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F-35, semplici istruzioni per arrostire una nave

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fonte immagine defensetech.org

F-35, semplici istruzioni per arrostire una nave

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di | 30 maggio 2013

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A volte ho la tentazione di dare ragione a quei lettori che si chiedono se non abbia di meglio da fare che parlare dei difetti dell’F-35. Evidentemente sì, avrei molto di meglio da fare, ma se insisto non è tanto per i difetti ma per l’imbarazzante arroganza della Lockheed, da una parte, e degli Stati maggiori italiani, dall’altra, nel persistere a ripetere che a parte ciò, madama la Marchesa, tutto va bene, madama la Marchesa. Ma se è Nunzio Filogamo a cantare il ritornello uno ci ride sopra. Se lo fa chi vuol vendere (o comperare, dipende da chi parla) un aereo a colpi di bugie beh, come scrivevano Gino&Michele, anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano.

L’ultima della infinita saga di “cosa non va nell’F-35” la racconta ancora una volta Aviation Week & Space Technology, la rivista statunitense certo non nota per essere un pericoloso covo di luddisti al soldo di chi vuole demolire l’Occidente e la sua civiltà. Dice il settimanale, in un articolo del 29 maggio, che per imbarcare la versione F-35B del caccia (quella che sarà usata dai Marines americani e dalla nostra Marina Militare) sono necessarie importanti modifiche al ponte di volo e alle sovrastrutture delle navi della classe Wasp. E questo perché? Per rimediare ai problemi causati dal calore dei motori dell’aereo.

Ora, le modifiche non sono robetta, a sentire l’ammiraglio Jonathan Greenert, il Chief of Naval operations dell’US Navy (l’equivalente del nostro capo si Stato maggiore della Marina) citato dalla rivista. È una lunga lista di interventi sulle navi in conseguenza della “specifica segnatura termica” dell’F-35B e “per compensare le aumentate sollecitazioni  associate agli scarichi del JSF”: schermatura, spostamento e rimozione di sistemi vulnerabili che possono essere danneggiati, quali antenne, imbarcazioni, reti di protezione e stazioni di rifornimento carburante. Inoltre, dice sempre l’ammiraglio, sarà necessario rinforzare il ponte di volo per sostenere le sollecitazioni, modificare il rivestimento del ponte, installare nuovi sistemi di alimentazione elettrica, aggiornare i sistemi di rifornimento delle munizioni. Continua l’ammiraglio: bisognerà spostare i sistemi di difesa antiaerea Phalanx, e i lanciatori di missili Sea Sparrow e RAM, e così pure le antenne di comunicazione satellitari e il sistema antincendio della nave. Bazzecole.

La cosa in sé non era inaspettata. Da tempo alcuni commentatori non stipendiati dalla Lockheed avevano denunciato il problema rappresentato dalle altissime temperature dei gas di scarico dell’aviogetto. Ma la società aveva negato l’evidenza, come sottolinea l’articolo di Aviation Week che accusa la Lockheed stessa e il Marine Corps di aver fatto nel 2010 dichiarazioni “erronee” in proposito. Il portavoce della ditta, John Kent, citato in un articolo del sito DoDBuzz del 14 aprile 2010, disse che le differenze di temperatura con l’AV-8B, che l’F-35 dovrebbe sostituire, “sono molto piccole e non dovrebbero richiedere significative” modifiche.

Non dovrebbero richiedere significative modifiche? Rifare mezza nave non sarebbero significative modifiche? Aviation Week un po’ maliziosamente sottolinea che la Marina statunitense non ha fatto sapere quanto tempo richiederanno. Sottointendendo che non saranno certo tempi brevissimi. Parliamo probabilmente di mesi di lavoro. D’altronde, come abbiamo visto, l’elenco delle cose da modificare è lungo e comporta anche il rafforzamento del ponte di volo, non un semplice rivestimento con materiali più resistenti. Per fare un esempio, nell’agosto 2011 la Marina statunitense dovette far costruire due piattaforme di decollo e atterraggio per l’F-35 nella basi di Beaufort e Yuma per un costo, ciascuna, di 21 milioni di dollari. Durante le prove avevano scoperto che i gas di scarico dell’aereo frantumavano il cemento (sì, il cemento) della pista sparando tutt’intorno veri e propri proiettili.

