Archive | novembre 2011

Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati – di Paolo Barnard


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Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati 

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di Paolo Barnard

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I golpisti finanziari che hanno terminato la nostra democrazia dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato molti anni or sono su Business Week.

Si consideri quanto segue:

1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.

2) Le misure di austerità – si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio – non hanno ora più ostacoli, e sono espressione del volere di poteri finanziari non eletti dagli italiani. Il Parlamento non ha avuto voce in capitolo, ha dovuto obbedire di corsa, cioè è stato esautorato di fatto da forze straniere.

3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi.

I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati. Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti. Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase – Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group – Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria – William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY – Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra – Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group – Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE – David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International – Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese – John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria – Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale – inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA). Ripeto: Draghi ne è membro oggi.

Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via. Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili  stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti. Essi sarebbero stati fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.

Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.

Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe, come già detto, del Parlamento non più sovrano. La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stesso anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002. Draghi mentì negando di essere stato in carica a Golman Sachs nei mesi della truffa, ma fu smascherato dalle audizioni del Senato USA, nientemeno.

Tornando al golpe. Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani indigenti, sull’ambiente, e sulla democrazia, saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, e col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni. Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano in quanto cittadini italiani. Prego quindi l’eventuale giurista che leggesse queste righe di informarmi sulla procedura per inoltrare una denuncia in tal senso. Se, come temo, essa non esiste, nulla cambia della sostanza morale di quanto scritto.

p.s. Prego i diversi colleghi che usano in Tv, ai dibattiti o in radio i fatti che scopro e denuncio, di almeno citarmi come fonte. Grazie.

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A CHE PUNTO E’ LA NOTTE – L’abolizione della Politica e della Democrazia

L’abolizione della Politica e della Democrazia

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DI MIGUEL MARTINEZ
Keleblekerblog.com

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Oggi, i padroni del sistema finanziario europeo hanno deciso che è arrivata l’ora di fare sul serio.

Niente più barzellette, e la cosa tranquillizzerà certamente tutti coloro che pensavano che i problemi politico-economici d’Italia fossero le battute di Silvio Berlusconi.

Per fare sul serio, hanno tolto di mezzo da un giorno all’altro Silvio Berlusconi e istituito un governo tecnocratico.

I tecnici, ci dicono, sono “obiettivi”, nel senso che non sono tifosi professionisti di uno dei due schieramenti della politica-spettacolo.

Come se la vera divisione della società umana passasse attraverso la tessera di partito, e non attraverso i ruoli di potere.

Ciò è diventato possibile, perché è passata la grande mistificazione dei nostri tempi. Il politico, ci dicono, non è obiettivo. Il tecnico sì.

E qui si confonde il concetto di scienziato, cioè di persona che studia per avvicinarsi al vero, con quello di tecnico. Che è una persona stipendiata per far prevalere il punto di vista del suo datore di lavoro.

Anche gli avvocati sono dei tecnici. Mi affiderei a un avvocato realista e informato, certo, ma mai a un avvocato che non fosse di parte.

I tecnici come Mario Monti sono dipendenti diretti, da una vita, di una delle due parti in causa, cioè del capitale. In questo caso, della Confindustria e della Banca Centrale Europea, come anche della più grande banca commerciale del mondo, la Goldman & Sachs di New York.

Come è possibile che ciò non sia evidente a tutti?

Perché ai reali conflitti, lo spettacolo ha sostituito i falsi conflitti.

Il sistema spettacolare ha ridefinito completamente ciò che si chiama politica, come abbiamo raccontato tante volte.

La politica oggi è un ramo dei media che impiega numerosi individui oziosi, divisi in due squadre, ma in perenne concorrenza tra di loro, all’interno di ciascuna squadra.

Ogni mattina, ciascuno dei concorrenti deve trovare come restare visibile in un mondo senza memoria.

Per essere visibile, deve dire qualcosa che sia molto breve: tutto il discorso deve stare dentro un titolo, o dentro i primi secondi di una battuta in televisione, prima che il moderatore lo azzittisca e passi la parola a qualcun altro.

