina Liliana Herrero, la venezolana Cecilia Todd, Braulio López o el grupo ecuatoriano Pueblo Nuevo. Presentes, también, el trovador argentino Raly Barrionuevo, el paraguayo Ricardo Flecha, el chileno Pancho Villa, el venezolano Grupo de Música Llanera, la búlgara Yordanka Kristova, la peruana Marcela Pérez, y los cubanos Vicente Feliú, Raúl Torres, Tony Ávila, Tomasita Quiala, Héctor Gutiérrez, Danilo Vázquez, el duo Buena Fe y los grupos Moncada, Anónimo Consejo, Cándido Fabré y su banda y María Victoria.

Fidel Castro compie 85 anni, Cuba in festa

https://i2.wp.com/www.ansa.it/webimages/large/2011/8/13/d923e95d0349347de386019441e14981.jpg

Diego Armando Maradona gli dedica il pensiero di ‘un monumento grande come il mondo’

13 agosto, 15:59
.

Di Francisco Forteza

.

BUENOS AIRES – Cuba festeggia il compleanno di Fidel Castro, che oggi spegnerà 85 candeline con una “Serenata de la Fidelidad”, mentre guarda al futuro nell’attesa del rinnovamento. Intanto, Diego Armando Maradona, da sempre grande amico di Fidel, dedica al lider maximo il pensiero di “un monumento grande come il mondo”. Resta saldo nelle mani di Raul Castro e degli ‘anziani’ il futuro dell’isola, dove in tanti guardano con speranza alle nuove generazioni.

Dei sei designati dal lider maximo nel luglio 2006, quando lasciò il potere a causa delle sue condizioni di salute, i più giovani erano il vicepresidente Carlos Lage Davila, 50 anni, e il ministro degli esteri Felipe Perez Roque, 46. A questi si aggiungeva Carlos Valenciaga, 36 anni. Ma quando il parlamento nel 2008 espresse il governo, Lage, Roque e Valenciaga, i tre esponenti della cosiddetta “nuova generazione”, tra i più citati dalle analisti internazionali tra i possibili delfini, non vennero eletti. Nella compagine guidata dall’ottuagenario Raul Castro furono invece designate personalità “storiche”, soprattutto ex combattenti di oltre 75 anni, che avevano fatto la guerriglia nella Sierra Maestra contribuendo a rovesciare il potere del dittatore Fulgencio Batista. “Il paese sconta l’assenza di una riserva di sostituti debitamente preparati” aveva affermato in quell’occasione Raul, che aveva anche aggiunto: “In questi anni saranno formati nuovi quadri politici che prenderanno la guida del Paese”. Così Cuba, che con affetto domani spegnerà le 85 candeline del suo lider, ora attende il momento del rinnovamento. E mentre 22 musicisti provenienti da vari paesi si preparano a esibirsi al Teatro Karl Marx dell’Avana per una “Serenata de la Fidelidad”, Diego Armando Maradona, neo allenatore di una squadra di Dubai, negli Emirati arabi uniti, in un’intervista sottolinea come a Fidel Castro andrebbe eretto “un monumento grande come il mondo”. “Ci sono 14 milioni di africani che non hanno un pezzo di pane – dice Maradona -. Ma c’é ancora chi dà del figlio di puttana a Fidel Castro perché i cubani mangiano un piatto di riso con patate. Ma mangiano tutti, e questo è l’esempio da emulare”.

.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/08/13/visualizza_new.html_755600359.html

______________________________________________________

e il mensile di emergencyLa copertina del numero di agosto
.

Ecco il numero di agosto, in edicola

AUGURI!! – Nelson Mandela per i suoi 93 anni chiede 67 minuti di buone azioni

Sudafrica, è il Mandela Day
E i bimbi cantano “Happy birthday”

Sudafrica, è il Mandela Day E i bimbi cantano "Happy birthday"  

