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SANREMO – 19° Concorso Nazionale di Pittura e Grafica ‘Il Gioco nell’Arte’. Il bando da scaricare

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19° Concorso Nazionale di Pittura e Grafica ‘Il Gioco nell’Arte’

a San Remo (Im)

-parte delle quote di iscrizione verrà donata all’Unicef, che patrocina il concorso-

1° PREMIO: Targa o Coppa Sindaco di San Remo

+ Premio Acquisto di euro 1000,00
+Immagine Pubblicitaria nella prossima edizione de
‘IL GIOCO NELL’ARTE’
+Mostra Personale di 15gg entro il 2013
presso la Galleria ‘Nuova Bottega d’Arte San Remo’

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Qui sotto il bando: cliccare sulle immagini per ingrandire

Per informazioni

http://www.bottegadartesanremo.com/eventi.html

ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA – BOTTEGA D’ARTE SANREMO (Galleria del Capitolo)

VIA CANESSA, 35   18038 SANREMO – IMPERIA

MAIL: bottegadarte-sanremo@libero.it

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30 gennaio 2010 – L’Artista Maria Gioseffi ritratta mentre riceve il trofeo “Città di New York”,  nell’ambito del 1° Premio Internazionale di pittura, scultura e grafica Città di NEW YORK- fonte immagine

Diretta da Maria Gioseffi, la Bottega d’Arte  Sanremo è una delle più prestigiose gallerie  d’arte italiane.

Nel corso degli anni ha svolto un’intensa attività al   servizio dell’arte e si è ormai affermata in campo internazionale, soprattutto per l’accurata selezione  delle opere che presenta e per le prestigiose manifestazioni artistiche che ogni anno organizza sia in Italia che all’estero.

All’interno di questo spazio espositivo si svolgono incontri culturali di vario genere: mostre personali e collettive di pittura, scultura, grafica d’autore e  fotografia artistica, oltre alla presentazione di  opere poetiche e videoproiezioni.

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fonte immagine di testa

Si vales..

Si vales bene est, ego valeo

che ‘roba’ è?

è il nuovo blog di Mauro, che parla di salute e medicina..

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Seneca diceva:

“Mos antiquis fuit, usque ad meam servatus aetatem, primis epistulae verbis adicere  ‘Si vales bene est, ego valeo’”

Un busto di Seneca esposto al Louvre

Tradotto: “Era abitudine degli antichi fino ai miei tempi iniziare le lettere con ‘Se tu stai bene ne sono contento perché anch’io sto bene’”

La traduzione è mia, per cui non sarà esattamente così ma il senso è questo. Indubbiamente, Seneca aveva come obiettivo ultimo la filosofia, per cui era certo che se la mente stava ‘bene’ così lo sarebbe stato anche il corpo. E ciò è indiscutibile. Ma è pure indiscutibile che se abbiamo cura del corpo, con i giusti mezzi e attenzioni, la mente, e ancor più lo spirito, se ne avvale grandemente.

Questo blog nasce dal desiderio di poter essere d’aiuto alle persone nel loro stare meglio (dacché ‘bene’ non sta mai alcuno), attraverso una (il più possibile) corretta informazione che, di per sè, è già ‘buona educazione’. Educarsi allo stare bene non è una scelta ma una necessità improrogabile, in questi tempi di veleni sempre più diffusi e di vivere inquieto.

Io ci metterò tempo ed esperienza, nei limiti delle mie possibilità, ma sono aperto ad una vostra costruttiva collaborazione, sotto forma di suggerimenti o di segnalazione ed invio di materiale. Materiale, lo preciso, che se non è frutto del vostro ingegno, deve essere corredato del nome dell’autore e del link di provenienza.

Non voglio inutilmente dilungarmi, per cui: Buon Viaggio!