Ciò che il politico dice, deve essere comprensibile a persone incolte, distratte e poco interessate. E quindi non deve dire nulla di nuovo, nulla che non rientri nelle griglie preconcette di milioni di persone. Non c’è semplicemente il tempo di svolgere alcun ragionamento.

Il politico deve dire qualcosa di talmente sconvolgente, da catturare l’attenzione, una qualche variante del vecchio concetto di uomo morde cane.

Ma ciò che il politico dice, deve essere talmente banale, da non offendere nessuno,nemmeno della parte avversa, perché per la prima volta, tutti sono esposti a tutti: non esiste più il comizio dove un comunista parla a comunisti, mentre a un chilometro di distanza, un missino parla a missini.

Il problema infatti è che ogni offesa offre all’avversario degli utilissimi punti-vittima. Che il vincitore del punto-vittima deve però gestire con attenzione, perché nel momento stesso in cui dice che Tizio lo ha offeso, sta citando il nome di Tizio…

Non è possibile soddisfare tutte queste condizioni contemporaneamente.

In genere, i politici di destra riescono a sconvolgere, ma anche offendere; quelli di sinistra ad annoiare mortalmente, ma sono magistrali nella raccolta di punti-vittima.

Questo significa che ogni volta che un politico apre bocca, sbaglierà qualcosa. E questo rende la politica eccitante per gli spettatori. E spiega il mistero di questi anni: come un odio violentissimo di fazione possa accompagnare l’assenza di differenze reali tra i due schieramenti.

Abbiamo parlato della necessità per i politici di dire cose banali, facili da riassumere nello spazio di un titolo e che gli elettori/spettatori già capiscono.

In pratica, vuol dire che gli argomenti dei politici finiscono per ruotare attorno al sesso e alla paura fisica, legati a casi individuali – quella coppia gay si può sposare o no? Che ci dici di quella vecchietta scippata da un marocchino?

Da questi discorsi, restano completamente fuori le cose fondamentali.

Che sono il potere reale, la guerra e la pace, la produzione e la distribuzione della ricchezza.

Queste cose non sono più Politica, ma rientrano nella sfera degli Impegni Internazionali e dell’Economia divinizzata, percepiti con lo stesso intoccabile distacco con cui i pur litigiosi uomini del Medioevo percepivano la teologia.

Come in ogni teologia, la conoscenza dei misteri degli Impegni Internazionali e dell’Economia divinizzata è riservata ad alcuni sacerdoti, presentati come al di sopra delle parti. E la loro parola è definitiva per tutti i litiganti, trattandosi della Realtà Oggettiva, della Verità Trascendente cui nulla si può opporre.

A differenza dei semplici cavalieri, i sacerdoti non si azzuffano.

Ma le parti ci sono.

Non ci voleva Karl Marx per dirci che la lotta di classe esiste: lo sapevano anche i greci, quando parlavano del conflitto tra gli oligoi, i pochi detentori di ricchezza, e il demos, cioè la gran parte della popolazione delle città.

Con Mario Monti, abbiamo un governo di impiegati diretti dei soli oligoi, che ha il compito dichiarato di colpire l’altra parte sociale. Togliendo di mezzo il Buffone, che ha dimostrato la propria incapacità.

Applicheranno misure, come dicono “impopolari” – cioè antipopolari, cioè contro il demos. E questo significa che non devono essere sottoposti ad alcuna contestazione da parte del demos stesso.

Ossia, si sospende la democrazia, che non è un sinonimo di astrusi meccanismi elettorali, ma è il potere concreto del demos.

A me interessa poco se, per rovesciare Berlusconi, abbiano usato la corruzione o abbiano agito contro i canoni della “democrazia liberale”. Queste sono questioni del tutto formali, e quindi irrilevanti. Comunque, la tecnica in questo caso consisterà probabilmente nel sostegno bipolare a un unico progetto. Uno dice, ma questi qui non dovevano stare a litigare tra di loro e farsi le scarpe a vicenda? Non erano i comunisti, oppure i berlusconiani, il guaio fondamentale e la tragedia nazionale?

