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CRISI – Per oltre 3 milioni di famiglie insostenibile la spesa per la casa

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Rischio povertà per il peso delle bollette, tasse, mutui o affitti

Per oltre 3 milioni di famiglie insostenibile la spesa per la casa

“Senza disponibilita’ di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300 mila famiglie potrebbero perdere nel prossimo triennio la propria casa in proprieta’ o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti”. E’ quanto afferma la Cgil

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Roma, 30-03-2013

Una ‘spesa insostenibile’ per oltre 3 milioni di famiglie che rischiano di essere spinte verso la povertà. Un rapporto della Cgil denuncia il peso sempre crescente di spese, bollette, tasse, mutuo o affitto, una “combinazione” che “rende il costo del semplice abitare assolutamente insostenibile e causa preponderante dello scivolamento di gran parte delle famiglie italiane verso la poverta’. In media la spesa delle famiglie per la casa e’ pari al 31,2%, ma supera il 40% per oltre tre milioni di famiglie.

“Senza disponibilita’ di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300 mila famiglie potrebbero perdere nel prossimo triennio la propria casa in proprieta’ o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti”. E’ quanto afferma la Cgil nel suo studio dedicato alla casa. Per il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino e’ necessario “un intervento sui mutui, una politica di calmierazione e contrasto al l’evasione sui fitti e un intervento sull’Imu”.

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fonte rainews24.it

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FERRARA – Aldrovandi, presidio per i poliziotti condannati sotto la finestra della madre Patrizia Moretti

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Pubblicato in data 27/mar/2013

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Aldrovandi, presidio per i poliziotti condannati sotto la finestra della madre Patrizia Moretti

Il sindaco Tagliani chiede si spostarsi di poche decine di metri: «Così sembra una provocazione». E scoppia un diverbio

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La mamma di Federico mostra ai poliziotti la foto del figlio scattata all’obitorio – fonte immagine

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Sembrava ci fosse il sole a Ferrara. Ma le nubi della rabbia e del dolore hanno offuscato la giornata di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, che quando ha aperto le finestre del suo ufficio, ci ha trovato sotto una ventina di poliziotti del Coisp. Il motivo? Un presidio in solidarietà ai quattro poliziotti condannati in via definitiva per la morte di Federico il 25 settembre 2005.

La foto fatta da Patrizia Moretti dalle finestre del suo ufficio (Facebook)La foto fatta da Patrizia Moretti dalle finestre del suo ufficio (Facebook)
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IL PRESIDIO -Stupore e rabbia, dopo che martedì Moretti è stata assolta nella causa di diffamazione contro Mariaemanuela Guerra, la pm di turno quando fu ucciso il diciottenne ferrarese. E mercoledì mattina, appunto, la manifestazione di sindacato di polizia nella piazza del Comune. Bandiere e manifesti di solidarietà in piazza Savonarola davanti agli uffici del Comune dove lavora la madre di Federico.

IL SINDACO -Il sindaco, Tiziano Tagliani, non ha perso tempo e subito è sceso chiedendo ai rappresentanti delle forze dell’ordine di spostarsi una decina di metri più in là. «Se fate la manifestazione sotto le finestre della mamma di Federico sembra una provocazione», ha detto Tagliani. E scoppia il diverbio con l’eurodeputato di Fli Potito Salatto: «Lei ha autorizzato il presidio». E non si sono mossi.

LA FOTO – Alla fine Patrizia Moretti è scesa dal suo ufficio con in mano una gigantografia del figlio fatta in obitorio. «Speravo di non dovere mai essere costretta a mostrare ancora in pubblico quella foto», ha detto la donna. Prima i manifestanti le hanno voltato le spalle. Poi si sono allontanati. E il sole era scomparso.