Mauro, naturopata in San Remo

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lo trovate qui

Auguri, cari Amici

Tempo di sacrifici, tempo di riflessioni, tempo di decisioni, maltempo…

Quanto ‘tempo’ abbiamo, nei nostri discorsi. C’è anche un tempo, che ad alcuni potrà apparire obsoleto, che parla di rivoluzione..
Vediamo.

rivoluzione

[ri-vo-lu-zió-ne] s.f.
  • 1 Rovesciamento radicale di un ordine politico-istituzionale costituito: lo scoppio della r.
  • 2 estens. Trasformazione che si verifica in un settore d’attività o che investe la mentalità, la morale: r. tecnologica; r. dei costumi; innovazione culturale di vasta portata || r. industriale, prima fase del processo di industrializzazione, avviato in Inghilterra a metà Settecento e successivamente esteso ad altri paesi; è caratterizzata dall’introduzione delle macchine a vapore nell’attività produttiva | r. copernicana, il passaggio dalla concezione geocentrica alla teoria eliocentrica di N. Copernico (1473-1543); in senso fig., capovolgimento totale di un punto di vista
  • 3 fig. fam. Disordine, confusione: i nipoti hanno portato la r. in casa
  • 4 astr. Giro completo di un corpo celeste attorno a un altro corpo: la r. della Terra attorno al Sole
  • • sec. XIV (1); sec. XVII (4)

(fonte: http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/R/rivoluzione.shtml)

QUAL’E’ LA VOSTRA RIVOLUZIONE?

Questa è una domanda interessante, che giriamo a tutti voi cari lettori (ostinati, pervicacemente, nonostante la cessazione della pubblicazione di nuovi post..) alla quale vorremo una, qualsivoglia, risposta. Una specie di sondaggio. Di più: un’arena dove incontrarsi e proporre la propria visione della vita, magari corredata da un ‘progetto’.. Il vostro.

Per ora noi, Elena Mauro e Francy, vi auguriamo Buone Feste ma..

TORNEREMO. PROMESSO

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CARI AMICI, IL BLOG SOLLEVIAMOCI CHIUDE

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Si cari amici, il nostro blog cessa di aggiornarsi. Non perché manchino gli stimoli o perché non ci sia più interesse nei nostri lettori. Tutt’altro. I numeri ci sono sempre stati di conforto ma, come spesso accade, altri fattori hanno inciso limitando di molto il nostro tempo a disposizione, ed anche le nostre risorse, sia fisiche che economiche.

Ci siamo sempre prestati a puro titolo gratuito. Siamo partiti circa tre anni fa con una media di 10 visite giornaliere. Oggi ne contiamo migliaia. Dagli inizi, per la precisione, le visite al blog sono state (fino a questo momento) 2.840.326, i vostri commenti a 18.901. Tanti? Pochi? Non ha nessuna importanza saperlo. Ciò che è importante è di avere la consapevolezza di di essere, in qualche modo, stati utili, e tanto basta.

Addio amici. L’avventura finisce. Ma altre strade ci aspettano, e altri sentieri sono da tracciare, sia per noi che per voi.

HASTA LA VICTORIA

SIEMPRE!

elena e mauro

p.s. Vabbe’, abbiamo chiuso, ma ogni tanto postiamo ancora qualcosa… non chiedeteci perché, forse nostalgia… Un saluto

Mauro – 08/03/2012

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INFO SOLLEVIAMOCI: Il blog chiude fino a domenica 22 maggio

INFO SOLLEVIAMOCI: Il blog chiude fino a domenica 22 maggio

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Cari amici e compagni,

era già programmato che ‘staccassimo’ in questi giorni.

State sereni, se potete, quanto a noi ci godremo una vacanza in santa pace lontani quanto basta…

A presto

Hasta Siempre!

e.. Restiamo Umani!!