Non c’è problema, potranno continuare a insultarsi come prima a proposito di quella coppia gay e di quella vecchietta scippata, per cui non ci accorgeremo nemmeno della sospensione.

Ciò che conta è che la Banca Centrale Europea e la Confindustria proporranno un preciso programma di governo e di vita, che ci riguarderà tutti, e su cui si costruirà il nostro futuro.

Si può parlare di democrazia, solo se i cittadini possono scegliere su un argomento di tale importanza. Chi vuole quel progetto, dovrebbe poter dire di sì. Chi non lo vuole, dovrebbe poter dire di no.

Ciò è impossibile quanto lo era ai tempi di Luigi XIV.

**********************************************Fonte: L’abolizione della politica e della democrazia

15.11.2011

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fonte:  http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9346

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Da Tre-Monti ad un Monti: il Calvario

Da Tre-Monti ad un Monti: il Calvario


Mario Monti – fonte immagine

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di Marcello Pamio – 11/11/11

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https://i1.wp.com/www.disinformazione.it/images/mario_1.jpg

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Oggi 12 novembre 2011 si è dimesso il Premier Silvio Berlusconi!
Casualmente, lo stesso giorno di 215 anni fa, Napoleone si arrese agli austriaci nella battaglia di Caldiero! Certamente il parallelo tra il condottiero francese e l’omino di Arcore è una bestemmia, ma la coincidenza della data è veramente interessante…
Tutta colpa di Silvio Berlusconi. Se l’Italia è in rovina è colpa sua. Non ha fatto nulla per questo paese, se non leggi ad personam”.
La colpa è di una persona e adesso che si è dimesso, avremo risolto tutti i problemi nazionali.

Tale è il messaggio che sta passando, e anche i mercati internazionali danno segnali di questo tipo.
Il presente articolo non ha lo scopo di difendere l’indifendibile, difendere cioè un personaggio (politico?) che non ha fatto nulla per il popolo, se non evitare con tutti gli strumenti possibili la magistratura e farsi leggi ad uso e consumo personale.
Lo scopo è invece quello di cercare di usare il proprio cervello per pensare fino in fondo e capire cosa sta realmente succedendo nello scenario nazionale e internazionale: quali sono le dinamiche e soprattutto le forze in gioco.

L’agnello sacrificale è stato trovato, e dopo la sua caduta, verrà scannato al pubblico ludibrio.
Festeggiamo con spumante, perché finalmente ci siamo liberati dalla dittatura berlusconiana, dal male per antonomasia.
Ma è proprio così? E’ solo colpa del grembiulino di Arcore o invece c’è dell’altro che non ci dicono?

Ci sono potentissime forze, in confronto alle quali Silvio è un ridicolo e innocuo cantastorie. Forze che lavorano nell’ombra da decenni e che hanno permesso a Silvio di occupare Palazzo Chigi, perché funzionale al sistema.
Ora quelle stesse forze che lo hanno voluto, sostenuto e appoggiato, lo hanno abbandonato, perché?

Il cancro della speculazione finanziaria
Mentre noi sbraitiamo, la speculazione selvaggia affonda gli ultimi colpi sulla povera. Mentre perdiamo tempo ed energia vitale, gli sciacalli sentono l’odore del sangue. E dove c’è sangue, c’è guadagno![1] Se poi nel frattempo la gente si scanna, poco importa: il sangue è sempre sangue.

Lo spread con i Bund ha avuto in questi giorni un andamento altalenante, salendo e abbassandosi a seconda delle voci di dimissioni del premier. Il tutto conferma che i mercati e gli speculatori, cioè i veri avvoltoi, non credono nel governo. Come mai credono nell’Italia e non nel governo?

