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Facebook, stop violenza alle donne: utenti e investitori contro il sessismo

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Facebook, stop violenza alle donne:
utenti e investitori contro il sessismo

Troppi contenuti pieni di “odio mediatico” verso l’universo femminile, con immagini esplicite e ironia greve. Proteste online e inserzionisti che abbandonano. E Palo Alto decide per il giro di vite: più controlli e utenti denunciabili in caso di pubblicazione di materiale offensivo

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TROPPI contenuti misogini mascherati da vignette e battute da bar. Tante bacheche e gruppi con immagini e testi eloquenti con donne picchiate e brutalizzate, condite da ironie rozze. E Facebook decide di rivedere, secondo alcuni dopo troppo tempo, le linee guida sulla pubblicazione di contenuti (qui il comunicato ufficiale, in inglese). Facebook ha rimosso i messaggi incriminati, anche se diversi contenuti risultavano in un primo momento come “non offensivi”, rimanendo online. E quindi dubbi e proteste non si sono interrotte.

L’intervento sui termini di servizio arriva sicuramente perché le proteste, dirette e indirette (su Twitter c’è l’hashtag #fbrape) si erano fatte pressanti. Attivisti dei gruppi inglesi Everyday Sexism Project e l’americano WAM! hanno denunciato quanto i contenuti palesemente misogini di alcune pagine del social con migliaia di mail e decine di migliaia di tweet. Ma anche perché oltre agli utenti indignati, a premere sul social network ci sono gli investitori, quei big spender di cui Fb non puà fare a meno, come Nissan e Unilever. Che hanno deciso di sospendere le loro inserzioni pubblicitarie su Facebook dopo che le loro campagne sono apparse vicino a post offensivi, soprattutto contro le donne. Un risultato dovuto all’algoritmo che fa comparire gli annunci a seconda delle preferenze dell’utente. Ma di certo le aziende non vogliono comparire in pagine come “Violentare per divertimento” e “Mi piaceva per il suo cervello”, che contiene agghiaccianti foto di donne con la testa rotta.

Al di là del marketing, c’è una questione annosa che coinvolge il social network su questi temi. Da Fb hanno lungamente risposto: “Se non vi buttano fuori da un bar per una battuta pesante, allora non verrete neanche espulsi da Facebook”. Ma evidentemente si è andati troppo oltre. E da Palo Alto hanno ammesso, in un comunicato ufficiale, di aver sottovalutato l’insidia del cosiddetto “hate speech”, ovvero “odio mediatico”, che nell’avversione alle donne trova uno degli esempi più diffusi e deprecabili. Cambieranno le regole per chi pubblica contenuti, ci sarà maggior controllo e i titolari dei contenuti saranno denunciabili, probabilmente direttamente dal social network.

Un giro di vite necessario, dal punto di vista dell’opportunità sociale, ma anche economico.  Come rivela il Financial Times per Facebook è un momento fondamentale e  deve riuscire a controllare i contenuti che vengono pubblicati per evitare che finiscano vicino a inserzionisti con una reputazione da difendere. Nei primi tre mesi del 2013 il gruppo californiano ha generato ricavi di 1,46 miliardi di dollari, con un aumento del 38% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno soprattutto grazie all’implementazione di nuovi strumenti che permettono agli inserzionisti di indirizzare le loro pubblicità ai singoli utenti. (29 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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INCREDIBILE TG2 SULLA RAME – “Usava la bellezza fisica finché fu stuprata.” E tace sui violentatori fascisti

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Usava la bellezza fisica finché fu stuprata: incredibile Tg2 sulla Rame

Nel ritratto dell’attrice il Tg omette di dire che i violentatori erano fascisti. E racconta la vicenda in modo ambiguo, come se Franca si fosse cercata lo stupro.

Desk
mercoledì 29 maggio 2013 19:05


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Prima l’omissione della morte del generale genocida e fascista argentino Videla, notizia ignorata. altrimenti bisognava parlare dei crimini dei golpisti.

Oggi, nel ricordo di Franca Rame, l’incredibile (anzi, fin troppo credibile) omissione del fatto che la grande attrice fosse stata stuprata dai fascisti. Perché al Tg2 parlare di fascisti non si può. Probabilmente disturebbbe troppo i nuovi piccoli editori di riferimento, tra i tanti contorcimenti e riposizionamenti della testata, nel nobile esercizio di salvare le chiappe a rischio.