Besos da Francy, Elena e Mauro

Alla c.a di Bianca Berlinguer – dalla RETE ROMANA DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE

Alla c.a di Bianca Berlinguer

Direttora del TG3

Roma

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Con grande amarezza dobbiamo protestare contro il modo, del tutto inadeguato alla professionalità e alla correttezza necessarie,  con cui il TG3 ha trattato le notizie del rapimento e  dell’assassinio di Vittorio Arrigoni tenendo assolutamente in ombra il rientro della salma, avvenuto a Roma il 20 aprile, adeguandosi alla posizione del governo  che non ha  ritenuto degno di accoglienza ufficiale un cittadino italiano rapito e assassinato.

La sera del 14, infatti, la maggior parte del tg è stata occupata dal chiacchiericcio politico  sulle intenzioni del premier di indicare come successore il ministro Alfano, poi c’è stato il servizio sul consigliere Antonini ferito alle gambe, per una faida tutta interna alle bande della destra romana, e, infine, brevemente, la notizia del rapimento.

La sera successiva,  nel tg di mezzanotte, condotto da Maurizio Mannoni, si è pensato bene di far commentare la figura e l’impegno di pacifista di Vittorio Arrigoni, dopo un breve intervento del presidente di ISM Italia Alfredo Tradardi, addirittura dal direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, al quale non è parso vero di spiegarci che non di un pacifista si trattasse (ché, a pensarlo, avremmo offeso la nostra intelligenza e  lo stesso Vittorio Arrigoni) ma di un combattente, un uomo di parte che si era distinto per faziosità e per odio verso Israele. E’ stato scelto il direttore del giornale che un anno fa, dopo l’atto di pirateria israeliana costato la vita di 9 volontari, titolò a caratteri cubitali “Israele ha fatto bene a sparare”.

E’ insopportabile che si sia ritenuto di dover chiedere  questo esponente  leghista  che ha dimostrato più volte di essere su posizioni razziste,  un commento sulle scelte di un attivista per la difesa dei diritti umani, quale è stato Vittorio Arrigoni; siamo indignati/e per il fatto che, perfino in presenza di una tragedia come questa si sia ritenuto,  per evidente  opportunismo, di dover rispettare le regole della  par condicio, e “compensare” le  riflessioni  di chi con Vittorio ha condiviso le scelte e gli ideali con lo sprezzante giudizio di chi lavora esattamente contro quegli stessi ideali.

Eppure, che si potesse fare un’altra informazione lo hanno dimostrato, per tutta la giornata del 15, sia Rai News 24 che i tg di Sky, nei quali si sono alternati spezzoni di documentari, estratti dal blog di Arrigoni, interviste a storici, ad esperti , agli stessi familiari, ai suoi amici e collaboratori; in questi tg si è dato conto dell’intensa emozione suscitata dalla sua morte e dal suo esempio, nel suo paese di origine, tra i palestinesi, tra tutti coloro che credono, come Vittorio,  che non si debba  smettere di difendere i diritti umani, e che pacifismo sia  che si debba continuare a denunciarne le  violazioni e battersi per la dignità umana ferita.

Linea notte del 20 ha poi del tutto ignorato l’arrivo della salma che era stata accolta solo qualche ora prima da un migliaio di persone a Fiumicino dove non c’era il TG3 ma  erano convenute diverse televisioni, giornalisti  e radio private che trasmettevano in diretta. Solo il giorno dopo ha dato brevemente notizia del presidio   dinnanzi all’Istituto di medicina legale dove il corpo martoriato di Vittorio era stato portato.

Il TG3  ha perso in questi giorni  l’occasione per un  giornalismo diverso, per una scelta di verità e di lotta agli stereotipi velenosi che stanno degradando il nostro Paese; ha perso l’occasione per dimostrare professionalità e intelligenza di informazione, per distinguersi dai tanti media che si adeguano, alimentandola, alla deriva di superficialità ed inciviltà che è causa, e al tempo stesso effetto, del declino del nostro paese.