Anche se il fenomeno interessa i cosiddetti P.I.I.G.S., acronimo che sta a indicare “maiali”: Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, le domande da porci (a proposito di suini) sono le seguenti: perché l’Italia e perché in questo momento?
Ovviamente l’Italia non è la sola e l’esempio della Grecia è lampante: prima i banchieri l’hanno devastata e disintegrata economicamente, per poi comperarsi le ricchezze con gli spiccioli. L’attuale premier greco è Luca Papademus, nientepopodimenoché l’ex vicepresidente della B.C.E., la Banca Centrale Europea!
La stessa cosa è avvenuta in Italia a partire dal 1992 e continua in questi giorni.

Il momento storico è molto importante: forse per la prima volta nella storia i popoli europei sono stati totalmente privati della loro sovranità politica e monetaria con il Trattato di Maastricht prima e con quello di Lisbona poi.
I governi sono diventate mere finzioni teatrali del Regime per distrarre i sudditi, e le bandierine politiche destra o sinistra sono specchietti per le allodole. I partiti di qualsiasi colore e posizione, sono le ali del medesimo avvoltoio: il potere economico! I politici, come direbbe Ezra Pound, sono i camerieri dei banchieri. Ed è proprio così: a gestire la politica e l’economia in Europa e nel mondo intero, sono i banchieri internazionali.

Perché gli speculatori finanziari, provenienti dai soliti mercati anglo-ebraici-statunitensi, hanno preso di mira i P.I.I.G.S. e soprattutto l’Italia?
Ecco alcune possibili spiegazioni.

1)    La politica energetica italiana dava molto fastidio alle consorelle e ai confratelli che gestiscono e controllano l’energia a livello mondiale.
Il cavaliere, nella sua totale inutilità politica, è però riuscito a instaurare rapporti commerciali energetici con Libia e Russia.
Queste ovviamente non sono cose da fare, e il tragico incidente all’aereo di Enrico Mattei dovrebbe insegnare…
Dopo l’eliminazione fisica del colonnello Gheddafi è rimasta soltanto la Russia di Putin.
Attualmente, e ancora per molto poco, il 30% dell’E.N.I. è in mano pubblica.[2] Un altro 20% lo possiedono gli stessi investitori anglo-statunitensi che vogliono accaparrarsi, grazie alla crisi economica creata ad arte, tutto il malloppo di decine di miliardi.
Vogliono mettere i loro artigli affilati sul gioiello italiano per guadagnare e impedire qualsiasi altro sviluppo energetico del paese.
L’indipendenza energetica è sempre un male da combattere con ogni mezzo, lecito e illecito.

2)    Un’altra cosa da interessante da sapere, e forse il vero bersaglio della speculazione internazionale nei nostri confronti, sono le riserve auree dell’Italia.
Il nostrano Fort Knox, ammonta a circa 2.451,80 tonnellate di oro fisico.
Con quasi 2500 tonnellate di oro, l’Italia possiede la terza maggior riserva di oro al mondo, dopo Stati Uniti e Germania.[3] Un piatto molto invitante…