Per festeggiare il 93mo compleanno, l’ex presidente sudafricano Nelson Mandela è tornato nel suo villaggio natale, Qunu, 965 chilometri a sud di Johannesburg, assieme alla moglie Graça Machel. Ad attenderlo, 90 scolari giunti da tutto il paese, in rappresentanza degli oltre 12 milioni di studenti che oggi hanno intonato uno speciale Happy Birthday in onore di “Madiba” prima dell’inizio delle lezioni. Tra questi, anche gli scolaretti che a Johannesburg frequentano un istituto per bambini ciechi o vittime del fuoco. In tutto il Paese la giornata di oggi è diventata il Mandela Day. Messaggi di auguri da tuttto il mondo. – fonte la Repubblica

GUARDA LA GALLERY

___________________________________

MANDELA DAY

Nelson Mandela per i suoi 93 anni
chiede 67 minuti di buone azioni

E’ il numero degli anni che il premio Nobel ha speso per la causa sudafricana. festeggiamenti in tutto il mondo

.

Nelson Mandela in compagnia dei suoi famigliari (Reuters)
Nelson Mandela in compagnia dei suoi famigliari (Reuters)

MILANO – Sessantasette minuti di buone azioni e 67 idee per compierle. Come 67 sono gli anni che Nelson Mandela ha speso a servizio del popolo sudafricano e del mondo. Più di un’ora di tempo libero per fare del bene alla propria comunità, come ripulire dalla spazzatura il proprio quartiere o fare il test dell’Hiv. E’ questa la richiesta che il premio Nobel per la pace ha fatto in occasione del suo 93esimo compleanno.

MANDELA DAY L’anniversario del leader sudafricano e padre spirituale della lotta contro l’apartheid è segnata con il marchio rosso sull’agenda del continente africano. Ma non solo. Ogni 18 luglio le idee e i valori per i quali Mandela ha combattuto tutta la sua vita sono celebrati in tutto il mondo con il Mandela Day, la Giornata mondiale di Mandela istituita nel 2009 dalle Nazioni Unite. Per l’edizione 2011, l’ex presidente sudafricano è tornato nel suo villaggio natale per festeggiare il suo compleanno assieme a 90 scolari giunti da tutto il Sudafrica. La nazione si prepara a festeggiare il compleanno di Madiba, come viene chiamato Mandela dal nome del sua tribù Xhosa: nelle scuole, 12,4 milioni di bambini intoneranno uno speciale «buon compleanno», africanizzato per l’occasione da un artista locale, mentre aziende, media, organizzazioni di volontariato e celebrità hanno annunciato eventi per la giornata. Un gruppo di motociclisti è partito l’11 luglio scorso da Johannesburg per attraversare il paese, facendo tappa in diverse comunità povere per fare attività di beneficenza. Il viaggio di 2.200 chilometri si concluderà lunedì a Pretoria. Le scuole e gli orfanotrofi apriranno le porte ai volontari che vorranno fare lavori di pulizia, mentre le banche del sangue faranno gli straordinari. Un patchwork su cui 67 celebrità hanno lasciato le impronte delle loro mani sarà messo all’asta a Città del Capo questo fine settimana: il ricavato andrà a sostenere la lotta all’Aids lanciata da Mandela. Infine, 93 bambini provenienti da tutto il paese saranno ospitati dalla Fondazione del premio Nobel per la pace.

«IDEE PER CAMBIARE IL MONDO» Il sito Mandela Day pubblica una lista di 67 idee «per cambiare il mondo», come ripulire le strade del proprio quartiere oppure sottoporsi a un test dell’Hiv. Un buon esempio che comincia proprio dalla classe politica sudafricana: «Ognuno di noi – ha dichiarato il ministro della cultura Paul Mashatile – a cominciare dal presidente Jacob Zuma, i ministri, i membri del Parlamento e i funzionari compieranno una buona azione, come regalare un libro, consigliare un disoccupato sugli orientamenti professionali, pulire uno spazio pubblico, promuovere uno stile di vita sano e altre iniziative di questo genere».

DISCREZIONE Nelson Mandela è tornato nello scorso fine settimana nel suo villaggio natale per festeggiare il suo compleanno. L’ex presidente ha lasciato giovedì scorso Johannesburg e ha raggiunto Qunu, nella provincia del Capo Orientale. Il viaggio è stato fatto nella massima discrezione. Lo scorso gennaio, Mandela è stato ricoverato per due giorni in ospedale per un problema alle vie respiratorie. L’ultima sua apparizione pubblica risale alla finale della Coppa del mondo di calcio, l’11 luglio 2010, mentre la sua ultima fotografia ufficiale è stata scattata lo scorso 21 giugno, durante la visita della first lady Usa Michelle Obama.