Benedetta Argentieri
bargentieri@corriere.it

27 marzo 2013 | 15:18

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fonte corriere.it

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Berlusconi: “Bersani premier e Alfano vice”. I sindacati al n.1 Pd: “Governo a tutti i costi”

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Berlusconi: “Bersani premier e Alfano vice”.
I sindacati al n.1 Pd: “Governo a tutti i costi”

Le richieste di Cgil, Cisl e Uil al premier incaricato: “No al voto, priorità al lavoro e tagli a costi politica”. Sul Quirinale e sul governo il Cavaliere ripete le sue ‘condizioni’. Consultazioni, oggi il leader democratico incontra anche numerose associazioni; da domani i partiti. In serata direzione Pd

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APPROFONDIMENTI

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ROMA Nel giorno del nuovo allarme dei sindacati, che gridano all’urgenza di fare un governo, Berlusconi lancia una nuova proposta al Pd: “Siamo pronti a un governo Bersani, con Alfano vicepremier e un presidente della Repubblica moderato”. Nella riunione dei gruppi parlamentari, il Cavaliere avrebbe detto “diremo a questi signori della sinistra che ci sediamo a un tavolo solo se si parla di un governo insieme”.

Come ieri Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, oggi a rilanciare un grido d’allarme sull’emergenza sociale ed economica del Paese sono i sindacati, incontrati da Pier Luigi Bersani nel terzo giorno di consultazioni nelle vesti di presidente del Consiglio incaricato. I leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono apertamente contrari a un ritorno alle urne e auspicano la formazione di un governo “a tutti costi” e in tempi brevi, come ha sottolineato il leader Cisl, Raffaele Bonanni, onde evitare “il rischio che l’Italia somigli alla Germania di Weimar”. I problemi dell’Italia non possono aspettare: sul tappeto l’abbassamento della pressione fiscale e delle tasse sul lavoro e la riduzione dei costi della politica, proposte dal leader della Uil, Luigi Angeletti, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa fino a un valore di 1000 euro chiesta da Susanna Camusso, segretario della Cgil.

Anche le piccole e medie imprese manifestano la propria preoccupazione sulla situazione economica italiana. Carlo Sangalli, rappresentante di Rete imprese Italia, parla di “aziende al collasso” e invoca la necessità di “ridurre la pressione fiscale, evitare l’aumento dell’Iva e ridurre progressivamente l’Irap”.

Il segretario Pd è ben consapevole della drammaticità della situazione italiana: “Avete visto quello che ha detto Confindustria?”, dice Bersani ai cronisti in una pausa delle sue consultazioni. Secondo il leader democratico la crisi non è “ancora davanti” e per questo serve un governo: “Anzi – sorride – servirebbe un governo che fa miracoli”.

Le consultazioni. Il programma di Bersani è intenso anche oggi: dopo i sindacati e Rete Imprese, sarà la volta di una rappresentanza del mondo ambientalista. Nel pomeriggio incontrerà Don Luigi Ciotti e la delegazione del Forum delle associazioni giovanili e del Consiglio nazionale degli studenti. In serata, alle 19, è prevista invece la direzione nazionale del Pd, che i lettori di Repubblica.it potranno seguire in diretta streaming.

Le minacce del Cavaliere. Intanto Silvio Berlusconi, ospite a La telefonata di Maurizio Belpietro, torna a chiedere un governissimo Pd-Pdl e annuncia lotta dura se il centrosinistra dovesse eleggere un esponente di parte al Quirinale: “La linea è assolutamente chiara. Noi, come ho detto a piazza del Popolo, chiediamo due cose: o il Pd cambia linea a 180 gradi e apre alle uniche cose da fare, cioè disponibilità a un governo con il Pdl e le altre forze responsabili per fare ripartire l’economia e contemporaneamente dichiara il proprio impegno per eleggere un moderato e liberale alla presidenza della Repubblica, visto che occupano tutte le cariche, oppure andare al voto per non fare perdere al Paese un solo giorno di più”.

Pronti al voto. A Canale 5 il Cavaliere ha ribadito: “Noi siamo pronti al voto e sabato credo si possa dire che sia stata la prima manifestazione pubblica. La nostra è una posizione chiara che non cambia di una virgola. Lo chiediamo visto che le elezioni hanno determinato un risultato di due forze sostanzialmente alla pari”. E dice che sarebbe meglio evitare un nuovo incarico esplorativo dopo questo di Bersani, se dovesse fallire. “Credo sia colpevole perdere tempo in queste attese, perché la situazione economica è tragica. Serve un governo solido e forte per attuare quei provvedimenti che noi abbiamo indicato nel nostro programma dopo il disastro del governo Monti. Non vedo la possibilità di un altro giro, anche perché Bersani che è persona responsabile, dovrebbe capire che come si è sempre fatto si faccia un governo insieme con tutte le forze responsabili di centro”.

