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Facebook, stop violenza alle donne: utenti e investitori contro il sessismo

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Facebook, stop violenza alle donne:
utenti e investitori contro il sessismo

Troppi contenuti pieni di “odio mediatico” verso l’universo femminile, con immagini esplicite e ironia greve. Proteste online e inserzionisti che abbandonano. E Palo Alto decide per il giro di vite: più controlli e utenti denunciabili in caso di pubblicazione di materiale offensivo

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TROPPI contenuti misogini mascherati da vignette e battute da bar. Tante bacheche e gruppi con immagini e testi eloquenti con donne picchiate e brutalizzate, condite da ironie rozze. E Facebook decide di rivedere, secondo alcuni dopo troppo tempo, le linee guida sulla pubblicazione di contenuti (qui il comunicato ufficiale, in inglese). Facebook ha rimosso i messaggi incriminati, anche se diversi contenuti risultavano in un primo momento come “non offensivi”, rimanendo online. E quindi dubbi e proteste non si sono interrotte.

L’intervento sui termini di servizio arriva sicuramente perché le proteste, dirette e indirette (su Twitter c’è l’hashtag #fbrape) si erano fatte pressanti. Attivisti dei gruppi inglesi Everyday Sexism Project e l’americano WAM! hanno denunciato quanto i contenuti palesemente misogini di alcune pagine del social con migliaia di mail e decine di migliaia di tweet. Ma anche perché oltre agli utenti indignati, a premere sul social network ci sono gli investitori, quei big spender di cui Fb non puà fare a meno, come Nissan e Unilever. Che hanno deciso di sospendere le loro inserzioni pubblicitarie su Facebook dopo che le loro campagne sono apparse vicino a post offensivi, soprattutto contro le donne. Un risultato dovuto all’algoritmo che fa comparire gli annunci a seconda delle preferenze dell’utente. Ma di certo le aziende non vogliono comparire in pagine come “Violentare per divertimento” e “Mi piaceva per il suo cervello”, che contiene agghiaccianti foto di donne con la testa rotta.

Al di là del marketing, c’è una questione annosa che coinvolge il social network su questi temi. Da Fb hanno lungamente risposto: “Se non vi buttano fuori da un bar per una battuta pesante, allora non verrete neanche espulsi da Facebook”. Ma evidentemente si è andati troppo oltre. E da Palo Alto hanno ammesso, in un comunicato ufficiale, di aver sottovalutato l’insidia del cosiddetto “hate speech”, ovvero “odio mediatico”, che nell’avversione alle donne trova uno degli esempi più diffusi e deprecabili. Cambieranno le regole per chi pubblica contenuti, ci sarà maggior controllo e i titolari dei contenuti saranno denunciabili, probabilmente direttamente dal social network.

Un giro di vite necessario, dal punto di vista dell’opportunità sociale, ma anche economico.  Come rivela il Financial Times per Facebook è un momento fondamentale e  deve riuscire a controllare i contenuti che vengono pubblicati per evitare che finiscano vicino a inserzionisti con una reputazione da difendere. Nei primi tre mesi del 2013 il gruppo californiano ha generato ricavi di 1,46 miliardi di dollari, con un aumento del 38% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno soprattutto grazie all’implementazione di nuovi strumenti che permettono agli inserzionisti di indirizzare le loro pubblicità ai singoli utenti. (29 maggio 2013)

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fonte repubblica.it

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INCREDIBILE TG2 SULLA RAME – “Usava la bellezza fisica finché fu stuprata.” E tace sui violentatori fascisti

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Usava la bellezza fisica finché fu stuprata: incredibile Tg2 sulla Rame

Nel ritratto dell’attrice il Tg omette di dire che i violentatori erano fascisti. E racconta la vicenda in modo ambiguo, come se Franca si fosse cercata lo stupro.

Desk
mercoledì 29 maggio 2013 19:05


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Prima l’omissione della morte del generale genocida e fascista argentino Videla, notizia ignorata. altrimenti bisognava parlare dei crimini dei golpisti.