Su tutto ciò naturalmente qui da noi c’è blackout assoluto. Eppure l’F-35B dovrà essere imbarcato sull’ammiraglia della nostra flotta, la portaerei Cavour. Tra l’altro molto più piccola delle Wasp statunitensi a cui si riferiva l’ammiraglio e dunque la nostra nave è potenzialmente più bisognosa di modifiche perché gli spazi sono più angusti e gli effetti negativi del calore più evidenti. Quanto costeranno questi lavori? Quanto tempo richiederanno? Sarebbe interessante avere un risposta. Tanto più che nave Cavour è già stata coinvolta in un “infortunio” al ponte di volo. Appena entrata in servizio il rivestimento dovette essere rifatto perché si staccava. Lo scrisse l’ammiraglio Alberto Gauzolino nel documento “Linee guida dell’Ispettore logistico” del 7 gennaio 2009: Scrupolosa attenzione dovrà essere posta relativamente alla problematica del distacco del trattamento del ponte di volo al fine di verificare che sia risolta secondo le più ampie aspettative della Forza Armata, ristabilendo le previste condizioni di efficienza, affidabilità e “safety” necessarie per la normale operatività del ponte. L’ammiraglio parlava di un ponte progettato per gli Harrier che, pochi mesi dopo l’entrata in servizio della nave, già si dissolveva. Cosa succederà con l’F-35B? Faranno il barbecue tre ponti più in basso?

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fonte ilfattoquotidiano.it

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CINA – Neonato gettato nella toilette, è salvo. Era rimasto incastrato nello scarico. Video

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Neonato gettato nella toilette, è salvo
Era rimasto incastrato nello scarico

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CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO
(Attenzione, immagini forti che potrebbero offendere la vostra sensibilità)

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ROMA – È stato gettato nel water appena nato ed è sopravvissuto, incastrato in un tubo di scarico di appena 10 centimetri di diametro, facendo sentire la sua presenza con vagiti che hanno allertato gli inquilini del palazzo e fatto scattare una difficile operazione di salvataggio che si è conclusa con successo. È quanto accaduto in un condominio nella provincia orientale dello Zhejiang, in Cina.

Lo riporta il China Daily spiegando che il piccolo – due giorni di vita e 2,3 chilogrammi di peso – è stato trovato dai vigili del fuoco nella colonna di scarico al quarto piano di un palazzo di Jinhua, dove era arrivato probabilmente gettato in un water. È stato uno degli inquilini a rendersi conto della presenza del bambino e, allarmato dai vagiti, ha chiamato i pompieri che hanno dovuto lavorare non poco per liberarlo dal tubo di 10 centimetri di diametro. Il piccolo è ora in ospedale dove è in condizioni stabili, nonostante gravi contusioni.

Al bambino è stato dato il nome di 59, dal numero della sua incubatrice. L’episodio risale a sabato scorso, ma solo oggi se ne avuta notizia, con le immagini del recupero che stanno facendo il giro della rete. Molti anche i commenti, l’indignazione e le richieste di dure punizioni nei confronti dei genitori del piccolo.

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fonte ilmessaggero.it

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Serbia. Turni massacranti in Fiat. Gli operai danneggiano le auto

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fonte immagine lospiffero.com

Serbia. Turni massacranti in Fiat. Gli operai danneggiano le auto

Qualcuno per protesta nei giorni scorsi ha sfregiato le carrozzerie di 31 auto nuove

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di Laura Bettini

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28/05/2013 ore 11.29

Volano anche oggi i titoli Fiat a Pazza affari che scommette sul progetto di acquisto del 100% di Chrysler e di quotazione – post fusione – a Wall Street. Intanto a Baltimora e Halifax – sono arrivate via nave le prime tremila 500L, destinate al mercato nordamericano. Il mondo è grande e piccolo insieme: le 500L sono prodotte in Serbia, nello stabilimento di Kragujevac che fu della Zastava e che ora è Fiat.