Anzi, nell’ambiguità del racconto è parso anche che l’attrice si fosse in qualche modo cercata lo stupro per l’uso della sua bellezza fisica. Alla faccia di tutte le campagne contro il femminicidio e la violenza sulle donne.

E sì, perché nel servizio mandato in onda nell’edizione delle 13 e firmato da Carola Carulli (vagamente tendenzioso, ma su questo torneremo poi…) c’è un cenno alla terribile esperienza dell’attrice, violentata dopo essere stata sequestrata. Ma non una parola su chi e perché: era una comunista impegnata politicamente e i fascisti – sobillati da alcuni settori dell’Arma dei carabinieri che li proteggevano – vollero darle in quel modo una lezione. Tanto che l’ineffabile giornalista ha detto: “Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione”. Chi erano questi aggressori e perché? Silenzio del Tg2, hai visto mai che alla vigilia del ballottaggio per il sindaco di Roma si dia fastidio ad Alemanno?

Peccato, perché il Tg2 ha perso una grande occasione per raccontare davvero la biografia di una grande attrice politicamente impegnata e che ha sempre pagato di persona le sue scelte.

Ma invece nel pezzo tendeziosetto e giustificazionista si diceva testualmente: “Una donna bellissima Franca, amata e odiata. Chi la definiva un’attrice di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante; chi invece la vedeva coma la pasionaria rossa che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione. Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione”.

Nella parte del “complimento” la sua passione è stata definita “totalizzante”. Totalizzante? All’anima del complimento di chi l’amava… Nell’altra si parla di una ammaliatrice rossa.

Ma è triste il “finché” con il quale è stato collegato il primo passaggio a quello successivo. E’ stata una “che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione finché…”. Finché? Ma stiamo scherzando? La giornalista (e meno male che è una donna) vuole forse dire che se l’è andata a cercare? Che siccome aveva usato la bellezza fisica (il che tra l’altro è un falso) aveva provocato la reazione? Oppure la giornalista ha una vaga idea dell’italiano e di come si comunemente legge il suo “finché” e farebbe meglio a riconsegnare il tesserino? E poi stuprata da chi? Di ignoti violentatori prescritti. Perché dire fascisti non si può. Parlare dei mandanti (all’interno dei carabinieri) giammai. Meglio il finché.

Proprio un bel ricordo degno del Tg2: in parte censurato (il ruolo dei fascisti) in parte tendenzioso (totalizzante) in parte perfino giustificativo dello stupro (finché).

Ad maiora. Avvertiteci quando morirà Priebke. Ci aspettiamo una bella frasetta del tipo: nella Capitale ci fu una attività armata dei partigiani “finché” dopo l’attentato di via Rasella i nazisti…

In conclusione solo una domanda: avete uno specchio a casa?

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fonte globalist.it

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‘Brescia: i morti senza giustizia di piazza della Loggia’, di Beppe Giulietti

Piazza Della Loggia – Blu Notte Misteri Italiani ( 16-9-2007 )

Pubblicato in data 30/gen/2013
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fonte immagine unoenessuno.blogspot.it

Brescia: i morti senza giustizia di piazza della Loggia

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di | 28 maggio 2013

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Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, insegnante.
Livia Bottardi Milani, 32 anni, insegnante.
Eupio Natali, 69 anni, pensionato.
Luigi Pinto, 25 anni, insegnante.
Bartolommeo Talenti, 56 anni, operaio.
Alberto Trebeschi, 37 anni, insegnante.
Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante.
Vittorio Zambarda, 60 anni, operaio.

Donne e uomini ammazzati da una bomba fascista il 28 maggio del 1974 a Brescia in piazza della Loggia. Non hanno mai ottenuto verità e giustizia. Gli assassini si aggirano liberi, magari passeggiano accanto ai loro familiari. I giudici hanno denunciato collusioni, omissioni, interferenze di apparati dello stato per depistare e nascondere le responsabilità, già allora alcuni contrastavano terrorismo e mafie ed altri, invece, contrattavano con loro.
Sino a quando trame e trattative non saranno state svelate l’Italia non potrà mai essere al sicuro dai ricatti e dai ricattatori, alcuni dei quali sono ancora in azione.