Oggi, nel ricordo di Franca Rame, l’incredibile (anzi, fin troppo credibile) omissione del fatto che la grande attrice fosse stata stuprata dai fascisti. Perché al Tg2 parlare di fascisti non si può. Probabilmente disturebbbe troppo i nuovi piccoli editori di riferimento, tra i tanti contorcimenti e riposizionamenti della testata, nel nobile esercizio di salvare le chiappe a rischio.

Anzi, nell’ambiguità del racconto è parso anche che l’attrice si fosse in qualche modo cercata lo stupro per l’uso della sua bellezza fisica. Alla faccia di tutte le campagne contro il femminicidio e la violenza sulle donne.

E sì, perché nel servizio mandato in onda nell’edizione delle 13 e firmato da Carola Carulli (vagamente tendenzioso, ma su questo torneremo poi…) c’è un cenno alla terribile esperienza dell’attrice, violentata dopo essere stata sequestrata. Ma non una parola su chi e perché: era una comunista impegnata politicamente e i fascisti – sobillati da alcuni settori dell’Arma dei carabinieri che li proteggevano – vollero darle in quel modo una lezione. Tanto che l’ineffabile giornalista ha detto: “Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione”. Chi erano questi aggressori e perché? Silenzio del Tg2, hai visto mai che alla vigilia del ballottaggio per il sindaco di Roma si dia fastidio ad Alemanno?

Peccato, perché il Tg2 ha perso una grande occasione per raccontare davvero la biografia di una grande attrice politicamente impegnata e che ha sempre pagato di persona le sue scelte.

Ma invece nel pezzo tendeziosetto e giustificazionista si diceva testualmente: “Una donna bellissima Franca, amata e odiata. Chi la definiva un’attrice di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante; chi invece la vedeva coma la pasionaria rossa che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione. Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione”.

Nella parte del “complimento” la sua passione è stata definita “totalizzante”. Totalizzante? All’anima del complimento di chi l’amava… Nell’altra si parla di una ammaliatrice rossa.

Ma è triste il “finché” con il quale è stato collegato il primo passaggio a quello successivo. E’ stata una “che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione finché…”. Finché? Ma stiamo scherzando? La giornalista (e meno male che è una donna) vuole forse dire che se l’è andata a cercare? Che siccome aveva usato la bellezza fisica (il che tra l’altro è un falso) aveva provocato la reazione? Oppure la giornalista ha una vaga idea dell’italiano e di come si comunemente legge il suo “finché” e farebbe meglio a riconsegnare il tesserino? E poi stuprata da chi? Di ignoti violentatori prescritti. Perché dire fascisti non si può. Parlare dei mandanti (all’interno dei carabinieri) giammai. Meglio il finché.

Proprio un bel ricordo degno del Tg2: in parte censurato (il ruolo dei fascisti) in parte tendenzioso (totalizzante) in parte perfino giustificativo dello stupro (finché).

Ad maiora. Avvertiteci quando morirà Priebke. Ci aspettiamo una bella frasetta del tipo: nella Capitale ci fu una attività armata dei partigiani “finché” dopo l’attentato di via Rasella i nazisti…

In conclusione solo una domanda: avete uno specchio a casa?

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fonte globalist.it

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‘Brescia: i morti senza giustizia di piazza della Loggia’, di Beppe Giulietti

Piazza Della Loggia – Blu Notte Misteri Italiani ( 16-9-2007 )

Pubblicato in data 30/gen/2013
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fonte immagine unoenessuno.blogspot.it

Brescia: i morti senza giustizia di piazza della Loggia

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di | 28 maggio 2013

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Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, insegnante.
Livia Bottardi Milani, 32 anni, insegnante.
Eupio Natali, 69 anni, pensionato.
Luigi Pinto, 25 anni, insegnante.
Bartolommeo Talenti, 56 anni, operaio.
Alberto Trebeschi, 37 anni, insegnante.
Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante.
Vittorio Zambarda, 60 anni, operaio.