Il Colle. Sull’elezione del Quirinale: “La sinistra ha occupato tutte le cariche e se farà lo stesso per il Quirinale noi con i nostri senatori bloccheremo il Senato e quindi il Parlamento e porteremo la protesta in piazza perché questo sarebbe un golpe in Italia”.

Lega. Infine sull’alleanza con la Lega, smentisce che ci possano essere intese solo tra il Carroccio e il Pd: “La Lega è con noi come è logico che sia ed andremo insieme alle consultazioni con Bersani”.

Incontro con Bersani. “No, non è stato ancora deciso, non posso dare una risposta”. Silvio Berlusconi, nel risponde così alla domanda se andrà lui ad incontrare il leader del Pd Bersani nell’ambito delle consultazioni per la formazione del governo.
(25 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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Scioperi: domani a rischio bus, tram e metro. Anche i piloti Alitalia si fermano per quattro ore

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Scioperi: domani a rischio bus, tram e metro. Anche i piloti Alitalia si fermano per quattro ore

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Domani disagi in vista per chi si sposta in città o deve prendere l’aereo. Dopo tre rinvii è stato infatti confermato lo sciopero nazionale di 24 ore nel trasporto pubblico locale, mentre i piloti di Alitalia incroceranno le braccia per 4 ore.
Bus, tram e metropolitana a rischio: lo stop si svolgerà con la garanzia dei servizi minimi indispensabili nel rispetto delle fasce orarie previste dagli accordi locali. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa Cisal spiegano che «la decisione della protesta è dovuta alla persistente incertezza sul quadro complessivo delle risorse finanziarie destinate al trasporto locale ed al mancato avanzamento del negoziato per il rinnovo contrattuale».

Secondo i sindacati «malgrado l’istituzione del Fondo nazionale di settore il trasporto locale rischia una riduzione dei trasferimenti pubblici complessivi, con il conseguente ulteriore taglio dei servizi e nuove manovre tariffarie. Infatti a oggi, per il biennio 2014-2015 le Regioni – sottolineano – non hanno ancora trovato tra loro e con il Governo un accordo sui criteri di ripartizione dei quasi 5 miliardi di euro l’anno previsti dal neonato Fondo, mentre non risulta ancora chiaro, già per il 2013, il destino delle ulteriori risorse finanziarie storicamente dedicate al trasporto locale dalle Regioni nell’ambito del “fondo perequativo” di 1,4 miliardi/anno».
«Inoltre in assenza del contratto scaduto il 31 dicembre 2007 e per effetto della contrazione delle risorse finanziarie destinate al settore – denunciano le organizzazioni sindacali – nel corso dell’ultimo triennio si è ridotto ed è peggiorato il servizio offerto, sono aumentate le tariffe e, parallelamente, si sono moltiplicate le vertenze sindacali aziendali, con la disdetta da parte di numerose aziende degli accordi di secondo livello, con diversi casi di pagamento ritardato degli stipendi e, soprattutto a partire da fine 2011, con crescenti difficoltà nella tenuta dei livelli occupazionali».

Secondo una stima dei sindacati «al momento oltre 2.500 autoferrotranvieri sono attualmente destinatari di una qualche forma di ammortizzatori sociali in deroga (Cassa integrazione IG e contratti di solidarietà), le cui risorse, peraltro, sono attualmente programmate e disponibili ancora per poche settimane».

Le modalità di sciopero nelle principali città italiane prevedono la garanzia del servizio nelle seguenti fasce orarie:

a Milano da inizio servizio alle 8.45 e dalle 15 alle 18;
a Roma da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17.30 alle 20;
a Torino da inizio servizio alle 9 e dalle 12 alle 15;
a Genova da inizio servizio alle 9.30 e dalle 17 alle 21;
a Venezia da inizio servizio alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30;
a Bologna da inizio servizio alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30;
a Napoli da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17 alle 20;
a Bari da inizio servizio alle 8.30 e dalle 12.30 alle 15.30;
a Palermo da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17.30 a fine servizio
a Cagliari da inizio servizio alle 9.30, dalle 12.45 alle 14.45 e dalle 18.30 alle 20.