LOTTA ALL’APARTHEID Il premio Nobel per la pace ha dedicato 67 anni della sua vita alla causa sudafricana, culminata nella lotta contro il regime dell’apartheid nelle file dell’African National Congress. Una battaglia che lo ha costretto a trascorrere 27 anni nel carcere di Robben Island. Liberato nel febbraio 1990, Madiba diventa nel 1994 il primo presidente nero del Sudafrica, tre anni dopo la fine ufficiale del regime segregazionista, avvenuta nel luglio 1991.

.

Redazione online
18 luglio 2011 15:39
fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_luglio_18/nelson-mandela-compie-93-anni_8ddd848a-b13d-11e0-8890-9ce9f56cae65.shtml

___________________________________________

 

AUGURI DI CUORE, DON GALLO!! Stasera la festa al Palacep di Genova

Tanti auguri a Don Gallo
La festa al Palacep

Don Andrea Gallo festeggia il suo compleanno al PalaCep di Pra’ insieme a tanti amici. Sono 83 le candeline che soffierà nel quartiere del ponente genovese. Ad animare la festa: Marco Travaglio, Enzo Costa, la troupe del programma tv “La storia siamo noi” e ancora i compagni della Comunità e tutti coloro che vogliono partecipare

.

di Manuela Facino

.

Sono 83 le candeline che don Andrea Gallo questa sera soffierà nella sua Genova, al PalaCep di Prà, insieme a tantissimi amici. Un compleanno che festeggia un uomo, un salesiano, un prete di frontiera da sempre con la gente più povera e per le persone abbandonate a sé stesse.
Don Gallo, con un passato da allenatore di basket, ha continuato la sua attività fino a oggi, cambiando sport e allenando la gente alla vita e alle difficoltà, non tirandosi mai indietro. Lo dimostra la sua comunità di San Benedetto al Porto, nata grazie a don Federico Rebora, che dal 1975 accoglie tutti coloro che chiedono aiuto, dedicando particolare attenzione al mondo della tossicodipendenza e dell’alcolismo.Don Gallo, sempre in prima linea per il prossimo,non si è mai voltato dall’altra parte offrendo tutto quello che poteva, fin troppo, tanto da diventare scomodo per la chiesa stessa. Negli anni ’70, dopo essere stato allontanato a Capraia per volere della Curia, è rientrato a casa, per le strade della sua città, più forte di prima, accolto a braccia aperte da quella che diventerà la Comunità di San Benedetto.Oggi festeggia il suo compleanno in un quartiere che ne ha viste tante e che ora sta cambiando. Ad animare la festa moltissimi ospiti: Marco Travaglio, Enzo Costa, Padellaro e Sansa, la troupe del programma tv “La storia siamo noi” e ancora i compagni della Comunità. A occuparsi della musica, il coro il coro Daneo diretto da Gianni Martini.

Una festa a cui tutti possono partecipare per festeggiare il parroco di strada, il parroco del popolo, e allora buon compleanno Don Andrea!

.
Genova, 18 luglio 2011
.
________________________________________________

LA FESTA NEL MONDO – 8 marzo, il destino delle donne? Quello di sempre: essere di “serie B” / Benvenuti a Sant’Agata la città dove comandano le donne

LA FESTA NEL MONDO

fonte immagine

8 marzo, il destino delle donne?
Quello di sempre: essere di “serie B”

.

fonte immagine

.

Cento anni di battaglie e conquiste ottenute faticosamente: eppure, ad un secolo dall’istituzione della giornata internazionale della donna, in molti paesi e società le donne sono ancora cittadini che vivono in condizioni svantaggiate. Lo sottolinea il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon

.

di EMANUELA STELLA

.