Donne e uomini ammazzati da una bomba fascista il 28 maggio del 1974 a Brescia in piazza della Loggia. Non hanno mai ottenuto verità e giustizia. Gli assassini si aggirano liberi, magari passeggiano accanto ai loro familiari. I giudici hanno denunciato collusioni, omissioni, interferenze di apparati dello stato per depistare e nascondere le responsabilità, già allora alcuni contrastavano terrorismo e mafie ed altri, invece, contrattavano con loro.
Sino a quando trame e trattative non saranno state svelate l’Italia non potrà mai essere al sicuro dai ricatti e dai ricattatori, alcuni dei quali sono ancora in azione.

Per questo è giusto, ogni anno, ricordare le donne e gli uomini ammazzati a Brescia, perché quel passato non è solo memoria, ma impegno per il presente e per il futuro.

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Articoli sullo stesso argomento:

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fonte ilfattoquotidiano.it

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CINA – Neonato gettato nella toilette, è salvo. Era rimasto incastrato nello scarico. Video

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Neonato gettato nella toilette, è salvo
Era rimasto incastrato nello scarico

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CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO
(Attenzione, immagini forti che potrebbero offendere la vostra sensibilità)

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ROMA – È stato gettato nel water appena nato ed è sopravvissuto, incastrato in un tubo di scarico di appena 10 centimetri di diametro, facendo sentire la sua presenza con vagiti che hanno allertato gli inquilini del palazzo e fatto scattare una difficile operazione di salvataggio che si è conclusa con successo. È quanto accaduto in un condominio nella provincia orientale dello Zhejiang, in Cina.

Lo riporta il China Daily spiegando che il piccolo – due giorni di vita e 2,3 chilogrammi di peso – è stato trovato dai vigili del fuoco nella colonna di scarico al quarto piano di un palazzo di Jinhua, dove era arrivato probabilmente gettato in un water. È stato uno degli inquilini a rendersi conto della presenza del bambino e, allarmato dai vagiti, ha chiamato i pompieri che hanno dovuto lavorare non poco per liberarlo dal tubo di 10 centimetri di diametro. Il piccolo è ora in ospedale dove è in condizioni stabili, nonostante gravi contusioni.

Al bambino è stato dato il nome di 59, dal numero della sua incubatrice. L’episodio risale a sabato scorso, ma solo oggi se ne avuta notizia, con le immagini del recupero che stanno facendo il giro della rete. Molti anche i commenti, l’indignazione e le richieste di dure punizioni nei confronti dei genitori del piccolo.

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fonte ilmessaggero.it

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Francia: ‘guerriglia’ a manifestazione anti nozze gay, 293 fermi / VIDEO: Antimariage gay – violents incidents avec la police

Antimariage gay – violents incidents avec la police


davidmalhone1 davidmalhone1

Pubblicato in data 26/mag/2013

Le sud de l’esplanade des Invalides a été évacué. Reste le nord de la place encore occupé par des manifestants, encerclé par la police qui s’apprête à faire le ménage. La police repousse toutes les personnes présentes.

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Francia  guerriglia  a manifestazione anti nozze gay  293 fermi

Francia: ‘guerriglia’ a manifestazione anti nozze gay, 293 fermi

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12:44 27 MAG 2013

(AGI) – Parigi, 27 mag. – Sono 293 le persone fermate durante la grande manifestazione contro le nozze gay a Parigi. Lo ha riferito Le Figaro, aggiungendo che per 231 di queste il fermo potrebbe tramutarsi in arresto. I feriti negli scontri sono 36, di cui 34 poliziotti. A rovinare la dimostrazione, sostanzialmente pacifica, un centinaio di persone che hanno lanciato bottiglie contro la polizia nella grande ‘Place des Invalides’ dove si e’ conclusa la marcia. Gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. (AGI) .

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fonte agi.it

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India, strage di esponenti del Congresso. I ribelli maoisti uccidono 28 persone / VIDEO: Naxal attack in Chhattisgarh most audacious attack: Advani

Naxal attack in Chhattisgarh most audacious attack: Advani

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Pubblicato in data 26/mag/2013

BJP veteran leader condemned the Naxal attack in Chhattisgarh that killed many Congress leaders and said it is one of the most audacious attacks by Naxals. He also visited senior Congress leader VC Shukla, who was critically injured, in Medanta Hospital in Gurgaon.