Per questo è giusto, ogni anno, ricordare le donne e gli uomini ammazzati a Brescia, perché quel passato non è solo memoria, ma impegno per il presente e per il futuro.

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Articoli sullo stesso argomento:

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fonte ilfattoquotidiano.it

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CINA – Neonato gettato nella toilette, è salvo. Era rimasto incastrato nello scarico. Video

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Neonato gettato nella toilette, è salvo
Era rimasto incastrato nello scarico

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CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO
(Attenzione, immagini forti che potrebbero offendere la vostra sensibilità)

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ROMA – È stato gettato nel water appena nato ed è sopravvissuto, incastrato in un tubo di scarico di appena 10 centimetri di diametro, facendo sentire la sua presenza con vagiti che hanno allertato gli inquilini del palazzo e fatto scattare una difficile operazione di salvataggio che si è conclusa con successo. È quanto accaduto in un condominio nella provincia orientale dello Zhejiang, in Cina.

Lo riporta il China Daily spiegando che il piccolo – due giorni di vita e 2,3 chilogrammi di peso – è stato trovato dai vigili del fuoco nella colonna di scarico al quarto piano di un palazzo di Jinhua, dove era arrivato probabilmente gettato in un water. È stato uno degli inquilini a rendersi conto della presenza del bambino e, allarmato dai vagiti, ha chiamato i pompieri che hanno dovuto lavorare non poco per liberarlo dal tubo di 10 centimetri di diametro. Il piccolo è ora in ospedale dove è in condizioni stabili, nonostante gravi contusioni.

Al bambino è stato dato il nome di 59, dal numero della sua incubatrice. L’episodio risale a sabato scorso, ma solo oggi se ne avuta notizia, con le immagini del recupero che stanno facendo il giro della rete. Molti anche i commenti, l’indignazione e le richieste di dure punizioni nei confronti dei genitori del piccolo.

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fonte ilmessaggero.it

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Francia: ‘guerriglia’ a manifestazione anti nozze gay, 293 fermi / VIDEO: Antimariage gay – violents incidents avec la police

Antimariage gay – violents incidents avec la police


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Pubblicato in data 26/mag/2013

Le sud de l’esplanade des Invalides a été évacué. Reste le nord de la place encore occupé par des manifestants, encerclé par la police qui s’apprête à faire le ménage. La police repousse toutes les personnes présentes.

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Francia  guerriglia  a manifestazione anti nozze gay  293 fermi

Francia: ‘guerriglia’ a manifestazione anti nozze gay, 293 fermi

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12:44 27 MAG 2013

(AGI) – Parigi, 27 mag. – Sono 293 le persone fermate durante la grande manifestazione contro le nozze gay a Parigi. Lo ha riferito Le Figaro, aggiungendo che per 231 di queste il fermo potrebbe tramutarsi in arresto. I feriti negli scontri sono 36, di cui 34 poliziotti. A rovinare la dimostrazione, sostanzialmente pacifica, un centinaio di persone che hanno lanciato bottiglie contro la polizia nella grande ‘Place des Invalides’ dove si e’ conclusa la marcia. Gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. (AGI) .

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fonte agi.it

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India, strage di esponenti del Congresso. I ribelli maoisti uccidono 28 persone / VIDEO: Naxal attack in Chhattisgarh most audacious attack: Advani

Naxal attack in Chhattisgarh most audacious attack: Advani

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Pubblicato in data 26/mag/2013

BJP veteran leader condemned the Naxal attack in Chhattisgarh that killed many Congress leaders and said it is one of the most audacious attacks by Naxals. He also visited senior Congress leader VC Shukla, who was critically injured, in Medanta Hospital in Gurgaon.

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fonte immagine governancenow.com

India, strage di esponenti del Congresso
I ribelli maoisti uccidono 28 persone

Imboscata a un convoglio nello stato del Chattisgarh
La denuncia di Sonia Gandhi:  «Un attacco alla democrazia»

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India sotto choc per la strage di politici. Un folto gruppo di un centinaio di militanti maoisti indiani ha teso la notte scorsa un agguato ad una carovana di dirigenti e militanti del partito del Congresso di Sonia Gandhi nello Stato nord-orientale di Chhattisgarh, causando un massacro di quasi 30 morti e altrettanti feriti.