Dall’estate la 500L si produce a ritmi serrati. Troppo serrati stando ai lavoratori. Qualcuno per protesta nei giorni scorsi ha sfregiato le carrozzerie di 31 auto nuove. Il sindacato condanna l’episodio ma scarica la colpa sui ”ritmi infernali di lavoro”. La Fiat risponde che i turni sono già passati da 10 ore a 8, con l’introduzione di un turno notturno. Lo stipendio medio di un operaio della fiat in Serbia è 306 euro mensili contro una media nazionale di 414. La disoccupazione viaggia al 25%.

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fonte radio24.ilsole24ore.com

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Palma d’oro a “La vie d’Adele”, storia di un amore lesbo / VIDEO: Cannes – “La vie d’Adèle” d’Abdellatif Kechiche

“La vie d’Adèle” d’Abdellatif Kechiche

ARTE ARTE

Pubblicato in data 23/mag/2013

http://cannes.arte.tv
Adèle, lycéenne, se cherche. Une scolarité normale, des amis, la période de la découverte de l’amour. Attirée par les filles, elle a du mal à l’assumer. Peur d’être marginalisée, elle n’ose pas se voir telle qu’elle est. Tiré de la bande dessinée “Le bleu est une couleur chaude” de Julie Maroh, le dernier film d’Abdellatif Kechiche a provoqué l’émotion sur la Croisette. Cette histoire d’amour entre deux jeunes femmes défraye la chronique et va faire couler beaucoup d’encre. Le reportage de Manu Dantas.

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CANNES 2013 : Adèle Exarchopoulos / La Vie d’Adèle – Chapitre 1 et 2

MisterEmma MisterEmma

Pubblicato in data 25/mag/2013

Je vous invite à rencontrer la révélation de ce 66ème Festival de Cannes : Adèle Exarchopoulost. Elle sublime le film La Vie d’Adèle – Chapitre 1 et 2 et évince toutes ses concourrentes au titre d’interprétation féminine.

La vie d’Adèle (extrait)


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Pubblicato in data 23/mag/2013

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Palma d’oro a “La vie d’Adele”, con un amore lesbo

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CANNES –È con una tenera, quanto esplicita, storia d’amore lesbo di una quindicenne che scopre lentamente la sua sessualità che il regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche ha fatto il pieno di premi al festival di Cannes, conquistando con il suo film una Palma d’oro eccezionalmente divisa con le due giovani attrici protagoniste. Il regista del cinema sociale, in odor di documentario ne ‘La Vie d’Adelè, tocca corde molto sentite nella Francia di oggi e senza dubbio è fortemente d’attualità. Dai lunghi dialoghi con le sue coetanee fino al sesso rappresentato in maniera realistica, tra nudità e gemiti. Adele (Adele Exarchopoulos) è una ragazzina di quindici anni come tante che va a scuola, partecipa alle manifestazioni studentesche e si lancia in mille chiacchiere su tutti gli argomenti possibili con le sue amiche. Arriva per lei la prima esperienza eterosessuale con un ragazzo, ma è stranamente attratta da una sconosciuta dai capelli blu e non capisce neppure perchè. Dopo una prima esperienza lesbo con una compagna di scuola, conoscerà con la ragazza dai capelli blu che si chiama Emma (Lea Seydoux) il vero amore passionale e intimo.