Sul fronte del trasporto aereo invece i piloti di Alitalia aderenti ad Anpav Avia e Anpac sospenderanno il servizio dalle 12 alle 16.

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fonte ilsole24ore.com

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Napoli, Bonanni attacca la politica «Questa situazione mi ricorda la Germania prima dell’ascesa di Hitler»

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Napoli, Bonanni attacca la politica
«Questa situazione mi ricorda la Germania prima dell’ascesa di Hitler»

Bordate trasversali contro tutto il mondo della politica: «Colpa del Porcellum, non si doveva andare alle urne con questa legge»

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di Gerardo Ausiello
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In una sala ancora attonita per la notizia del suicidio dell’operaio l’assemblea Cisl si è conclusa con l’intervento di Bonanni che ha lanciato bordate contro i partiti. “In Italia abbiamo situazione simile a quella della Repubblica di Weimar in Germania. Partiti litigiosi, grave deficit economico, quattro elezioni in pochi anni. Poi sappiamo cosa è successo, è arrivato Hitler”.
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E ancora: “É tutta colpa del porcellum, non si doveva andare alle urne con questa legge. Basta demagogia, cinismo e populismo, i cittadini chiedono risposte subito. Questo non è il palio di Siena, lasciamoci alle spalle il ventennio maledetto dominato da un bipolarismo litigioso”.
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Nel mirino anche le Province: “Tutto questo caos per tre deleghe. E allora si proceda con la riforma trasferendo il personale. Ma questo non succede perché i politici sono troppo impegnati a dire sì mentre dovrebbero dire qualche volta anche no. Per questo siamo fermi da trent’anni sempre allo stesso punto. Bando alle chiacchiere, questa non è la Norvegia”.
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CRISI – Cassa integrazione, Cgil: “In due mesi persi redditi per 650 milioni”

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Cassa integrazione, Cgil: “In due mesi persi redditi per 650 milioni”

La crisi occupazionale italiana continua ad aggravarsi mentre la politica rimane paralizzata all’interno delle aule parlamentari. È quanto emerge dall’ultima elaborazione della Cgil su dati Inps

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Di Dario Saltari | 16.03.2013 12:46 CET

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Secondo il report del sindacato italiano, infatti, in soli due mesi, ovvero gennaio e febbraio, i lavoratori in cassa integrazione a zero ore sono già 490mila. La perdita economica equivalente è enorme. In fumo, infatti, vanno ben 650 milioni di euro calcolati ipotizzando una perdita mensile di 1.319 euro per ogni lavoratore.

In due mesi le ore di cassa integrazione autorizzate sono state ben 168 milioni (79 milioni nel solo mese di febbraio) con un aumento percentuale del 22,71% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“Prosegue senza sosta il deperimento del tessuto produttivo e il progressivo processo di deindustrializzazione del paese” ha dichiarato Elena Lattuada, segretario confederale della Cgil “Centinaia di migliaia di lavoratori si trovano in una condizione di grandissima sofferenza, acuita dalle complicazioni e dai mancati pagamenti della cassa integrazione in deroga che vanno assolutamente risolti e superati”.

Secondo il sindacato italiano dal gennaio del 2009 ad oggi la media delle ore di cassa integrazione autorizzate è stata di circa 80 milioni. “I numeri dimostrano che la priorità da affrontare, l’emergenza alla quale dare risposta, è sempre il lavoro” ha poi concluso la Lattuada “Il Parlamento e il prossimo governo devono, in fretta, dare priorità assoluta al tema della crescita e del lavoro, anche con interventi straordinari altrimenti il conflitto sociale e i livelli di povertà diventeranno entrambi insostenibili”.

Secondo la Cgil, inoltre, mentre sono in costante aumento la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, nei primi due mesi dell’anno è in forte calo la cassa integrazione in deroga (-46,2% rispetto allo stesso periodo del 2012). Secondo il sindacato il crollo è dovuto a “problemi procedurali” e “mancati pagamenti”.