L’imboscata è avvenuta in una zona isolata del distretto di Sukna, a oltre 300 chilometri dal capoluogo di Raipur, dove il convoglio di politici, scortato dalla polizia, stava transitando di ritorno da un comizio. I guerriglieri, pesantemente armati, hanno fatto esplodere una mina e poi hanno aperto il fuoco. Fra le vittime dell’attacco, il più grave dei maoisti (noti qui anche come “naxaliti”) dal 2005, il leader del Congresso del Chhattisgarh, Nand Kumar Patel, trovato morto insieme al figlio. I due erano stati rapiti dopo l’agguato. I ribelli hanno ucciso anche un altro importante esponente politico, Mahendra Karma, fondatore nel 2005 della milizia tribale anti maoista Salwa Judum e un ex parlamentare, Uday Mudaliar.

Un membro della comitiva, sopravvissuto alla carneficina, ha riferito all’agenzia di stampa Pti che i maoisti hanno inscenato balli di gioia quando hanno scoperto che fra i sequestrati c’era anche Karma, considerato loro «nemico pubblico n.1». L’attentato è stato duramente condannato dalla leader del Congresso Sonia Gandhi e dal figlio Rahul come un «attacco alla democrazia». La Gandhi e il primo ministro Manmohan Singh hanno partecipato a una riunione di emergenza nel capoluogo di Raipur. Qui Singh ha assicurato che «l’India non si inginocchiera’ mai davanti ai Naxaliti». Ferma anche la condanna del governo italiano. In una presa di posizione, la Farnesina ha ricordato che «il ricorso alla violenza, sempre esecrabile, non può trovare alcuna giustificazione in un Paese, quale è l’India, di profonda e solida tradizione democratica».

Una settimana fa l’esercito indiano aveva ucciso otto civili, tra cui diversi bambini, durante uno scontro a fuoco con sospetti militanti in un villaggio agricolo nella regione tribale di Bastar, sempre in Chhattisgarh.

I “Naxaliti” (da Naxalbari, un villaggio del West Bengal dove traggono origine nella seconda metà degli anni ’60) sono fortemente presenti in un «corridoio rosso» nell’India orientale dal confine con il Nepal fino all’Andhra Pradesh. Secondo il governo di New Delhi, sono «la più grande minaccia alla sicurezza interna» nazionale. Alcuni anni fa, le autorità indiane avevano deciso di lanciare contro di loro un’offensiva militare che però è stata abbandonata per via degli stretti legami tra i maoisti e le popolazioni tribali.

Più di recente il Congresso, al governo del Paese e all’opposizione in Chhattisgarh, ha cercato in questo Stato di sviluppare un’attività politica dal basso, in contatto anche con i responsabili tribali, in vista delle elezioni di dicembre

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fonte lastampa.it

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SCONVOLGENTE – Il fidanzato della sedicenne di Cosenza: l’ho bruciata ancora viva

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Fabiana Luzzi, la sedicenne accoltellata e bruciata viva dal ‘fidanzatino’ Domenico Morrone – fonte immagine net1news.org

La confessione al termine di un lungo interrogatorio

Il fidanzato della sedicenne di Cosenza: l’ho bruciata ancora viva

“Era ancora viva quando le ho dato fuoco”. E’ la sconvolgente rivelazione fatta agli inquirenti dal sedicenne reo confesso dell’omicidio della fidanzata coetanea a Corigliano Calabro

Il luogo dove è stato ritrovato il corpo della ragazzaIl luogo dove è stato ritrovato il corpo della ragazza

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Cosenza, 26-05-2013

“Era ancora viva quando le ho dato fuoco”. E’ la sconvolgente rivelazione fatta agli inquirenti dal sedicenne reo confesso dell’omicidio della fidanzata coetanea a Corigliano Calabro.

Il ragazzo ha raccontato i particolari dell’omicidio al pm della Procura di Rossano durante l’interrogatorio avvenuto nella notte. “Le ho dato una coltellata, Fabiana è morta e quindi ho deciso di bruciare il cadavere”.