Sta per iniziare  l’attività di monitoraggio della barca OLIVA, allestita da ISM, nelle acque territoriali di Gaza per documentare le azioni illegali del naviglio militare israeliano che a sventagliate di mitraglie cerca di impedire ai pescatori palestinesi di allontanarsi da più di tre due miglia dalla costa; è prossimo l’arrivo a Gaza  di una nutrita delegazione di attivisti per rendere omaggio a Arrigoni lì dove è stato ucciso, riallacciando i fili delle relazioni che egli aveva costruito; è in  fase finale la preparazione della partenza della Freedom Flotilla 2, per rompere l’illegale assedio di Gaza.

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Vi segnaliamo questi avvenimenti come occasioni che vi si offrono per una informazione all’altezza del TG3 di una volta.

La Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese.

fonte: http://www.facebook.com/notes/rete-romana-di-solidariet%C3%A0-con-il-popolo-palestinese/alla-ca-di-bianca-berlinguer-dalla-rete-romana-di-solidarieta-con-il-popolo-pale/185649464814909

CONVEGNO A ROMA – L’Italia non può perdere L’Aquila (Le obiezioni, le prospettive)

L’Italia non può perdere L’Aquila

Le obiezioni, le prospettive

Mercoledì 19 gennaio 2011, ore 9-19, Teatro dei Dioscuri – via Piacenza, 1 Roma

Organizzato da

ASSOCIAZIONE BIANCHI BANDINELLI

Istituto di studi, ricerche e formazione fondato da Giulio Carlo Argan

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COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 19 gennaio 2011 si terrà a Roma (Teatro dei Dioscuri, via Piacenza, 1) il convegno “L’Italia non può perdere L’Aquila: le obiezioni, le prospettive”, promosso dall’Associazione Bianchi Bandinelli. L’iniziativa rientra nella serie di incontri e dibattiti che l’Associazione promuove da più di un anno per valutare e discutere i problemi connessi alla ricostruzione de L’Aquila a seguito del sisma e il futuro del patrimonio culturale abruzzese.

Il convegno sarà articolato in quattro Tavole rotonde, ciascuna introdotta da un power point realizzato dal gruppo di lavoro che ha curato l’iniziativa. I lavori saranno aperti da Giuseppe Chiarante e chiusi dalle conclusioni di Marisa Dalai Emiliani (rispettivamente Presidente onorario e Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli).

La prima Tavola rotonda “La sottovalutazione del rischio” sarà introdotta da Roberto De Marco e coordinata da Giuseppe Caporale, con interventi di Andrea Cardona, Teresa Crespellani, Ettore Di Cesare, Mario Gasbarri, Emanuela Guidoboni. Al centro della discussione ci sarà la gestione del terremoto in Abruzzo, che ha evidenziato un aprioristico rifiuto nel considerare le ragioni di successi e sconfitte nel fronteggiare le catastrofi già vissute in questo paese, partendo dalla riflessione sul tema più generale della messa in sicurezza del territorio come “più importante opera pubblica del paese”, sempre evocata mai nemmeno avviata. Il know how accumulato soprattutto fra il terremoto del Friuli del ’76 e quello in Umbria e Marche del ’97, è rimasto estraneo a quanto si è visto prima e dopo il terremoto in Abruzzo. Inutilizzata è stata un’enorme quantità di scienza, conoscenza e tecnica per difendersi dai terremoti.

La seconda Tavola rotonda “L’Aquila. Da città a periferia” sarà introdotta da Vezio De Lucia e coordinata da Francesco Erbani, con interventi di Massimo Cialente, Daniele Jacovone, Antonio Perrotti, Edoardo Salzano, Sara Vegni. La discussione ruoterà intorno alla situazione prima e dopo il sisma del capoluogo abruzzese, in particolare del centro storico, che dal 6 aprile 2009 è disabitato e in larga misura ancora inaccessibile, mentre la maggior parte delle risorse sono state impiegate nel cosiddetto progetto Case (circa 5 mila alloggi definitivi, costruiti in tutta fretta e distribuiti in una ventina di località scelte dissennatamente in ogni direzione). Nel centro storico dovrebbero essere accelerati gli interventi di restauro e risanamento conservativo e agevolate le opere per il reinsediamento delle funzioni più importanti per la ripresa della vita sociale.