Da qui una storia piena di sesso esplicito (non si erano mai viste tante lunghe immagini di orgasmi lesbo, di sfregamenti e variazioni nell’amplesso), ma anche di amore pieno e passionale. Il film, che è un omaggio a Marivaux – e che sarà distribuito in Italia da Lucky Red – non manca anche di riferimenti colti anche perchè Emma è un’artista contemporanea che rivendica una certa cultura a differenza della naive Adele. E così frasi come ‘l’esistenza precede l’essenzà di Sartre diventa ‘l’orgasmo precede l’essenzà o ancora, in quanto a considerazioni filosofiche «l’orgasmo femminile è mistico» rispetto a quello maschile.

Tra amplessi, lamenti, promesse e discorsi di amore eterno, anche la storia tra la dolce Adele ed Emma arriva alla fine. Le scadenze sono proprio quelle delle coppie eterossessuali: un tradimento non perdonato, la rottura e poi un reincontrarsi che non porta a una vera riappacificazione. Tornando alle immagini hard del film sembra che il regista abbia usato un teleobbiettivo per non creare un’imbarazzante presenza sul set. Questo, come appunto è accaduto, ha creato una veridicità nelle scene di sesso ancora più autentica. Il film, accolto alla proiezione stampa da applausi, aveva conquistato subito la critica francese guadagnando un record: ben 11 palme su il daily di Le film francais. Un record assoluto che vale per qualsiasi film di qualsiasi nazionalità. Resta da capire quanto questo sia potuto pesare sulla giuria internazionale anche perchè il film è esattamente l’opposto di quelli nello spirito del presidente Steven Spielberg. Ovvero non è per nulla familiare, è terribilmente parlato e ha anche scene di sesso lesbo lontane mille miglia da ET.

Questo il Palmares del 66/mo festival di Cannes: – Palma d’oro: LA VIE D’ADELE di Abdellatif Kechiche e, in via eccezionale, anche alle due protagoniste del film, Lèa Seydoux e Adèle Exarchopoulos. – Grand Prix: INSIDE LLEWYN DAVIS di Ethan e Joel Coen – Regia: Amat ESCALANTE per il film Heli – Giuria: TALE PADRE, TALE FIGLIO di Hirokazu Kore-Eda – Attore: Bruce DERN per Nebraska di Alexander Payne – Attrice: Berenice BEJO per Il Passato di Asghar Farhadi – Sceneggiatura: Jia ZANGH KE per A touch of Sin – Palma d’oro per il miglior cortometraggio: SAFE di Byong- Gon Menzione speciale a 37/o 4S dell’italiano Adriano Valerio e a LE FJORD DES BALEINES di Whale Valley – Camera d’or (migliore opera prima): ILO ILO di Anthony Chen (dalla Quinzaine).

Lunedì 27 Maggio 2013 – 16:44
Ultimo aggiornamento: 19:49
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CONDANNATA DALLA VANITA’ – Voleva un bel sedere, ha perso gambe e braccia

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fonteimmagine collegecandy.com

«HO PAGATO PER LA MIA VANITA’»

Voleva un bel sedere, ha perso gambe e braccia

Una donna americana si è fatta fare iniezioni di silicone da un ciarlatano. Violenta reazione allergica, poi l’amputazione

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di Margherita De Bac

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Condannata dalla vanità o dalla superficialità con cui ha voluto il ritocco? Poco importa oggi a Apryl Michelle Brown analizzare le sue colpe e ricostruire il maledetto percorso che l’ha condotta a un passo dalla morte. Amputata di braccia e gambe per aver cercato di ringiovanire e rialzare i glutei con la medicina estetica. Voleva vedersi più bella e assumere forme sinuose. Invece oggi si ritrova ridotta a un manichino, come appare nelle foto impietose pubblicate da alcuni giornali stranieri. Questa americana di colore, 46enne, madre di due figli, di Los Angeles, ha commesso l’errore di rivolgersi al mercato nero, per spendere di meno. E’ finita nelle mani di un ciarlatano che, spacciandosi da specialista, le ha infilato del silicone nelle parti da rimodellare. Risultato, quattro anni di ricoveri in ospedale e, come ultima complicanza, un’infezione terribile che le ha praticamente messo fuori gioco la circolazione sanguigna di mani e piedi rendendo necessari tagli di parti del corpo. Michelle è viva per miracolo.