E’ crollato ieri pomeriggio il sedicenne studente coriglianese accusato di avere ucciso e carbonizzato in un casolare abbandonato la fidanzatina Fabiana Luzzi, un anno piu’ giovane di lui, provando poi a nasconderne il cadavere in una vegetazione molto fitta poco lontana dal rudere. Ha raccontato tutto al termine di un lungo interrogatorio condotto dai carabinieri cittadini e dal pm di Rossano, Maria Vallefuoco, che lo ha sentito su delega della procura dei minori di Catanzaro. Magistrati e carabinieri lo hanno messo sotto torchio dopo averlo fatto tornare dal Centro grandi ustionati di Brindisi dove era stato trasportato venerdi’ sera, quando s’era presentato nell’ospedale di Corigliano con ustioni al volto e alle mani. Aveva raccontato ai medici d’essersele provocate sistemando lo scooter, ma gli investigatori, allertati dai sanitari, non ci avevano creduto, anche perche’ nelle stesse ore i genitori di Fabiana ne denunciavano la scomparsa poiche’ la quindicenne, che il 13 giugno ne avrebbe compiuti 16, non era tornata a casa dopo la scuola.

Ieri il sedicenne ha provato a depistare le indagini, spiegando d’essere stato aggredito da alcuni giovani, di cui ha pure indicato i nomi, per uno sgarro. Ma le verifiche immediatamente eseguite dai militari non hanno trovato riscontri alle sue parole. Cosi’ in serata, incastrato dalle evidenze e dalle contraddizioni della sua ricostruzione, ha raccontato tutto fornendo pure le indicazioni sul luogo, una contrada di campagna alla periferia di Corigliano, dove aveva abbandonato il corpo della povera Fabiana.

Il sedicenne ha raccontato d’esserla andata a prendere a scuola con lo scooter venerdi’ mattina per parlarle e chiarire l’ennesima lite provocata dal travagliato rapporto tra adolescenti che c’era tra loro. Poi, pero’, la situazione e’ degenerata arrivando al dramma nella stradina appartata poco lontano dall’istituto tecnico commerciale frequentato da Fabiana. Corigliano, paesone di 40 mila anione della costa ionica cosentina, stamattina ‘e’ svegliato sconvolto per quanto accaduto.

Fabiana, ultima di quattro figlie avute dal padre in due matrimoni, era conosciuta in paese, cosi’ come il suo fidanzatino. Gia’ ieri sera, quando sono cominciate e circolare le prime indiscrezioni su quanto successo, prima i compagni di scuola della ragazzina e poi anche altri cittadini s’erano radunati dinanzi alla caserma della compagnia carabinieri, ma il presunto assassino era gia’ stato trasferito in un altro luogo. Stamattina molta gente e’ assiepata dinanzi all’abitazione della ragazza.

Nella notte il sedicenne e’ stato sottoposto a fermo i polizia quale indiziato di delitto per omicidio volontario, ma non e’ escluso che le evidenze investigative possano portare a galla anche la premeditazione. Nelle prossime ore il provvedimento dovra’ essere confermato dal tribunale dei minori. Pare che nel primo pomeriggio di venerdi’, attorno alle 14:30, una compagna di Fabiana abbia incontrato il suo fidanzato, notandolo in uno stato alterato. Il ragazzo gli avrebbe chiesto dove fosse Fabiana.

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fonte rainews24.it

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Giornata mondiale contro l’omofobia. Napolitano: “Intollerabili aggressioni a gay”

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fonte immagine homophobiaday.org

Giornata mondiale contro l’omofobia
Napolitano: “Intollerabili aggressioni a gay”

Messaggio del capo dello Stato in occasione della giornata indetta dall’Onu in difesa dei diritti degli omosessuali: “Impegno fermo nella denuncia delle discriminazioni”. La Boldrini: “Riconoscere unioni anche in Italia”. Il ministro Idem: “Serve una legge specifica contro i reati di omofobia”. Grasso: “Lo Stato si attivi non solo per il riconoscimento, ma anche per la concreta protezione dei diritti dei gay”. La Ue: “Un omosessuale su 4 vittima di aggressioni”