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fonte immagine governancenow.com

India, strage di esponenti del Congresso
I ribelli maoisti uccidono 28 persone

Imboscata a un convoglio nello stato del Chattisgarh
La denuncia di Sonia Gandhi:  «Un attacco alla democrazia»

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India sotto choc per la strage di politici. Un folto gruppo di un centinaio di militanti maoisti indiani ha teso la notte scorsa un agguato ad una carovana di dirigenti e militanti del partito del Congresso di Sonia Gandhi nello Stato nord-orientale di Chhattisgarh, causando un massacro di quasi 30 morti e altrettanti feriti.

L’imboscata è avvenuta in una zona isolata del distretto di Sukna, a oltre 300 chilometri dal capoluogo di Raipur, dove il convoglio di politici, scortato dalla polizia, stava transitando di ritorno da un comizio. I guerriglieri, pesantemente armati, hanno fatto esplodere una mina e poi hanno aperto il fuoco. Fra le vittime dell’attacco, il più grave dei maoisti (noti qui anche come “naxaliti”) dal 2005, il leader del Congresso del Chhattisgarh, Nand Kumar Patel, trovato morto insieme al figlio. I due erano stati rapiti dopo l’agguato. I ribelli hanno ucciso anche un altro importante esponente politico, Mahendra Karma, fondatore nel 2005 della milizia tribale anti maoista Salwa Judum e un ex parlamentare, Uday Mudaliar.

Un membro della comitiva, sopravvissuto alla carneficina, ha riferito all’agenzia di stampa Pti che i maoisti hanno inscenato balli di gioia quando hanno scoperto che fra i sequestrati c’era anche Karma, considerato loro «nemico pubblico n.1». L’attentato è stato duramente condannato dalla leader del Congresso Sonia Gandhi e dal figlio Rahul come un «attacco alla democrazia». La Gandhi e il primo ministro Manmohan Singh hanno partecipato a una riunione di emergenza nel capoluogo di Raipur. Qui Singh ha assicurato che «l’India non si inginocchiera’ mai davanti ai Naxaliti». Ferma anche la condanna del governo italiano. In una presa di posizione, la Farnesina ha ricordato che «il ricorso alla violenza, sempre esecrabile, non può trovare alcuna giustificazione in un Paese, quale è l’India, di profonda e solida tradizione democratica».

Una settimana fa l’esercito indiano aveva ucciso otto civili, tra cui diversi bambini, durante uno scontro a fuoco con sospetti militanti in un villaggio agricolo nella regione tribale di Bastar, sempre in Chhattisgarh.

I “Naxaliti” (da Naxalbari, un villaggio del West Bengal dove traggono origine nella seconda metà degli anni ’60) sono fortemente presenti in un «corridoio rosso» nell’India orientale dal confine con il Nepal fino all’Andhra Pradesh. Secondo il governo di New Delhi, sono «la più grande minaccia alla sicurezza interna» nazionale. Alcuni anni fa, le autorità indiane avevano deciso di lanciare contro di loro un’offensiva militare che però è stata abbandonata per via degli stretti legami tra i maoisti e le popolazioni tribali.

Più di recente il Congresso, al governo del Paese e all’opposizione in Chhattisgarh, ha cercato in questo Stato di sviluppare un’attività politica dal basso, in contatto anche con i responsabili tribali, in vista delle elezioni di dicembre

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fonte lastampa.it

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SCONVOLGENTE – Il fidanzato della sedicenne di Cosenza: l’ho bruciata ancora viva

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Fabiana Luzzi, la sedicenne accoltellata e bruciata viva dal ‘fidanzatino’ Domenico Morrone – fonte immagine net1news.org

La confessione al termine di un lungo interrogatorio

Il fidanzato della sedicenne di Cosenza: l’ho bruciata ancora viva

“Era ancora viva quando le ho dato fuoco”. E’ la sconvolgente rivelazione fatta agli inquirenti dal sedicenne reo confesso dell’omicidio della fidanzata coetanea a Corigliano Calabro

Il luogo dove è stato ritrovato il corpo della ragazzaIl luogo dove è stato ritrovato il corpo della ragazza

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Cosenza, 26-05-2013

“Era ancora viva quando le ho dato fuoco”. E’ la sconvolgente rivelazione fatta agli inquirenti dal sedicenne reo confesso dell’omicidio della fidanzata coetanea a Corigliano Calabro.