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VANITA’ FATALE – La sua storia è stata riportata da diverse testate giornalistiche: «Ho pagato per la mia vanità», si è incolpata. E ancora: «Non me la posso prendere con nessuno se non con me stessa. Desidero che la mia esperienza sia conosciuta per evitare altre vittime. Le donne devono conoscere quali pericolosi corrano quando inseguono la bellezza. Non sapevo a cosa andassi incontro. Pensavo mi avrebbero fatto delle iniezioni inoffensive che avrebbero corretto i miei glutei imperfetti». La persona che ha per sempre rovinato la sua esistenza le aveva assicurato che avrebbe utilizzato silicone innocuo. Invece si trattava di plastica per uso industriale e non medicale. Un po’ come le protesi al seno dell’azienda Pip, di fabbricazione francese, impiantate in centinaia di migliaia di donne nel mondo. Poi si scoprì che contenevano materiale non garantito.

«DOLORI ATROCI» – Certo, quello di Michelle Brown è un caso estremo. «Subito dopo le prime iniezioni ho sentito che qualcosa non andava ma non ho avuto il coraggio di rivolgermi a un medico. Il bruciore aumentava. Ho avuto una reazione allergica che ha sconvolto la mia vita. Dolori atroci. Desideravo farla finita per non soffrire più. I chirurghi mi proposero l’amputazione di gamba e braccia. Non avevo scelta». Situazioni lontane anni luce dal pianeta Italia. Da noi i precedenti di donne morte dopo interventi di chirurgia plastica sono limitati e comunque non riguardano operatori «ciarlatani» ma medici che hanno operato in centri non attrezzati per garantire la massima sicurezza nell’eventualità di un’emergenza.

«PLUMPING PARTY» – Enrico Robotti, presidente di Sicpre, la società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica non sembra avere dubbi: «Negli Stati Uniti e nei Paesi anglosassoni hanno preso piede i cosiddetti plumping party. Occasioni dove personaggi che si spacciano da esperti promettono alle donne miracoli con infiltrazione di silicone ai glutei. Parte anatomica che sta molto a cuore alle signore afro americane. Non ho mai sentito nulla di simile in Italia ed escludo che esistano fenomeni del genere». Ha mai visto pazienti con problemi causati da silicone iniettato? «Sì, ho visto riempitivi in eccesso iniettati nelle cosce – ammette Robotti – ma si trattava di signore dell’est che non erano state trattate in Italia». Qual è la tecnica più sicura per rimodellare i glutei? «Esiste una chirurgia che utilizza protesi di silicone regolarmente autorizzate. Devono però essere applicate da mani esperti perché possono causare problemi ad esempio al nervo sciatico. Un’ottima alternativa è il lipofilling. Le zone vuote o da rimodellare vengono riempite da grasso tolto da altre parti del corpo dove ce ne è in eccesso>.

27 maggio 2013 | 20:31

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fonte corriere.it

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Carceri, Corte europea rigetta ricorso dell’Italia. Un anno per la soluzione al sovraffollamento

Carceri, Corte europea rigetta ricorso dell'Italia. Un anno per la soluzione al sovraffollamento (ansa)

Carceri, Corte europea rigetta ricorso dell’Italia.
Un anno per la soluzione al sovraffollamento

La condanna è per trattamento inumano e degradante di sette detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. Il nostro Paese dovrà pagare ai sette detenuti 100 mila euro per danni morali e ha un anno di tempo per rimediare alla situazione carceraria

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STRASBURGO – La Corte europea dei diritti dell’uomo rigetta il ricorso dell’Italia: in base alla sentenza emessa lo scorso 8 gennaio dai giudici di Strasburgo, divenuta oggi definitiva, l’Italia ha un anno di tempo per trovare una soluzione al sovraffollamento carcerario e introdurre una procedura per risarcire i detenuti che ne sono stati vittime.