Giornata mondiale contro l'omofobia Napolitano: "Intollerabili aggressioni a gay" (imagoec)

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APPROFONDIMENTI

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ROMA“Esprimo la mia vicinanza a quanti sono stati vittime di intollerabili aggressioni e a quanti subiscono episodi di discriminazione che hanno per oggetto il loro orientamento sessuale”. Lo afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio in occasione della giornata contro l’omofobia. “La denuncia e il contrasto all’omofobia – ha detto il capo dello Stato – devono costituire un impegno fermo e costante non solo per le istituzioni ma per la società tutta”.
E intervenendo alla cerimonia il presidente della Camera, Laura Boldirini chiede che siano riconosciute giuridicamente agli  omosessuali “le loro unioni anche in Italia”.

VIDEO La campagna: “Siamo tutti vittime”Parole scritte sul corpoIl Docufilm

Nel suo discorso il presidente Napolitano rivolge “un pensiero particolare a quei giovani che per questo hanno subito odiosi atti di bullismo che, oltre ad aggravare le manifestazioni di discriminazione, alimentano pregiudizi e dannosi stereotipi. La cultura del rispetto dei diritti e della dignità della persona ha già trovato significative espressioni sul piano legislativo e deve trovare piena affermazione in primo luogo nella famiglia, nella scuola, nelle varie realtà sociali e in ogni forma di comunicazione. In momenti di difficoltà economica – come quelli che stiamo attraversando – più che mai è necessario vigilare affinchè il disagio sociale non concorra ad acuire fenomeni di esclusione gravemente lesivi dei valori costituzionali di uguaglianza e solidarietà  su cui si deve fondare una convivenza civile”.

INCHIESTA Gay, diritti e persecuzioni nel mondo

La ricerca della Ue. Secondo un rapporto dell’Unione europea diffuso nella Giornata Internazionale contro l’Omofobia, in Europa un omosessuale su quattro ha subito violenze o minacce negli ultimi cinque anni. Inoltre i due terzi della comunità di gay, lesbiche, bisessuali e trasgender (la cosiddetta comunità Lgbt) teme ancora di mostrare la propria sessualità in pubblico e la maggior parte di loro si sente discriminata. “Paura, isolamento e discriminazione sono fenomeni quotidiani per la comunità Lgbt in Europa”, ha denunciato nella relazione Morte Kjaerum, direttore dell’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA). Il sondaggio, descritto come il più corposo mai realizzato sul tema, ha ‘ascoltato’ 93mila persone nei 27 stati membri dell’Ue, con l’aggiunta della Croazia, prossimo a unirsi al ‘blocco’ nel mese di luglio. Oltre un quarto degli intervistati (il 26%) ha riferito di aver subito qualche aggressione, fisica o verbale, negli ultimi 5 anni.

Per il ministro per le Pari Opportunità, Josefa Idem “la solidarietà alle vittime e la condanna di questi atti vergognosi e inaccettabili non bastano”, è necessario “agire con determinazione affrontando il problema su vari piani”. Idem si è impegnata a sostenere l’adozione di una legge specifica contro i reati di omofobia e transfobia: “mi auguro possa essere approvata presto dal Parlamento con il più ampio sostegno possibile” ha detto.

Sui diritti dei gay è intervenuto anche il presidenti del Senato. “La tutela dei diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali rappresenta l’ultima frontiera del lungo percorso storico che ha accompagnato l’affermazione e la protezione dei diritti umani – ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso – .Lo Stato si attivi non solo per il riconoscimento, ma anche per la concreta protezione dei diritti degli omosessuali”. “Gli omofobi sono cittadini meno uguali degli altri”. Secondo Grasso “sono chiusi nel loro guscio, si frequentano tra loro, non allargano i loro orizzonti né il loro cerchio di amicizie. Temono i viaggi all’estero, le feste, gli studentati all’università e gli spogliatoi delle palestre”. Con un messaggio su twitter, interviene anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno: “‘L’omofobia è una stupida discriminazione. Roma ci insegna quotidianamente il rispetto verso il prossimo. Odio la parola omofobia. Non è una fobia. Non sei spaventato. Sei un cretino”.