ROMA – Cent’anni di battaglia tenaci e conquiste ottenute faticosamente: eppure, ad un secolo dall’istituzione della giornata internazionale della donna, in molti paesi e società le donne sono ancora cittadini di serie B. Lo sottolinea il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, nel suo messaggio in occasione dell’8 marzo. “Sebbene il divario tra i sessi in materia di scolarizzazione si stia riducendo, in alcuni paesi persistono notevoli differenze – osserva: – a troppe bambine viene ancora negato l’accesso all’istruzione, oppure le si costringe a lasciare la scuola precocemente, con scarse competenze e opportunità. Donne e bambine continuano a subire discriminazioni e violenze inaccettabili, spesso per mano di partner e familiari”.

La status di vulnerabilità. Insomma: a casa come a scuola, sul posto di lavoro o all’interno delle comunità, essere donna significa essere vulnerabile. E in molte zone di guerra, la violenza sessuale viene deliberatamente e sistematicamente usata per intimidire, non solo le singole donne, ma comunità intere. E se nei paesi industrializzati cresce la partecipazione delle donne alla politica, e sempre più numerose sono le parlamentari elette, meno del 10 per cento dei paesi del mondo vantano un capo di stato o di governo di sesso femminile; anche là dove la presenza femminile in politica è consistente, le donne  sono nettamente sottorappresentate in ambito dirigenziale, e questo vale anche per il mondo dell’economia.

La scuola, arma potente. Parità di accesso all’istruzione, alla formazione e alla tecnologia è la parola d’ordine delle Nazioni Unite per questo 8 marzo. La scuola è un’arma potente per spezzare il cerchio della povertà, combattere l’ingiustizia e far valere i propri diritti; ma cellulari e internet possono aiutare le donne a migliorare la salute e il benessere della famiglia, fornire opportunità di guadagno e proteggerle dallo sfruttamento e dalla sopraffazione.

Un milione di donne al Cairo. Particolare significato assume la manifestazione in programma per domani al Cairo: negli auspici degli organizzatori richiamerà un milione di donne, che accusano il governo militare di aver oscurato il loro ruolo nella rivolta che ha destituito Mubarak e di voler mantenere in vita un sistema politico “arretrato e patriarcale”.  “In Egitto, le donne erano in prima fila nelle manifestazioni  di protesta contro la corruzione e l’ingiustizia sociale”, sottolineano le attiviste egiziane che hanno partecipato all’incontro regionale sul problema della tratta degli esseri umani e della protezione delle lavoratrici migranti in Medio Oriente, promosso ad Amman dall’Unione delle Donne Giordane (JWU  –  Jordanian Women’s Union 1) e da “Un ponte per 2“.

L’incontro di Amman. E’ il primo di una serie di eventi previsti dal progetto regionale finanziato dalla Commissione europea “Una risposta olistica a traffico, violenza e sfruttamento delle lavoratrici migranti nel Mashrek”, che coinvolgerà organizzazioni giordane, libanesi, egiziane, irachene e “Un ponte per” come partner europeo. ”La normativa contro la tratta, le violenze di genere e lo sfruttamento delle lavoratrici migranti è estremamente carente e sono necessarie azioni di rete a livello mediterraneo per identificare le risposte adatte al problema”, spiega Nadia Shamrouk, direttore della JWU, ong capofila del progetto contro la violenza e lo sfruttamento delle donne nel bacino mediterraneo, studiato per contrastare il fenomeno della violenza e dello sfruttamento delle lavoratrici migranti provenienti dall’Asia, in particolare da Sri Lanka, Filippine e Indonesia.

In Libano solo domestiche. Secondo Human Rights Watch 3 nel 2007, solo in Libano, hanno perso la vita almeno 95 lavoratrici domestiche migranti. In questo paese, dei 100.041 visti concessi ad afroasiatici nel 2009,  87.915 risultano concessi a donne impiegate come lavoratrici domestiche, per una percentuale pari all’88%. Nella maggioranza dei paesi arabi le lavoratrici domestiche non hanno alcun tipo di inquadramento legislativo, in quanto il servizio domestico non rientra in quelle che sono le prestazioni di lavoro previste dalla legge. Private di qualsiasi libertà, soggette al sequestro dei documenti di identità e sottoposte ad abusi e sfruttamento fino al maltrattamento e alla violenza sessuale, quella delle lavoratrici migranti  appare una condizione di neoschiavitù.