Secondo la Corte europea, l’Italia avrebbe violato i diritti dei detenuti tenendoli in celle dove hanno a disposizione meno di tre metri quadrati. La condanna è per trattamento inumano e degradante di sette  detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. Il nostro Paese dovrà pagare loro un ammontare totale di 100 mila euro per danni morali.

Non è la prima volta che l’Italia viene condannata per aver tenuto i reclusi in celle troppo piccole. La prima condanna risale al luglio del 2009 e riguardava un detenuto nel carcere di Rebibbia di Roma. Dopo questa prima sentenza l’Italia ha messo a punto il “piano carceri” che prevede la costruzione di nuovi penitenziari e l’ampliamento di quelli esistenti oltre che il ricorso a pene alternative.

La situazione nei penitenziari è disastrosa non solo per i detenuti, ma anche per la polizia penitenziaria. Costretta a dover vigilare su un numero enorme di carcerati. Stamattina trenta agenti si sono incatenati davanti al penitenziario di Poggioreale, con dietro uno striscione che lancia un grido d’allarme a Napolitano: “Il Sappe si appella al Capo dello Stato. Più rispetto per la polizia penitenziaria”.

“Protestiamo – spiega Donato Capece, segretario generale del sindacato – contro la disattenzione della politica e lo facciamo davanti a un carcere simbolo, il più sovraffollato d’Europa con 2.900 detenuti e solo 600 poliziotti, una vera polveriera. Gli agenti sono stremati, con abnegazione svolgono il servizio ma dicono basta. C’è bisogno di misure alternative e di una rivisitazione del sistema penitenziario con riforme strutturali, senza pannicelli caldi come l’indulto e l’amnistia ma un sistema sanzionatorio diverso”. E minaccia, in assenza di risposte, uno sciopero bianco: “Seguiremo alla lettera tutti i protocolli con grande fiscalità, in modo da rallentare servizi come il trasporto dei detenuti in tribunale o le visite dei parenti. Ci spiace per loro che ne subiranno le conseguenze ma vogliamo risposte”.

Sulla questione è intervenuta negli ultimi giorni anche Annamaria Cancellieri. “Le nostre carceri non sono degne di un paese civile”, ha detto il ministro della Giustizia alla commemorazione della strage di Capaci il 23 maggio scorso. A suo avviso, “per risolvere il problema non bastano nuove carceri, ma bisogna ripensare il sistema delle pene”. O forme detentive alternative come l’Isola dell’amore fraterno: un villone nell’agro romano, sull’Ardeatina, dove detenuti in attesa di giudizio vivono in maniera più umana la restrizione della libertà. “Un’esperienza da replicare” ha commentato il ministro durante la visita alla struttura (video). (27 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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Francia: ‘guerriglia’ a manifestazione anti nozze gay, 293 fermi / VIDEO: Antimariage gay – violents incidents avec la police

Antimariage gay – violents incidents avec la police


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Pubblicato in data 26/mag/2013

Le sud de l’esplanade des Invalides a été évacué. Reste le nord de la place encore occupé par des manifestants, encerclé par la police qui s’apprête à faire le ménage. La police repousse toutes les personnes présentes.

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Francia  guerriglia  a manifestazione anti nozze gay  293 fermi

Francia: ‘guerriglia’ a manifestazione anti nozze gay, 293 fermi

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12:44 27 MAG 2013

(AGI) – Parigi, 27 mag. – Sono 293 le persone fermate durante la grande manifestazione contro le nozze gay a Parigi. Lo ha riferito Le Figaro, aggiungendo che per 231 di queste il fermo potrebbe tramutarsi in arresto. I feriti negli scontri sono 36, di cui 34 poliziotti. A rovinare la dimostrazione, sostanzialmente pacifica, un centinaio di persone che hanno lanciato bottiglie contro la polizia nella grande ‘Place des Invalides’ dove si e’ conclusa la marcia. Gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. (AGI) .