Proposta di legge. Alla Camera c’è una proposta di legge, a firma del Pd Ivan Scalfarotto, che ha già raccolto 221 firme tra esponenti del suo partito, di Sinistra economia e libertà, Movimento 5 stelle e Scelta Civica. In pratica, un terzo del parlamento sarebbe pronto a votare la legge. Si tratta di capire se questo fronte trasversale può ulteriormente allargarsi in commissione e in aula. Il testo Scalfarotto è finalizzato a combattere l’omofobia e la transfobia in tutte le sue forme grazie all’estensione della legge Mancino che già punisce il razzismo basato su etnia, nazionalità e religione. Un analogo disegno di legge sull’omofobia è stato presentato al Senato dal senatore Pd Sergio Lo Giudice, e ha già raccolto le firme un’ottantina di senatori tra Pd, Sel, M5s e Scelta Civicai. Ce n’è poi uno dei senatori del M5S, a prima firma Michela Montevecchi e sottoscritta da suoi 14 colleghi.  (17 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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RAGUSA – Sfrattato per debito di 10mila euro, si da’ fuoco con moglie e figlia; 5 ustionati gravi

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Sfrattato per debito di 10mila euro, si da’ fuoco con moglie e figlia; 5 ustionati gravi

18:47 14 MAG 2013

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(AGI) – Ragusa, 14 mag. – Un uomo ha dato fuoco a se’ e alla sua famiglia nel tentativo di opporsi allo sfratto dalla casa pignorata dalla banca perche’ non pagava il mutuo.
Nell’incendio che ne e’ seguito sono rimasti ustionati gravemente anche sua moglie e sua figlia e due agenti di polizia. E’ accaduto a Vittoria (Ragusa) poco prima delle 14, al termine di una mattinata carica di tensione, iniziata quando l’acquirente dell’immobile, messo all’asta dall’istituto di credito, si era presentato con il suo avvocato e un ufficiale giudiziario per entrarne in possesso. Tutti i cinque feriti sono al momento ricoverati nell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria.

Il piu’ grave e’ il capofamiglia, Giovanni Guarascio, 64 anni, ma sono preoccupanti anche le condizioni della moglie, Giorgia Fama’, 64 anni, e dei poliziotti Antonio Terranova e Marzo Di Raimondo, entrambi in servizio alle “Volanti” del commissariato di Vittoria. Meno gravi, in apparenza, le condizioni della figlia di Guarascio. L’uomo aveva accumulato un debito di 10.000 euro con la banca, che aveva percio’ pignorato la sua casa e l’aveva messa all’asta. Era stata acquistata, sembra per 26.000 euro, e il nuovo proprietario non era riuscito a entrare in possesso dell’immobile perche’ Guarascio rifiutava di liberarlo. Aveva anche murato con conci di tufo la porta d’ingresso della casa, cui si poteva accedere solo atrraverso un garage, in modo da “blindarsi”.

Stamattina il nuovo proprietario si e’ presentato con il suo avvocato e un ufficiale giudiziario, ed e’ cominciata una trattativa. I toni si sono ben presto inaspriti, tanto che sul posto e’ intervenuta la polizia per cercare di riportare la calma. Improvvisamente, mentre gli agenti cercavano di placare la disperazione di Guarascio, l’uomo si e’ versato addosso benzina e si e’ dato fuoco. La fiammata ha investito i due poliziotti, la moglie e la figlia. Subito sono scattati i soccorsi e gli ustionati sono stati traferiti in ambulanza all’ospedale “Guzzardi”. Giovanni Guarascio e’ un muratore che tira avanti con lavori saltuari. Ha due figlie, una delle quali era fuori di casa, in strada, quando l’uomo si e’ dato fuoco, e che e’ rimasta percio’ incolume.