3)    La svendita di altri importantissimi patrimoni pubblici è sempre invitante per i capitali stranieri, vedi Grecia. E la storia tende a ripetersi, se non compresa.
A poche settimane dalla strage di Capaci (il 23 maggio 1992 perdettero la vita il giudice Giovanni Falcone la moglie e tre agenti della scorta), esattamente il 2 giugno 1992 sul Britannia, il panfilo della Regina Elisabetta II, si organizzò un vero e proprio complotto ai danni dell’Italia.
Personaggi come il “filantropo” George Soros, Giulio Tremonti, il Direttore generale del Tesoro Mario Draghi, Il Presidente dell’IRI Romano Prodi, il Presidente dell’ENEL Franco Bernabé, il Governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi, il Ministro Beniamino Andreatta, svendettero il patrimonio pubblico ai capitali stranieri come Goldman Sachs, Barings, Warburg, Morgan Stanley e pochi altri.
Gli altri “complici” italiani furono il Ministro del Tesoro Piero Barucci, il Direttore di Bankitalia Lamberto Dini, e l’allora capo del governo, Giuliano Amato.
Partendo dal declassamento dei nostri B.O.T., da parte di Moody’s, l’agenzia statunitense di rating, lo speculatore ungaro-ebraico George Soros, cercò di impossessarsi di 10.000 miliardi di lire della Banca d’Italia, speculando sterlina contro lira.
Carlo Azeglio Ciampi, per “impedire”, diciamo così, tale speculazione, bruciò le riserve in valuta straniera: 48 miliardi di dollari. Ciampi, per questi suoi servigi sarà premiato con la Presidenza della Repubblica…
Su George Soros indagarono le procure di Roma e Napoli, ma sappiamo bene come andò a finire, anche perché trattasi di un uomo di punta del gruppo bancario anglo-francese Rothschild.
A seguito di questo attacco mirato alla lira, e della sua immediata svalutazione del 30% partì la più grande privatizzazione di Stato a prezzi stracciati (ENEL, ENI, Telecom, ecc.), per opera dei governi Amato (1992-1993) e Prodi (1996-1998).
Continuerà tale svendita con il prossimo governo Monti e/o Dini e/o Amato.

4)   Non dimentichiamo mai la madre dell’Euro. La moneta unica europea è nata nel grembo del mondialismo, e lo scopo è quello di frantumare politicamente ed economicamente tutta l’Europa. Uniti per dividerci. L’illusione dell’unione dei popoli e delle culture infatti ci stanno portando alla debacle politica, economica e sociale. Problema-Reazione-Soluzione. E la soluzione qual è? La medicina salvavita per tutti è la moneta unica mondiale, magari elettronica.
Un ulteriore passo verso l’instaurazione di un Nuovo Ordine Internazionale.

All’ombra della Goldman Sachs
Quasi tutti gli uomini interessati da queste mega speculazioni, sono legati a doppia mandata a banche d’affari internazionali come per esempio l’anglo-ebraica Goldman Sachs.
Nomi come Mario Draghi (vice Presidente Internazionale della Goldman per l’Europa), Romano Prodi (advisor), Gianni Letta (l’ex sottosegretario alla presidenza del governo Berlusconi è advisor di Goldman[4]) e lo stesso Mario Monti

All’ombra della massoneria
I personaggi che contano non si incontrano solo a bordo dei panfili reali, ma anche in riunioni supersegrete come quelle del Gruppo Bilderberg.
Nel 2004 il Gruppo si è riunito a Stresa, lungo le rive del Lago Maggiore, e ha visto la partecipazione di nomi quali Franco Bernabè, Mario Draghi, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa (scomparso di recente), Riccardo Passera, Paolo Scaroni, Marco Tronchetti Provera e altri.
Negli anni successivi, a parte qualche nome nuovo, a questi meeting figurano sempre gli stessi..
Attualmente nel Comitato centrale del potente gruppo lobbistico, figurano tra gli italiani: Franco Bernabé (Telecom Italia spa) e l’attuale capo del governo italiano Mario Monti (Presidente Bocconi).
Il Gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma viene ufficializzato nel giugno del 1954, quando un ristretto gruppo di vip dell’epoca si riunisce all’hotel Bilderberg di Oosterbeek, in Olanda. Da quel momento le riunioni si sono svolte una o due volte all’anno, nel più totale riserbo. I primi incontri si sono svolti esclusivamente nei paesi europei, ma dall’inizio degli anni ’60 anche negli Usa. Si tratta di una delle associazioni più controverse dei nostri tempi, accusata di decidere i destini del mondo a porte chiuse. Nessuna parola di quanto viene detto nel corso degli incontri è (quasi) mai trapelata.