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fonte agi.it

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India, strage di esponenti del Congresso. I ribelli maoisti uccidono 28 persone / VIDEO: Naxal attack in Chhattisgarh most audacious attack: Advani

Naxal attack in Chhattisgarh most audacious attack: Advani

ibnlive ibnlive

Pubblicato in data 26/mag/2013

BJP veteran leader condemned the Naxal attack in Chhattisgarh that killed many Congress leaders and said it is one of the most audacious attacks by Naxals. He also visited senior Congress leader VC Shukla, who was critically injured, in Medanta Hospital in Gurgaon.

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fonte immagine governancenow.com

India, strage di esponenti del Congresso
I ribelli maoisti uccidono 28 persone

Imboscata a un convoglio nello stato del Chattisgarh
La denuncia di Sonia Gandhi:  «Un attacco alla democrazia»

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India sotto choc per la strage di politici. Un folto gruppo di un centinaio di militanti maoisti indiani ha teso la notte scorsa un agguato ad una carovana di dirigenti e militanti del partito del Congresso di Sonia Gandhi nello Stato nord-orientale di Chhattisgarh, causando un massacro di quasi 30 morti e altrettanti feriti.

L’imboscata è avvenuta in una zona isolata del distretto di Sukna, a oltre 300 chilometri dal capoluogo di Raipur, dove il convoglio di politici, scortato dalla polizia, stava transitando di ritorno da un comizio. I guerriglieri, pesantemente armati, hanno fatto esplodere una mina e poi hanno aperto il fuoco. Fra le vittime dell’attacco, il più grave dei maoisti (noti qui anche come “naxaliti”) dal 2005, il leader del Congresso del Chhattisgarh, Nand Kumar Patel, trovato morto insieme al figlio. I due erano stati rapiti dopo l’agguato. I ribelli hanno ucciso anche un altro importante esponente politico, Mahendra Karma, fondatore nel 2005 della milizia tribale anti maoista Salwa Judum e un ex parlamentare, Uday Mudaliar.

Un membro della comitiva, sopravvissuto alla carneficina, ha riferito all’agenzia di stampa Pti che i maoisti hanno inscenato balli di gioia quando hanno scoperto che fra i sequestrati c’era anche Karma, considerato loro «nemico pubblico n.1». L’attentato è stato duramente condannato dalla leader del Congresso Sonia Gandhi e dal figlio Rahul come un «attacco alla democrazia». La Gandhi e il primo ministro Manmohan Singh hanno partecipato a una riunione di emergenza nel capoluogo di Raipur. Qui Singh ha assicurato che «l’India non si inginocchiera’ mai davanti ai Naxaliti». Ferma anche la condanna del governo italiano. In una presa di posizione, la Farnesina ha ricordato che «il ricorso alla violenza, sempre esecrabile, non può trovare alcuna giustificazione in un Paese, quale è l’India, di profonda e solida tradizione democratica».

Una settimana fa l’esercito indiano aveva ucciso otto civili, tra cui diversi bambini, durante uno scontro a fuoco con sospetti militanti in un villaggio agricolo nella regione tribale di Bastar, sempre in Chhattisgarh.

I “Naxaliti” (da Naxalbari, un villaggio del West Bengal dove traggono origine nella seconda metà degli anni ’60) sono fortemente presenti in un «corridoio rosso» nell’India orientale dal confine con il Nepal fino all’Andhra Pradesh. Secondo il governo di New Delhi, sono «la più grande minaccia alla sicurezza interna» nazionale. Alcuni anni fa, le autorità indiane avevano deciso di lanciare contro di loro un’offensiva militare che però è stata abbandonata per via degli stretti legami tra i maoisti e le popolazioni tribali.