Nicaragua, basta con le violenze. Sempre in occasione dell’8 marzo, la sezione italiana di Amnesty International 4 promuove anche da noi la campagna mondiale per chiedere al governo del Nicaragua di porre fine alla violenza sessuale, dilagante nel paese. Tra il 1998 e il 2008, 14.337 donne e ragazze hanno denunciato di aver subito violenza sessuale. In quasi la metà dei casi si trattava di ragazze al di sotto dei 17 anni di età, e la maggior parte delle violenze e degli abusi avviene in ambito familiare. “Nonostante l’evidente gravità del problema, il governo del Nicaragua non si sta ancora occupando di questa emergenza nascosta dei diritti umani”, denuncia Amnesty, che nel suo appello chiede al governo del presidente Daniel Ortega di prevenire la violenza sessuale, proteggere le sopravvissute e garantire giustizia e risarcimento alle giovani vittime di stupri.

Abusi in tutta l’America Latina. L’organizzazione per i diritti umani sottolinea come in Nicaragua, così come in altri paesi dell’America Latina, lo stupro e gli abusi sessuali siano reati poco denunciati, soprattutto se coinvolgono giovani ragazze e se avvengono in famiglia. Nel 2008, inoltre, è entrata in vigore una legge che considera reato l’aborto in ogni sua forma e in qualsiasi circostanza. Questo significa che le ragazze che restano incinte a seguito di uno stupro sono lasciate senza possibilità di scelta. Per promuovere l’appello al governo del Nicaragua, la Sezione Italiana di Amnesty International ha anche prodotto il  cortometraggio “Fermiamo la violenza sessuale contro donne e ragazze”, in cui l’attrice Maria Scorza legge alcune testimonianze di vittime che hanno trovato il coraggio di denunciare gli atti di violenza subiti.

.

07 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2011/03/07/news/8_marzo_il_destino_delle_donne_quello_di_essere_ancora_di_serie_b-13304157/?rss

_____________________________________________________________

Benvenuti a Sant’Agata
la città dove comandano le donne

.

Sindaco e assessori: un’intera giunta al femminile in provincia di Bologna. Tutte continuano a lavorare, per fare le amministratrici restano in Comune anche fino a mezzanotte. Asilo modello e senza liste d’attesa, servizi alla persona. “Niente quote, qui l’efficienza è rosa”. “Abbiamo scelto di privilegiare scuola e famiglia”

.

dall’inviato di Repubblica MARIA NOVELLA DE LUCA

.

Benvenuti a Sant'Agata la città dove comandano le donne La giunta comunale di Sant’Agata Bolognese

.

SANT’AGATA BOLOGNESE (Bologna) – Sotto la penombra dei porticati il circolo “Sandro Pertini” ha le luci accese, e a pochi passi nella sede dell’Udi si imbustano mimose e si selezionano manifesti storici per la festa dell’8 marzo. L’atmosfera è lenta, calma, lungo la passeggiata del corso “2 agosto 1980”, strada che riporta alle memorie amare della strage di Bologna. Un paese racchiuso tra mura storiche, l’antico orologio e il teatro “Bibbiena”, case basse, intonaci colorati, giardini ben tenuti. Oltre, alle spalle, lo stabilimento della Lamborghini. E sarà perché a Sant’Agata Bolognese, unico Comune in Italia governato dal 2009 da una giunta di sole donne, la demografia cresce ma la fila al nido non c’è e gli appartamenti costano un po’ meno, intorno ci sono tante facce giovani e tanti bambini che girano da soli in bicicletta. Nuovissima forma di immigrazione, tutta italiana, che vede le neo-famiglie abbandonare le cinture metropolitane e rifugiarsi qui, in queste zone un tempo paludose ma oggi ricche di servizi e dove l’occupazione, anche femminile, ha ancora i livelli più alti d’Italia.