Entrambe le figlie sono disoccupate e vivono con i genitori. La banca, con la quale Guarascio aveva un debito di diecimila euro, aveva iniziato la procedura di pignoramento contro il muratore nel 2001. Il lungo iter giudiziario si era concluso nel maggio dell’anno scorso, quando la casa era stata aggiudicata all’asta, per 26.000 euro, all’acquirente, che si chiama Sciagura. Secondo quanto si apprende, Sciagura aveva manifestato la sua disponibilita’ a rivendere l’immobile a Guarascio, il quale pero’ non disponeva dei mezzi per comprarlo. In alternativa, gli sarebbe stato proposto un affitto. Alla tesa trattativa di stamattina erano presenti anche la sorella della moglie di Guarascio, con il marito. Il muratore non aveva un legale, e solo quando l’ufficiale giudiziario ha detto di dover procedere allo sgombero i suoi familiari hanno chiamato sul posto l’avvocato Giulia Artini. Ma nemmeno con il suo intervento si era riusciti a trovare una mediazione e gli animi si erano esaperati sempre di piu’, fino al gesto disperato del muratore.

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fonte agi.it

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New Orleans, spari a parata festa della Mamma: almeno 19 feriti, tre sono in gravi condizioni / VIDEO: New Orleans Shooting Mother’s Day 17 Shot During New Orleans Mother’s Day Parade

New Orleans Shooting Mother’s Day 17 Shot During New Orleans Mother’s Day Parade

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Pubblicato in data 12/mag/2013

At least 17 people were reportedly wounded during a Mother’s Day parade in New Orleans on Sunday. Among the victims was reportedly a 10-year-old girl who was grazed by one of the bullets.

According to the New Orleans Times-Picayne: While [New Orleans Police Department Superintendant Ron] Serpas said there were about 300 to 400 people in the Mother’s Day [parade], there were about 200 people in the area of the shooting. He said that about 10 NOPD officers were spread out throughout the second line and that three people were seen running from the shooting scene. Serpas said that the three suspects likely worked together and that at least two different weapons were used. One of the suspects is described as a man between 18 years old and 22 years old with short hair and a white shirt with blue jeans, Serpas said.

Nine people were taken to the area’s University Hospital, eight of them having sustained gunshot wounds, according to WWLTV. Three are said to be critical condition, while no fatalities have been reported in the shooting’s immediate aftermath, per the Times-Picayune.

More from the Associated Press: NEW ORLEANS — Gunmen opened fire on dozens of people marching in a Mother’s Day second-line parade in New Orleans on Sunday, wounding at least 17 people, police said. Police spokeswoman Remi Braden said in an email that many of the 17 victims were grazed and most of the wounds weren’t life-threatening. No deaths were reported. Police Superintendent Ronal Serpas told reporters that a 10-year-old girl was grazed in the shooting around 2 p.m. She was in good condition. He said three or four people were in surgery, but he didn’t have their conditions. Officers were interspersed with the marchers, which is routine for such events. As many as 400 people joined in the procession that stretched for about 3 blocks, though only half that many were in the immediate vicinity of the shooting, Serpas said. Police saw three suspects running from the scene in the city’s 7th Ward neighborhood. No arrests had been made as of late afternoon. Second-line parades are loose processions in which people dance down the street, often following behind a brass band. They can be impromptu or planned and are sometimes described as moving block parties.

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Il luogo della sparatoria (ap)

New Orleans, spari a parata festa della Mamma: almeno 19 feriti, tre sono in gravi condizioni

Tre sospetti hanno aperto il fuoco tra le centinaia di persone che assistevano alla parata. Colpiti anche due bambini di 10 anni, che non sono grave. L’Fbi esclude si tratti di terrorismo

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APPROFONDIMENTI

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NEW ORLEANSAlmeno 19 persone, tra cui due bambini di dieci anni, sono state colpite quando qualcuno ha sparato tra le centinaia di persone che assistevano a una sfilata per la Festa della Mamma a New Orleans. Tre dei feriti sono in condizioni critiche e sono stati operati. I due bambini feriti, sfiorati da un proiettile, non sono gravi.

La polizia starebbe dando la caccia a tre sospettati che secondo Cbs hanno tra i 18 e i 22 anni, la pelle scura, capelli corti e vestono una maglietta bianca e blue jeans. Gli agenti li hanno visti scappare, ma non sono riusciti a fermarli. Secondo gli investigatori, non è chiaro se tra la folla ci fosse un obiettivo specifico o gli spari erano casuali.  L’Fbi ha parlato di “violenza di strada”, escludendo si possa trattare di terrorismo.

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fonte repubblica.it

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