La terza Tavola rotonda “Istituzioni e servizi culturali al cittadino” sarà introdotta da Umberto D’Angelo e coordinata da Jolanda Bufalini, con interventi di Walter Capezzali, Eugenio Carlomagno, Giovanni D’Amico, Ferdinando Di Orio, Francesco Zimei. Si farà il punto sullo stato delle principali istituzioni culturali de L’Aquila: Biblioteche, Archivi, Teatri, Istituzioni musicali, Accademie e Università. La ridotta attività, la difficoltà di raggiungerne le sedi in una situazione di dispersione della popolazione e di disgregazione creata dalle new town, la scarsezza dei fondi, l’allontanamento o la riconversione del personale scientifico/tecnico sono, allo stato attuale, le maggiori criticità che impediscono la rinascita delle istituzioni culturali.

La quarta Tavola rotonda “Il destino del patrimonio artistico” sarà introdotta da Paola Nicita e coordinata da Francesco Abbate; sono previsti interventi di Giuseppe Basile, Gianfranco Cerasoli, Fabrizio Magani, Luca Maggi, Mons. Giovanni D’Ercole, Don Luigi Maria Epicoco, Mauro Chilante. Verrà affrontato il problema della ricostruzione, non ancora iniziata, e il paralizzante conflitto di competenze tra il vice commissario delegato per i Beni culturali e le legittime istituzioni di tutela, la Direzione regionale e le Soprintendenze territoriali del MiBAC, a cui dovrebbero essere affidate la programmazione, il controllo scientifico e la gestione delle opere di recupero e di restauro, in una logica di cooperazione con gli enti locali. A tale scopo risulta irrinunciabile l’istituzione di una struttura di coordinamento garante sotto il profilo scientifico e organizzativo, e occorre garantire risorse finanziarie adeguate e costanti negli anni.

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Il programma è disponibile sul sito dell’Associazione Bianchi Bandinelli: www.bianchibandinelli.it

E-mail: info@bianchibandinelli.it

Ufficio stampa: convegno@bianchibandinelli.it

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fonte: via e-mail

Comunicato Operai ThyssenKrupp Torino: 368 o 372 (c.p.)?‏

Comunicato Operai ThyssenKrupp Torino: 368 o 372 (c.p.)?‏

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Torino, 28 dicembre 2010

Gli operai ThyssenKrupp ancora non ricollocati hanno ottenuto una proroga di sei mesi della cassa integrazione in deroga, con il mantenimento degli incentivi alla buonuscita: l’Azienda in pratica permette che siano erogati gli ammortizzatori sociali finanziati però dagli Enti locali. Questa approvata è una misura temporanea che ci permette di andare avanti ancora per qualche mese ma non ci accontentiamo: il nostro obiettivo è quello della ricollocazione, come previsto dagli accordi, ma non ancora rispettato perché costituiti parte civile nel processo.

Finora l’Azienda ha palesemente favorito la ricollocazione di coloro non costituiti parte civile nel processo: 30 lavoratori ricollocati in Amiat, di cui nessuno costituito parte civile; 30 lavoratori ricollocati in Alenia Aerospazio, di cui nessuno costituito parte civile, altri 30 lavoratori ricollocati nel sito di Terni, ovviamente nessun costituito parte civile. Infine sono stati ricollocati in aziende collegate della ThyssenKrupp un’altra ventina di lavoratori, di cui alcuni indagati per falsa testimonianza. Ricollocati non equivale a dimessi! I ricollocati dall’Azienda sono al massimo un centinaio e non 368 come ha detto ieri all’incontro in Regione A. Ferrucci, Responsabile del Personale della TK, per cui è stata richiesta nell’ultima udienza del 14 dicembre scorso, dal PM Raffaele Guariniello in persona, che fossero trasmessi gli atti del processo alla Procura della Repubblica di Torino per poter procedere nei suoi confronti per il reato di falsa testimonianza.