“Qui” è la città delle donne, ossia un paese di 7.300 abitanti governato da “una” sindaco e 4 assessori donna, più Rosa, la segretaria comunale. E a 21 mesi dall’insediamento, scherza Erika Zambelli, 31 anni, assessore alla Cultura (e a molto altro) la più giovane del gruppo, aspetto solare e sorriso semplice “non abbiamo ancora litigato, come in molti si aspettavano…”. Eccola dunque la giunta più rosa d’Italia, nello studio colmo di piante e di luce del sindaco Daniela Occhiali, insegnante in aspettativa, tre figli, al secondo mandato eletta in un lista di centrosinistra, e un’avversione dichiarata, dice “verso le quote rosa”. “Non ho scelto gli assessori in base al sesso ma alle competenze: avevo chiesto anche a due uomini di entrare in giunta, ma non erano disponibili. Così il gruppo si è formato al femminile, ma soltanto perché Giorgia, Francesca, Erika e Fabiana avevano i profili giusti . Certo – ammette Daniela Occhiali – l’esperienza di lavorare con un team di sole donne è creativa, stimolante, ma soprattutto, efficace”. Nel loro linguaggio si chiama “estrema condivisione degli obiettivi”. Per una indennità di 360 euro al mese, tanto che nessuna, a parte il sindaco, ha rinunciato alla propria professione. “Risultato – dice ironica Francesca Cavrini, assessore alla Sanità – facciamo il triplo lavoro…”.

“Ogni mercoledì – racconta Giorgia Verasani, vicesindaco anche lei maestra, un figlio e un compagno – facciamo le nostre riunioni di giunta: sono lunghissime, non finiscono mai… Spesso quando spegniamo le luci del Comune è mezzanotte passata. Ma a quel punto il problema è stato risolto e la decisione presa. All’unanimità. E dal giorno dopo, senza perdere tempo, si passa al fare”. Il fare, appunto. Servizi prima di tutto e ancora servizi. Un nido storico, “Vita Nuova”, nato nel 1972 e ispirato al modello di Reggio Emilia, aperto dal primo mattino al pomeriggio inoltrato, “e senza liste d’attesa – precisa con orgoglio il vicesindaco – quando ci siamo accorti che le richieste aumentavano abbiamo creato una sezione in più”. E poi rette agevolate per la mensa, sostegni agli anziani e ai disabili, consultori, pannelli solari, un museo archeologico, la piccola ma ricca biblioteca “Terre d’acqua”. Scelte precise, ma che hanno la cifra della cura alla persona, alla famiglia. Daniela Occhiali più che di “genere” parla però di sensibilità. “I tagli sempre maggiori, ci hanno imposto di creare delle priorità. E tra il tagliare l’erba delle aiuole o riparare un pezzo di asfalto abbiamo preferito sostenere le famiglie e la scuola… Certo poi la buca andrà rimessa a posto, ma possiamo aspettare che smetta di nevicare”. E non è un caso, commenta Francesca Cavrini, 40 anni, assessore alla Sanità, “che siano le santagatesi le nostre maggiori fan”.
Accolta come un “caso” e con un bel po’ di scetticismo (“ora ci vorrebbero le quote azzurre”) la giunta rosa di Sant’Agata Bolognese si appresta a doppiare i due anni di Governo. Alla vigilia di un 8 marzo che registra ancora abissi di distanza: le donne primo cittadino sono il 10,6% contro l’89,4 degli uomini. Ma né quote rosa né altro, dicono sindaco e assessore. Eppure, alla fine qualche differenza tra loro e una giunta “mista” c’è. Daniela, Giorgia, Erika, Francesca e Fabiana, ad esempio sono diventate amiche. “Prima che finisca il mio mandato, a parte costruire una nuova scuola – scherza il sindaco – vorrei che alcune di loro mi dessero un nipotino, sarebbe anche ora visto che il tempo passa… “. Uffici sempre aperti, e ritmi di lavoro altissimi. “Quello che ci caratterizza – conclude Daniela Occhiali – è un’attenzione alle relazioni oltre che ai problemi. Ho cercato di rendere anche i matrimoni un po’ meno burocratici, leggo delle poesie. Il risultato è che adesso a Sant’Agata di matrimoni ne celebro molti più io che il parroco…”.

.

07 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/03/07/news/paese_donne-13274140/

Sean Connery: la leggenda di un uomo straordinario

Sean Connery: la leggenda di un uomo straordinario

Il celebre attore compie 80 anni. I nostri migliori auguri!

Sean Connery: la leggenda di un uomo straordinario Sean Connery: la leggenda di un uomo straordinario Sean Connery: la leggenda di un uomo straordinario Sean Connery: la leggenda di un uomo straordinario Sean Connery: la leggenda di un uomo straordinario

.