Il ragazzo ha raccontato i particolari dell’omicidio al pm della Procura di Rossano durante l’interrogatorio avvenuto nella notte. “Le ho dato una coltellata, Fabiana è morta e quindi ho deciso di bruciare il cadavere”.

E’ crollato ieri pomeriggio il sedicenne studente coriglianese accusato di avere ucciso e carbonizzato in un casolare abbandonato la fidanzatina Fabiana Luzzi, un anno piu’ giovane di lui, provando poi a nasconderne il cadavere in una vegetazione molto fitta poco lontana dal rudere. Ha raccontato tutto al termine di un lungo interrogatorio condotto dai carabinieri cittadini e dal pm di Rossano, Maria Vallefuoco, che lo ha sentito su delega della procura dei minori di Catanzaro. Magistrati e carabinieri lo hanno messo sotto torchio dopo averlo fatto tornare dal Centro grandi ustionati di Brindisi dove era stato trasportato venerdi’ sera, quando s’era presentato nell’ospedale di Corigliano con ustioni al volto e alle mani. Aveva raccontato ai medici d’essersele provocate sistemando lo scooter, ma gli investigatori, allertati dai sanitari, non ci avevano creduto, anche perche’ nelle stesse ore i genitori di Fabiana ne denunciavano la scomparsa poiche’ la quindicenne, che il 13 giugno ne avrebbe compiuti 16, non era tornata a casa dopo la scuola.

Ieri il sedicenne ha provato a depistare le indagini, spiegando d’essere stato aggredito da alcuni giovani, di cui ha pure indicato i nomi, per uno sgarro. Ma le verifiche immediatamente eseguite dai militari non hanno trovato riscontri alle sue parole. Cosi’ in serata, incastrato dalle evidenze e dalle contraddizioni della sua ricostruzione, ha raccontato tutto fornendo pure le indicazioni sul luogo, una contrada di campagna alla periferia di Corigliano, dove aveva abbandonato il corpo della povera Fabiana.

Il sedicenne ha raccontato d’esserla andata a prendere a scuola con lo scooter venerdi’ mattina per parlarle e chiarire l’ennesima lite provocata dal travagliato rapporto tra adolescenti che c’era tra loro. Poi, pero’, la situazione e’ degenerata arrivando al dramma nella stradina appartata poco lontano dall’istituto tecnico commerciale frequentato da Fabiana. Corigliano, paesone di 40 mila anione della costa ionica cosentina, stamattina ‘e’ svegliato sconvolto per quanto accaduto.

Fabiana, ultima di quattro figlie avute dal padre in due matrimoni, era conosciuta in paese, cosi’ come il suo fidanzatino. Gia’ ieri sera, quando sono cominciate e circolare le prime indiscrezioni su quanto successo, prima i compagni di scuola della ragazzina e poi anche altri cittadini s’erano radunati dinanzi alla caserma della compagnia carabinieri, ma il presunto assassino era gia’ stato trasferito in un altro luogo. Stamattina molta gente e’ assiepata dinanzi all’abitazione della ragazza.

Nella notte il sedicenne e’ stato sottoposto a fermo i polizia quale indiziato di delitto per omicidio volontario, ma non e’ escluso che le evidenze investigative possano portare a galla anche la premeditazione. Nelle prossime ore il provvedimento dovra’ essere confermato dal tribunale dei minori. Pare che nel primo pomeriggio di venerdi’, attorno alle 14:30, una compagna di Fabiana abbia incontrato il suo fidanzato, notandolo in uno stato alterato. Il ragazzo gli avrebbe chiesto dove fosse Fabiana.

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fonte rainews24.it

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