Forse il numero 368 è simile al 372 (art. 372 del c.p. falsa testimonianza) e si è tratto in inganno!

Questi sono dati di fatto e rappresentano una gravissima discriminazione nei nostri confronti che portiamo avanti una lotta di dignità e giustizia.

In questi tre anni noi lavoratori abbiamo sempre seguito corsi di riqualificazione e percorsi formativi nei quali siamo stati inseriti (nel 2008/09 un primo corso impostoci da Azienda e Provincia si è tenuto su macchine utensili dismesse negli anni ’70: un vero e proprio posteggio per tenerci buoni, così come i corsi di questo ultimo anno, finalizzati a nulla e finanziati con soldi provenienti dalle tasche di tutti), ma mai nessuna proposta di lavoro congruo (come da accordo): noi non siamo un’entità o un pacchetto Thyssen da piazzare a qualunque costo e a qualsiasi condizione. Esigiamo un lavoro dignitoso e in sicurezza, stabile e non precario: Azienda ed Enti locali se ne devono fare carico! Per questo chiediamo all’Assessore al Lavoro Porchietto e al vice-sindaco del Comune di Torino Dealessandri di adoperarsi per risolvere la nostra situazione e per adottare misure concrete che mettano al centro i diritti e la sicurezza dei lavoratori: noi non vogliamo essere dei privilegiati ma nemmeno esclusi perché se “si trova lavoro a quelli della Thyssen allora bisogna trovarlo anche a tutti gli altri”. Il LAVORO è un diritto di tutti sancito dalla nostra Costituzione! Non accettiamo la logica dello scarico di responsabilità tra enti o la scusa della crisi: i nostri colleghi sono stati ricollocati in Amiat e Alenia nel maggio 2008, quando già si sentivano le prime avvisaglie della crisi economica! Perché ricollocare anche noi o quelli della Bertone? Attendiamo risposte, poche scuse…

La nostra preoccupazione di non venire ricollocati e di veder negato un nostro diritto ad una vita e ad un lavoro dignitosi e in sicurezza, come per altri milioni di lavoratori in Italia (da Pomigliano a Mirafiori, dall’Ilva di Taranto all’Omsa di Faenza, senza dimenticare i lavoratori della scuola, dei call center, disoccupati, cassintegrati, ecc.) è legittima e conseguente a ciò che abbiamo vissuto in questi anni e che stiamo vivendo oggi:

1. la mancata ricollocazione della maggior parte degli operai costituitisi parte civile al processo contro la ThyssenKrupp, di cui già abbiamo scritto;

2. dal 6 dicembre 2007 ad oggi tutto è peggiorato: sempre più morti sul lavoro, attacco al T.U. 81 sulla Sicurezza…d’altronde come dice Tremonti “la sicurezza è un lusso che non ci si può permettere” e nessuno di coloro che dall’indomani della strage si sono spesi a parole hanno fatto qualcosa per eliminare questa piaga che, come una spada di Damocle, pende sulle teste di milioni di lavoratori;

3. la situazione generale di disoccupazione e precarietà a cui il Governo risponde perpetrando un attacco generalizzato ai diritti di noi lavoratori e favorendo le condizioni che hanno generato tragedie come la Thyssen, sostenendo le misure indicate dal piano Marchionne, prima per Pomigliano e ora per Mirafiori: fare carta straccia del CCNL, eliminare i diritti sindacali dei lavoratori e imporre ritmi di lavoro più gravosi, a discapito della sicurezza e della salute degli stessi operai. Anzi, cogliamo l’occasione per esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori della Fiat di Mirafiori sotto attacco per il vergognoso accordo proposto da Marchionne!