Il senatore Mario Monti
Il neo senatore a vita (grazie all’intervento provvidenziale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uomo politico funzionale*), il prof. Mario Monti, oltre ad essere uomo Goldman Sachs, membro del Bilderberg Group, è anche Presidente europeo della “famigerata Commissione Trilaterale, una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica, ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger[5].
La Commissione Trilaterale, nasceva quasi quarant’anni fa, nel luglio 1973, ed è il cenacolo dell’élite politica ed economica internazionale: un circolo chiusissimo e sempre attivo che si prefigge di diventare un organo privato di concertazione e orientamento della politica internazionale dei paesi della triade (Stati uniti, Europa, Giappone), da qui il nome.

Tra le altre cose fa parte pure del comitato esecutivo del gruppo Aspen Institute Italia[6], un’altra struttura abbastanza ambigua finanziata da Fondazione Ford e Fondazione Rockefeller, il cui presidente attuale è Giulio Tremonti e vicepresidente Enrico Letta[7] nipote del più potente Gianni Letta.
I membri esecutivi del Comitato dell’Aspen Institute sono: Luigi Abete, Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Francesco Caltagirone, Fedele Confalonieri, Francesco Cossiga, Gianni De Michelis, Umberto Eco, John Elkann, Franco Frattini, Cesare Geronzi, Enrico Letta, Gianni Letta, Umberto Colombo, Paolo Mieli, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa (scomparso), Corrado Passera, Romano Prodi, Cesare Romiti, Carlo Scognamiglio, Domenico Siniscalco, Lucio Stanca, Giulio Tremonti, Giuliano Urbani ecc. – tratto dal sito ufficiale dell’Aspen Institute www.aspeninstitute.it/AspenWeb/AspenWeb.nsf/esecutivo?OpenForm&Lingua=E&Area=10000. Tra i membri stranieri, figurano personaggi come Henry Kissinger, Madeleine K. Albright, ecc.

Quindi il nuovo capo del governo italiano, accettato da destra e sinistra, è indiscutibilmente uno degli uomini più potenti d’Italia, forse dopo Mario Draghi (chiamato Mr. Britannia negli ambienti che contano), ed il portavoce dell’ultraliberismo anglo-ebraico-statunitense.
Sotto la brillante immagine del brizzolato rettore e professore di economia, sotto la tunica del senatore, porterà avanti, forse come non mai, la svendita definitiva dell’Italia e di quello che rimane del nostro paese. Il tutto a beneficio dei soliti poteri forti internazionali.
Dalle vergognose leggi ad personam, per la pace di molti, passeremo alle leggi ad massonam…

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* Giorgio Napolitano, nell’aprile 1978 fu il primo dirigente comunista di alto livello, ad avere il visto d’ingresso negli Stati Uniti. Fu ospite in varie università, come Harvard, Yale, Princeton e tenne una conferenza al C.F.R., il Council on Foreign Relations di New York. Al C.F.R. Napolitano affermò che “Il Pci non si oppone più alla NATO come negli anni Sessanta
Nel gennaio 1978, al Dipartimento di Stato USA erano molto preoccupati per una partecipazione comunista al governo Andreotti, che proprio in quei giorni era entrato in crisi, e infatti l’operazione segreta era quella di spaccare il Pci.
Nel marzo 1978 Aldo Moro venne sequestrato e il resto è storia…
Tornato in Italia Napolitano insieme ad altri “moderati” fonderà una corrente interna al Partito, detta “migliorista”, mentre Berlinguer guardava alla “terza via”, una via capace di andare al di là del capitalismo e della socialdemocrazia. Il progetto di spaccare il Pci formalmente riuscì e grazie a questa corrente, il Partito Comunista sposò la causa della NATO. Tratto da http://www.appelloalpopolo.it/?p=3969 

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Qualche articolo per approfondire:

– Commissione Trilaterale: http://www.disinformazione.it/trilaterale2.htm
– Gli opachi poteri della Trilaterale http://www.disinformazione.it/trilaterale.htm
– Gruppo Bilderberg a Stresa 2004: http://www.disinformazione.it/bilderberg.htm
– Il Bilderberg riunito: cosa deciderà per noi? http://www.disinformazione.it/bilderberg6.htm
– Bilderberg 2006: http://www.disinformazione.it/bilderberg7.htm
– I massoni e la sinistra italiana: http://www.disinformazione.it/massoniesinistra.htm

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[1] “La speculazione affonda gli ultimi colpi sull’Italia”, Filippo Ghira, “Rinascita”, 8 novembre 2011
[2] Idem
[3] “Chi specula sulla crisi e perché”, Lucio Garofalo, “Rinascita”, 9 novembre 2011
[4] Gianni Letta nominato advisor di Goldman Sachs: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/06/letta-goldman.shtml?uuid=909fc446-1d74-11dc-ab9f-00000e251029&DocRulesView=Libero
[5] Piergiorgio Odifreddi, http://www.repubblica.ithttp://www.trilateral.org/go.cfm?do=Page.View&pid=32#nag
[6] Aspen Institute Italia – http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/comitato-esecutivo
[7]Mario Monti – Da Goldman Sachs ad Aspen Institute passando per la Trilateral” – http://www.polisblog.it/post/12335/chi-e-mario-monti-aspen-goldman-sachs

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fonte: http://www.disinformazione.it/mario_monti.htm

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ECONOMIA – Ecco come cambierà l’Italia dopo la “legge Ue”

Ecco come cambierà l’Italia dopo la “legge Ue”

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In pensione a 67 anni, tariffe (forse) più basse per avvocati e ingegneri, nuove autostrade e benzina più cara. Ecco alcune delle misure previste nel maxi-emendamento alla legge di stabilità che dovrebbe essere approvato entro domenica per rassicurare l’Ue e i mercati finanziari. Misure che dovrebbero ridurre le spese dello Stato e dare qualche slancio all’economia italiana

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IN PENSIONE A 67 ANNI, MA DAL 2026
Dal 2026 si andrà in pensione a 67 anni: è quanto prevede il
maxiemendamento del Governo depositato in Commissione Bilancio in Senato.

PICCOLI PRESTITI AGEVOLATI
PER LE FAMIGLIE CHE HANNO FIGLI

Proroga del fondo di credito per i nuovi nati o adottati. È quanto si legge nel maxiemendamento del Governo alla legge di stabilità, a firma del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Le somme prestate alle famiglie dalle banche a tassi agevolati, grazie alla mediazione governativa, saranno garantiti per il triennio 2012-2014.

AVVOCATI E INGEGNERI:
TARIFFE LIBERE (E FORSE PIU’ BASSE)

Via le tariffe minime per i professionisti, non solo avvocati e ingegneri. È una delle norme inserite nel maxiemendamento presentato dal Governo in Senato. Secondo quanto riferisce Elio Lannutti, dopo l’illustrazione della proposta da parte del ministro Giulio Tremonti, si procederà anche all’utilizzo di società di capitale.

«CASSA INTEGRAZIONE» PURE
PER I DIPENDENTI PUBBLICI
scatta la ‘cassa integrazione’ anche per i pubblici dipendenti in eccesso, che non sono stati ricollocati attraverso la mobilità. Lo prevede il maxiemendamento del governo al ddl di stabilità. I contratti collettivi possono prevedere criteri per la gestione delle eccedenze del personale attraverso la mobilità. Ma per il personale in eccedenza che non è stato possibile ricollocare, o che abbia rifiutato il trasferimento in un’altra amministrazione, scatta il collocamento in disponibilità, una specie di cassa integrazione all’80% dello stipendio che viene erogata per due anni.