Un uomo, un attore, un re
Verrà sempre ricordato per come indossava l’abito e impugnava la pistola di Bond, James Bond, un ruolo che – come lui stesso ha ammesso – si porterà nella tomba. D’altronde nessuno come Sean Connery ha saputo dare alla celeberrima spia britannica quello sguardo affascinante, il passo felpato e il sorriso beffardo che l’ha contraddistinta nei film in cui era l’attore scozzese ad avere la licenza d’uccidere. Quella di 007 è stata una performance che, tra le altre cose, è valsa al Nostro la quinta posizione nella top 100 dei migliori personaggi cinematografici di tutti i tempi. E dire che inizialmente Ian Fleming non aveva visto in lui il physique du rôle. Secondo l’autore della famosa serie spionistica l’attore era troppo poco raffinato per quel ruolo che, invece, sarebbe stato perfetto per Cary Grant. Chissà quale sarebbe stata la sorte di Connery (e di James Bond) se gli avessero preferito il collega. Agenti segreti a parte, Sean Connery ha saputo indossare con autorità e magnificenza gli abiti di quattro sovrani per altrettanti registi che lo hanno reso re, almeno per il grande schermo. Oggi, che è il suo ottantesimo compleanno, lo celebriamo ricordando le parole che utilizzò Harrison Ford nel discorso di consegna del premio alla carriera da parte dell’American Film Institute nel 2006. “John Wayne ci ha dato il vecchio West. James Stewart la nostra città. Tu ci hai dato il mondo”.

L’uomo che volle farsi re
Qualcosa, nella postura di Sean Connery, deve aver colpito l’immaginario di Paul Newman che lo raccomandò a John Huston per il ruolo di Daniel Dravot. Nel film tratto da un racconto di Rudyard Kipling l’attore scozzese non interpreta un vero e proprio re, ma un uomo con un sogno di diventare re che finisce per essere incoronato. Curioso come la storia inizi a prendere una brutta piega nel momento in cui Daniel Dravot è creduto il discendente di Alessandro Magno. Quasi trent’anni più tardi, infatti, Oliver Stone avrebbe offerto a Connery il ruolo di Filippo II di Macedonia, padre del celebre conquistatore macedone, in Alexander.

I banditi del tempo
La leggenda vuole che Terry Gilliam, nel descrivere Agamennone, annotasse sulla sceneggiatura “Il guerriero si toglie l’elmetto mostrando il viso di qualcuno tale quale a Sean Connery, o un attore dalla stessa statura, ma più abbordabile”. Il copione finisce nelle mani di Connery che s’interessa alla parte e, ovviamente, la ottiene. Non sarà il più celebre film dell’attore, ma la storia di come è entrato a far parte del cast del film di Gilliam vale la pena essere raccontata.

Robin Hood principe dei ladri
Non c’è che dire, se si ha la pazienza di aspettare fino alla fine del film, Sean Connery regala uno straordinario cameo. Quando appare a cavallo, negli abiti di Riccardo Cuor di Leone, illumina la scena con il suo sorriso ironico e al tempo stesso saggio. All’epoca fece la felicità di tutto il pubblico femminile. Per soli due giorni di riprese Sir Connery ottiene una ricompensa di 250.000 dollari che viene puntualmente devoluta in beneficienza.

Il primo cavaliere
Nello stesso anno in cui Mel Gibson gli propone il ruolo di Re Edoardo I in Braveheart – Cuore impavido, Sean Connery è costretto a rifiutare per altri impegni ma ha l’occasione di vestire i panni di un altro re, Artù di Camelot, nel fantasy romantico di Jerry Zucker (già regista di Ghost – Fantasma. Nel film il leggendario sovrano di Connery conquista la giovane Ginevra, sua promessa sposa, con la saggezza e l’intelligenza. Se lei lo avesse visto in smoking bere un perfetto Vodka Martini (agitato, non mescolato), non gli avrebbe mai preferito il Lancillotto di Richard Gere.

(Fonte MYmovies.it)

.

25 agosto 2010

fonte:  http://cinema-tv.corriere.it/articoli/sean-connery-la-leggenda-di-un-uomo-straordinario/c_04_33_97.shtml