Invitiamo tutti i lavoratori e i cittadini a partecipare il 14 gennaio 2011 all’udienza in cui le parti civili chiederanno il risarcimento per gli operai costituiti parte civile!

Operai ThyssenKrupp Torino

ricevuto via mail

(ricevuto via mail)

Sciopero in Rai, le ragioni del lavoratori e dell’Azienda

Non aderisce Fistel-Cisl. Aggiornamenti web alle 10.00, alle 15.00 e alle 20.00

Sciopero in Rai, le ragioni del lavoratori e dell’Azienda

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Oggi i telegiornali di Rainews andranno in onda in forma ridotta e senza servizi in voce per l’astensione audio video dei giornalisti indetta dai giornalisti Usigrai in concomitanza e in adesione allo sciopero generale degli operai, impiegati e quadri proclamato dalla Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Confsal in risposta al piano industriale

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Roma, 10-12-2010

Il comunicato sindacale
Oggi i telegiornali di Rainews andranno in onda in forma ridotta e senza servizi in voce per l’astensione audio video dei giornalisti indetta dai giornalisti Usigrai in concomitanza e in adesione allo sciopero generale degli operai, impiegati e quadri proclamato dalla Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Confsal in risposta al piano industriale che esternalizza il lavoro, cede settori strategici della Rai, espelle lavoratori riducendo la capacità produttiva, ideativa e formativa del servizio pubblico radio televisivo, mettendo di fatto a rischio il futuro della più grande azienda culturale del Paese, che deve essere garanzia di pluralismo e democrazia.
In una giornata di protesta di tutti coloro che lavorano per la Rai, anche i dirigenti devolveranno una somma a Telethon in segno di solidarietà e partecipazione.

Il comunicato della Rai
Il dirtitto di sciopero va sempre rispettato e garantito, ma i telespettatori devono sapere che in questo caso si tratta di uno sciopero contro una Rai impegnata a risanare per la prima volta, in maniera seria e responsabile, il proprio bilancio e pertanto a difendere i posti di lavoro; contro una Rai in grado di vincere – e quest’anno con un distacco record – la competizione degli ascolti; contro una Rai capace in pochi mesi di moltiplicare la propria offerta passando dagli storici 3 canali analogici ai 14 digitali tuttia titolo grauito con un grande vantaggio per i telespettatori.
Rai continua a ritenere che vadano rigettate tutte le provocazioni e le strumentalizzazioni politiche e che invece la ripresa del confronto con tutte le sigle sindacali sia la maniera per poter ricercare soluzioni strutturali e governare i processi di cambiamento in atto.

L’opinione del direttore generale
“E’ fin troppo ovvio riconoscere che il diritto di sciopero e’ un diritto fondamentale dei lavoratori e va pertanto rispettato e garantito ma non si puo’ non apprezzare le ragioni per le quali una grande organizzazione come la Fistel Cisl ha deciso di non aderire ad uno sciopero come quello proclamato da altre organizzazioni sindacali Rai”, dice il direttore generale Mauro Masi.

“Uno sciopero come dice la stessa Fistel Cisl che rischia di essere fuori tempo – aggiunge Masi – controproducente perché determina un vulnus a quel dialogo necessario per affrontare e risolvere le problematiche di bilancio e strutturali lasciate a marcire per troppo tempo”.

A Viale Mazzini
I sindacati che promuovono lo sciopero sono oggi davanti la sede Rai di Viale Mazzini, dalle 11 alle 15,30, con l’intervento dei segretari di Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Tlc, Snater, Libersind-Confsal.