VENDIAMO UN PO’ DI IMMOBILI PUBBLICI
E DI TERRENI AGRICOLI

Dismissioni degli immobili pubblici attraverso il conferimento o il trasferimento degli stessi a uno o più fondi comuni di investimento immobiliare o a una o più società. Lo prevede il maxiemendamento del governo al ddl stabilità precisando che i proventi derivanti dalle cessioni andranno alla riduzione del debito pubblico. Il testo prevede anche la dismissione dei terreni agricoli che sarà affidata all’Agenzia del Demanio che dovrà alienarli mediante trattativa privata (per gli immobili di valore inferiore a 400mila euro) o mediante asta pubblica (per quelli di valore pari o superiore a 400mila euro).

CONTRATTI DI APPRENDISTATO
PER I GIOVANI: SCONTO ALLE IMPRESE

Dal gennaio 2012 per i contratti di apprendistato stipulati entro il 31 dicembre 2016 viene riconosciuto ai datori di lavori con aziende fino a un massimo di 9 lavoratori uno sgravio contributivo del 100% per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto. Resta fermo il livello dell’aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo. È quanto prevede il maxiemendamento del governo al ddl Stabilità. L’obiettivo, si legge, è quello di «promuovere l’occupazione giovanile».

INCENTIVI ANCHE PER PART-TIME
TELELAVORO E CONTRATTI ALLE DONNE
Contratto di inserimento per le donne, part-time, telelavoro, incentivi fiscali e contributivi. Il pacchetto fiscale inserito nel maxiemendamento alla legge di stabilità conferma le misure anticipate nei giorni scorsi. Confermati, inoltre, gli incentivi per il part-time, il telelavoro e l’inserimento delle donne nelle zone ad alta disoccupazione femminile.

DEFISCALIZZAZIONI
PER NUOVE AUTOSTRADE

Defiscalizzazione in arrivo per realizzare nuove autostrade: la norma è contenuta nel maxiemendamento del Governo presentate in Commissione Bilancio al Senato ed è limitata alle infrastrutture autostradali. Mentre nelle prime ipotesi la ‘Tremonti-infrastrutture’ era estesa alle opere pubbliche. Si agirà su Irap e Iva.

ABRUZZESI RIPRENDONO
A PAGARE TASSE, MA SENZA SANZIONI

La ripresa della riscossione delle tasse nelle aree colpite dal devastante sisma in Abruzzo del 6 aprile 2009 avverrà a partire da gennaio 2012 ma «senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in 120 rate mensili, di pari importo». Lo prevede il maxiemendamento alla legge di Stabilità depositato in Senato. L’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, «ovvero per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti è ridotto al 40%». Le accise dei carburanti saranno aumentate «in misura tale da determinare, per l’anno 2012, maggiori entrate pari a 65 milioni di euro».

AUMENTO BENZINA DA 2012
RIALZI ANCHE IN 2013 PER BONUS A GESTORI

Nuovi aumenti delle accise su benzina e gasolio nel 2012 e nel 2013, per rendere strutturale il bonus fiscale garantito ai gestori dei distributori. Il maxi-emendamento alla legge di stabilità prevede un aumento di 1 millesimo al litro per la verde e per il gasolio dal prossimo anno e di un ulteriore mezzo millesimo dal 2013.

LIBERALIZZARE SERVIZI PUBBLICI

Se gli enti locali non procederanno alle liberalizzazioni dei servizi pubblici, il Governo potrà esercitare con un potere sostitutivo. È quanto prevede il maxi-emendamento del governo alla legge di stabilità presentato in commissione Bilancio del Senato. Il testo interviene sulla manovra di agosto che già imponeva a comuni ed enti locali di procedere allle liberalizzazioni e all’affidamento con gare dei servizi pubblici locali.

CANTIERI TAV
CHI CI ENTRA VA IN GALERA
Il Governo conferma nel maxiemendamento depositato ibn Senato che le aree interessate alla realizzazione della Torino-Lione sono di «interesse strategico nazionale». Quindi chi vi si introduce sarà punito a norma dell’articolo 682 del codice penale: arresto da tre mesi ad un anno e ammenda.

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09 novembre 2011

fonte:  http://www.unita.it/economia/ecco-come-cambiera-l-italia-dopo-la-legge-ue-1.350795

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