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BARI – Il Sindaco Emiliano: pronti ad occupare la Bridgestone

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Il Sindaco di Bari, Michele Emiliano – fonte immagine

Sindaco di Bari: sarò con il sindacato

Emiliano: pronti ad occupare la Bridgestone

“La situazione della Bridgestone è catastrofica, perché ha un impatto sul tessuto industriale e automotive di Bari, già sotto stress”. Il sindaco di Bari Michele Emiliano è a Roma per incontrare, insieme al governatore Nichi Vendola, il sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti. “La situazione della Bridgestone è catastrofica”

La Bridgestone di BariLa Bridgestone di Bari

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Bari, 05-03-2013

Nel caso in cui “il sindacato dovesse decidere per forme di lotta piu’ incisive, come l’occupazione dello stabilimento, la citta’ ed il sindaco in persona saranno dalla parte degli operai e occuperanno la fabbrica”. E’ quanto ha affermato il sindaco di Bari, Michele Emiliano, in merito alla vicenda Bridgestone.

Emiliano ha spiegato come innanzitutto “stia seguendo la via istituzionale”, ricordando di essere “un magistrato in aspettativa”. Tuttavia si e’ detto pronto a lottare insieme agli operai vista “la gravita’ della situazione”. Per Emiliano, infatti, “la chiusura della fabbrica avrebbe una dimensione esplosiva, non in grado di essere sopportata”. Il sindaco di Bari ha spiegato come in citta’ “ora si stiano facendo blocchi stradali, con operai e famiglie nella disperazione piu’ nera”. Emiliano ha sottolineato come si stia parlando “di persone e non di pneumatici”. Riguardo all’incontro avuto oggi al ministero del Welfare, con i rappresentanti dello Sviluppo economico, Emiliano ha riferito “di essere abbastanza soddisfatto della riunione, si sono resi conto, anche dal pallore dei nostri visi” della situazione.

La chiusura dello stabilimento barese Bridgestone “va scongiurata ad ogni costo” e questo obiettivo non puo’ essere conseguito “esclusivamente dai livelli del governo locale ma deve essere condiviso dal Parlamento e dal futuro Governo con misure atte a contrastare una crisi che, se lasciata alle sole leggi di mercato, rischia di travolgere il tessuto economico e industriale del nostro Paese”.

Lo scrive il sindaco di Bari, Michele Emiliano, nella lettera inviata a Mario Monti, Pierluigi Bersani, e Beppe Grillo in merito all’annunciata chiusura dello stabilimento di Bari da parte dell’azienda Bridgestone Europe. Nei primi mesi del 2014 l’impianto cessera’ di funzionare e 950 persone – ricorda Emiliano – “si troveranno senza lavoro e senza alcuna garanzia per il futuro in virtu’ di una scelta aziendale che sembra dettata piu’ da ragioni di convenienza che non da una crisi oggettiva del colosso multinazionale”. Emiliano conclude chiedendo un incontro “per valutare, congiuntamente con il ‘presidente della Regione Puglia, le azioni da dispiegare per evitare il completamento di questo sciagurato disegno aziendale”.

L’annuncio della chiusura della fabbrica Bridgestone di Bari “sembra che abbia come ragione la vetusta’ dello stabilimento, incapace di produrre pneumatici di alta gamma” ha affermato il sindaco di Bari giunto a Roma per incontrare, insieme al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti. “La situazione della Bridgestone e’ catastrofica, perche’ ha un impatto sul tessuto industriale e automotive di Bari, gia’ sotto stress”.

“Oltre alla modalita’ con la quale l’azienda ha annunciato la chiusura, un comunicato prima ancora di discutere” spiega il sindaco “non abbiamo compreso qual’e’ il ragionamento fatto dalla Bridgestone”. A riguardo Emiliano sottolinea come si tratta di uno “stabilimento perfettamente produttivo”, basti pensare, aggiunge, “che fino a pochi mesi fa si stava interloquendo con la Regione per possibili altre assunzioni di personale”.

Emiliano fa sapere di avere mandato una lettera sulla vicenda Bridgestone “a Monti, Bersani e Grillo”. Per Emiliano “la chiusura della fabbrica a Bari rappresenta un colpo di grazia, che unito alla vicenda Ilva diventa insostenibile”. Inoltre per il sindaco “non e’ possibile non trovare dei rimedi per convincere una multinazionale a restare in Italia, nel Sud”.

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fonte rainews24.it