Perché la Cisl dice no
Assente la Fistel-Cisl perché, spiegano in una nota, “in un contesto di oggettiva espansione della Rai e della sua offerta televisiva con l’avvento del Digitale terrestre” il sindacato “non può limitarsi ad esternare ‘intuizioni’ o manifestare semplicemente preoccupazioni, ma ha la responsabilità di governare il processo di cambiamento, ritenendo il ‘tavolo permanente di concertazione’ il mezzo più idoneo e concreto per ricercare quelle soluzioni strutturali che diano prospettive di futuro all’Azienda e di tutti coloro che in essa operano”.

Per il sindacato sono una una priorita’ politica, infatti, la difesa della centralita’ della Rai nel sistema informativo nazionale per impedirne nel tempo la disgregazione; la definizione di nuove regole di “governance” della Rai per mitigare le interferenze portatrici di istanze estranee dal contesto produttivo aziendale; la ripresa immediata del confronto con l’azienda con tutte le componenti sindacali per analizzare le ipotesi di riforma che comportino un inequivocabile sviluppo per l’Azienda e per i propri lavoratori. E nella trattativa sono irrinunciabili la garanzia degli attuali livelli occupazionali; il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro; il riconoscimento, tutela e valorizzazione del patrimonio delle specifiche competenze e professionalita’ interne; il decentramento produttivo editoriale verso Centri e Sedi, attraverso la specializzazione di genere; la salvaguardia dell’attuale perimetro delle attivita’ strategiche della Rai -area editoriale, area produttiva e area diffusione e trasmissione; un “Patto Unitario” con tutte le componenti sindacali, partendo dalle attuali diversita’ quale impulso per una rinnovata coesione; l’apertura del rinnovo contrattuale da attuarsi in un contesto di misurata e trasparente politica retributiva.

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fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=148191

‘World Peace Award’ – I Nobel premiano Baggio

‘World Peace Award’ – I Nobel premiano Baggio

'World Peace Award' I Nobel premiano Baggio

“E’ meglio del Pallone d’Oro, lo dividerò con il mio Veneto colpito dall’alluvione”. L’ex calciatore azzurro ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per i suoi contributi alle organizzazioni di beneficenza in tutto il mondo,  per il suo impegno per la libertà del premio Nobel birmano Aung San Suu Kyi. Il commento di Walter Veltroni

ROMA Importante riconoscimento per Roberto Baggio. L’ex calciatore azzurro ha infatti ottenuto il “World Peace Award 2010”, il premio che ogni anno viene assegnato da tutti i Nobel per la pace alla personalità che più si è impegnata verso i più bisognosi. Baggio, 43 anni, oggi presidente del settore tecnico della Federcalcio, sarà premiato domenica ad Hiroshima, in Giappone. L’ex calciatore è stato scelto per i suoi contributi alle organizzazioni di beneficenza in tutto il mondo, oltre ai finanziamenti agli ospedali, per il terremoto di Haiti, per il suo impegno per la libertà del premio Nobel birmano Aung San Suu Kyi e altre battaglie di solidarietà e per la difesa dei diritti umani. Nell’albo d’oro del premio compaiono personalità i musicisti inglesi Peter Gabriel e Bono Vox, e attori italiani e stranieri come George Clooney e Roberto Benigni.
“Un grande sistema di valori”. E’ l’espressione usata da Walter Veltroni, l’ex sindaco di Roma che istituì il premio. “Il riconoscimento a Baggio premia il suo impegno nei confronti dei diritti umani, alimentato evidentemente anche da una sensibilità e un’attitudine alla spiritualità religiosa, che gli ha permesso di costruire delle speciali relazioni fra sé e gli altri”.

“Meglio del pallone d’oro”.
Un riconoscimento che per Baggio è ”meglio del Pallone d’Oro” e che ”al cui confronto è risibile ogni altro successo personale e professionale”. L’ex campione ha annunciato che divederà il premio ”con tutta la brava gente della mia terra ferita a morte dall’alluvione. Parto per il Giappone con il cuore in tormento”.

fonte: http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/11/09/news/world_peace_award_baggio-8908992/