Più di recente il Congresso, al governo del Paese e all’opposizione in Chhattisgarh, ha cercato in questo Stato di sviluppare un’attività politica dal basso, in contatto anche con i responsabili tribali, in vista delle elezioni di dicembre

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fonte lastampa.it

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Francia, sì della Corte costituzionale alle nozze gay: prime unioni a giugno

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fonte immagine csmonitor.com

Francia, sì della Corte costituzionale alle nozze gay: prime unioni a giugno

17 maggio 2013

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Nella giornata mondiale contro l’omofobia, tre Stati europei prendono decisioni che riguardano i diritti delle coppie omosessuali. In Francia il Consiglio costituzionale ha dato il via libera alla legge sul matrimonio gay, approvata lo scorso 23 aprile dal Parlamento di Parigi. «La legge sui matrimoni fra persone dello stesso sesso è conforme alla Costituzione». A questo punto, i primi matrimoni potrebbero essere celebrati già nel mese di giugno. E arriverebbero dopo mesi di battaglia nelle piazze e nel Palazzo. Si chiude quindi una vicenda che dal novembre 2012, momento del varo del progetto di legge da parte del Consiglio dei ministri, ha diviso il paese come non accadeva da decenni. Contestato non il matrimonio – sul quale, secondo i sondaggi, è favorevole il 66% dei francesi – quanto l’automatico diritto all’adozione che porta con sé: il 53% della popolazione sarebbe contraria.

Nelle stesso ore in Belgio l’associazione per i diritti degli omosessuali Homoparentalites ha presentato oggi, per la prima volta in Europa, una proposta di legge per la maternità surrogata, meglio conosciuta come utero in affitto. La norma riguarderà eterosessuali, omosessuali e single. Previsto un rimborso spese per la gestante.

A Lisbona, invece, il parlamento portoghese ha adottato con una maggioranza di misura la proposta di legge che permette ai componenti di una coppia omosessuale di adottare i figli del congiunto. Altri due testi nei quali si accordavano a queste coppie un pieno diritto all’adozione sono stati bocciati. La legge è stata approvata in prima lettura da una maggioranza di 99 voti, con 94 voti contrari e 9 astensioni. Il testo prevede che «quando due persone dello stesso sesso sono sposate o vivono assieme in un’unione di fatto, e uno dei due esercita la responsabilità parentale su un minore, per filiazione o per adozione, anche il congiunto potrà adottare il minore». In Portogallo, ricorda l’agenzia svizzera Ats, l’adozione a titolo individuale è aperta a tutti, ma la legge che autorizza il matrimonio omosessuale, promulgata tre anni fa, esclude esplicitamente il diritto all’adozione per le coppie gay.

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fonte ilsole24ore.com

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Lavoro da morire: in Cina 600 mila morti all’anno

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Lavoro da morire: in Cina 600 mila morti all’anno

Lo scorso lunedì la stessa sorte è toccata a Li Yuan, 24 enne di Pechino, morto per un arresto cardiaco

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Nel 2010 in Cina sono morte oltre 600mila persone per cause riconducibili a “stress dal lavoro”. Lo dicono fonti locali. La triste sorte è toccata lo scorso lunedì anche Li Yuan, 24 anni, dipendente della “Ogilvy & Mather”, una nota agenzia di pubblicità di Pechino.

Il ragazzo, impiegato nel reparto tecnologia, si è sentito male dopo aver lavorato per un mese intero 13 ore al giorno sette giorni su sette, festivi compresi. Trasportato immediatamente nell’ospedale più vicino è morto per un arresto cardiaco. La conferma del decesso è arrivata con un tweet della stessa Ogilvy & Mather che però ha puntualizzato: “Yuan non è morto per il super lavoro”, sottilineando invece come l’arresto cardiaco sia stato la conseguenza di una condizione già esistente del ragazzo.

La tragedia intanto ha fatto il giro del mondo e ha toccato l’opinione pubblica mondiale che punta il dito contro la Repubblica Popolare, Paese non esemplare in tema di diritti sul lavoro.

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fonte notizie.it.msn.com

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